Marzo 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2017  
  Archivio riviste    
Dal Piano Carceri nuove prospettive per il lavoro dei detenuti?


Polizia Penitenziaria - Dal Piano Carceri nuove prospettive per il lavoro dei detenuti?

Notizia del 02/03/2010

in Il Commento

(Letto 2006 volte)

Scritto da: Roberto Martinelli

 Stampa questo articolo


La recente dichiarazione dello stato di emergenza del sistema penitenziario lascia intravedere, per il prossimo futuro, concrete prospettive di un progressivo ampliamento del lavoro di pubblica utilità con l’impiego di soggetti condannati a pene detentive brevi. Gli interventi normativi contenuti nel Piano carceri, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 gennaio scorso, introducono infatti la possibilità della detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità.

L’impegno assunto dal Governo Berlusconi presuppone il contributo concreto di tutti gli Enti locali per una ricognizione puntuale ed analitica, nel distretto territoriale di competenza, delle opportunità lavorative in cui utilmente impiegare i detenuti in lavori di pubblica utilità, in vista della futura messa a regime del sistema.

Già da tempo il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – ha intrapreso una serie di iniziative sperimentali volte a favorire il reinserimento socio lavorativo di soggetti in espiazione di pena mediante la partecipazione responsabile e consapevole a progetti di lavoro utili alla collettività. Iniziative, queste, che hanno fornito riscontri positivi non solo in termini trattamentali, ma anche nei confronti della cittadinanza che ha visto attivamente impegnati in lavori di pubblica utilità coloro che si sono resi responsabili di reati più o meno gravi.

Si pensi, ad esempio, alla recente operazione di pulizia svolta a Roma lo scorso 8 dicembre in cui un consistente numero di detenuti (nell’ordine delle 60 unità circa) ristretti nella Casa di reclusione e nella Casa circondariale femminile di Roma Rebibbia, hanno provveduto a ripulire aree archeologiche di particolare pregio da sterpaglie e rifiuti.

A ulteriore conferma dell’assoluta valenza positiva di iniziative simili è il recente protocollo d’intesa siglato dalla Regione Lombardia, il Ministero della Giustizia e la Società di gestione Expo Milano 2015 S.p.A. che ha ufficializzato l’impegno delle parti all’assunzione di un considerevole numero di soggetti in espiazione di pena negli istituti penitenziari della Lombardia per l’impiego in tutte le attività lavorative connesse all’organizzazione dell’imponente manifestazione fieristica.

Secondo l’articolo 15 dell’Ordinamento Penitenziario, il lavoro rappresenta l’elemento principale del trattamento e, in quanto tale, deve essere favorito in ogni modo poiché, attraverso esso, il soggetto in espiazione di pena può trovare una nuova affermazione della personalità logorata con la commissione del reato.

La nuova concezione delle soluzioni sanzionatorie, sempre meno afflittive ma più efficaci nel controllo del crimine, può trovare la giusta risposta nei progetti di lavoro di pubblica utilità e di recupero del patrimonio ambientale. I dati di cui disponiamo (aggiornati al 31 dicembre 2008) ci dicono però che la percentuale dei detenuti che lavorano è minima, circa il 24% delle presenze (che, a quella data, erano pari a 58.127 unità detenute).

I detenuti quindi, ed in particolare quelli condannati con sentenza definitiva, vivono una realtà che, lungi dallo scopo rieducativo cui dovrebbe mirare, li abbrutisce sempre più: mesi o addirittura anni trascorsi nell’ozio assoluto, in attesa di ottenere una delle tante misure premiali di riduzione della pena. Allo stato di disagio del condannato come persona si aggiunge il di- sagio dell’Amministrazione penitenziaria (e dello Stato, più in

generale), considerato che ogni detenuto costa circa 250 euro al giorno; spese che, inutile negarlo, sono a fondo perduto, perché il più delle volte a fine pena non riesce a recuperarsi neanche l’irrisorio debito cui sarebbe tenuto il detenuto (debito che si attesta intorno ad euro 0,70 al giorno per la durata della reclusione).

E’ vero che negli ultimi tempi l’Amministrazione Penitenziaria, al fine di sperimentare nuove prospettive trattamentali nei confronti della popolazione detenuta, ha sensibilizzato le strutture periferiche del territorio a intraprendere iniziative volte alla piena attuazione proprio dell’articolo 15 dell’Ordinamento penitenziario. L’attivazione sul territorio nazionale di iniziative inerenti la promozione del lavoro è dunque diventato obiettivo primario che l’Amministrazione Penitenziaria persegue al fine del coinvolgimento consapevole e responsabile dei soggetti in espiazione di pena in attività lavorative volte all’integrazione e al reinserimento nella comunità sociale.

Tutto questo nella convinzione che il lavoro è uno degli elementi determinanti su cui fondare percorsi di inclusione sociale non aleatori. Impiegare in detenuti in progetti di recupero del patrimonio ambientale e in lavori di pubblica utilità è una delle richieste storiche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, motivata dalla necessità concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva.

I detenuti hanno prodotto danni alla società? Bene, li ripaghino mettendosi a disposizione della collettività ed imparando un mestiere che potrebbe essere loro utile una volta tornati in libertà. E allora, se è vero – come è vero - che il lavoro è potenzialmente determinante per il trattamento rieducativo dei detenuti (perché li terrebbe impiegati per l’intero arco della giornata durante la detenzione - ore che oggi passano nell’ozio quasi assoluto -; perché permetterebbe loro di acquisire un’esperienza lavorativa utile fuori dalla galera, una volta scontata la pena), perché non provare a percorrere anche questa strada? In Parlamento giacciono svariate proposte di legge finalizzate proprio ad introdurre strumenti legislativi concreti per il lavoro penitenziario dei detenuti, utile per il loro riscatto morale ed umano ma anche per la collettività, esonerandola almeno in parte dal mantenimento dei condannati.

Possibile che proposte di legge di buon senso di questo tipo, che peraltro sono state presentate da tutti gli schieramenti politici, anziché essere approvate nel tempo più breve e con la più ampia maggioranza parlamentare, debbano restare negli archivi di Camera e Senato?
 


Scritto da: Roberto Martinelli
(Leggi tutti gli articoli di Roberto Martinelli)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Altri 26 telefonini trovati nel carcere di Padova, 20 dei quali occultati da un Poliziotto penitenziario nella suo alloggio di servizio
Skype per i 41-bis in carcere? Il Ministro Orlando: non riguarderà i capi mafia
Uno degli accusati dell''omicidio di Emanuele Morganti era stato arrestato la sera prima con più di 1000 dosi di droga ma subito rilasciato
Sequestrati telefoni e coltelli nel carcere di Cassino: operazione di Carabinieri e Polizia Penitenziaria
Epatite C, il contagio passa dalle carceri e arriva nelle città per i pochi controlli
Continui problemi nel carcere di Airola: protesta della Polizia Penitenziaria
Licenziata Agente di Polizia Penitenziaria: scarso rendimento
Arrestato Alessandro Menditti, evaso dal carcere di Frosinone da una settimana


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.197.177.123


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Nella conferenza del Bicentenario nessun riferimento agli Agenti di Custodia

2 SI al riordino delle carriere! Ecco il quadro completo dei benefici

3 In memoria di Girolamo Minervini, ucciso dalle B.R. a Roma, appena nominato Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena

4 Cosa accadrebbe se non passasse il riordino delle carriere?

5 Luigi Bodenza, Assistente Capo di Polizia Penitenziaria: ucciso in un agguato mafioso il 25 marzo 1994

6 Colpo mortale alla sicurezza delle carceri: Il DAP chiude le Centrali Operative Regionali

7 Ancora una evasione, da Frosinone. Sappe: Qualcuno sta tentando di smantellare la sicurezza nelle carceri: non si sventano evasioni senza sentinelle e senza sorveglianza nelle sezioni!

8 Riordino: chi non vuole i vice questori della Polizia Penitenziaria?

9 Nella conferenza del Bicentenario censurata la lettera di auguri del Garante alla Polizia Penitenziaria

10 Riordino carriere: risultati di un sondaggio rivolto al personale





Tutti gli Articoli
1 Licenziata Agente di Polizia Penitenziaria: scarso rendimento

2 Qui comandiamo noi: detenuti aggrediscono con bastoni i Poliziotti penitenziari del carcere modello di Bollate

3 Arrestato Alessandro Menditti, evaso dal carcere di Frosinone da una settimana

4 Sconvolgente! Per tre notti degli sconosciuti sono entrati e usciti dal carcere di Frosinone per preparare l''evasione

5 Polizia Penitenziaria blocca evaso da permesso premio dopo inseguimento e pistole fuori dalle fondine

6 Arrestato Agente penitenziario: fornì telefono a un detenuto che gestiva la prostituzione della sorella e della compagna dal carcere di Frosinone

7 Agente penitenziario di Frosinone agli arresti domiciliari per corruzione: operazione ancora in corso, ci sarebbero altri Poliziotti coinvolti

8 Evadono in due dal carcere di Frosinone: il macellaio del clan Belforte fugge, l''altro è rimasto ferito

9 Collaboratori di giustizia e testimoni di giustizia: i numeri del Servizio centrale di protezione

10 La rete era tagliata da giorni, hanno smontato il televisore della cella, soffitto e poi lenzuola: ecco come sono evasi i due da Frosinone


  Cerca per Regione