Novembre 2016
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Celle aperte e sorveglianza dinamica: Sebastiano Ardita ha squarciato il velo di ipocrisia del DAP


Polizia Penitenziaria - Celle aperte e sorveglianza dinamica: Sebastiano Ardita ha squarciato il velo di ipocrisia del DAP

Notizia del 30/09/2016

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Agente Furioso

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Le parole di Sebastiano Ardita riportate dal Fatto Quotidiano in un’intervista al Magistrato, sono quelle che avrebbero dovuto scrivere tutti i Comandanti di Reparto della Polizia Penitenziaria nelle proprie relazioni di servizio.

Il Magistrato, che per dieci anni è stato il Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento del DAP (non una persona qualunque quindi), è stato intervistato in merito alla riforma penale in discussione al Senato.

Nell'intervista, Ardita ha esordito dicendo: “Da qualche tempo è stato introdotto un sistema di detenzione che prevede per i detenuti la giornata fuori dalla cella, si tratterebbe di un principio giusto se fosse la Polizia Penitenziaria a scegliere chi possa essere ammesso in base ai principi che stanno dietro ai percorsi rieducativi. Invece, almeno inizialmente, questa sperimentazione è stata applicata in modo generalizzato.”

Leggi l'intervista al Magistrato Sebastiano Ardita

Il giornalista gli ha chiesto, allora, quale fosse il risultato di tale scelta da parte del DAP e il Magistrato ha risposto: “Si sono raddoppiati i reati commessi in carcere e il costo della maggiore libertà interna l'hanno pagato sulla loro pelle i poliziotti penitenziari perché si sono moltiplicate le aggressioni nei loro confronti. In qualunque Paese questa esperienza sarebbe stata considerata fallimentare, invece da noi è ritenuta meritevole di essere inserita in una legge.”

Poche, chiare, lucide ed incisive parole, che in questi anni solo il SAPPE aveva pronunciato, fin da quando la coppia Tamburino & Pagano ha iniziato a propagandare il regime delle "celle aperte” e della “sorveglianza dinamica” come "La Soluzione" in ambito penitenziario per scongiurare la condanna dell’Europa nei confronti dell’Italia, rea di far soffrire troppo i detenuti.

In realtà, però, un’imprecisione Ardita l’ha detta.

Non sappiamo se effettivamente si sono raddoppiati i reati commessi in carcere, per una semplice quanto inconfessata ragione: i dati raccolti dal DAP e propriamente dall’Ufficio per l’Attività Ispettiva e del Controllo, non sono affidabili.

Un fatto è certo (benchè nascosto):  le poche statistiche fornite dal DAP sui cosiddetti “eventi critici” che avvengono nelle carceri, sono assolutamente parziali, perchè demandate alla buona volontà dei poliziotti penitenziari che, secondo i Capi del DAP, non solo devono gestire le carceri in una situazione a dir poco precaria, non solo devono schivare ogni giorno continue aggressioni, non solo sono esposti a malattie contagiose di assoluta pericolosità, ma devono anche trovare il tempo di inserire i resoconti degli eventi critici nell’ennesima applicazione informatica gestita dalla “Sala Situazioni” del DAP.

E’ più che certo quindi che gli eventi critici, che oltretutto il DAP (guarda caso) non rende pubblici se non in modo parziale e poco significativo, sono molti di più di quelli dichiarati e quindi sono più che raddoppiati da quando sono state introdotte le due mirabolanti soluzioni dipartimentali delle “celle aperte” e della “sorveglianza dinamica”.

Se i dati raccolti dal DAP sugli eventi critici venissero resi pubblici e, quindi, utilizzati per monitorare ciò che avviene nelle carceri, si potrebbero incrociare con le presenze dei detenuti, con le presenze in servizio dei poliziotti penitenziari divisi per ruoli, con la presenza o meno di direttori titolari e comandanti di reparto in ogni singolo istituto penitenziario … si potrebbe, insomma, iniziare a parlare di dati certi e analisi reali sulle condizioni delle carceri in Italia e, per quanto ci riguarda, sul carico di lavoro della Polizia Penitenziaria.

Quello che il Magistrato Sebastiano Ardita ha detto è una amara realtà che ogni poliziotto penitenziario sa per certo da almeno due anni.

Se qualche poliziotto è stato inizialmente contento della “sorveglianza dinamica” è solo perchè si è illuso che questo "stratagemma" potesse migliorare le proprie condizioni di lavoro, nell'illusione che sarebbe diminuito il proprio carico di lavoro e le proprie responsabilità quotidiane.

Il che è stato anche vero nel breve periodo, ma come dimostrano le notizie delle continue aggressioni di detenuti nei confronti dei poliziotti penitenziari e delle risse tra detenuti (notizie quotidiane che raggiungono l’opinione pubblica solo grazie alle denunce da parte del SAPPE), l’aver adottato il regime delle “celle aperte” e  della “sorveglianza dinamica”, lasciando senza far nulla i detenuti tutto il giorno, nel medio periodo ha solo consentito ai detenuti di mettere in atto aggressioni auto ed etero dirette, nella più assoluta indifferenza del DAP, che oltretutto non è nemmeno in grado di monitorare quel che realmente avviene nelle carceri italiane ... e quel poco che sa, non lo rende pubblico.

 

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Commenti Commenti dei lettori

n. 19


Buongiorno a tutti, sto per compiere 25 anni di servizio, pertanto, non troppo vecchio, ma nemmeno troppo giovane per poter dire che le carceri siano cambiate in peggio ( per noi poliziotti penitenziari ). Vivendo quotidianamente le innovazioni che si sono apportate nella gestione detentiva dei reclusi, da cittadino comune e non da addetto ai lavori, mi sento indignato per tanto buonismo nei confronti di persone che hanno volontariamente commesso dei reati , a volte anche efferati. Pur comprendendo l'impegno dello Stato a volerli riinserire nella società, mi chiedo : Ma alle vittime e loro familiari, chi ci pensa ? Dov'e' il rispetto per queste persone ? Secondo la coscienza di chi legge, e' bello saper che mentre qualcuno piange per il torto subito, il reo si trova a pascolare in carcere oppure a colloquiare con i propri congiunti nell'area verde, comodamente seduto all'area aperta ad un tavolino con gazebo e bar a disposizione ? Perdonatemi, ma e' veramente uno schifo !

Di  iL BELLO DELLE DONNE  (inviato il 06/10/2016 @ 14:53:49)


n. 18


Egregio Ministro Orlando, oltre al Grande Fratello Vip, non sarà pure il caso di indagare sulle affermazioni di Santi Consolo sull'intesa che secondo lui ci deve esserw tra Polizia Penitenziaria e detenuti?

Di  Ciliegino sulla torta  (inviato il 05/10/2016 @ 17:04:44)


n. 17


E dove sarebbe previsto questo rapporto di fiducia tra polizia penitenziaria e detenuto!!!!!!!???????? Siamo alla frutta

Di  Frutta  (inviato il 05/10/2016 @ 15:11:42)


n. 16


Totò il camice te lo regaliamo noi.
Già immagino come ti chiameranno.
Turi dutturi

Di  Ale e Francisca  (inviato il 05/10/2016 @ 15:02:11)


n. 15


Se da stamattina non iniziano a chiamarmi dottore iniziano seriamente a girarmi le pa,...!

Di  Totò  (inviato il 05/10/2016 @ 11:02:59)


n. 14


"La Polizia Penitenziaria non può essere parificata alle altre forze di polizia, perché ha un ruolo altro e diverso, con una prevalente valenza sociale: se la consideriamo forza di vigilanza, ordine e ricerca dei reati la snaturiamo, e snaturiamo quel rapporto di fiducia reciproca, funzionale al reinserimento, che deve esserci tra agente penitenziario e recluso".

Lo ha detto il capo del Dap, Santi Consolo

Rapporto di fiducia con i detenuti.......

il "de profundis" di Oscar Wilde è stato riscritto
poiché come scriverà lo stesso Wilde:
"Noi che siamo in carcere, e nelle cui esistenze non c'è nessun avvenimento, eccetto il dolore, dobbiamo misurare il tempo con i palpiti della sofferenza e la ricapitolazione dei momenti amari".

Con la differenza che allo scrittore è stato condannato per il reato consenziente di sodomia, noi siamo sodomizzati nostro malgrado...

Preparate il camice bianco.

Di  PASQUINO  (inviato il 05/10/2016 @ 10:16:41)


n. 13


Giusto! Del riallineamento non parla nessuno... l'attenzione viene catturata solo da queste inezie mediatiche

Di  Monica  (inviato il 03/10/2016 @ 19:47:46)


n. 12


Tranquilli, per il Ministro Andrea Orlando è più importante il Grande Fratello VIP, che l'inefficienza della sorveglianza dinamica e i rischi segnalati dal dott. Ardita.
Infatti, la preoccupazione "pregnante" è "friariello" e le avventure amorose di Bettarini e consorte.
Diteme voi se queste possono essere le priorità del Ministro della Giustizia.

Di  PASQUINO  (inviato il 03/10/2016 @ 18:58:36)


n. 11


Vogliamo parlare di detenuti che incontrano nella cinta esterna amici parenti e conoscenti?
Vogliam parlare del rischio che si corre a lasciar liberi certi tipi di gironzolare?
Non vengano dopo a dirci di far controlli precisi o peggio che li facciam male! Tanto chi è così libero di fare i propri comodi sa come fare ad aggirare gli ostacoli no?
Sono stanca di tutto questo blà blà blà.
Se fossimo stati una ditta saremmo già falliti da un pezzo.
Infatti il paradosso è che noi siamo poco dinamici proprio perchè siamo quattro gatti nei turni.
I veri dinamici ed "organizzati" sono altri.
Osservano (come sempre) tutto e tutti anche origliando il minimo sibilo tra il personale.
Appena però becchi qualcuno con le mani nel sacco tutti li pronti a fare del buonismo lasciando cadere la cosa come una bravata.
Non ci siam mica eh...
Spero si accorgano dei danni che si stanno creando.
Consentitemi anche la nostra immagine che ne vien fuori da tutte queste notizie è pessima per l'opinione civile che già non ci considera a modo.
Mi sento isterica a leggere di queste cose.....ma porca miseria!

Di  anonima  (inviato il 03/10/2016 @ 13:45:35)


n. 10


Egregio Dott. Ardita, credo che le sue parole trovano accoglimento, se non da tutti, comunque da una stragrande maggioranza degli appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria.- Non è possibile che i colleghi debbano continuare ad avere una responsabilità penale personale, sulle eventuali lesioni che si provocano gli utenti dei vari istituti.- La legge sulla custodia a responsabilità penale deve essere al più presto abrogata.- Le celle aperte... condivido pienamente la sua esclamazione, deve essere la Polizia Penitenziaria a decidere chi deve usufruire di tale beneficio, non fosse altro, per limitare le aggressioni che quotidianamente subiscono gli addetti alla vigilanza, e, riportare un po' di autorevolezza ai colleghi che sbattono 6/8 ore nelle sezioni detentive.- Io credo che, al detenuto si debba far capire seriamente che hanno dei diritti sacrosanti, ma, gli stessi a sua volta debbano rispettare le regole penitenziarie, in primis, rispettando chi ci lavora nel penitenziario, e qui, tanto potrebbero fare i Direttori e i Comandanti.-
Inoltre volevo evidenziare, come tanti colleghi e non solo, debbano subire il fumo passivo nell'ambiente di lavoro... in uno stato di diritto non si può discriminare un cittadino per tollerarne un'altro che , per ultimo, è anche un detenuto NO NO NO, non si può accettare, ne giustificare quando c'è in ballo la salute dei lavoratori, e per quel che leggo quasi quotidianamente non è affatto tranquillizzante.- Distinti Saluti Marco Governara Segretario Ugl Polizia di Stato Sicilia

Di  Marco  (inviato il 30/09/2016 @ 16:06:50)


n. 9


Provenzano nel 2006 nel carcere di Terni. Il faccia a faccia tra il mafioso e lo Stato.
Provenzano: «Adesso la mia vita è nelle mani di Dio e degli uomini che hanno il potere».
dott. Ardita: «La sua vita è nelle mani della legge. E noi non conosciamo nessuno che abbia un potere che sta al di sopra della legge».
Miticooo

Dott. Ardita, film preferito sempre quello verooo?"
Anche il mio!
Tante cose belle Sig. Procuratore.

Di  Melo da Saigon  (inviato il 30/09/2016 @ 15:56:05)


n. 8


Ho fatto una cavolata!
Ascoltavo Ennio Morricone "Addio Colonnello", mentre leggevo il vostro articolo.
Ho pensato e ripensato al nostro Glorioso Corpo e tutto quello che siamo riusciti a fare solo grazie alla nostra buona volontà. Ad un tratto mi è venuto da piangere.
Sarà che sto diventando vecchio e non mi rimane altro che aggrapparmi ai tanti ricordi di una intera onesta carriera di quasi trenta anni.
Mi dispiace tanto per tutti quelli che come me ci hanno messo anche l'anima per questo dannato/amato mestiere. Non meritavamo di fare questa fine. Non è giusto.
Tanti sono demotivati e stanchi per come veniamo trattati.
Comunque grazie Dott. Ardita. Almeno lei ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto a dispetto di tutta questa ipocrisia stagnante, logorante e mortificante.
Grazie.


Di  anonimo  (inviato il 30/09/2016 @ 15:30:57)


n. 7


ARDITO/A:
animoso, coraggioso. Lat. audens, audax.

Lei saprà come si dice in "Sicùlia" in taluni momenti allorquando si devono dire le cose come stanno.
'A patedda si pigghia dù manicu.
(La padella va presa dal manico).

Cordiali saluti Sig. Procuratore



Di  Totò Scannaliato  (inviato il 30/09/2016 @ 14:57:19)


n. 6


Sono felice di leggere il pensiero del dott. Ardita.
Sicuramente rappresenta quello di moltissimi di noi.
Le formulo i migliori Auguri per tutto.

Di  Messinese qualunque  (inviato il 30/09/2016 @ 12:57:42)


n. 5


Grazie dott. Ardita.
L

Di  Anonimo  (inviato il 30/09/2016 @ 12:17:55)


n. 4


Se mi avessero limitato le funzioni di polizia giudiziaria uso polizia municipale sarebbe stato il definitivo affondo al corpo. No al Corpo di Giustizia. Si alla Polizia di Giustizia con le attuali identiche funzioni e con l'aggiunta di nuove funzioni all'esterno. Era tanto facile fare questo, non capisco perchè limitare le nostre funzioni e mettere dentro il corpo uomini e donne civili.

Di  Daniela  (inviato il 30/09/2016 @ 11:55:37)


n. 3


dott. ARDITA condividiamo ciò che lei ha scritto in questo caso. Rimane grande amarezza per la riforma della polizia penitenziaria che aveva scritto da presidente della famosa commissione degli stati generali, che ove attuata avrebbe indebolito definitivamente il Corpo creando assurde commistioni con educatori e personale civile. Questo ibrido era impensabile. Fortunatamente all'epoca il Ministro, differentemente da questa riforma, visde giusto e fermò tutto

Di  Alfonso  (inviato il 30/09/2016 @ 11:36:52)


n. 2


La via per l'inferno è lastricata dalle migliori intenzioni. Questa delle celle aperte ne è un esempio lampante! Speriamo che qualcuno sopra al DAP se ne accorga prima che anche l'ultimo poliziotto penitenziario molli la presa.

Di  Anonimo  (inviato il 30/09/2016 @ 11:26:13)


n. 1


Egregio dott. Ardita,
speriamo possa esserci una inversione di tendenza. Ma così non sarà.
L'intero Corpo di Polizia Penitenziaria La ringrazia per il suo autorevole intervento.
Mi permetto di abbracciarla.
Auguri per tutto dott. Ardita

Di  anonimo siciliano  (inviato il 30/09/2016 @ 11:25:54)




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