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Caso Cucchi, ancora fango sulla Polizia Pentienziaria: ora è il turno della rivista Rolling Stone


Polizia Penitenziaria - Caso Cucchi, ancora fango sulla Polizia Pentienziaria: ora è il turno della rivista Rolling Stone

Notizia del 07/10/2016

in Lettere

(Letto 3810 volte)

Scritto da: Donato Capece

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Alla Redazione del mensile

ROLLING STONE 

(in foto il direttore editoriale Giovanni Robertini - ndr)

 

Spettabile Redazione,

scrivo dopo aver letto, sul mensile ROLLING STONE in edicola, l’articolo su Stefano Cucchi di Alessandro Zaghi (“La vergogna senza fine della morte di Stefano Cucchi”).

Vorremmo chiedere in base a cosa il signor Zaghi afferma, scrivendosull’esito della perizia medico legale per le indagini preliminari nell’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, che in essa non vi è “alcuna menzione al pestaggio subito da Cucchi in carcere” dato che “in carcere Cucchi sarebbe stato selvaggiamente pestato da alcuni agenti della Polizia Penitenziaria”.

Ve lo chiediamo perché sia la sentenza di primo grado che quella di appello hanno assolto i poliziotti penitenziari che lavorano proprio a piazzale Clodio dalle accuse (non suffragate da alcuna prova!) loro mosse. Lo hanno accertato due Corti, 4 giudici togati, 12 giudici popolari. Lo ha confermato, definitivamente, la Corte di Cassazione!

Leggi anche: Caso Cucchi: le sentenze integrali di primo e secondo grado, con le motivazioni dei verdetti

Ora arriva Alessandro Zaghi, con il suo articolo, a disinformare i lettori del mensile Rolling Stone, esprimendo un giudizio senza alcuna prova.

Chiariamo: siamo sempre stati solidali con la Famiglia Cucchi per la perdita del loro familiare, ma anche fieri del nostro lavoro quotidiano e della nostra abnegazione al servizio del Paese. Siamo convinti che il SAPPE proseguirà la battaglia in difesa dei colleghi e dell’intero Corpo di Polizia Penitenziaria che in questa vicenda è attaccato da molti che forse sono in possesso di una verità che conoscono solo loro.

Il processo d’appello per la morte di Stefano Cucchi ha confermato l’assoluzione per i poliziotti penitenziari coinvolti loro malgrado nella triste vicenda. E la Cassazione, ripetiamo, l’ha definitivamente confermato.

Avevamo ragione quando, in assoluta solitudine, sostenemmo che non si dovevano trarre affrettate conclusioni prima dei doverosi accertamenti giudiziari. Abbiamo avuto ragione nel confidare nella Magistratura perché la Polizia Penitenziaria non aveva e non ha nulla da nascondere.

L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto - lavoro svolto quotidianamente – con professionalità, abnegazione e umanità - dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria.

Tanto per dire, negli ultimi vent'anni, abbiamo salvato la vita, in tutta Italia, ad oltre 19.000 detenuti che hanno tentato il suicidio ed ai quasi 124mila che hanno posto in essere atti di autolesionismo, molti deturpandosi anche violentemente il proprio corpo. Non mi sembra che Alessandro Zaghi di tutto questo ha mai parlato o scritto qualcosa…

Tornando all’articolo del Vostro giornalista, già nel dicembre 2009 la rigorosa inchiesta amministrativa disposta dall’allora Capo del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta sul decesso di Stefano Cucchi escluse responsabilità, da parte del personale di Polizia Penitenziaria, in particolare di quello che opera nelle celle detentive del palazzo di Giustizia a Roma.

E i poliziotti penitenziari, in appello, sono stati assolti per la seconda volta. E in Cassazione per la terza volta!

Vorremmo ribadirlo con chiarezza: abbiamo sempre confidato nella Magistratura. Ma non si può essere garantisti ‘a intermittenza’ o accettare solamente le conclusioni di quelle sentenze che fanno comodo.

Noi non siamo assassini, siamo onesti servitori dello Stato, e non accettiamo accuse false, gratuite ancorché offensive, quali quelle che Zaghi ha inteso diffondere senza alcun elemento a supporto delle sue gravi accuse.

Sono certo che vorrete pubblicare questa nostra.

Cordialità. 

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

 

Fa notizia il sesso in carcere per i detenuti, non i poliziotti assolti dopo quattro anni da incubo

 

Caso Cucchi: la verità, tutta la verità, niente altro che la verità ... (si ma quella di Ilaria Cucchi però)

 

Adriano Celentano denunciato dai Poliziotti Penitenziari coinvolti nel caso Cucchi

 

Ma giustizia non vuol dire sempre condanna (articolo di Piero Sansonetti su Il Garantista)

 


Scritto da: Donato Capece
(Leggi tutti gli articoli di Donato Capece)






 

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Commenti Commenti dei lettori

n. 8


Scusate, lascio perdere lo scrittore che è passato a miglior vita, ma al cantante Celentano vorrei dire alcune cose:
Caro Celentano, sicuramente leggerai questo mio commento e voglio dirti che come cantante mi piaci molto, e spesso ascolto le Tue canzoni, ma quando parli, e mi riferisco alle tue parole espresse sulle guardie carcerarie per il caso Cucchi, hai fatto cagare.
Si vero caro Adriano, Tu sei piu' bravo quando canti che quando parli.
Se ascolto le tue canzoni sei piacevole, se ti ascolto quando parli mi fai cagare!! E' proprio vero sei l'ignorante Celentano.
Non offenderti, Sappi che quello che hai detto di noi è molto peggio, ci hai offesi e oltraggiati, hai detto delle cose senza pensare che il Corpo è composto di oltre quaranta mila persone, uomini e donne appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria, che giornalmente gestiscono un sistema penitenziario complesso e con le carceri in sovraffollamento continuo. Ti ricordo pure, che giornalmente quegli appartenenti al Corpo che tu hai offeso, salvano decine e decine di vite umane dal suicidio.
Stammi Bene Celentano, la prossima volta invece di scrivere cagate cantaci una bella canzone, almeno su quello sei bravo.
Un Poliziotto Penitenziario fiero di esserlo.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 10/10/2016 @ 15:38:03)


n. 7


è meglio ignorarli poi possiamo pensare quello che vogliamo.

Di  si  (inviato il 10/10/2016 @ 14:00:58)


n. 6


Il nostro ministero e di conseguenza l'amministrazione non si costituisce mai parte civile o figuriamoci penalmente a difesa di un poliziotto contro un detenuto o terze persone, come al solito dobbiamo fare tutto da soli e questo la dice lunga su una paternità mai esistita, per fortuna la Polizia Penitenziaria non ha paura e anche da sola si difende con coraggio.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 23:48:42)


n. 5


Non capisco perché la nostra debba essere l'unica Amministrazione che in questi casi non espone querela.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 16:15:32)


n. 4


IL MINISTRO, IL CAPO DEL DAP, DOVE SONO? PERCHÉ NON HANNO PRESO INIZIATIVE A TUTELA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA? FORSE SI VERGOGNANO DI AVERE ALLE LORO DIPENDENZE IL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA? O PREFERISCONO ASPETTARE PASSIVAMENTE LA LENTA AGONIA DEL CORPO COSÌ DA FARE FELICI TUTTO IL LORO ENTOURAGE DA SEMPRE OSTILI ALLA POLIZIA PENITENZIARIA, APPROFITANDO DI OGNI OCCASIONE PROPIZIA, COME AVVENUTO IN QUESTO CASO E NON SOLO, DA PARTE DI CERTI ORGANI DI STAMPA AMICI, DEDITI A FARE INTROITI DI CONSENSI CON LA DISINFORMAZIONE GETTANDO FANGO SUL CORPO ? MI ASPETTAVO CHE CON LA STESSA SOLERZIA CHE HANNO CHIESTO DELUCIDAZIONI IN MERITO ALLE FRASI DELL'ATLETA CLEMENTE RUSSO, AVVESSERO PRESO COSCIENZA A SUO TEMPO DELL' ESTRANEITÀ DELLA POLIZIA PENITENZIARIA NEL CASO CUCCHI , RISPONDENDO A STRETTO GIRO DI PAROLE A QUESTA FECCIA GIORNALISTICA, COME AVVREBBE FATTO QUALSIASI ALTRO MINISTRO O COMANDANTE GENERALE PER I SUOI DIPENDENTI, MA A QUANTO PARE COSÌ NON È, LA LORO INDIFERENZA E INSOFFERENZA NEI CONFRONTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA GLI FANNO APPARIRE UNICI GARANTI DELLA LEGALITÀ COME PONZIO PILATO!!

Di  L'ultimo degli Agenti  (inviato il 07/10/2016 @ 14:58:33)


n. 3


Mi associo a quanto detto da Pas. Se non capiscono con le parole usiamole vie legali.

Di  Alessandro  (inviato il 07/10/2016 @ 14:08:54)


n. 2


E' ora di farla finita con tutte queste mistificazioni e fango che si lancia sul Corpo di Polizia Penitenziaria. Dr. CAPECE fatti sentire energicamente e pretendi dal Dr. ZAGHI pubblicamente le sue scuse rivolte a tutti il personale appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.
Cordialmente Crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 07/10/2016 @ 11:18:55)


n. 1


Ma denunciate per diffamazione il giornalista e la redazione, senza se e senza ma. E' inutile stare a spiegare a certa gente quello che è il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Di  Pas  (inviato il 07/10/2016 @ 10:43:52)




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