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Cosa c’e’ di peggio di una classe dirigente che ignora e dimentica i suoi morti ?


Polizia Penitenziaria - Cosa c’e’ di peggio di una classe dirigente che ignora e dimentica i suoi morti ?

Notizia del 26/12/2010

in Il Pulpito

(Letto 3385 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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“Il più terribile dei mali dunque, la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa sopravviene noi non siamo più. Essa non ha alcun significato né per i viventi né per i morti, perché per gli uni non è niente, e quanto agli altri, essi non sono più.” (Epicuro)
Sembra ispirata dal modus vivendi del Dap questa frase scritta da Epicuro tre secoli prima di Cristo.
O, meglio, sembra proprio che il modus operandi del Dap, rispetto alla morte, sia ispirato all’epicureismo.
Per i nostri dirigenti, infatti, non ha alcun significato la morte di un proprio dipendente, o di un suo prossimo congiunto, perché ”...  quando Loro ci sono la morte non c’è  e quando essa sopraggiunge Loro non ci sono più ... “.
E poco importa se il defunto è un Eroe, un povero cristo o una vittima sacrificale, “... quando c’è la morte Loro non ci sono.”
Più volte il mio amico Nuvola Rossa ha scritto su questa triste abitudine dei nostri vertici di non celebrare i propri defunti  e, quando arriva Natale, aumenta il rammarico ed il dolore per gli onori negati alla memoria del nostro caro collega Montalto.
Di recente, purtroppo, ho avuto modo di imbattermi un paio di volte con il deplorevole cinismo del nostro dipartimento.
Due cari amici e colleghi, Giovanni Battista Durante ed Umberto Vitale, hanno avuto la disgrazia di perdere la mamma, a breve distanza l’uno dall’altro.
Nessuna rappresentanza del Corpo alle esequie della madre del primo, Commissario di Polizia Penitenziaria e, nemmeno a dirlo, nessuna rappresentanza del Corpo al funerale della madre del secondo, Ispettore Superiore di Polizia Penitenziaria anche lui.
Nel secondo caso, in particolare, la deplorevole mancanza di onori da parte della nostra amministrazione è stata ancora più eclatante, non perché il mio amico Umberto fosse più meritevole degli altri, ma perché anche il padre, marito della defunta, è stato un Agente di Custodia , e per quarant’anni.
Quarant’anni della propria vita dedicati all’amministrazione penitenziaria che sommati con i trentacinque del figlio Umberto fanno settantacinque anni al servizio del Corpo che, purtroppo, non sono stati sufficienti per acquisire il diritto ad una piccola rappresentanza in divisa che rendesse onore alla salma della propria congiunta.
Ma non basta nemmeno questo, a rendere ancora più amara l’ingiustificabile assenza della nostra amministrazione è stata la presenza di una rappresentanza in divisa della Guardia di Finanza perché il fratello di Umberto, Antonio, è un Maresciallo della GdF e Loro rispettano ed onorano i propri morti.
 
I funerali, sono pratiche rituali che più di altre, esprimono e comunicano l’identità di coloro che vi partecipano, evidenziano in modo particolare la cultura del nucleo familiare, sociale e professionale  direttamente interessati al decesso.
E’ evidente che i nostri dirigenti non sono per nulla interessati ai nostri morti. (Tristi sono coloro che dimenticano i propri morti.)
Eppure non abbiamo a che fare con dirigenti anonimi e di “passaggio” nelle stanze del potere del palazzone di Largo Daga.
Lì sono assisi gli stessi personaggi da decenni; personaggi che hanno scienza e coscienza di quello che accade; personaggi che possono decidere quello che vogliono senza rendere conto a nessuno (se non alla propria coscienza); personaggi che conoscono vita, morte e miracoli di chiunque; personaggi che, però,  alla fine scelgono di inviare il solito telegramma...
Personaggi che pensano di avere la coscienza pulita soltanto perché non la usano mai, personaggi che si nutrono di nichilismo e che lo dispensano a piene mani a tutti i più stretti collaboratori.
Personaggi  che hanno replicato se stessi (come una partenogenesi) fino a creare e consolidare un apparato chiuso, insensibile ed autoreferente che vede solo se stesso, pensa solo a se stesso e soddisfa solo se stesso.
Dante mi risponderebbe: “... vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare.”
Ed io non mi dimando più nulla, ormai, ma sono incazzato ... sono molto incazzato.
 
 
Giovanni Battista de Blasis
 
 
 

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 12


de blasis, ti volevo chiedere una cosa, ma il sindacalista filosofo, il tribuno, i sindacalisti del cartello antisappe del fesi, i sindacalisti che denunciano i colleghi, se ne fregano del menefreghismo del dap ?
tu li vedi li a roma coinvolgili in questa tua battaglia, vedi che ne pensano, mica devono fare cartello solo per un piccolo momento di gloria contro il sappe !
i signori colleghi che commentano sotto anche loro se conoscono i grandi sindacalisti sopra menzionati gli dicano di fare qualcosa nel loro piccolo contro il disinteresse del dap !
"de blasis siamo nelle tue mani !"
PS. se vedi il dirigente dell'ufficio stampa del dap, anzi la dirigente, gli dici che è venuta bene nel video di presentazione calendario su youtube, e ha detto belle cose sulla pol pen, e nel frattempo ricordale di dedicare un pò di tempo pure ai colleghi che lavorano in silenzio nei reparti detentivi e pure ai nostri caduti, e ricordale pure di fare qualcosa "nel suo piccolo" al fine di fare estradare cesare battisti che è un assassino ed ha ucciso un nostro collega !

Di  luigi  (inviato il 29/12/2010 @ 23:11:41)


n. 11


Caro collega Claudio,
non era mia intenzione difendere nessuno ne, tantomeno, fare un ragionamento sulle tessere. Mi dispiace se mi sono espresso male ed ho lasciare intendere questo.
Cerco di correggere il tiro ed esprimere meglio ciò che volevo dire. Innanzitutto, il collega Navarra non ha bisogno di essere difeso da nessuno proprio perché (e questo era ciò che intendevo) avendo il consenso di quasi mille colleghi basta questo a qualificarne le capacità. Ho voluto aggiungere, solo per la cronaca, che Lillo gode – anche – della incondizionata stima e fiducia della Segreteria Generale.
Tutto qui.
Peraltro, il senso del mio ragionamento si incentrava soprattutto sulla constatazione che criticare è molto più facile che fare e, quindi, il compito di noi che scriviamo su questo blog è molto più agevole di quello di chi fa attività sindacale e cerca di rappresentare gli interessi di mille colleghi, spesso anche configgenti tra loro.
Ovviamente, ho voluto aggiungere che ciò vale anche per chi scrive i commenti agli articoli nei quali è altrettanto facile (se non più facile ancora) esprimere giudizi, critiche ed attaccare qualcuno.
Pertanto, ribadisco che sarebbe molto meglio lasciar fare a ciascun ciò che riesce a fare meglio sia ciò scrivere un articolo, scrivere una lettera sindacale, fare attività sindacale, fare servizio più o meno specializzato o comandare uomini.
In definitiva, però, ciò che scrivo io è e rimane soltanto la mia modesta opinione.
E come tutte le opinioni a qualcuno piacerà (e la condividerà) e a qualcun altro non piacerà (e la criticherà).
Un saluto.

Di  GB de Blasis  (inviato il 29/12/2010 @ 10:21:04)


n. 10


Sig. De Blasi, anzi collega Gianni, Non capisco perchè immediatamente hai difesso il collega sindacasti della Sicilia L.N., i colleghi Matteo e Nick mica l'anno offeso !!! ma benzi penso che i colleghi già descritti volevano solo ricordati che personnaggi come NUVOLA ROSSA o anche come Enzima ect ect. sarrebbero megli che facessero sindacato molto attivo. quindi non offederti le tessere della sicilia nessuno te le vuole levare...??? ciao

Di  ClaudioTodaro ass.te c. Pol Pen.  (inviato il 28/12/2010 @ 23:05:11)


n. 9


Apprezzo gli articoli che vengono inseriti in questa rubrica, trovo un sentimento, passione una volontà di modificare in meglio il proprio mondo lavorativo.
Sono solo 8 ore, però 8 ore per 365 giorni all'anno non sono poche, c'è chi come me vorrebbe che non fosse solo il giorno di San Paganino (il 23) quello a dare soddisfazione agli uomini e donne della penitenziaria.
Riscontro però una profonda differenza fra quanto la consapevolezza critica indica su queste pagine e quanto avviene negli istituti.
Il mio non è un intento polemico, altrimenti non sarei iscritto al Sappe nè leggerei con interesse quanto si scrive in questa sede.
I libelli, i papiri satirici, i "je accuse" servono per indicare la luce a chi magari con meno consapevolezza deambula nel buio senza speranza, però se non li concretizza con atti pratici, visibili, efficaci rimangono parole al vento.
Oggigiorno le rivendicazioni per ottenere risultati devono avere un grande seguito ed essere visibili, fare audience, chi ha possibilità di decidere a volte non guarda la bontà della rivendicazione piuttosto quanto si scalda la sedia che ha sotto il sedere.
Perchè, nei modi civili, legittimi, che sono propri al nostro corpo, non indire in un giorno preciso in ogni capoluogo di regione, di fronte delle sedi istituzionali di particolare rilievo mediatico una manifestazione? Una decisione coordinata che nello sesso giorno coinvolga molti uomini e donne. Dato che per l peculiarità del nostro lavoro, le esigenze, i doveri, è impossibile raccogliere 20000 persone a roma, perchè non raccoglierne 200 presso ogni capoluogo con tanto di tv al seguito?

Di  Anonimo  (inviato il 28/12/2010 @ 13:43:36)


n. 8


Nuvola Rossa (così come Mazzarino, Enzima, Pasquino, Cantelli e tutti gli altri) è soltanto uno pseudonimo con il quale si firmano una, o più, persone che vogliono esprimere liberamente la propria opinione su fatti, cose e personaggi dell’amministrazione penitenziaria, senza peli sulla lingua, senza remore e senza condizionamenti.
Ovviamente siamo tutti consapevoli del fatto che è molto più semplice esprimere delle opinioni che cambiare il corso degli eventi.
Credo che, in fin dei conti, ognuno svolge un proprio ruolo e che tutti sono funzionali alla gestione dell’amministrazione penitenziaria: chi scrive, chi fa sindacato, chi lavora e chi dirige.
Nuvola Rossa, spesso, ha il pregio di mettere il dito nella piaga, di colpire il bersaglio, di gettare il sasso nello stagno e di suscitare, per questo, consenso, critiche, malumore e mal di pancia.
Ciò significa che svolge molto bene il suo ruolo di opinionista e per questo motivo è giusto e doveroso lasciargli fare quello che fa meglio.
Invece, le qualità dei nostri dirigenti sindacali non si giudicano dai commenti di qualcuno su questo blog ma dal consenso che riescono a raccogliere tra i colleghi; in altre parole il valore dei nostri segretari si misura dal numero degli iscritti che hanno nelle loro giurisdizioni ed, in particolare, la regione Sicilia mi sembra che raccolga un notevole numero di iscritti. Ciò vale a dire che il Segretario Sappe della Sicilia è persona valida ed efficace e riscuote, anche, la fiducia e la stima della Segreteria Generale.

Di  GB de Blasis  (inviato il 27/12/2010 @ 13:51:09)


n. 7


giovanni se hai notato matteo e nick ti suggeriscono di mettere in campo nuvola rossa perchè di gente come lui ce ne bisogno specialmente in sicilia, sarebbe un ottima guida sindacale, perche se noti giovanni ,nuvola rossa si indigna e scrive, ed invece chi ti rappresenta in sicilia tace, forse ha delle vedute diverse, forse come dice matteo pensa alle sue tasche, o forse non vuole dispiacere chi rappresenta l'amministrazione in sicilia.
RICORDA GIOVANNI CHE "CHI E' MOLTO DOLCE NEL PARLARE E MOLTO OSSEQUIOSO HA TANTI ABOMINI DENTRO DI SE" OKKIO !

Di  COLA  (inviato il 27/12/2010 @ 12:20:39)


n. 6


nik ha ragione chi dirige e se ne frega dei nostri caduti si deve mettere una mano sulla coscenza, però tanta colpa questi non ce l'ha, e vi spiego perchè, al capo del dap chi deve dirgli le ricorrenze dei nostri caduti ? qualcuno lo deve fare ! il capo del dap proviene da altri ruoli e pultroppo è circondato da gente da tanti anni al dap e che se frega dei nostri caduti e dei problemi dei poliziotti penitenziari nelle carceri.

Di  INDIGNATO  (inviato il 27/12/2010 @ 00:22:12)


n. 5


Finalmente qualcuno ha il corraggio di dire la verità. Caro collega Nick, penso che tutto quello che tu hai scritto sia la pura verità, noi abbiamo bisogno oggi di ritornare 10 anni indietro, quando il sindacato si faceva CON GRINTA E CON LA VOGLIA DI ARRIVARE FINO IN FONDO, oggi che siamo arrivati ad avere finalmente i ns funzionari.......ancora siamo comandati da persone che non neanche indossano la ns meravigliosa divisa blu, quindi dici bene quando parli di quel famoso indiano di nome NUVOLA ROSSA, sicuramente come scrive parla, noi anzio io appartenente alla Polizia Penitenziaria vorrei queste elementi che ci rappresentassero voglino gente che pensano solo ormai alle loro tasche. A dir la verità il ns sindacato SAPPE penso che sia l'unico a far qualcosa ma gli altri dove sono?????? cmq. non mi prolungo, ma dico al ns grande amico GIANNI..............A GIANNNNIIII inizia a muoverti il tempo delle mele è finito....chiamati persone a tuo fianco che valgono qualcosa il tal caso penso come potrà finire....................................ciao grande

Di  Matteo R  (inviato il 26/12/2010 @ 22:20:21)


n. 4


Tutti sappiamo parlare, giudicare, sparlare........ma nessuno sa comunicare.
L'unico che scrive in questo blob e spara a zero è un indiano con lunga esperianza nel settore carceri di nome Nuvola rossa.
Caro Gianni ,, tu che sei un grande sindacalista del sappe, tu che hai fatto nascere il sindacato autonomo con altri "TUOI COLLEGHI" tu che sai giudicare i ns Dirigenti, però non fai nulla per farli cacciare.........come altri colleghi sindacalisti di altri sigle, quindi ti prego evita di giudicare, Sicuramente hai fatto tanto per questo corpo, ma poco per cacciare questi "indegni" personaggi che ci Diriggono. Quindi se vuoi un mi modestissimo consiglio, chiamati a NUOLA ROSSA a quattro occhi, dicci se è intenzionato a fare il dirigente sindacale ad alto livello, e forse vedremmo delle battaglie sindacali più forti più dure più consistenti per buttare fuori questi Dirigenti dal corpo di Polizia Penitenziaria. ciao amico mio. (sicuramente questo messaggio non sarà pubblicato ma questo è il mio pensiero) FORZA SAPPE e WWWW la POLIZIA PENITENZIARIA

Di  Nick Gandolfo  (inviato il 26/12/2010 @ 14:51:49)


n. 3


Si è vero quello che dici. Però per colpa dell'incapacità dei nostri dirigenti noi siamo comunque considerati un Corpo di serie B...
Sai che gliene frega ai Carabinieri o ai Poliziotti che i nostri dirigenti non hanno la divisa? tanto sempre loro ci comandano.

Di  guardiacarcere  (inviato il 26/12/2010 @ 11:35:48)


n. 2


Quando ci lamentiamo di essere considerati un corpo di serie B, dobbiamo essere consapevoli che non siamo noi Poliziotti ad essere di serie B ma sono i nostri dirigenti ad essere di serie Z. E loro non hanno la nostra divisa.

Di  Marione  (inviato il 26/12/2010 @ 11:14:26)




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