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Caso Cucchi: ulteriore documento medico conferma che la lesione vertebrale è del 2003


Polizia Penitenziaria - Caso  Cucchi: ulteriore documento medico conferma che la lesione vertebrale è del 2003

Notizia del 05/09/2012

in Il caso.

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Scritto da: Redazione

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Mentre si è in attesa dei risultati della maxi perizia affidata dalla Terza Corte d’assise di Roma per stabilire la causa della morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni fermato a Roma il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo all’ospedale "Sandro Pertini", i pm non si fermano e continuano a cercare documenti in grado di fare chiarezza su uno dei punti più dibattuti dalla vicenda: la datazione della lesione lombare trovata sul corpo del giovane nel corso dell’autopsia.

Per i consulenti della parte civile la lesione sarebbe contestuale al pestaggio che il giovane avrebbe subito il 16 ottobre 2009 divenendo causa scatenante del precipitare delle sue condizioni; per i consulenti della difesa, invece, non ci sarebbero dati certi che depongano a credere che la frattura a livello lombare fosse da trauma recente.

Adesso è stato messo a disposizione delle parti un ulteriore documento medico datato 22 settembre 2003 (quasi sei anni prima della morte di Cucchi) che attesta un ricovero presso l’ospedale di Marino in seguito a un incidente stradale. Nello stesso, i medici attestato una diagnosi precisa: “trauma lombare con frattura amielica di L3”, ovvero proprio nella zona lombare. Attestazione, questa confermata da un ricovero conseguente all’ospedale di Ostia. Fatti, questi, che, aggiunti a un altro certificato medico che, risalente allo 25 agosto 2003, vedrebbe Cucchi all’ospedale Sandro Pertini per dolori lombari in seguito a una caduta accidentale.
I referti, quindi, confermerebbero la tesi della Procura e degli agenti della Polizia penitenziaria imputati (uno dei quali difeso dall’avvocato Diego Perugini), secondo la quale Cucchi non morì per quella lesione ma per la negligenza di chi lo ebbe in cura. Tant’è che sotto processo, a vario titolo e a seconda della posizioni, ci sono dodici persone: sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari. Il 19 settembre prossimo, nuova udienza del processo: i tecnici nominati dalla Corte dovranno rendere noti i risultati della loro perizia, ma non è escluso che chiedano una nuova proroga dei termini per il deposito.
 
Agenzia Ansa 5 settembre 2012
 

Scritto da: Redazione
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n. 1


Il problema non è sapere se Cucchi è morto per un pestaggio o meno, ma voler a tutti i costi un colpevole e quel colpevole è la polizia penitenziaria. lo hanno capito anche i sassi che non c'entriamo nulla, però siccome c'è di mezzo lo scandalo per noi e la notorietà per altri ecco spiegato il caso. Quando tutto sarà finito e noi non c'entremo nulla nessuno si degnerà di prendere le nostre difese, a cominciare dalla nostra amministrazione mentre chi ci ha infangato per tutto questo tempo non avrà nessuna conseguenza, del resto come succede sempre con chi ci denigra: avvocati , familiari di detenuti , associazioni umanitarie, giornalisti , altre forze dell'ordine ecc. Noi siamo un coperchio buono per tutte le pentole, non abbiamo voce perchè chi ci comanda anzichè prenderne le difese, tace o prende subito le distanze. Con noi è un tiro al bersaglio senza conseguenze per chi lo attua, Nel caso in questione si sono sentite persone dire che non si poteva parlare di altre forze dell'ordine perchè altrimenti si incorreva nelle querele, con noi invece è molto più semplice : non si paga pegno.

Di  cairo74°  (inviato il 08/09/2012 @ 11:43:44)




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