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Cesare Battisti verrà estradato?


Polizia Penitenziaria - Cesare Battisti verrà estradato?

Notizia del 21/11/2017

in L''Osservatorio Politico

(Letto 758 volte)

Scritto da: Giovanni Battista Durante

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Cesare Battisti è un noto delinquente italiano.

Per molti è un intellettuale, autore di romanzi di discreto successo, ma chi legge la sua storia personale si rende conto che è solo un delinquente che ha cercato, nel tempo, di rendere meno odiosi i suoi crimini, ammantandoli di una fuorviante ideologia, anch’essa comunque criminale, come quella legata al terrorismo degli anni 70 e 80.

Battisti fu arrestato per la prima volta nel 1972, per una rapina compiuta a Frascati. Nel 1974 venne nuovamente arrestato per una rapina con sequestro di persona compiuta a Sabaudia. Nel 1977 fu arrestato per aver aggredito un sottufficiale dell’esercito, mentre svolgeva il servizio militare, e rinchiuso nel carcere di Udine.

Un anno dopo, il 6 giugno del 1978, in Via Spalato, a Udine, uccise il maresciallo degli Agenti di Custodia  (oggi Polizia Penitenziaria) Antonio Santoro.  Probabilmente non aveva gradito il soggiorno in carcere, dove il maresciallo Santoro svolgeva le sue funzioni. Il delitto venne rivendicato il giorno dopo dai PAC, Proletari Armati per il Comunismo, ai quali Cesare Battisti aveva aderito in carcere, a Udine, dove aveva conosciuto Arrigo Cavallina, ideologo del gruppo.

Lo stesso Cavallina lo definirà “Un malavitoso convertito alla politica”.

Dei PAC faceva parte anche Pietro Mutti, futuro aderente a Prima Linea, poi collaboratore di giustizia e principale accusatore di Battisti.

E’ proprio sulle testimonianze di Mutti che si basano la quasi totalità delle condanne inflitte a Battisti che, ricordiamo, venne anche denunciato, ma non condannato, per essere scappato in albergo con due ragazze di 16 e 13 anni, quando lui ne aveva 20.

Battisti di politica probabilmente non capiva nulla: proveniva da una famiglia contadina e operaia, di estrazione comunista, cosa quasi scontata in quegli anni, per chi proveniva dal mondo operaio e contadino. Da giovanissimo, come raccontano le cronache, poco più che adolescente, aveva provato a far politica, iscrivendosi al Partito Comunista ed entrando a far parte della FGCI, ma ne era uscito subito. Anche a scuola non aveva avuto molta fortuna: iscrittosi al liceo classico, aveva abbandonato gli studi dopo pochi anni, attratto probabilmente più dal crimine che dallo studio.

Ovviamente Battisti affermerà in futuro di non essere mai stato un delinquente abituale, ma di aver effettuato solo alcuni furti, qualificandoli come espropri proletari e di essere sempre stato comunista, fin da ragazzino, in quanto figlio di militanti del PCI (suo fratello fu candidato ad elezioni locali), come se questo rendesse in qualche modo più nobili i crimini commessi.

Purtroppo, per molti italiani e non è proprio così. Se condividi un’ideologia, qualunque essa sia, avrai sempre la comprensione di coloro che condividono la tua stessa ideologia. Non conta l’uomo e quello che ha fatto, ma l’ideologia di riferimento. Battisti di questo ne sa qualcosa. Per alcuni anni, infatti, ha beneficiato della dottrina Mitterrand, che gli consentì di restare a lungo in Francia, dove si sposò ed ebbe due figlie, ottenendo anche la naturalizzazione. Il Presidente francese si opponeva a certi aspetti della legislazione anti-terrorismo italiana, ragione per cui il Consiglio dei ministri francese, il 10 novembre del 1982, stabilì che la Francia “avrebbe valutato la possibilità di estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini  inaccettabili”, nel caso di richieste avanzate dai paesi interessati, “il cui sistema giudiziario non corrispondeva all’idea che Parigi aveva delle libertà.”

Una formulazione talmente generica che poteva comprendere tutto e il contrario di tutto.

La dottrina Mitterrand è stata di fatto abrogata nel 2002, con il governo di Jean Pierre Raffarin, quando Paolo Persichetti è stato estradato dalla Francia. Il Consiglio di Stato francese l'ha dichiarata priva di effetti giuridici nel 2003, concedendo l'estradizione di Cesare Battisti, il quale scappò in Brasile, per evitare di finire in carcere in Italia. In carcere ci finì in Brasile, dove fu arrestato nel 2007. Successivamente gli fu concesso lo status di rifugiato, poi revocato, fino a quando, il 31 dicembre 2010, il Brasile rifiutò la richiesta italiana di estradizione e concesse a Cesare Battisti il dritto d’asilo e il visto permanente. Della questione fu investita la Corte Costituzionale brasiliana, su sollecito della nuova presidente del Brasile Dilma Roussef, la quale l’8 giugno del 2011 negò definitivamente l’estradizione, con la motivazione che Battisti avrebbe potuto subire “persecuzioni a causa delle sue idee”.

Una motivazione pretestuosa, oppure che denota scarsa conoscenza del nostro Paese. Dalle nostre carceri sono passati i peggiori terroristi italiani, ormai quasi tutti fuori, tranne quelli di ultima generazione, per aver scontato la pena. Perché proprio Battisti avrebbe dovuto subire persecuzioni? E’ evidente la pretestuosità della motivazione. Successivamente Battisti subì altri arresti e rilasci, fino all’ottobre del 2017, quando fu arrestato al confine con la Bolivia e subito dopo scarcerato.

Qui si apre un nuovo capitolo della storia, ancora tutto da scrivere.

Intanto il giudice Luiz Fux del Supremo Tribunale Federale brasiliano ha concesso a Cesare Battisti una misura cautelare per la quale egli non potrà essere estradato finché la stessa Alta Corte non avrà emesso un parere sulla richiesta di Habeas Corpus presentata dai suoi avvocati.

Il caso verrà esaminato, salvo rinvii, il 24 ottobre 2017. I cinque giudici si riuniranno per valutare la richiesta degli avvocati di Battisti, i quali sostengono che l’Italia e il nuovo Presidente brasiliano Michel Temer si sarebbero accordati in segreto per l’estradizione del loro assistito.

La novità rispetto al passato sta proprio nel fatto che il nuovo presidente Temer, rispetto ai suoi predecessori, ha idee politiche diverse: è un conservatore, aderente al partito del movimento democratico brasiliano che si colloca prevalentemente nell’area di centro. Infatti, è stato proprio Temer ad aprire le porte ad una possibile estradizione, con la decisione di revocare a Battisti l’asilo, quindi la cittadinanza.

La decisione di revocare l’attuale status di residente dell’ex terrorista – scriveva sostanzialmente nei giorni scorsi l’edizione on line della Fhola de Sao Paulo – è stata ormai presa dal Presidente Michel Temer, ma occorrerà aspettare il via libera del supremo tribunale federale, perché l’estradizione possa realmente concretizzarsi. Cesare Battisti sembra non godere più della fiducia delle autorità locali e del Presidente, in particolare. Anche il Ministro della Giustizia brasiliano si è pronunciato nel merito del comportamento di Battisti, avendo affermato che lo stesso Battisti avrebbe “rotto il rapporto di fiducia con il Paese”, poiché ha commesso illeciti, cercando di uscire dal Brasile con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente. Quello che deciderà la “Primeira Turna”, commissione formata da 5 degli 11 giudici che costituiscono l’Alta Corte, non ci è dato sapere, ma c’è chi azzarda possibili e realistiche previsioni, in base all’orientamento dei singoli giudici, tenendo conto della loro formazione e delle decisioni prese da ciascuno di loro finora.

Sulla base di queste previsioni, scrivono alcuni opinionisti, “non pare scontato un parere favorevole alle richieste italiane.”

Noi siamo fiduciosi che Battisti possa finalmente tornare in Italia a scontare la pena per gli orrendi crimini commessi. Siamo anche curiosi di vedere quanti e quali politici e intellettuali andranno o chiederanno di andare a fargli visita.

E’ possibile che dopo qualche anno di carcere diventi un “esperto penitenziarista”, come diceva qualcuno, e venga inserito in qualche commissione di esperti: magari nei prossimi Stati Generali dell’Esecuzione Penale, come avevano tentato di fare con Adriano Sofri.

Questo avviene in Italia, altro che persecuzione a causa delle sue idee, come aveva ipotizzato Dilma Roussef.

 

Le ipotesi per l’estradizione...

La “Primeira turma” è composta dai ministri (così si chiamano i giudici dell’Alta Corte in Brasile) Roberto Barroso, Marco Aurélio, Luis Fux, Alexandre De Moraes Rosa Weber.

Roberto Barroso è stato avvocato di Cesare Battisti, quindi non parteciperà alla votazione.

Marco Aurélio Mendes de Farias Mello, cugino dell’ex presidente De Mello, è un garantista  ed è probabile che voterà a favore dell’habeas corpus di Battisti. Nel giugno del 2000 votò a favore della scarcerazione di Salvatore Cacciola, il proprietario del Banco Marka una banca fallita. Cacciola era accusato di esser costato più di un miliardo e mezzo di reais alle casse pubbliche brasiliane. Il giorno del suo arresto il giudice Marco Aurélio disse che non si pentiva per niente del voto favorevole alla scarcerazione, che aveva votato bene e che l’avrebbe fatto di nuovo. Votò a favore anche della concessione dell’habeas corpus di Suzane von Richthofen, una ricca ragazza di San Paolo, accusata di aver ucciso i genitori.

Il ministro Luis Fux è quello che ha deciso che non poteva essere lui, come giudice monocratico, a dare una risposta definitiva alla richiesta della difesa di Battisti e che fosse il caso di esaminare il dossier collegialmente. Quindi è ipotizzabile che abbia perplessità sull’estradibilità, altrimenti non avrebbe sospeso fino al 24 ottobre qualsiasi possibilità di estradare o espellere Battisti. Il suo curriculum non lascia presagire molto sul suo orientamento in materia di scarcerazioni.

È stato nominato dall’ex presidente Dilma Rousseff, ma non è schierato con il Partido dos trabalhadores dell’ex presidente Lula. Più probabile, però, un sì che un no all’habeas corpus.

Il ministro Alexandre De Moraes è uomo di Michel Temer. Prevedibile un suo voto contrario all’habeas corpus.

La vera incognita è la ministra Rosa Weber. Viene dal diritto del lavoro. Durante le votazioni sull’operazione Lava Jato, la Mani pulite brasiliana, vota di solito nello stesso modo di Roberto Barroso.

Siccome Barroso non parteciperà alla decisione collegiale su Battisti, il numero dei componenti si ridurrà a 4. Potrebbe finire a 2 contro 2. In caso di parità il voto del presidente vale doppio. Se il presidente sarà Marco Aurélio, è molto probabile che Battisti rimanga libero in Brasile. Ecco perché negli ultimi giorni il nostro latitante è ottimista.

Il presidente Temer potrebbe decidere di estradarlo lo stesso. Ma se non l’ha già fatto e ha scelto di ascoltare il consigliere giuridico che gli raccomanda di non firmare nulla e di aspettare perlomeno il giudizio dell’Alta Corte una ragione ci sarà.

 


Scritto da: Giovanni Battista Durante
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Commenti Commenti dei lettori

n. 7


E' diventato troppo ingombrante per il governo italiano, e credo che sotto sotto non lo vogliono nelle nostre prigioni, perchè a mio avviso il posto ci sarebbe, quello che si è liberato di recente a Parma.

Di  Michele  (inviato il 23/11/2017 @ 17:33:53)


n. 6


Arrivare all'estradizione e metterlo in galera in Italia sarebbe un lusso per lui, in poco tempo diventerebbe una star intellettuale e farebbe carriera in politica oppure nelle pseudo associazioni pro "camosci". LA cosa migliore sarebbe fargli fare la galera dove si trova, per quel che ne so è un sistema diverso rispetto al nostro e non camperebbe sulle nostre spalle.

Di  Anonimo  (inviato il 23/11/2017 @ 09:45:49)


n. 5


Tutti auspichiamo che venga estradato ma da quanto è stato prospettato è difficile che si concretizzi burocraticamente.. ma come diceva mio nonno "le vie del Signore sono infinite" e anche altre aggiungo io.

Di  Anonimo  (inviato il 22/11/2017 @ 07:00:42)


n. 4


Dal mio punto di vista il BATTISTI dovrebbe essere prelevato con la forza dal Brasile da personale dei servizi segreti italiani e condotto in una cella in Italia a fargli scontare i crimini commessi e il tanto sangue fatto scorrere in Italia negli anni di piombo.
Cordialmente crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 21/11/2017 @ 20:26:01)


n. 3


Un criminale di questo spessore va perseguito affidato alla giustizia italiana

Di  Anonimo  (inviato il 21/11/2017 @ 18:17:00)


n. 2


Perdonatemi l’off-topic.
Ci obbligarono ad aprire un conto corrente per poter ricevere lo stipendio.
Ora leggo questo
https://www.forzearmate.eu/2017/11/21/la-tua-banca-fallisce-occhio-ai-tuoi-soldi-sul-conto-cosi-bruxelles-vuole-bloccare-i-conti-correnti-con-i-risparmi/
stavo tanto bene quando ricevevo lo stipendio col “cartaceo”.
Chi mi suggerisce un modo per poter ricevere lo stipendio senza essere obbligato all’accredito in banca?
GRAZIE

Di  nexuno  (inviato il 21/11/2017 @ 17:33:07)


n. 1


Io spero venga estradato in Italia che sconti tutta la pena inflitta dall'autorità giudidiziari sino all'ultimo giorno senza benefici .
La giustizia Italiana vincerà anzi deve vincere perché un simile delinquente che si è macchiato di reati orribili odiosi non deve rimanere inpunito deve scontare tutta la pena sino all'ultimo giorno avesse anche l'età di 100 anni la deve scontare

Di  Giovanni  (inviato il 21/11/2017 @ 13:19:47)




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