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C’erano una volta due reparti speciali chiamati GOM e NIC …


Polizia Penitenziaria - C’erano una volta due reparti speciali chiamati GOM e NIC …

Notizia del 17/06/2017

in Dal buco della serratura

(Letto 36822 volte)

Scritto da: Giulio Raimondo Mazzarino

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C’era una volta ...

Così cominciavano le favole di tanti anni fa, quelle didascaliche che avevano sempre il lieto fine … e una morale che insegnava qualcosa.

A quei tempi i buoni, alla fine, vincevano sempre.

Anche le favolette dell’amministrazione penitenziaria seguono questo cliché … ma all’incontrario!

Nelle fiabe del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria vincono i cattivi e i buoni soccombono sempre.

I buoni soccombono … ma non per sfiancamento o per stanchezza, perché se così fosse avrebbero dato forfait tanto, tanto tempo fa.

Se così fosse i buoni si sarebbero ritirati da tempo, continuando a prendere lo stesso stipendio senza responsabilità, senza farsi venire dolori di pancia, senza farsi sangue amaro, senza assumersi responsabilità ben oltre quelle che gli spettano, lasciando languire quello che rimane di un Corpo glorioso che si vuole svilire nella sua tradizione e nei suoi precipui capisaldi,  per scelte dolorose e prive di motivazione che le giustifichino davanti agli occhi e alla coscienza di chi ci crede ancora.

Eppure questa favoletta era iniziata sotto i migliori auspici, con grandi aspettative per due organismi, il GOM e il NIC, che hanno dato lustro e risultati eccezionali, che hanno fornito elementi di spicco nelle sedi di rappresentanza istituzionale, in alcune occasioni rivelatesi fondamentali e di anticipazione rispetto ad altre Autorità, sia in ambito nazionale che internazionale.

E, pur tuttavia, a un certo punto, quando sembrava che la favola stesse diventando realtà,  arriva lo “STOP”, rivelandosi uno strumento di chi si riempie la bocca di propositi (alcuni palesi, altri sicuramente no) senza fornire ai denti e allo stomaco cibo da masticare per  sopravvivere.

Sulla strada della virtù, granelli di sabbia si sono trasformati in enormi macigni che hanno ostacolato il cammino di chi voleva andare avanti, con un conto salato per chi in prima linea ne aveva la responsabilità verso se stesso, verso l'Amministrazione, verso lo Stato e, non ultimo, verso gli uomini che  con loro lavorano.

Uomini che si sacrificano ogni giorno alla stregua dei loro colleghi che operano sul territorio soprattutto per il compiuto compimento di quelle attività fondamentali di sicurezza,  ritenute solo a parole garanzia della prevenzione, come dimostra la via del declino da parte di coloro che verticisticamente, e a tutti i livelli, ne avrebbero dovuto governare l’indirizzo e la realizzazione.

Un nonsense tra chi parla di sicurezza e prevenzione, una dissociazione tra il dire e il fare, un corto circuito tra coloro che avrebbero il potere di dare corpo alle parole.

Succede così che al GOM, come  al NIC, le unità di personale non solo non si incrementano, almeno fino alla misura minima prevista e/o sufficiente e necessaria, ma neppure si sostituiscono quelle uscenti, nonostante l'aumento del numero dei ristretti in regime di 41 bis (fino al punto da non avere più posto dove allocare i prossimi arrivi e non avere uomini cui affidare complesse deleghe di indagine …)

Stranamente ci si dimentica che l'attività istituzionale del GOM non è solo vigilanza e che tra i compiti della Polizia Penitenziaria nessun'altro riguarda così da vicino la sicurezza pubblica, dimenticando pure quale è l'incidenza socio economica dell'attività criminale da reprimere e della quale è necessario recidere i collegamenti, attraverso una sostenibile gestione dei sottoposti al 41 bis.

Ma ci si dimentica pure che l'attività investigativa del NIC è quella di contrastare criminalità organizzata e terrorismo che dal carcere continuano a dare ordini.

Ci si dimentica che il NIC è un servizio di polizia giudiziaria che fa indagini e che non ha mai visto tante deleghe così importanti, affidategli dalla magistratura inquirente, con soddisfazione e compiacimento per i proficui risultati.

E se continuano ad arrivare deleghe un motivo c'è e qualcuno deve farsene una ragione.

Sarà stato un caso che fino a quando c’era un magistrato a svolgere le funzioni di Vice Capo Vicario le sostituzioni delle unità uscenti a diverso titolo dalle fila del GOM, per volontà personale o per altre cause esterne (tutte non preventivabili) avvenivano in 24 ore?

(… e tanto dicasi anche per il personale del NIC)

Inutile dire quanto buona e funzionale fosse quella prassi e quanto, invece, sia cattiva e disfunzionale la prassi attuale che da una settimana di tempo è passata a venti giorni, fino ad arrivare a quasi sessanta, per sostituire le unità uscenti.

Lungaggini burocratiche che non tengono in nessun conto né le esigenze del personale che presenta domanda per uscire dal GOM, né l’inopportunità di proseguimento intervenuta per uno degli operatori penitenziari, né le difficoltà operative che ne conseguono, né gli standard di sicurezza che dovrebbero essere garantiti (anche normativamente previsti), pretesi a parole dall'Amministrazione, incoerente poi nei fatti, persino disattendendo alcune disposizioni del Capo del Dipartimento.

E stessa triste sorte tocca al personale del NIC…

In una situazione del genere, volendo cercare di dare un finale diverso alla favoletta della garanzia della sicurezza, bisognerebbe cancellare pagine e pagine di rappresentazione delle criticità, di segnalazione degli inconvenienti e delle proposte, che non accolte, spingono al ribasso la credibilità delle aspettative del dettato normativo.

Per chi conosce bene il direttore del GOM e il comandante del NIC nessuna meraviglia che i due si siano dimessi perché, sebbene tutto è dovuto nel rispetto delle Istituzioni, l’attaccamento al lavoro e la voglia di far bene non possono bastare quando non sei messo nelle condizioni di svolgere le tue funzioni.

Il grande interrogativo rimane, quindi, quello sul comportamento e sull’atteggiamento dell’amministrazione.

Sicuramente nessuno sperava nelle gratificazioni, perché queste si sa bene essere riservate a chi fa molto meno, con meno responsabilità e che, spesso, non ha mai conosciuto il carcere, ma qui sembra, piuttosto, un tentativo di piegare la dignità di uomo, prima ancora che quella di servitore leale e infaticabile motivatore, al sottile gioco di una Amministrazione che dice ... dice ... dice .. e non fa mai, perlomeno non nei tempi necessari, e non garantisce le unità minime alla sussistenza dei servizi.

E parliamo, appunto, della minima sussistenza … traduzioni, piantonamenti, permessi, visite in luoghi esterni di cura o possibilità di indagini a tutto campo da parte del NIC.

Si pensi all’inutile interpello del 2016, appena sufficiente a coprire la copiosa carenza di personale già al momento dell'emanazione del bando, alla progressiva penalizzazione del personale del GOM, fino al ridimensionamento delle domande di accesso che oggi sono quasi a zero, si pensi alla totale mancanza di formazione dedicata, per non parlare della farsa dell'interpello per il personale mai assegnato al NIC …

Soltanto i denigratori, gli scettici e coloro che conoscono il servizio da dietro una comoda poltrona in una stanza confortevole, potrebbero definire le dimissioni presentate come vigliaccheria o abbandono del campo di battaglia, soprattutto quando si parla di uomini come il Generale direttore del GOM e il Comandante del NIC che grande prova hanno dato delle loro capacità ovunque siano stati impiegati e non hanno più niente da dimostrare sul proprio valore.

A cosa sono valsi gli interpelli inevasi banditi dal Dap?

Del resto che cosa si offriva … alloggiare in caserme in condizioni igienico sanitarie discutibili, mangiare a mensa a pranzo e a cena, orari prolungati, interventi nell'immediato senza sapere ne dove né quando e senza soluzione di continuità, orari lunghi e per un massimo di 40 ore mensili di straordinario ...

Le domande che vanno poste a questo punto sono altre …

A cosa servono davvero il GOM e il NIC?

O, meglio ancora, a chi servono un GOM e un NIC ridotti al lumicino delle loro potenzialità?

 

 

Leggi l'articolo precedente:

Dimissioni dei Comandanti di GOM e NIC ... Cosa sta succedendo al DAP?

 

 


Scritto da: Giulio Raimondo Mazzarino
(Leggi tutti gli articoli di Giulio Raimondo Mazzarino)






 

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Commenti Commenti dei lettori

n. 10


Ho letto da qualche parte un commento se non ricordo male di un pensionato, il quale ha detto che non avrebbe mai più commentato.
Mi unirò alla sua scelta.
La cosa brutta è che io sono ancora in servizio.
Penso che il nostro presente sia fatto da precise volontà studiate a tavolino da poche persone.
Le stesse che poi avendoci definitivamente calpestati guadagneranno con progetti e progettini che producono fumo colorato e tantissimi quattrini con ragazzi neolaureati ed appalti o mega-appalti per fare funzionare il sistema senza di noi.
La strada a questo punto non potrà mai e poi mai essere diversa da quella intrapresa dai colleghi che sono già serenamenre fuori dal Corpo.
Un saluto al Comandante Zac. Questa volta non indietreggio per prendere la rincorsa, non ne vale più la pena. Utilizzerò queste energie per altro che mi dia serenità e voglia di andare avanti.
Un caro saluto a tutti.

Di  1990  (inviato il 25/06/2017 @ 13:45:46)


n. 9


Il disegno criminoso di smantellare la polizia penitenziaria, passa proprio nello svuotamento delle sue funzioni e prerogative finora riconosciutegli dalla legge, quale effettiva forza di polizia. Questo tipo di interventi....diciamo di indebolimento...o se preferite..sfiancamento....sono tese a minare le fondamenta del Corpo.
Spero sempre di poter transitare...un giorno... nella Polizia di Stato...come articolazione di essa al pari della Postale, Ferroviaria, la Polaria e via dicendo.....con un Capo della Polizia proveniente dai ranghi di essa...Lo so' sembra un sogno...ma i sogni e le speranze aiutano ad andare avanti....
Zac&Mauro...non mollate...siamo con voi....si indietreggia solo per prendere la rincorsa...😀

Di  Luke  (inviato il 24/06/2017 @ 18:29:55)


n. 8


Conosco personalmente il Comandante dimissionario del NIC! Non è solo un Commissario di Polizia Penitenziaria, figlio d'arte, plurilaureato, ma un vero servitore dello stato che ha fatto della Polizia Penitenziaria una ragione di vita ed un modo d'essere. Sempre in silenzio, testa bassa e lavoro lavoro lavoro ha sacrificato la sua famiglia e i suoi splendidi 3 figli per un ideale per un'arte che è la Polizia Penitenziaria! Una volta lessi in un libro divenuto anche un bellissimo film "il giorno della civetta" dove un uomo cosiddetto d'onore rivolgendosi ad un capitano dei carabinieri in punto di morte gli disse:" nella vita esistono uomini,mezzi uomini,ominicchi e quaquaraqua". Io credo che la l'ealta,il coraggio,l'onesta,il sacrificio,l'abnegazione possono far parte solo di un'unica categoria..... l'uomo! Grazie Commissario, mio unico vero comandante Augusto Zaccariello e si ricordi quello che mi disse 13 anni orsono si indietreggia solo per prendere la rincorsa!

Di  P.A  (inviato il 21/06/2017 @ 15:00:59)


n. 7


Al commento 1
La polizia penitenziaria c'è e ci sarà sempre , orgoglioso di avere fatto parte per 34 anni , se la salute non mi abbandonava sarei ancora in polizia penitenziaria ma purtroppo con mio dispiacere sono stato posto in pensione .
Cari saluti vecchia zimarra
Pensionato 2015

Di  Pensionato 2015  (inviato il 18/06/2017 @ 12:05:07)


n. 6


..... pultroppo ancora non ci si vuol rendere conto che la c.d. "coperta" è corta dappertutto e fin quando nessuno fa niente per rivendicare personale per coprire I posti di servizio e non le percentuali la situazione resterà invariata.
Altro problema annoso credo risieda nella gestione periferica del personale, purtroppo legata ad una contabilità dello Stato vecchia e inadatta.
Forse si dovrebbe iniziare a pensare ad un nuovo modello che abbandoni il concetto di Direzione istituto penitenziario quale organo provinciale deputato alla gestione economica del personale, in favore di una specie di "comando provinciale" o meglio una direzione provinciale esecuzione penale, che abbraccia tutti I servizi attualmente dislocati sul territorio (reparti detentivi compresi I minorili, ntp, nic, gom, uepe, uspev, ecc..)e ne affida la gestione a dei commissari organizzati in reparti..... solo cosi si può aver giusta contezza del personale...

Di  Jo Cappi..  (inviato il 18/06/2017 @ 08:48:38)


n. 5


Che tristezza !
Avrei tanto da scrivere ??? però preferisco stare in silenzio e dire solo W la Polizia Penitenziaria .

Di  Anonimo  (inviato il 17/06/2017 @ 21:49:09)


n. 4


Tra gli interpelli bluff c'è anche quello della stradale. La prassi direbbe mi vergogno di questi signori che rappresentano oggi il Dap. Invece nn mi vergogno del Dipartimento xche per la maggiore va avanti grazie alla competenza e buona volonta dei colleghi, ma di tutta questa schiera di dirigenti penitenziari, ragionieri contabili che si ritrovano a condurre delle direzioni con funzioni di logistico - operativo del Corpo con le formulette di ragioneria.Da noi deve partire l'iniziativa. Dimissioni collettive. Rompiamo gli schemi. Riprendiamoci il Corpo di polizia penitenziaria. Siamo Noi il Corpo e nn ragionieri ne educatori o tanto meno dirigenti di qualsiasi natura. Gli alamari li portiamo Noi e solo Noi!

Di  Basta  (inviato il 17/06/2017 @ 21:22:16)


n. 3


Ma le dimissioni dei due sono state accettate?

Di  Guardia, Guardia Scelta, Brigadiere, Maresciallo  (inviato il 17/06/2017 @ 21:04:12)


n. 2


Ci vuole una interrogazione parlamentare

Di  Daniela  (inviato il 17/06/2017 @ 21:04:09)


n. 1


Io dico ... c'era una volta la Polizia Penitenziaria!
C'era e non c'è più ....

Di  Vecchia Zimarra  (inviato il 17/06/2017 @ 21:02:11)




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