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Carceri di nuovo affollate: e ai Direttori diciamo...


Polizia Penitenziaria - Carceri di nuovo affollate: e ai Direttori diciamo...

Notizia del 05/06/2017

in L''Editoriale

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Scritto da: Donato Capece

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Il tredicesimo rapporto dell’associazione Antigone intitolato "Torna il carcere" ha messo in luce ciò che il SAPPE denuncia da mesi: il carcere ritorna protagonista.

I numeri parlano più di tante parole: negli ultimi 6 mesi si è passati da 54.912 presenze a 56.436.

Ci si era illusi che, dopo la condanna per trattamenti inumani e degradanti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Torreggiani, 2013), il carcere potesse tornare a perseguire gli obiettivi dettati dalla Costituzione.

I provvedimenti che incentivavano l’utilizzo delle misure alternative, le proposte degli Stati Generali dell’Esecuzione penale, l’istituzione del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà avevano reso fiducioso Antigone per un positivo cambio di clima politico.

E invece numeri e politiche, ben fotografate dal rapporto, lo ha sottolineato bene un articolo del quotidiano Il Dubbio, evidenziano passi indietro: 56.436 è il numero di persone detenute duemila persone in più in soli quattro mesi -; sono stati 45 i suicidi in carcere nel corso del 2016 - spesso avvenuti dopo la detenzione in celle di isolamento - e con 19 suicidi dall’inizio del nuovo anno; la riforma dell’rdinamento penitenziario è ferma al palo; la legge sul reato di tortura resa "monca" per le varie modifiche.

Nel rapporto di Antigone viene spiegato che negli ultimi 6 mesi si è passati dalle 54.912 presenze del 31 ottobre del 2016 alle 56.436 del 30 aprile 2017, con una crescita di 1.524 detenuti in un semestre.

Alessio Scandurra scrive nel rapporto che si tratta di un aumento tutt’altro che trascurabile: non solo conferma una tendenza all’aumento già registrata nei mesi precedenti, ma questa tendenza viene consolidata e appare in progressiva accelerazione.

Nel semestre precedente, dal 30 aprile al 31 ottobre del 2016, la crescita era stata infatti di 1.187 detenuti. "Se i prossimi anni dovessero vedere una crescita della popolazione detenuta pari a quella registrata negli ultimi sei mesi – ha spiegato Scandurra - alla fine del 2020 saremmo già oltre i 67.000". Sempre di più sono i detenuti stranieri, ed anche questo è un dato che dovrebbe fare seriamente riflettere.

Il rapporto ha evidenziato anche che l’Italia è il quinto paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare, con una percentuale di ristretti non definitivi, al 31 dicembre 2016, pari al 34,6%, rispetto ad una media europea pari al 22%.

Tra le varie cause che provocano l’elevato numero di reclusi non definitivi viene identificata l’eccessiva durata del procedimento penale e la scarsa applicazione di misure meno afflittive, quale ad esempio gli arresti domiciliari (con o senza l’utilizzo del braccialetto elettronico).

Tale dato, inevitabilmente comporta che la custodia cautelare rappresenti anche una anticipazione (o, spesso, una sostituzione) della pena finale.

Ma ricordiamo anche che ogni giorno contiamo gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dal DAP e che vedono coinvolti sistematicamente donne e uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria spesso offesi, umiliati, feriti. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella e ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. 

Non vediamo però soluzioni concrete alle aggressioni, risse, rivolte e incendi che sono all’ordine del giorno, visto anche il costante aumento dei detenuti in carcere, o all’endemica carenza di 7.000 unità nei ruoli della Polizia Penitenziaria.

Ai direttori delle carceri vorrei dire che sappiamo come non sia cosa semplice gestire un penitenziario, ma vorrei stimolarli a ricercare sempre un confronto costante, continuo e collaborativo con i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, che sono espressione del Personale. A creare le condizioni per favorirne il benessere, stante anche il particolare (e stressante) lavoro che svolge. A garantire condizioni di lavoro ottimali e più sicure per chi vive il carcere in prima linea: ossia le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato per l'esasperante sovraffollamento. Servono, però, anche interventi di natura legislativa. Se, ad esempio, i detenuti lavorassero tutti e a tempo pieno, avrebbero il tempo impegnato e questo non favorirebbe certo l’ozio penitenziario.

Come SAPPE, da tempo denunciamo che l’Amministrazione Penitenziaria, nonostante i richiami di Bruxelles, ha solo parzialmente migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti. E quasi tutti quelli che lavorano lo fanno alle dipendenze del DAP in lavori di pulizia o comunque interni al carcere, poche ore a settimana. Eppure chi sconta la pena in carcere ha un tasso di recidiva del 68,4%, contro il 19% di chi fruisce di misure alternative e addirittura dell’1% di chi è inserito nel circuito produttivo. Manca allora certamente la volontà politica ma questo è anche il risultato delle politiche penitenziarie sbagliate degli ultimi 25 anni, che hanno lasciato solamente al sacrificio ed alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle sovraffollate carceri italiane.

Ed è proprio tenendo a mente la professionalità ed il sacrificio dei Baschi Azzurri che ci si dovrebbe approcciare alle tematiche del carcere. Questo, almeno, il mio, nostro, auspicio. 

 


Scritto da: Donato Capece
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Commenti Commenti dei lettori

n. 8


Le carceri saranno sempre più affollate, ma il problema non si risolve alzando l'asticella del livello di condanna che comporta la carcerazione.
Bisogna costruire nuovi istituti, riaprire quelli chiusi ed assumere nuovo personale perché è chiaro che il flusso di persone che finiranno in carcere aumenterà progressivamente nel prossimo futuro.
Non mi sembra che esistano altre strade percorribili se si ha a cuore la sicurezza dei cittadini e non si vuole abbandonarli a se stessi.

Di  Luca Sardella  (inviato il 08/06/2017 @ 09:10:59)


n. 7


Il M 5 S. Propone l'unificazione delle forze di polizia .
Questi della Movida 5 strafalcioni non hanno altro da pensare .

Di  Anonimo  (inviato il 07/06/2017 @ 12:50:47)


n. 6


X il commento 4 .
Non provo interesse dal sito forzearmate.org , e non provo interesse per il movimento dei 5 No su tutto e tutti .
Prova su infodifesa vi è un articolo delle forze armate che non ci vogliono alle parate militari .

Di  Anonimo  (inviato il 06/06/2017 @ 14:09:22)


n. 5


Sono d'accordo con il commento n 3 una ragione in più per dagli il voto.

Di  Cavallo pazzo  (inviato il 06/06/2017 @ 13:48:28)


n. 4


Con tutto il rispetto per il movimento 5 stelle rimango sorpreso , io credo fermamente che il corpo di polizia penitenziaria deve restare polizia penitenziaria.
Non è ancora iniziata la campagna elettorale che già sono alla ricerca di elettori .
La politica dovrebbe legiferare per rendere migliore il lavoro

Di  Anonimo  (inviato il 06/06/2017 @ 11:27:39)


n. 3


andate su forzearmate.org ... il M5S ha proposto l'accorpamento della polizia penitenziaria.... speriamo salgano al governo

Di  vi  (inviato il 06/06/2017 @ 09:18:07)


n. 2


Buona sera a tutti! volevo esporre la mia amarezza in riferimento alle dichiarazione lette su questi schermi, fatte dal politico garante dei detenuti della Toscana, Franco Corleone.- Infatti dichiarava:" Stento a credere che due detenuti abbia potuto ferire dieci agenti; inoltre, gli agenti devono avere consapevolezza di certi percorsi; ancora, chi degli agenti non fosse d'accordo può sempre chiedere il trasferimento.-
Maah! certo che a parlar dietro una scrivania a mente lucida e tranquilla, viene facile a tutti, anche al sottoscritto che sta scrivendo questo sfogo! Certo, lui stenta a credere che i colleghi si possano far male, forse non sa, che gli stessi si rapportano con la popolazione carceraria a mani nude e senza attrezzature particolari, almeno, che io sappia.- Poi addirittura si lascia andare dicendo che i colleghi devono avere consapevolezza dei percorsi, come dire! Sappiate che se vi aggrediscono fa parte della riabilitazione, quindi, silenzio siete pagati per farvi picchiare.- Ma supera se stesso quando afferma, se i poliziotti non sottostanno a questi criteri di rieducazione, si facciano domanda di trasferimento, come se uno fosse a casa propria, e prende la decisione di andare qui o la, a piacer soggettivo.-
Ma perché l'esponente politico Corleone, anziché elargire consigli, a mio avviso, non appropriati con la professione di agente penitenziario, non si attiva a livello parlamentare facendo assumere degli assistenti sociali disposti a farsi fare dei soprusi dai santarellina chiamati detenuti.- Oppure semplicemente far cambiare l'Ordinamento e Regolamento del Corpo di Polizia Penitenziaria cosicché cambiano le regole d'ingaggio del personale.- Ma io dico, con questo modo di ragionare... è chiaro che l'autorità delle istituzioni, rappresentate dal Corpo di Polizia vengano messe in angolo e, per certi versi in ridicolo.- Egregio Dott. Corleone Franco... ma mi faccia il piacere!!!
Segretario Regionale Ugl Polizia di Stato Sicilia.-
Governara Marco

Di  Marco  (inviato il 05/06/2017 @ 17:17:38)


n. 1


Ogni estate si ripete identico lo stesso problema affollamento, e mai possibile che le precedenti esperienze sull' affollamento non abbiano insegnato nulla .


Di  Anonimo  (inviato il 05/06/2017 @ 17:02:00)




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