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Carceri brasiliane: la bufala dell'APAC, la sorveglianza dinamica in chiave brasiliana


Polizia Penitenziaria - Carceri brasiliane: la bufala dell'APAC, la sorveglianza dinamica in chiave brasiliana

Notizia del 26/01/2014

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Uomo Qualunque

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Quando gli uomini qualuque indicano la Luna, i “filosofi” delle carceri guardano il dito…

Il proverbio non era proprio così, ma è quanto avviene riguardo al “rivoluzionario” sistema APAC adottato in ristrettissima parte nelle carceri brasiliane.

APAC è l’acronimo di Associazione per la protezione e assistenza ai condannati ed è l’interpretazione brasiliana del concetto di sorveglianza dinamica. Il metodo APAC è un sistema carcerario utilizzato in Brasile da organizzazioni della società civile ed entrato a far parte dell'impianto carcerario istituzionale brasiliano, caratterizzato dall'assenza di armi e polizia. La sicurezza è garantita dai volontari, cui sono affidate le unità carcerarie, e dagli stessi detenuti. Il modello brasiliano riconosce un’autonomia quasi assoluta ai detenuti consegnando ad ognuno di loro le chiavi della cella e quelle del portone del penitenziario.

A sperimentarlo, ormai già da 40 anni, è un gruppo di magistrati brasiliani, confortati dalle statistiche che dimostrano una recidiva ridotta a meno del 10% contro la media del 70% dei detenuti comuni brasiliani.

Sorveglianza dinamica nelle carceri in Italia

Il progetto APAC è addirittura approdato a Bruxelles perché scelto come modello dalla Commissione europea per gli European Development Days. Fino a qui tutto vero, ma allora la “bufala” dov’è?

La fregatura sta nei numeri e nelle considerazioni che se ne traggono, ai limiti della truffa, guardando il dito, appunto, e immaginandolo anche più grande della luna,  fantasticando su un modello di carcere che è inapplicabile su larga scala, ubriachi di un “buonismo” che fino ad ora ha creato solo problemi a chi in carcere ci lavora sul serio.

Riepiloghiamo: le carceri brasiliane ospitano circa 500.000 persone detenute (cinquecentomila su 300.000 posti disponibili), quasi dieci volte il numero dei detenuti presenti in Italia, su circa 200 milioni di cittadini brasiliani (in Italia siamo circa 60 milioni di abitanti). Ne consegue un sovraffollamento delle carceri brasiliane da record! Minore del nostro in termini percentuali, ma molto maggiore se rapportato alla popolazione della Nazione brasiliana che “vanta” un tasso di carcerazione dello 0,25% contro il nostro 0,1%

Ebbene, quante persone detenute beneficiano del sistema APAC che tanto entusiasma i nostri “filosofi”? Il Procuratore di Minas Gerias (una delle regioni del Brasile) dichiara: “attualmente sono circa 2.000 (duemila) persone, recluse in penitenziari da 140-150 detenuti ciascuno” … cioè lo 0,4% della popolazione detenuta brasiliana!

… ma fatemi il piacere! Bisogna smettere di filosofeggiare e toccare con mano, come fa la Polizia Penitenziaria tutti i giorni, 365 giorni all’anno per 24 ore su 24, prima di iniziare a discutere sulle cose reali, senza restare a guardare le pagliuzze da 0,4%

Eccola la vera realtà delle carceri brasiliane e sudamericane… La "sorveglianza dinamica” e il regime delle “celle aperte” si può applicare a meno dell'uno per cento dei detenuti ... praticamente ininfluente!

E' necessario confrontarsi con la realtà e smettendola di filosofeggiare! Ci guadagneremo tutti: detenuti, poliziotti, società.

 

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Scritto da: Uomo Qualunque
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Commenti Commenti dei lettori

n. 3


Il concetto di rieducazione e riabilitazione, se vogliamo, ha già in sé dei presupposti che cozzano contro quanto tu affermi. Se contesti che il carcere serve ad escludere dalla società alcune persone che lo Stato ha in qualche modo spinto a delinquere, allora non capisco perché legittimi l'impegno dello Stato a rieducarli, evidentemente, su valori che lo Stato persegue, o come forse immagini tu, impone. Ma lasciamo perdere queste questioni. Quello che non riesco a capire è perché ci si ostina a guardare solo e sempre l'effetto immediato e non, come l'esperienza APAC ampiamente dimostra... gli effetti a lungo termine. Mi sorge il dubbio che l'articolo tu non l'abbia letto, come nemmeno uno dei link proposti in basso. Sono d'accordo che è inutile e anzi dannoso lasciare oziare migliaia di persone in celle sovraffollate, ma immagino tu sia anche una di quelle persone che ritengono ingiusto che persone che hanno commesso reati, possano "risarcire" la Società (non parliamo di Stato) dei loro crimini commessi. Oppure vogliamo ancora credere alla favoletta che in carcere ci sono solo delle vittime giudiziarie?

Di  Uomo Qualunque  (inviato il 16/09/2014 @ 09:35:32)


n. 2


Io credo che le carceri siano ora una realtà vergognosa in tutti i sensi. Non dovrebbero esistere...i carcerati o recuperandi andrebbero educati, riabilitati, inseriti..non tenuti ad oziare in celle sovraffollate. il carcere serve a eliminare dalla circolazione delle persone che non si allineano, dunque a tenere lo Stato i fuori da qualsiasi risoluzione di problemi socialei pre e post carcere.CREDO NEL MODELLO APAC e sì credo ci vorrebbe per tutti..in primis dovrebbero essere preparate le guardie carcerarie...cambiare concezione di pena, carcere, recupero Vi credo ora è un inferno.....presto anche in Italia saranno attuati progetti APAc
già ora vi sono realtà gemelle e ora io lavoro volontaria in una di queste.....porte e finestre tutte aperte...nessuno fugge...nessun controllo, si autocontrollano Ciao grazie

Di  Anna  (inviato il 16/09/2014 @ 08:21:39)


n. 1


Stiamo arrivando alla follia pura !! Piu leggo articoli e piu mi sembra di vivere un incubo!!!solo che poi mi rendo conto che ci sono legislatori che danno riscontro a queste assurdita'.nessuno si rende conto di quello che sta covando nelle nostre carceri o peggio sa ma chiude occhi e orecchie tutto a nostro danno e solo per non pagare una multa,che a questo punto pagheremo noi agenti con la nostra salute.non si puo' andare piu'avanti cosi' facciamoci sentire altrimenti fra poco finiremo a fare gli scopini in sezione!!!

Di  gianni  (inviato il 26/01/2014 @ 21:05:31)




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