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Commenti facebook: se anche il Ministro si schiera contro di noi …


Polizia Penitenziaria - Commenti facebook: se anche il Ministro si schiera contro di noi …

Notizia del 03/03/2015

in Il Pulpito

(Letto 4261 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Se pure il Ministro della Giustizia cede al “furor di popolo” e si schiera contro di noi, allora il Corpo di Polizia Penitenziaria può anche essere disciolto e i colleghi nelle carceri evacuati come si fa con i dipendenti delle ambasciate quando ci sono gravi disordini che mettono a repentaglio la vita del personale.

Indubbiamente, i provvedimenti di sospensione dal servizio adottati dal Dap su input del Ministro, per i sedici colleghi che hanno scritto commenti disdicevoli su facebook, sembrano un eccesso di potere del dipartimento, perdipiù irragionevole, illogico e sproporzionato rispetto ai fatti contestati.

A vedere e rivedere, a valutare e rivalutare, a leggere e rileggere quei commenti (effettivamente indegni) non riusciamo, però, ad individuare infrazioni disciplinari addebitabili ai poliziotti penitenziari che prevedano una sanzione superiore alla deplorazione.

In Italia, grazie a Dio, siamo in uno Stato di Diritto dove vige il principio di stretta legalità fondato sul brocardo nullum crimen nulla poena sine lege e, quindi, nessuna pena può essere inflitta se non sia espressamente sancita dalla legge come conseguenza di un comportamento previsto come reato.

Pertanto, anche se i commenti postati dai colleghi sono deprecabili, ancorché ignobili, una condanna morale non può trasformarsi sic et simpliciter in una condanna disciplinare.

E se non possiamo giustificare poliziotti penitenziari che hanno espresso certi commenti, così cinici e crudeli, non possiamo, però, negare loro il sacrosanto diritto ad un procedimento/processo che consenta di difendersi e che possa, eventualmente, accertare altre/alte responsabilità.

Va anche detto che, sotto il profilo morale, appare deprecabile l'operazione mediatica di Repubblica che, ignorando consapevolmente l'episodio in per se stesso (il suicidio di un detenuto), ha montato un caso sui commenti dei colleghi perché fa più notizia l'uomo che morde il cane piuttosto che il cane che morde l'uomo. ( … interessante e condivisibile l'articolo pubblicato dal Garantista il 21 febbraio scorso)

Come già detto, regolamento di disciplina del Corpo di Polizia Penitenziaria alla mano, non si riesce a riscontrare alcuna fattispecie punibile con la sospensione dal servizio e/o con il licenziamento, che possa essere addebitata ai colleghi che hanno postato i commenti su Facebook.

Lo scandalo mediatico è tutto sommato comprensibile, e per certi versi anche legittimo, ma il Ministro della Giustizia e il Capo del Dap non possono assumere provvedimenti solo sulla scorta dell'emotività, magari spinti dal desiderio di far uscire al più presto Ministero e Dipartimento dalle polemiche, piuttosto che ricercare i motivi che sottendono a certe parole ed a certi atteggiamenti.

La superficiale incoscienza con la quale i nostri colleghi hanno scritto quei commenti (che peraltro sono cosa abbastanza frequente sui social) è sintomo di un malessere profondo che pervade il carcere e chi ci lavora del quale andrebbero assolutamente ricercate le cause. Quelle cause che, evidentemente, non possono essere cancellate con una sanzione disciplinare.

Purtroppo, i dieci minuti di riunione dedicati dal Ministro Orlando a questa triste vicenda sembrano andare nella direzione diametralmente opposta, ovverosia quella del "chissenefrega dei motivi e delle cause, l'importante è che Ministero e Dap prendano le distanze ..."

Insomma, non si tratta affatto di schierarsi tra "colpevolisti ed innocentisti"  ma di ricercare cause e motivazioni a monte di certe reazioni, si tratta di "guardarsi dentro" ...

Se, invece, alla fine questa storia dovesse essere chiusa con la punizione “esemplare” di sedici sciagurati, vorrà dire che il problema rimarrà irrisolto ed, anzi, finirà paradossalmente per essere ancor più alimentato.

Il rischio ulteriore è quello dell’isolamento della Polizia Penitenziaria dalla società civile e, soprattutto, da chi la dirige, coi singoli poliziotti sempre più soli ed abbandonati dalle istituzioni.

In buona sostanza, alla fine, c’è stata una esasperazione oltre misura della sciocchezza (se pur gravissima) di pochi sventurati, con l’estremizzazione delle conseguenze come fossero l'origine di tutti i mali.

E tutto questo, temiamo, soltanto per allontanare  ogni sospetto dal vero nocciolo del problema: la discutibile gestione delle carceri da parte del Dap e dei  suoi dirigenti.

E le sedici sospensioni dal servizio sono un ulteriore salto di qualità nella direzione dello scaricabarile sulla Polizia Penitenziaria ...

 

Mi … Consolo … con un “like”

 

Sospensioni per le frasi su facebook: ipocrisia senza eguali

 

#iosonolapagliuzza contro l’ipocrisia di un sistema che si indigna per quattro commenti ignorando le vere tragedie delle carceri italiane

 

Quando il SAPPE indica la luna, il quotidiano La Repubblica guarda il dito e monta un caso politico sullo sfogo di 16 colleghi della Polizia Penitenziaria

 

Commenti choc su Facebook: troppo facile prendersela solo con gli Agenti. Ma il Dap non c’’entra mai nulla?

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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n. 7


Ma se gli stessi commenti li scrivevano colleghi in pensione, che gli potevano fare ?

Di  Anonimo  (inviato il 04/03/2015 @ 07:56:49)


n. 6


Ma di che cosa stiamo parlando ?
Ma li avete mai letti i post e i commenti che scrivono su facebook contro di noi?
Ma le avete viste le pagine create proprio contro di noi che offendono, minacciano e istigano all'odio ?
A Frosinone quindici ragazzi sono stati denunciati per aver scritto frasi offensive contro i Carabinieri ...
Di quello che scrivono contro di noi non gliene frega niente a nessuno.
Eppure questi Signori che hanno sospeso dal servizio con metà stipendio sedici padri di famiglia, guadagnano fior di centinaia di migliaia di euro PAGATI DA NOI CONTRIBUENTI.

Di  Uno dei ventiseimila Assistenti Capo  (inviato il 04/03/2015 @ 07:51:29)


n. 5


Ministro ? Quale Ministro ?

Di  Marione  (inviato il 04/03/2015 @ 07:46:58)


n. 4


Non posso che condividere. Per l'appunto, bisognerebbe domandarsi cosa si fa veramente per aiutare l'agente penitenziario sempre più isolato all'interno delle sezioni detentive, ove nudi e crudi sono tutti gli effetti negativi (burnout per intenderci) a carico di un agente a cui sarà indubbiamente negata una promozione di avanzamento di carriera perché avrà salvato chissà quante vite umane, non fosse altro solo con la sua "brutta presenza". Ma si sa, i benefici sono riservati a chi sta comodamente seduto su una comodissima poltrona e magari vicino a uffici che contano veramente. A scanso di equivoci Chiedo scusa se con queste poche righe posso aver offeso il senso morale di qualcuno.

Di  Giovanni Vona  (inviato il 04/03/2015 @ 07:46:20)


n. 3


Se ci toccherà ancora votare, (sapete in questa strana repubblica ci ritroviamo con governi di coalizione/transizione ecc. ecc. che nessuno ha mai votato), spero si tenga conto di tutto ciò.

Di  Anonimo  (inviato il 03/03/2015 @ 19:20:21)


n. 2


CARO PASQUINO,
spero solo di andarmene il prima possibile, me ne fotto di qualche centinaio di euro. Vedi il conguaglio che mi hanno CALATO questo mese...(Della serie lavori o non lavori è uguale!!!).
Poveri picciotti che rimarranno e che verranno dopo di noi...un'era è finita cari colleghi!
Assistiamo ad un funerale quotidiano perenne. La fine inesorabile di un Glorioso Corpo....si forse è vero!
Un tempo siamo stati considerati brutti, sporchi e cattivi.
Io proprio brutto?...come sempre del resto!.
Cattivo dovevi esserlo tanti anni fa.
DOVEVI esserlo per forza, altrimenti venivi sopraffatto dai mafiosi catanesi che, provavano in tutti i modi a sottometterti psicologicamente, soprattutto se eri un giovane Agente trasferito dal settendrione.
Fino a poco tempo fa andavo a lavorare con tanta forza, motivazione e consapevole di appartenere a qualcosa...una sorta di ragione di vita. La mia impeccabile uniforme blu, indossata per quasi 25 anni. Perfetta e soprattutto profumata...che tristezza ragazzi...che amaro che ho in bocca...
Oggi TOTALMENTE disilluso e privo di speranze, penso a come sarà bello trascorrere le mie giornate, tra il mare, l'Etna ed il mio adorato giardino di casa che si appresta a sbocciare nel tepore di questi giorni.
Vi abbraccio tutti...con tutto il mio ♥


Di  Saru u tostu  (inviato il 03/03/2015 @ 15:35:26)


n. 1


Rendiamoci conto di chi e cosa stiamo disquisendo....
Uno che dialogherebbe con gli jihadisti ma non trova modo di dialogare con quelli che lo scortano.....

Terrorismo, ministro Orlando: “No a populismo penale

http://www.direttanews.it/2015/02/18/terrorismo-ministro-orlando-no-populismo-penale/

Carceri, ministro Orlando: trattamento di favore per i delinquenti islamici
Un trattamento speciale per il jihadista potenziale. Se sei islamico e sei in carcere, la tua vita in cella deve essere un poco meno dura rispetto a quella dei normali carcerati. Obiettivo, prevenire la possibile conversione del soggetto alla guerra santa in nome di Allah. E’ questa, in sintesi, la peculiare ricetta proposta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che spiega solenne al Corriere della Sera

http://www.imolaoggi.it/2015/02/19/carceri-ministro-orlando-trattamento-di-favore-per-i-delinquenti-islamici/

Di  PASQUINO  (inviato il 03/03/2015 @ 09:33:35)




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