Febbraio 2017
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Carcere di Terni: per “le Autorità” tutto va bene … tanto mica mi chiamo Pasquale io!


Polizia Penitenziaria - Carcere di Terni: per “le Autorità” tutto va bene … tanto mica mi chiamo Pasquale io!

Notizia del 11/11/2016

in Houston abbiamo un problema

(Letto 2466 volte)

Scritto da: Trenta anni di Carcere

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Casa Circondariale di Terni … un’ordinaria giornata di servizio.

Verso le 11 di mattina intervento in una sezione di detenuti “comuni” perché un nordafricano era riuscito a trattenersi sulla rotonda di sezione e si rifiutava di fare rientro in sezione e nella sua stanza.

Ciò in quanto voleva andare a tutti i costi all’isolamento per dare maggiore importanza allo sciopero della fame intrapreso da qualche giorno, finalizzato ad ottenere un trasferimento o comunque un avvicinamento per colloqui. 

Quando viene spiegato e ribadito al detenuto che non era possibile andare in isolamento volontariamente, e per di più con uno sciopero della fame in atto, il detenuto ha iniziato ad irrigidirsi, dapprima minacciando gesti più gravi, e poi rifiutandosi di uscire dal box dichiarando che non sarebbe rientrato per alcun motivo nella sezione.

A questo punto viene afferrato per un braccio per farlo allontanare ma questi reagisce e, spalleggiato da molti detenuti che erano vicini al cancello di accesso alla sezione, inizia uno show durato circa mezz’ora.

Dapprima riceve una lametta da un suo connazionale lesionandosi gravemente un braccio e poi inizia a incitare alla protesta gli altri detenuti (con l’aiuto di un ulteriore suo connazionale dall’interno della sezione) che si rifiutano, nonostante le numerose intimazioni, di rientrare in cella.

Nemmeno il Vice Comandante, coadiuvato da numerose altre unità sopraggiunte sul posto a seguito dell’allarme, è riuscito a riportare alla ragione il detenuto, che ha continuato a girovagare con la lametta in mano, mentre si faticava non poco per far rientrare i detenuti nelle loro stanze e solo dopo aver fatto capire che l’intervento successivo, in caso di ulteriore resistenza, sarebbe stato con la forza.

Quando i tre sono stati portati in infermeria, e poi in isolamento, è stato difficilissimo sottoporli a perquisizione per rinvenire sulle loro persone due lamette mentre non è stato possibile recupernarne una terza, probabilmente tenuta nascosta nel cavo orale di uno di questi.

Risultato finale: tre unità di personale hanno riportato lesioni. I detenuti sono finiti in “precauzionale” ma continuano a dare in escandescenze!!!

A prescindere dal singolo episodio, l’atteggiamento della quasi totalità dei detenuti della sezione, certamente agevolati dal regime aperto delle stanze, è di indifferenza verso  qualsiasi intimazione a rientrare, anche in  “stato di emergenza” e anche con l’intervento più autorevole dei superiori.

Il personale è in pericolo, perché la situazione sta sfuggendo di mano e i detenuti, ogni giorno di più, capiscono che con questa gestione complessiva degli istituti hanno gioco facile per fare ciò che vogliono, anche minacciare e mettere in pericolo in ogni momento il personale.

Ma per le “Autorità” (direttore e comandante) tutto va bene.

Per il Provveditore tutto va bene.

Per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tutto va bene.

… tanto mica mi chiamo Pasquale io!

(Tradotto: tanto nelle sezioni ci sta solo la Polizia Penitenziaria!)

 

 


Scritto da: Trenta anni di Carcere
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Commenti Commenti dei lettori

n. 10


Apriteli e fateli uscire tutti, non possono essere solo un peso per la Polizia Penitenziaria, devono gravare su tutta la comunità.
Poi, lo dice anche Papa Francesco, amnistia!
Allora, aiutiamo il Santo Padre e riconsegniamoli alla società

Di  PASQUINO  (inviato il 14/11/2016 @ 08:33:04)


n. 9


Ma si mandiamoci gli educatori, assistenti sociali, i volontari, preti e sore con la scuffia a far fronte a queste situazioni, noi mettiamoci in finestra e guardiamo al limite chiamiamo il 112

Di  Anonimo  (inviato il 12/11/2016 @ 22:27:27)


n. 8


Caro Tito Medio, non è che uno è fesso, e che impara a vivere, beato che puoi, nella realtà in cui vivo e lavoro, per sedare come dici tu, 8 colleghi indagati, 3 tre agli arresti domiciliari, prosciolti e con il processo da rifare, ma di che striamo parlando, noi qui abbiamo appreso la sezione, e cioè nessuno ti aiuta, anzi tutti tu scaricano, e caro Tito gli avvocati costano parecchio.

Di  Mario64  (inviato il 12/11/2016 @ 15:48:26)


n. 7


Apre il reparto psichiatrico, organico è al collasso e il Provveditore Cantone avrebbe risposto: arrangiatevi!
Scusate redazione se faccio copia/incolla per commentare.

Viene l'angoscia a leggere queste notizie.
Basta parlare di EFFICIENZA ed AFFICACIA.
Che poi nella PA significasserebbe "finchèlabarcavàlascialandare".
Battimu lu fierru!
Battimu lu fierru finché è cautu uagnoni, tempi tristi si profilano all'orizzonte.
Pensavamo di fare Natale cullu sule e invece finiu......culli pacci!!!
A questo punto verrebbe da dire: SALENTU.....Suli, mari, ientu e....pacci!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Di  quasi quasi mi butto...(sic!)  (inviato il 12/11/2016 @ 14:27:35)


n. 6


L'incubo di essere presi per fessi ed incapaci di reagire.
Io continuo a fare il mio mestiere come sempre, senza precludermi nulla.
Francamente non potrei andare a lavorare consapevole di essere considerato un verme inerme. Chi lavora con me lo sa bene. Guai a mollare.
Reagite ragazzi per favore

Di  Tito medio  (inviato il 12/11/2016 @ 09:29:47)


n. 5


Caro Piermattia, gli scudi e i manganelli sono in armeria e li stanno a prendere il fresco. Tante, ma tante volte abbiamo richiesto per casi di gravi minacce di farne uso, e parlo di minacce con le solite lamette ed altro, siamo stati ore ed ore ad aspettare che l'esagitato di turno si calmasse, assistendo impotenti a quanto voleva distruggere in quel frangente. Ho imparato ad aspettare senza intervenire, facendo sfasciare ogni cosa, unitamente a chi comandava, che si guardava bene da dare quell'ordine. Ma è anche vero che i molti episodi quando siamo intervenuti per sedare il facinoroso, siamo stati attaccati verbalmente con urla e battiture di pentolame ed altro dai compagni di detenzione. In sostanza non sono/siamo in grado d lavorare come si dovrebbe, siamo in balia dei prepotenti e del malato psichiatra di turno. Vedo questi ultimi anni di servizio come un incubo.

Di  Mario64  (inviato il 11/11/2016 @ 19:57:01)


n. 4


Caro collega, Mario64 al delinquente, si deve dare pur qualche oggetto per tagliarsi e per minacciare gli agenti, allo stesso tempo agli agenti deve essere consentito, difendersi con scudi e manganelli. Ovviamente per respingere le minacce, e per chi si oppone ad questi efficaci trattamenti.

Di  Piermattia  (inviato il 11/11/2016 @ 16:29:02)


n. 3


Ho paura che presto succederà qualcosa di grave. Hanno capito fin troppo bene che siamo noi i sorvegliati speciali. Ergo più casino faranno meglio staranno. Tanto non siamo nel paese dei balocchi.

Di  Anonimo  (inviato il 11/11/2016 @ 16:24:45)


n. 2


Ma ancora con queste lamette, quando capiranno i nostri superiori scienziati che devono avere il rasoio elettrico, in caso di mancanza di fondi possono benissimo farsi crescere la barba. Il vino e la birra in molti Istituti sono stati tolti a causa delle sonore sbronze, certo adesso fanno la grappa artigianale, ma fortunatamente riusciamo quasi, e dico quasi sempre a trovarla, vuoi per la soffiata, vuoi per il tanfo. E' arrivato il momento delle lamette.

Di  Mario64  (inviato il 11/11/2016 @ 15:18:51)


n. 1


Caro collega, trenta anni di carcere, avendo trenta anni di galera alle spalle, posso raccontare per esperienza vissuta, che sarebbe opportuno ogni tanto, stare con le mani in mano. Stare li a guardare mentre i delinquenti, spaccano tutto. Tanto come si suol dire,(il panificio non e mio!!) poi vediamo se per il direttore e per il comandante va tutto bene.

Di  Piermattia  (inviato il 11/11/2016 @ 09:34:38)




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