Febbraio 2017
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Caro vecchio Agente di Custodia: hai fatto solo il tuo dovere!


Polizia Penitenziaria - Caro vecchio Agente di Custodia: hai fatto solo il tuo dovere!

Notizia del 01/12/2015

in Memoria del Corpo

(Letto 2758 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Cari vecchi AA.CC. ricordo, da giovane agente, che anche in casi in cui veniva salvato un detenuto che si stava impiccando, o si salvava un detenuto che aveva dato fuoco alla cella e vi aspettavate una ricompensa, il solito Maresciallo Comandante, dall’alto della sua esperienza e del suo malcelato disprezzo nei confronti di chi aveva compiuto il gesto, si limitava solo a dire: ha solo fatto il suo dovere!

      Questo modo di pensare è arrivato fino ai nostri giorni, Infatti, la stitichezza nel concedere ricompense da parte dei vertici del DAP nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria affonda le radici nel lontano passato degli Agenti di Custodia; il fatto poi, recente, che il DAP abbia voluto sapere dalle direzioni degli Istituti se, nell’arco di dieci anni ci fossero agenti che abbiano salvato detenuti dal suicidio (però per ben due volte!!!sic!!!) la dice lunga sulla reale volontà di premiare chi ogni giorno nelle sezioni si fa un c…così. Non gli basta che un agente salvi una sola volta un detenuto dal suicidio; lo deve aver fatto almeno due volte nel corso di dieci anni…..mah!

      Ma questa mentalità, ovvero quella di cercare fatti di eccezionale importanza per premiare li agenti, come dicevo, affonda le radici nel passato, infatti una circolare del Ministero dell’Interno – Direzione Generale delle Carceri del 4 maggio 1899 n.6-1-C  e diretta ai direttori degli stabilimenti carcerari del Regno, avente per oggetto: Guardie Carcerarie – proposte di nomina ad Appuntato, così recita:  Pervengono assai di frequente a questo Ministero proposte di promozione di Agenti ad Appuntato, solo perché forniti dei requisiti di capacità, d’istruzione e di condotta regolare. Queste proposte sono inopportune, perché le promozioni per merito non possono aver luogo se non quando concorrano  le condizioni speciali richieste dagli articoli 48 e 53 dell’Ordinamento in vigore, e cioè che le Guardie o Sorveglianti di 1^ classe abbiano prestato un servizio eccezionalmente lodevole, o reso servizi straordinari con pericolo evidente della vita.

    Avvertesi pertanto che non si terrà alcun conto per l’avvenire di tutte quelle proposte di promozione ad Appuntato per merito, le quali non fossero in armonia a quanto è tassativamente richiesto dalle vigenti disposizioni”.

    Una mentalità dura a morire, nonostante siano passati, da allora ben 116 anni!

 

 


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 4


Caro collega, noi saremo sempre scortati, per il semplice fatto, che non ci impossessiamo dei luoghi da noi frequentati. Altro punto dolente, a nostro sfavore, è il non farsi valere.

Di  Piermattia  (inviato il 04/12/2015 @ 19:30:33)


n. 3


SCORTE SCORTATE.......................................
Mi chiedo continuamente come mai le scorte della Polizia Penitenziaria siano sottoposte a scorta dalle altre forze di Polizia.
E' mai possibile che ogniqualvolta un detenuto o una detenuta venga condotta in un luogo esterno -Tribunale o altro- vi siano in bella mostra Dirigenti, Ufficiali e sottufficiali di altre forze dell'ordine a fare bella mostra di loro mostrandosi interessati alla traduzione del detenuto e non solo a fare bella figura con i media.
Mi pare proprio di vedere i miei colleghi scortati................CHE TRISTEZZAAAAAAAAAAAAAAA

Di  io non conto nulla  (inviato il 04/12/2015 @ 12:59:08)


n. 2


Vittorio forse suona meglio in francese.
Carne da cannone, ovvero (Chair à canon).
Che poi in definitiva, sono coloro i quali venivano mandati al fronte allo sbaraglio dai loro gerarchi nel periodo Napoleonico, sapendo già che avrebbero perso. Santo cielo, se riflettete bene, quant'è attuale ancora quel periodo storico.
Ma noi, per fortuna, non abbiamo alcun nemico da combattere, se non difendere i nostri ideali e la Storia del nostro Glorioso Corpo che pian pianino sta passando a miglior vita.
Lunga vita agli AA.CC.

Di  Angela  (inviato il 01/12/2015 @ 23:42:34)


n. 1


Infatti caro Nuvola, dal canto mio.......una bella funcia!
Nel 2002, ore 09:30 circa, transitando per la rotonda piano terra (facevo l'one the job per il corso sottufficiali nella mia stessa sede), ad un tratto vedo scendere di gran corsa e bussare il collega addetto al primo piano. Era terrorizzato, con la voce tremante e confuso. Capisco a malapena che uno dei due detenuti (l'altro era all'aria) alla cella n.09 è impiccato alle sbarre della finestra. Lascio il collega al piano terra, che nel fra tempo da l'allarme. Giunto dentro la cella, capisco subito che quel tizio (che tra l'altro già conoscevo perchè fino a due mesi prima facevo servizio anche in quella sezione) è fermo, immobile, con gli occhi sgranati e la bava alla bocca, oltre che per terra. Non avendo alcun modo per tagliare la cordicella del pantalone della tuta ginnica, decido di rompere (con la chiave della cella), un pezzo della formica che riveste i tavolinetti delle celle. Sapete tutti com'è tagliente vero?
Appena tagliata la cordicella, il peso del detenuto è completamente addosso a me, (ovviamente anche la sua bava!
Avvicino l'orecchio per sentire il respiro, ma nulla. Anche il torace è fermo. Allora, ripulisco la bocca con la tovaglia che era sul letto, e mi servo di un rotolo di carta igienica (trovato nel vano bagno), già consumato per intraprendere la respirazione artificiale. Nel fra tempo, giungono in cella, il direttore, il dirigente sanitario, l'infermiere, il preposto, il coordinatore della sorv.za generale ed altri colleghi. Continuo con la manovra per alcuni minuti e sorprendentemente il giovane detenuto inizia a respirare autonomamente.
Giuro sulla vita dei miei figli, ero contento per il gesto che avevo fatto, ma qualcosa non tornava.
Nessuno del personale sanitario in quei minuti concitati, aveva preso il mio posto. Alcune ore dopo, apprendo dal collega addetto infermeria, che il detenuto è sieropositivo! La direzione in quel caso non si prese minimamente la briga di farmi sottoporre ad esami clinici. Mi sono sentito abbandonato a me stesso.
Dici bene caro Nuvola Rossa, a proposito di taluni esseri stitici nel concedere una promozione (per aver salvato una vita umana), soprattutto scevro dall'essere informato sullo stato clinico e dal trascorso delinquenziale.
Alla Festa del Corpo di alcuni mesi dopo, ero stato proposto per la ricompensa. Mi resi subito conto che la crisi valoriale di alcuni nostri dirigenti (locali, regionali e Dipartimentali era scandalosa). Ero stato considerato anch'io carne da macello, semplici esseri da mandare allo sbaraglio per pochi spiccioli.
Purtroppo devo dirlo, con tanta amarezza ma lo devo dire.....
Come si dice da noi.....e se capitasse un'altra volta, con quelle modalità?
Ah bhè certo......ceeeerto......na bella funciazza!!!


Di  Vittorio  (inviato il 01/12/2015 @ 18:11:44)




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