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Comandante rifiuta alloggio del Direttore e chiede danni all'Amminstrazione: perde ricorso


Polizia Penitenziaria - Comandante rifiuta alloggio del Direttore e chiede danni all'Amminstrazione: perde ricorso

Notizia del 18/03/2013

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

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Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 230 del 2010, proposto da:
D.A., rappresentato e difeso dall'avv. Martino Pelizzari, con domicilio eletto presso Martino Pelizzari in Brescia, via Ferramola, 14;
contro
Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Brescia, via S. Caterina, 6;
nei confronti di
Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria per la Regione Lombardia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Brescia, via S. Caterina, 6; Direttrice della Casa Circondariale di Lodi Dott.Ssa Mussio Stefania;

per l'accertamento
- della fondatezza della pretesa avanzata dal dott. D.A., dal 1-04-2007 in servizio presso la Casa Circondariale di Lodi con funzioni di Comandante di reparto, all'assegnazione dell'alloggio di servizio riservato al Comandante di Reparto presente l'Istituto, spettante al ricorrente ai sensi del combinato disposto dell'art. 18, L. 15 dicembre 1990, n. 395 e dell'art. 2, D.P.R. 15 novembre 2006, n. 314;
- dell'illegittimità/illiceità del comportamento inerte mantenuto dall'amministrazione e del ritardo con il quale è stato consegnato al dott. D.A. l'alloggio riservato al Comandante di Reparto presente presso la C.C. di Lodi;
- del danno ingiusto subito dal dott. D.A. in ragione del ritardo con cui la P.A. ha provveduto ad assegnargli e consegnargli l'alloggio riservato al Comandante di Reparto presente presso la C.C. di Lodi;
e per la condanna
al risarcimento del predetto danno, quantificato nella somma di Euro 24.315,32 o nella diversa somma, anche maggiore o minore, che sarà determinata dal TAR, anche in via equitativa.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e di Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria per la Regione Lombardia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 febbraio 2013 il dott. Sergio Conti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con ricorso notificato il 18.2.2010 e depositato presso la Segreteria della Sezione il 9.3.2010, il dott. D.A., vice Commissario del ruolo direttivo ordinario del Corpo di Polizia Penitenziaria, propone azione di accertamento del diritto ad ottenere - in qualità di Comandante di Reparto presso la Casa Circondariale di Lodi - l'assegnazione dell'alloggio di servizio spettante ai sensi del combinato disposto dell'art. 18, L. 15 dicembre 1990, n. 395 e dell'art. 2, D.P.R. 15 novembre 2006, n. 314 e la condanna dell'Amministrazione penitenziaria al risarcimento del danno derivante dal ritardo con cui detta consegna è avvenuta.

In punto di fatto il ricorrente rappresenta:
- di essere stato nominato con decreto dirigenziale in data 20.3.2007 Comandante di Reparto presso la Casa circondariale di Lodi, ove prese effettivamente servizio in data 2.4.2007;
- di avere richiesto l'assegnazione dell'alloggio di servizio, presente all'interno del carcere, ma di avere dovuto attendere sino al 5.5.2008 per poterne prendere possesso;
- che il ritardo con cui ha ottenuto la disponibilità dell'alloggio, lo ha costretto, essendo all'atto della nomina residente a Bergamo, a sobbarcarsi un oneroso quotidiano trasferimento in automobile non essendo utilizzabili mezzi pubblici;
- di avere avanzato all'Amministrazione, con racc.ta in data 27.8.2008, la richiesta di pagamento della somma di Euro 8.820,00 di cui Euro 4.000 per spese di viaggio ed Euro 4.820 quale corrispettivo di tre ore di straordinario giornaliere in relazione al tempo necessario per compiere il tragitto andata e ritorno;
- che tale richiesta non aveva riscontro da parte dell'Amministrazione.

In punto di diritto, il ricorrente osserva quanto segue :
- l'art. 18, c. 6 della L. 15 dicembre 1990, n. 395 (Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria) dispone che "Il comandante del reparto ha l'obbligo di alloggiare nell'alloggio di servizio, del quale usufruisce a titolo gratuito.", affermando che egli vanta un diritto soggettivo a detta assegnazione;
- il D.P.R. 15 novembre 2006, n. 314 (Regolamento per la disciplina dell'assegnazione e della gestione degli alloggi di servizio per il personale dell'Amministrazione penitenziaria), all'art. 2, 1 c. dispone che "Gli alloggi di servizio sono assegnati in concessione a titolo gratuito al personale con incarico di: ...b) comandante del reparto di istituto penitenziario o di scuola di formazione ed aggiornamento del personale;" specificando al c. 2 che "All'atto del conferimento di uno degli incarichi indicati al comma 1, è disposta l'assegnazione dell'alloggio"; sicché deve giungersi alla conclusione che tale assegnazione deve avvenire all'atto della nomina;
- che il ritardo con cui è avvenuta la consegna determina la responsabilità dell'Amministrazione al risarcimento dei danni;
- la quantificazione dei danni richiesti è effettuata per n. 230 giorni addivenendo ad una quantificazione, alla stregua di costi chilometrici ricavati dal sito dell'ACI, in complessivi Euro 16.235,42, ai quali sono aggiunti Euro 8.079,90 quale risarcimento per le ore di lavoro straordinario (tre al giorno), corrispondenti al tempo impiegato per compiere il tragitto casa-ufficio e ritorno.
Si è costituito in giudizio l'intimata Amministrazione penitenziaria, chiedendo il rigetto del gravame e depositando, il 30.4.2012, n. 21 documenti con allegata una relazione sui fatti di causa a cura del Provveditorato regionale Lombardia del DAP.
Con memoria depositata il 22.1.2013, la difesa erariale contesta la pretesa giudiziaria del ricorrente rilevando che:
- quella relativa all'assegnazione dell'alloggio di servizio è una situazione di interesse legittimo e non di diritto soggettivo (in tal senso TAR Lazio 25.11.2008, n. 10721);
- l'obbligo di alloggiare nell'alloggio di servizio consegue solo all'assegnazione dell'alloggio stesso;
- il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ai sensi dello stesso art. 18 co. 1, ha l'obbligo di risiedere "nel comune in cui ha sede l'ufficio o il reparto cui è destinato", salva autorizzazione del capo dell'ufficio a risiedere in un comune vicino, sicché il ricorrente egli aveva l'obbligo di dimorare nel comune di Lodi;
- non vi è stata alcuna inerzia da parte dell'Amministrazione, dato che l'indisponibilità dell'alloggio era determinata da ragioni obiettive discendenti dal fatto che il comando di Reparto era stato fino ad allora esercitato da un ispettore, il dott. R.C., che occupava l'alloggio di servizio;
- per ovviare al temporaneo inconveniente, sin dalla data della presa di servizio venne assegnata al dott. A. una camera presso la caserma agenti della Casa circondariale di Lodi , nella quale peraltro il ricorrente non volle mai trasferirsi;
- (in via subordinata) contestando le modalità di calcolo chilometrico.
Con memoria di replica depositata il 6.2.2013 il ricorrente ha contestato quanto affermato dall'Amministrazione, rilevando che:
- la sistemazione presso la caserma sarebbe stata del tutto inadeguata ;
- l'Amministrazione non ha mai contestato la violazione dell'obbligo di residenza nel Comune di Lodi;
- il calcolo chilometrico inerisce non solo al consumo di carburante ma altresì agli altri costi .

Alla pubblica udienza del 27.2.2013 il ricorso è stato trattenuto per la decisione.
Il ricorso non risulta fondato.
Il Consiglio di Stato (Sez. IV 2.10.2012 n. 5180) ha recentemente osservato (in relazione alla fattispecie analoga del comandante di stazione dei Carabinieri) che "La concessione dell'alloggio di servizio, pur inquadrandosi nel genus delle concessioni amministrative del godimento di un bene pubblico (nella specie appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato) è indissolubilmente correlata con il rapporto d'impiego nelle peculiari connotazioni che esso assume in ambito militare, con la necessità di pronta e immediata presenza nel luogo di svolgimento dei servizi d'istituto.
In tale prospettiva, il godimento dell'immobile, una volta intervenuta la concessione, è causalmente connesso al rapporto, con una valenza economica specifica integrativa del trattamento economico di attività, e l'Amministrazione ha il dovere di procurarne la disponibilità, secondo quanto rilevato, in fattispecie analoga dalla giurisprudenza di questo Consiglio (Sez. VI, 8 maggio 2006, n. 2506).

Ne consegue che la responsabilità dell'Amministrazione ha natura contrattuale e non già extracontrattuale, soggiacendo alle relative regole, ivi compresa quella enunciata dall'art. 1218 cod. civ.".
Nel caso all'esame, risulta incontestato che l'Amministrazione, pur non essendo stata in grado di fornire al dr. A. l'immediata disponibilità dell'alloggio del Comandante di Reparto, gli ha comunque subito offerto l'utilizzo di una stanza nella caserma e, in alternativa, l'alloggio del direttore del carcere, che risultava disponibile. Soluzioni abitative che il dr. A. ha rifiutato, in quando da esso ritenute non confacenti.
In tale contesto, egli ha fatto una libera scelta di ritornare alla propria abitazione in Bergamo, così non ottemperando all'obbligo di residenza imposto dall'art. 18 della L. n. 395 del 1990, i cui costi ed oneri non può ora attribuire alla responsabilità dell'Amministrazione.
Sussistono giusti motivi, trattandosi di controversia i pubblico impiego, per addivenirsi alla compensazione delle spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 27 febbraio 2013 con l'intervento dei magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Sergio Conti, Consigliere, Estensore
Francesco Gambato Spisani, Consigliere


Scritto da: Redazione
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Commenti Commenti dei lettori

n. 1


E i poliziotti dovrebbero pagare per cosa ?? per dormire in caserme degradate e fatiscenti e per niente non a norma ??

Di  Paolo  (inviato il 10/08/2013 @ 10:43:16)




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