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Cari Anonymous ...


Polizia Penitenziaria - Cari Anonymous ...

Notizia del 18/11/2014

in Houston abbiamo un problema

(Letto 5233 volte)

Scritto da: Redazione

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Cari Anonymous sparsi per la rete internet,

da quando è stata emessa la sentenza di appello che ha scagionato per la seconda volta i nostri colleghi dal caso Cucchi, siamo di nuovo oggetto delle vostre “attenzioni”.

Prima di subire queste “attenzioni” vorremmo, però, avere la possibilità di dire tre cose.

La prima è che i nostri colleghi finiti sul banco degli imputati, prima, e sulla gogna mediatica, poi, sono innocenti sotto qualunque profilo si voglia inquadrare la vicenda: quello giudiziario, quello sociale o quello morale.

La seconda è che siamo consapevoli che prima o poi riuscirete di nuovo a manomettere i nostri siti web e a sospendere temporaneamente la nostra “voce” sul web. Su questa partita ci dichiariamo già “sconfitti”.

La terza, infine, è che nessun atto dimostrativo e nessun sabotaggio riuscirà a fiaccare la nostra determinazione a parlare, discutere ed informare di carcere, di società, di giustizia e di sicurezza, in modo obiettivo e al solo fine di rendere l’istituzione penitenziaria una “casa di vetro”, così che la gente riesca davvero a farsi un’opinione senza essere condizionata dai filtri e dalle interpretazioni di chicchessia.

In questo contesto, il nostro scopo principale è quello di far conoscere a tutti il lavoro di migliaia di persone normali che ogni giorno indossano l’Uniforme della Polizia Penitenziaria e diventano persone speciali disposte al sacrificio personale e delle proprie famiglie pur di compiere il proprio dovere al servizio del Paese.

La Vostra è una battaglia che non ci interessa perché, a nostro parere, i problemi dell’esecuzione penale non si risolvono con dimostrazioni tanto eclatanti quanto simboliche, ma con il lavoro quotidiano e determinato, per ora svolto solo dal Corpo di Polizia Penitenziaria e pochi altri.

Cara polizia peniteziaria... (attacco del 22 novembre 2014)

 

Anonymous: non ce l’aspettavamo!  (altra lettera dopo l'attacco dell'agosto 2011)

 

SIAMO ANONYMOUS: CI PERMETTIAMO DI RISPONDERVI!!!

 

 


Scritto da: Redazione
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


Egregio "nessuno qualunque", è vero le ho dato del "tu" come uso fare agli ospiti in casa mia. Era una forma di cortesia, se Ella si sente piccato di tale confidenza, usi almeno la cortesia di presentarsi, se proprio vogliamo parlare di buone maniere... Tornando allora a toni meno confidenziali, io no so chi Lei sia e Lei non sa chi sia io e quindi? La differenza è che io porto nella discussione dei dati oggettivi, Lei, come molti altri, antepone solo generiche accuse parlando di violenza di Stato. Siccome cita la maggiore responsabilità di ogni singolo appartenente alle forze dell'ordine e fa riferimenti all'obbligo di denunciare, non le sarà di certo sfuggito anche quel passaggio alla responsabilità individuale e non collettiva per il solo fatto di indossare la stessa uniforme. Per finire, presumo che Lei non abbia letto le carte processuali del caso Cucchi che sono pubbliche (o le pubblicheremo presto). Altrimenti contatti pure qualcuno del gruppo Anonymous (se già non ne faccia parte) per farseli trovare. La saluto cordialmente, invitandola di nuovo a ragionare con la sua testa: ne ha facoltà.

Di  Fiero Poliziotto Penitenziario  (inviato il 22/11/2014 @ 22:36:44)


n. 8


Non mi pare ci conosciamo... quindi in primo luogo si userebbe una certa forma, non si da del tu a chi non si conosce: è mancanza di rispetto. In secondo luogo lei non sa cosa io so e cosa no. è proprio a questo va cui mi riferivo prima...
Entrando nel merito: se a voi Cucchi è stato consegnato già "pestato" gli agenti avevano l'obbligo legale di fare denuncia! Dov'è la denuncia? Non si sono chiesti nulla? O non hanno visto? Le condanne a parole lasciano il tempo che trovano...
Ultima cosa: l'essere forza dell'ordine prevale sull'essere cittadino... controlli bene... voi avete degli obblighi nei confronti dei cittadini comuni...

Di  Nessuno qualunque  (inviato il 22/11/2014 @ 17:05:40)


n. 7


Caro "Nessuno qualunque" forse ti sfugge il fatto che anche noi siamo cittadini e siamo soggetti anche noi ai problemi sociali, morali e politici di questa Nazione. Forse non hai letto le nostre stesse frasi di condanna e di disprezzo verso i nostri colleghi che vengono arrestati, processati e condannati per avere TRADITO per primi noi stessi e quindi anche la Costituzione su cui noi abbiamo giurato e quindi anche tutti gli altri cittadini. Invece di cercare di colpire un nemico che ti muovono davanti distogliendo la tua attenzione verso dei "colpevoli" costruiti a tavolino, faresti meglio ad informarti e a far ragionare la tua testa. Se uno come te "perde tempo" a scrivere certe cose e non "perde tempo" a leggere e ad informarsi e non capisce che i nostri colleghi sul caso Cucchi non c'entrano niente (come dimostrano ampiamente TUTTE le carte processuali e TUTTE le testimonianze al processo), allora è evidente che qualcosa non funziona, ma lo diciamo NOI, non tu..

Di  Fiero Poliziotto Penitenziario  (inviato il 22/11/2014 @ 16:28:01)


n. 6


Vorrei sapere quanti "colleghi onesti" denunciano le nefandezze dei colleghi non onesti??? Forse vi sfugge che chi è a conoscenza di un reato è obbligato a denunciarlo altrimenti commette a sua volta un reato penale che ha come pena la stessa pena del reato non denunciato... Detto ciò mi pare ovvio che o state coi vostri colleghi "innocenti" o con i cittadini vostri datori di lavoro! Voi, in quanto dipendenti pubblici, siete diretti dipendenti dei cittadini italiani ed a loro dovete rispondere! Invece Voi pensate di essere una spanna sopra a noi solo perché portate una divisa... È evidente che qualcosa non funziona!

Di  Nessuno qualunque  (inviato il 22/11/2014 @ 15:50:58)


n. 5


Carissimo Simon Loste, nel concordare con lei che ci sono soggetti non consoni al contesto, ma questo avviene purtroppo, ai noi in ogni settore della società civile, ad iniziare dalla politica; Le consiglierei al riguardo, di cercare di parlare con cognizione di causa.
Per quanto riguarda l'estraneità ai fatti degli imputati, le ricordo che è giunta alle medesime conclusioni una commissione del Senato coordinata dal Senatore Ignazio Marino , lo stesso Senato della Repubblica Presieduto dal dott. Grasso il quale ora cerca risposte, e di quel Sindaco che vorrebbe ora intitolare una strada al povero Cucchi.
E' di tutta evidenza, che nessuno ha mai detto che non ci sono colpevoli a priori, si è sempre solo evidenziato, che si stavano processando persone innocenti.
Per quanto riguarda il lancio di eventuali bombe, le vorrei semplicemente far notare, che una buona parte di quelli che hanno usufruito vantaggiosamente del lancio di bombe e di attentati vari pepetrati negli 70, sono coloro i quali avendone beneficiato "de facto", stanno ora mandando questa Nazione allo sfacio economico e sociale.
Nel ringraziarla comunque per l'attenzione che ci riserva, le invio cordiali saluti di buon augurio, nella speranza che la vicenda chiarisca se, e chi sono gli eventuali colpevoli, affinché le venga data l'opportunità di scusarsi per l'inappropriato intervento, privo di ogni sostegno giuridico.

Di  PASQUINO  (inviato il 20/11/2014 @ 13:26:11)


n. 4


@ Simon loste - Il fatto di "ringraziare che non lanciano più bombe" mi inorridisce. Ma Lei si rende conto di che cosa ha affermato? Di cattivi maestri questa "italietta" ne ha piene le tasche, perchè in un Paese (con la P maiuscola) lei veniva rintracciato e messo davanti alle sue responsabilità, se non materiali, almeno morali .... Perchè se Lei non lancia bombe qualche idiota indottrinato potrebbe farlo leggendo quanto da Lei affermato ... La prego di riflettere prima di blaterare proclami da quattro soldi.

Di  Divide et Impera  (inviato il 20/11/2014 @ 10:59:16)


n. 3


Eh già, le famose "prove incontrovertibili" ... Peccato (peccato per lei egregio Simon Ioste) che leggendo le perizie, le testimonianze, le sentenze, queste famose "prove incontrovertibili" non reggono nemmeno al giudizio più superficiale. Per fortuna ci sono ancora persone in grado di leggere le carte, ascoltare le testimonianze e capaci anche di ragionare con il proprio cervello e che non si appiattiscono al giudizio della folla e della massa. Giustizia non significa condannare chi è innocente, tanto per condannare qualcuno. Giustizia significa condannare i colpevoli.

Di  Fiero Poliziotto Penitenziario  (inviato il 19/11/2014 @ 20:36:33)


n. 2


"La prima è che i nostri colleghi finiti sul banco degli imputati, prima, e sulla gogna mediatica, poi, sono innocenti sotto qualunque profilo si voglia inquadrare la vicenda: quello giudiziario, quello sociale o quello morale".

Come se nel nostro paese essere innocenti davanti al sistema giudiziario rispecchi la realtà dei fatti!

Aldilà di che persona fosse cucchi, c'erano prove e testimonianze incontrovertibili sulla colpevolezza dei vostri colleghi,e non ho dubbi sulla loro credibilità, perchè so bene che nelle "forze dell'ordine" c'è gente esaltata,estremista e repressa; che porta la divisa non per scelta o credo.. ma per disoccupazione.

Qui la giustizia si fa per convenienza, poi hanno anche il coraggio di lamentarsi se saltano fuori "estremisti" che hackerano siti... bhe dovrebbero già ringraziare che non lanciano più le bombe!

Di  Simon loste  (inviato il 19/11/2014 @ 20:15:20)




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