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Corsi di formazione per il personale di Polizia Penitenziaria durante l’orario di servizio


Polizia Penitenziaria - Corsi di formazione per il personale di Polizia Penitenziaria durante l’orario di servizio

Notizia del 07/10/2015

in Accadde al penitenziario

(Letto 2962 volte)

Scritto da: Rita Argento

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Il più delle volte accade che vengano a realizzarsi delle giornate formative dedite al personale di Polizia Penitenziaria: ogniqualvolta, si cerca di garantire una quanto più equa rotazione del personale, per consentire a tutti, di potervi partecipare, occorre però sottolineare che non sempre risulta essere così semplice.

La maggior parte dei corsi si realizza all’esterno dell’istituto penitenziario dove si lavora, ecco allora che talvolta parte del personale, incontra difficoltà nel partecipare, perché magari lontano dalla propria abitazione, per l’orario previsto, distante, dalle proprie possibilità organizzative nel contesto famiglia eccetera.

Ben utile invece sarebbe cercare di realizzare dei percorsi formativi che siano articolati in giornate singole ovvero in moduli a più riprese, con un orario che possa essere anche solo di poche ore e perché no, integrarlo proprio durante l’orario di servizio, magari privilegiando come sede lo stesso istituto penitenziario dove si lavora ovvero quello più attiguo.

Ipotizziamo una giornata lavorativa tipo di un collega che possa essere di sei o di otto ore, perché non pensare ad un corso di formazione articolato in un tot. di ore che possano essere distribuite durante la giornata lavoro?

Esempio, far si che il collega possa essere impegnato all’interno dello stesso istituto in una sala adibita allo svolgimento del corso anche solo per un’ora, una parte del servizio, per poi poter proseguire la restante nei reparti detentivi.

Prediligere corsi di formazione che siano un vero e proprio arricchimento professionale nel proprio quotidiano come corsi di lingua straniera, giuridici, di psicologia, criminologia, atti di polizia giudiziaria, informatica, difesa personale, gestione delle tensioni nel contesto lavoro,  eccetera.

Ancor di più agevolare nella partecipazione dei corsi, ogni appartenente alla qualifica, che siano Commissari, Ispettori, Sovrintendenti, Agenti ed Assistenti perché il più delle volte, manca proprio il confronto che invece è quanto di più necessario nel sistema carcere.

Ho sempre visto il penitenziario, come una “enorme catena ad incastro”, dove basta un tassello che poco funziona ed ecco che tutto l’ingranaggio ne risente ed il primo a risentirne è proprio il collega che lavora nella sezione detentiva.

L’importanza nella diversa qualifica è proprio quella di avere delle specifiche competenze e di mostrarsi attento a creare un metodo di lavoro che sia quanto più funzionale ecco perché ogni corso oltre che a formare dovrebbe diventare una vera e propria occasione di confronto tra i colleghi, perché ciascuno è padrone di un proprio bagaglio di esperienza personale che difficilmente trova la possibilità di poter emergere.

Ogni Poliziotto Penitenziario, ha le proprie qualità e per questo è quanto di più importante farle crescere progressivamente, con una formazione che sia sempre più funzionale e parte integrante del proprio orario di lavoro.

 

 


Scritto da: Rita Argento
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n. 2


"...dove basta un tassello che poco funziona ed ecco che tutto l’ingranaggio ne risente ed il primo a risentirne è proprio il collega che lavora nella sezione detentiva".
Giuste e sacrosante considerazioni, complimenti.
Una sola considerazione personale che non vuole essere una critica, ma un personale desiderio che esce prepotentemente dal cuore e che spero vivamente IL DIRIGENTE GENERALE DELLA FORMAZIONE prima o poi legga.
Conosco colleghi che sono invecchiati in galera, colleghi che hanno operato con i terroristi det. sottoposti al 41/bis, Alta Sicurezza, soggetti psichiatrici, internati, comuni ecc... colleghi che hanno prestato servizio a Pianosa, Gorgona, Asinara, S. Vittore, Genova, Venezia ecc....ecc... negli anni 80/90. Colleghi che a distanza di 30/35 anni di servizio non sono mai più usciti dal carcere per un corso di formazione, se non in occasione dei tiri.....(a dire il vero manco quello più si fa a causa di questa dannata crisi).
Allora mi chiedo, SIGNORI e SIGNORE che leggete...."perchè continuare a spendere tanti quattrin, come ad esempio per i corsi di ((ALTA FORAMAZIONE per soli Commissari?"))....e i vecchi appuntati ancora a bocca sciutta?
Credo sarebbe giusto e Sacrosanto, pagare loro un biglietto aereo,farli pernottare presso una Scuola di Formazione e permettere loro di staccare del tutto con il carcere per TRE/QUATTRO giorni al massimo.
Sapete quanti si rincontrerebbero?
Sapete quanti pianti nel rivedersi non più diciottenni?.....quanti ricordi...belli o brutti che siano...
Potete immaginare le ricadute che ciò potrebbe apportare loro? Io lo immagino tutti i giorni.
Quelli che una volta erano considerati BRUTTI, SPORCHI e CATTIVI ancora oggi con la loro pregiata esperienza e professionalità, permettono a questa Istituzione che SERVIAMO di andare avanti!
Immaginate quanti di questi Uomini e Donne, dopo tanti anni di servizio ritroverebbero quello spunto per dire.....ed io che non ci credevo più....minch!....ma allora mi pensano ancora!
Valgo ancora!

"Certamente non tornerebbero dal periodo formativo dottori", ma certamente aiuterebbe a donare loro quel po di affetto che non si sente più.
Se dipendesse da me, spenderei fior Euro per questa categoria, per questo ruolo...l'unico che tiene in piedi tutto l'Ambaràdàn!!!
Scusate lo sfogo.....ma quannu ci vò...ci vò!

Di  Giulio G.M.  (inviato il 07/10/2015 @ 16:22:44)


n. 1


Peccato che per molti colleghi un corso di aggiornamento venga visto come un modo per fuggire dalla sezione e non per quello che è in realtà.
Infatti agli interpelli per quelli fuori sede partecipano sempre gli stessi...

Di  Alessandro  (inviato il 07/10/2015 @ 13:04:48)




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