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Carceri, torna il sovraffollamento. Necessari almeno mille nuovi Agenti


Polizia Penitenziaria - Carceri, torna il sovraffollamento. Necessari almeno mille nuovi Agenti

Notizia del 08/08/2016

in L''Editoriale

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Scritto da: Donato Capece

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Il 12 luglio scorso si è tenuto a Carini, in provincia di Palermo, presso il Salone delle Feste del Castello, un interessante convegno dal tema Espiazione della pena e diritti fondamentali della persona - Una riflessione sulla situazione carceraria italiana.

Molti e qualificati gli interlocutori: tra essi, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Le carceri hanno subito in questi anni un'evoluzione positiva, siamo riusciti a contenere un processo di sovraffollamento che aveva portato a condizioni inumane. Per primo, però, ho sempre segnalato come, dopo questo traguardo, fosse importante discutere di come fare corrispondere l'attività dell'esecuzione penale all'indicazione costituzionale, ovvero come riuscire effettivamente a garantire un percorso di riabilitazione, di riscatto dei detenuti e su questo abbiamo ancora moltissimo da fare. Oggi è l'occasione per discuterne e di farlo anche con la Chiesa che con maggiore determinazione nel corso di questo pontificato si è posta questo tema e ha aiutato tutti noi a fare dei passi avanti", ha tra l’altro detto Orlando.

Che sui tempi della giustizia, ha aggiunto "abbiamo incominciato ad avere dei risultati significativi, vorrei ricordare che all'insediamento di questo Governo la durata media del processo civile di primo grado era di oltre 550 giorni, quest'anno chiuderà a 367 giorni. Naturalmente - ha proseguito - c'è da fare un lavoro analogo nell'appello e poi c'è da snellire complessivamente il processo. Per questo è molto importante che le due leggi che affrontano il funzionamento del processo civile e penale siano approvate al più presto. Confido che in questi giorni si possa andare verso un'approvazione in commissione al Senato di quella che riguarda il penale e mi auguro che, con molti meno problemi, si possa approvare quella sul civile che, per sua natura, è assai meno divisiva e meno delicata per le tensioni tra le forze politiche".

Io non sono così ottimista, come il Guardasigilli, sulla situazione penitenziaria. E spiego perché. E’ salito infatti a quota 54.072 il numero dei detenuti presenti oggi nelle carceri italiane, mentre ben 43mila persone scontano una pena sul territorio in misura alternativa alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, messa alla prova e lavori di pubblica utilità) e 10.773 sono le nuove istanze pendenti per messa alla prova. Sono dunque pressoché esauriti gli effetti delle leggi svuotacarceri e gli istituti di pena ritornano a essere significativamente affollati, a tutto discapito del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.

54.072 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di poco superiore ai 44mila posti letto effettivamente disponibili è un segnale preoccupante, che va a incidere pesantemente sul lavoro dei Baschi Azzurri. Le regioni più affollate sono Lombardia (7.967), Campania (6.889), Lazio (5.893) e Sicilia (5.899). Ma tutte, proprio tutte, le carceri sono affollate oltre la capienza ordinaria.

Mi sembra quindi aleatorio sostenere che il Governo è riuscito “a contenere un processo di sovraffollamento che aveva portato a condizioni inumane”. Per il SAPPE, infatti, poco è cambiata la situazione penitenziaria del Paese. Su come “riuscire effettivamente a garantire un percorso di riabilitazione, di riscatto dei detenuti” (altro concetto espresso dal Guardasigilli nel suo intervento al Convegno di Palermo), va detto con chiarezza che se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave e e deve fare seriamente riflettere - l’aumento del numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto.

Solamente nei primi dieci giorni di luglio si sono contati Agenti di Polizia Penitenziaria aggrediti in varie carceri, tra le quali Salerno, Ariano Irpino, Taranto, Favignana, Potenza, atti di autolesionismo in cella a Reggio Emilia, un tentato suicidio nel carcere di Civitavecchia, l’incendio in Sezione provocato da un ristretto a Livorno, sangue ed escrementi lanciati contro i poliziotti a Potenza. E si deve non dimeno registrare il suicidio di due poliziotti penitenziari, a Trieste e Cremona.

E’ una situazione penitenziaria di normalità?

Io torno a sollecitare, anche da queste colonne, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando su un fatto specifico. Nonostante la Polizia Penitenziaria ha organici carenti per 8mila Agenti, la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l'assunzione di 800 nuovi Agenti, a partire dall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Credo che sia assolutamente necessario che, almeno su questo, il Ministro Orlando assicuri queste nuove assunzioni, nell’ordine di mille nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria, assolutamente indispensabili anche per il contrasto della criminalità e del radicalismo integralista nelle carceri.

 


Scritto da: Donato Capece
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Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Grazie Donato per il tuo appello e la disamina che fotografa perfettamente la realtà.
Tuttavia penso che nemmeno questo ministro potrà smuovere le acque.
Sorv. Dinamica e celle aperte hanno contribuito a darci il colpo di grazia. Hanno saccheggiato del tutto la nostra esperienza e professionalità. Sono ostinati a perseguire questa strada nonostante ci sputano in faccia ecc. Ciò porta solo spossatezza e poca voglia di reagire a cotanta pesantezza lavorativa.
Le regole di corte impongono di uniformarsi e stare attenti dall'uscire fuori seminato. Tutti i giorni si parla sempre della stessa cosa. Quanto manca all'ultimo assegno di funzione e ad allontanarsi da taluni ambienti lavorativi. Se ai problemi di tutti aggiungi quelli lavorativi si innesca un punto di non ritorno. Mi ero invaghito della divisa grigia e l'ho pure sposata 30 anni fa innamorandomene perdutamente, adesso è tutta blu dal 90, pur essendomi abituato al nuovo colore e foggia. Ma oggi ho voglia di divorziare da lei il più presto possibile. Sono innamorato ancora della mia divisa, ma la sento oltraggiata tutti i giorni. Per cui devo dismetterla presto.
Serena estate a tutti

Di  Gennaro  (inviato il 09/08/2016 @ 10:37:59)




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