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Caro Provveditore... Lettera aperta di Walter Ego al provveditore regionale della Toscana.


Polizia Penitenziaria - Caro Provveditore... Lettera aperta di Walter Ego al provveditore regionale della Toscana.

Notizia del 13/02/2012

in Houston abbiamo un problema

(Letto 3068 volte)

Scritto da: walter ego

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Egregio Provveditore della Toscana,
Le chiedo anticipatamente scusa  se (nel caso in cui dovesse decidere di leggere questa lettera) ruberò qualche prezioso minuto del Suo tempo ma purtroppo, anche oggi, apprendo con grande tristezza che un mio collega in un istituto della Toscana è stato aggredito da un detenuto che lo ha mandato letteralmente all’ospedale.

Cosa c’è di nuovo o di così eclatante, Lei si domanderà, in un episodio che per chi come me, un poliziotto penitenziario, vive quotidianamente una realtà particolare, dovrebbe risultare di ordinaria amministrazione o, almeno, messo in conto?
Il problema principale è che il detenuto che ha picchiato il mio collega aveva aggredito con le stesse modalità un altro agente poco più di una settimana fa, nello stesso istituto. In quella prima occasione, mi risulta, ne era stato richiesto l’allontanamento per le ovvie ragioni che la logica ed il buon senso in questi casi suggeriscono. Tuttavia, il soggetto è rimasto dov’era ed ha fatto nuovamente ciò che si poteva facilmente immaginare.

Non so se il trasferimento del detenuto avrebbe risolto ogni problema. Certo è che la Sua inerzia (intesa come inerzia dei Suoi uffici di staff) non ha di certo impedito una situazione di esasperazione dalla quale è scaturita la nuova aggressione che - come le statistiche ci insegnano - solo un immediato trasferimento può impedire o comunque limitare.

Ora, però, vengo al problema per il quale l’ho importunata: ogni giorno, quando torno a casa dal lavoro, mio figlio mi salta al collo e mi chiede quanti cattivi ho arrestato e cosa ho fatto di bello. Io ho sempre maggiori difficoltà a nascondergli la verità e penso che qualcosa, anche lui, nonostante la tenera età, la stia intuendo. Faccio sempre più fatica infatti a raccontargli di un papà poliziotto che non esiste, che lotta contro i cattivi e vince sempre, che è amato e rispettato da tutti. Di certo non posso raccontargli che qualcuno, senza motivo, mi ha rovesciato un piatto di pasta addosso, mi ha offeso perché l’infermiere non era passato a dargli la terapia ed ha malmenato un mio collega perché chi doveva non ha provveduto a mandarlo via per tempo.

Mi rivolgo a Lei, chiedendoLe un suggerimento che, dall’alto della sua esperienza e cultura saprà certamente darmi: come faccio a dire a mio figlio che non sono un eroe perché qualcuno ogni giorno mi offende, mi aggredisce, svilisce la mia dignità e professionalità scaricandomi addosso le comprensibili frustrazioni di chi subisce un sistema oramai al collasso. Ed io non posso far nulla se non sperare di rientrare a casa senza passare per un pronto soccorso poiché ho perso ogni speranza che le cose possano andare meglio o che qualcuno riesca ad alleviare i problemi del mio lavoro e, di conseguenza, il mio disagio.

Attendo fiducioso una risposta e La saluto ossequiosamente.  


Scritto da: walter ego
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n. 8


Per me il problema è sempre lo stesso: i direttori, i provveditori, i direttori delle segreteriae generali, il capo del dap NON PORTANO LA DIVISA, non sono poliziotti e qundi non hanno assolutamente gli stessi interessi della Polizia Penitenziaria, anzi non vogliono certo appartenere al corpo, sia per motivi economici sia per protagonismo.Se ne servono, ne dispongono ma a volte se ve vergognano di dirigere.Poi non parliamo di quelli che occupano la stessa poltrona da decenni, creando un vero e proprio feudo.
Scusate la mia cattiveria ma è quello che penso veramente.

Di  Mistral  (inviato il 09/03/2012 @ 10:39:22)


n. 7


caro Walter ego io oramai non mi stupisco più di niente, la cosa che interessa di più a certi superiori è "non dover pagare per le colpe di altri" perchè ricordiamoci le responsabilità non sono le loro ma solo di chi ogni giorno, come diceva un vecchio Direttore, si alza dal letto, si lava la faccia, indossa con onore una divisa e va a lavorare. quando poi qualcuno li colpisce sollevando il dubbio su responsabilità che possono esserci allora arruffano il pelo, soffiano e graffiano e colpiscono alla cieca....in base alla regola "dove colgo colgo", senza pensare a chi colpiscono o quanto male gratuito,a chi colpa non ne ha, possono fare......

Di  Morgana  (inviato il 14/02/2012 @ 20:38:19)


n. 6


Questa lettera non mi ha sorpreso molto ma nel contempo mi ha rimandato indietro nel tempo in cui raccontavo "frottole" ai miei figli. Oggi sono diventati grandi ed hanno scoperto da soli l'amara verità sul loro padre e sull'atipico e sconosciuto lavoro che svolge. Non potrò mai dimenticare un particolare giorno quando uno dei miei figli, allora aveva 9 anni, di ritorno da scuola,piangendo mi disse: " tu non sei un carabiniere, i miei amici mi hanno preso in giro tutto il giorno...." etc.etc. Non voglio nemmeno rammentare quel giorno, un giorno di vergogna, mi sono sentito così piccolo, così inutile, così nulla.
Le parole di questa lettera le dicevo 20 anni fa, da allora, invertendo l'ordine degli addendi il risultato non è mai cambiato.
Ho vissuto una vita nell'illusione e piano piano mi sono visto consumare dentro.
Il sistema a cui siamo sottoposti ci schiaccia e nel tempo ci annulla, chi sta all'apice della piramide ha forti responsabilità sul nostro mancato cambiamento e cammino, la domanda è:" se ne rende almeno conto?".

Di  Pasquale  (inviato il 13/02/2012 @ 19:31:39)


n. 5


Richiamando l'accaduto a Lucca, per poco i colleghi non sono stati presi a sgabellate..........

Di  Un agente  (inviato il 13/02/2012 @ 15:44:41)


n. 4


A lucca un mese fa un collega e' stato aggredito da un detenuto , e' un mese che si aspetta che lo mandino via , intanto semina panico , sa di non essere messo in isolamento , perche'e a lucca non esiste un isolamento , noi non risuciamo piu' a gestirlo , e intanto litiga e minaccia tutti, detenuti compresi . Oggi ne ha combinato una di quelle grosse in sezione , speriamo che il prap si muova .


Forse si aspetta che qaulche altro collega venga mandato in ospedale .

Di  stancodisubire  (inviato il 13/02/2012 @ 15:17:13)


n. 3


cari ragazzi io sono un assistente capo della reclusione di Padova con quasi 30 anni di servizio, mi sono reso conto di una cosa che noi siamo solo carne da macello, auguriamoci che i nostri figli facciano qualcosa di diverso perche alla pol pen si perde la dignità e si acquista solo frustrazione e colpe.

Di  franco  (inviato il 13/02/2012 @ 14:30:55)


n. 2


Walter sono dalla tua parte e al commento n. 1 rispondo io.... Perchè tu lo sai???? e se lo sai che cosa cambia???? Forse l'informazione/disinformazione che tu rammenti non è identificabile nella singola persona o nelle singole persone...., ma nelle figure professionali e forse a te sfugge che il Provveditore è SOLO UNO il resto sono vicari ecc....
IL PROBLEMA OGGI è che la SICUREZZA OCCUPA L'ULTIMO POSTO DI BEN ALTRI ARGOMENTI CONSIDERATI PRIORITARI.
SICUREZZA OGGI E' INTESA SOLO PER LORO CHE GESTISCONO E CHE SONO AL COMANDO.
POI QUANDO SUCCEDONO GLI "EVENTI CRITICI" TANTO C'E' CHI PAGA!!!!!
IL SOLITO SOLDATO CHE SI TROVA DENTRO LE SEZIONI DETENTIVE.

Di  Andrea  (inviato il 13/02/2012 @ 14:16:05)


n. 1


Chiedo scusa, ma chi è il Provveditore della Toscana? il titolare dell'ufficio o chi esercita di fatto le sue funzioni? Walter, probabilmente sei disinformato di come funzionano concretamente le cose.....

Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2012 @ 12:15:03)




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