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DAP nomina arbitrariamente Direttore di Santa Maria Capua Vetere: TAR ordina interpello e nomina commissario ad acta


Polizia Penitenziaria - DAP nomina arbitrariamente Direttore di Santa Maria Capua Vetere: TAR ordina interpello e nomina commissario ad acta

Notizia del 19/01/2016

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

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Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1998 del 2013, proposto da:

C.C., rappresentata e difesa dall'avv. Sergio Como, con domicilio eletto presso Sergio Como in Napoli, viale Gramsci 16;

contro

Ministero della Giustizia, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato Napoli, domiciliata in Napoli, Via Diaz, 11;

per l'ottemperanza

della sentenza del TAR Campania IV sez. di Napoli n. 724/2013 del 6.2.2013 resa nel ricorso proposto dalla ricorrente per l'annullamento del decreto del Ministero della Giustizia recante conferimento dell'incarico di direttore della casa circondariale di S. Maria Capua Vetere a favore della dott.ssa Giaquinto Carmela..

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visto l 'art. 114 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 4 novembre 2015 il Cons. Anna Pappalardo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo

Con la sentenza in epigrafe è stata accolta la domanda proposta dalla ricorrente, direttore della Casa circondariale di Carinola, avverso il conferimento dell'incarico di Direttore della sede di Santa Maria Capua Vetere ad altro soggetto, senza l'esperimento di alcuna procedura concorsuale o comparativa. In particolare, l'incarico era stato conferito dapprima in via provvisoria per la durata di sei mesi a far data dal 3.4.2012 e , poco tempo dopo, confermato per la durata di tre anni con atto del 4.4.2012; il tutto sorretto dalla motivazione della natura strettamente fiduciaria dell'incarico, conferito intuitu personae.

Questo Tribunale ha ritenuto tale modus procedendi in elusione del comma 5, art. 10, del D.Lgs. n. 63 del 2006, in quanto sottratto alla procedura di interpello, con privazione degli altri dipendenti pubblici, ivi compresa la ricorrente, "a monte" della possibilità di manifestare la propria disponibilità ad assumere la direzione di quegli uffici direttivi, quantunque ne avessero avuto titolo alla luce dell'anzidetta previsione legislativa. E' stato pronunciato l'annullamento (salvi gli ulteriori provvedimenti da adottare nelle competenti sedi istituzionali alla luce della presente sentenza) di tutti gli atti impugnati con il ricorso introduttivo aventi ad oggetto il conferimento dell'incarico de quo , rilevando come ciò comportasse la riespansione dell'interesse legittimo della ricorrente a proporre domanda, e ad essere valutata, con riguardo all' incarico illegittimamente sottratto alla procedura comparativa di valutazione.

La pronuncia , notificata in forma esecutiva il 19.2.2013, non risulta appellata dall'amministrazione che con nota del 3.6.2013 in atti ha invitato il Provveditorato regionale a ripristinare lo status quo ante con atto provvisorio, e a diramare la comunicazione di vacanza del posto in oggetto, giusta nota del 29.4.2013 indicando come termine ultimo per la presentazione delle domande la data del 31.5.2013.

La ricorrente , deducendo di avere richiesto nuovamente la attribuzione del posto stesso in adesione all'interpello, lamenta tuttavia che a distanza di oltre un anno, non ha conosciuto l'esito di detto interpello ,né hanno sortito effetto le richieste rivolte alla direzione generale del personale in Roma.

Chiede pertanto che questo TAR adotti i provvedimenti necessari all'esecuzione del giudicato.

Il Ministero intimato si è opposto all'accoglimento della domanda, ritenendo di avere eseguito la pronuncia in epigrafe con la diramazione delle comunicazioni indicate dalla ricorrente stessa.

Il Collegio con ordinanza interlocutoria ha richiesto chiarimenti all' intimata amministrazione, onerando la stessa di produrre in giudizio atti e documenti inerenti la procedura di interpello attivata, sino alla conclusione della stessa, specificando il soggetto nominato ed i criteri seguiti per il conferimento dell'incarico stesso, nonché la scheda di valutazione della ricorrente .

Il Ministero ha depositato relazione datata 21 agosto 2015, nella quale :

ribadisce di avere indetto la procedura di interpello per il posto in oggetto;

precisa di avere revocato in autotutela il conferimento provvisorio dell'incarico alla dott.ssa Giaquinto;

aggiunge di avere disposto, nelle more dell'espletamento della procedura comparativa, la prosecuzione dell'incarico di reggenza in favore della dott.ssa Giaquinto per il tempo necessario all'espletamento della procedura stessa;

precisa di avere diramato la comunicazione del posto di vacanza dirigenziale per le eventuali adesioni all'interpello; e che a seguito della stessa il Direttore Generale del Ministero richiedeva al Provveditorato regionale di Napoli l'apprezzata proposta ai sensi dell'art. 10 D.Lgs. n. 63 del 2006, proposta emessa con nota telefax del 1.8.2013 con cui il Provveditorato indicava motivatamente la dott.ssa Giaquinto;

conclude affermando di avere , con nota del 7.11.2014 ,comunicato al Provveditorato regionale per la Campania " non più sussistente l'interesse di questa amministrazione alle richieste di disponibilità avviate con note 29 aprile 2013 n. 0150871 relativa alla direzione della Casa circondariale di di Santa Maria Capua Vetere...".

Alla camera di consiglio del 4 novembre 2015 il ricorso è stato ritenuto in decisione.

Motivi della decisione

In via preliminare il Tribunale ritiene di esaminare di ufficio la presenza di posizione di contro interesse nei confronti della dott.ssa Giaquinto, e ritiene che nella presente fase processuale vada esclusa tale posizione processuale, in ragione della natura dei provvedimenti adottati dall'amministrazione successivamente al giudicato da eseguire, che hanno conferito alla stessa un incarico meramente provvisorio ed in attesa dell'espletamento delle procedure di individuazione del dirigente cui affidare l'incarico.

Invero la intimata amministrazione assume di avere conferito nuovamente l'incarico de quo allo stesso soggetto già individuato con mera scelta intuitu personae ,già annullata da questo Tribunale giusta la sentenza da eseguire, con atto che non riveste il carattere della definitività , individuando espressamente il termine entro cui attiverà le procedure per l'individuazione sul territorio nazionale di un dirigente che assuma provvisoriamente la direzione dell'Istituto sammaritano.

Aggiunge peraltro che, in considerazione del preminente interesse pubblico alla attuazione della nuova architettura del dicastero della Giustizia, definita con D.P.C.M. 15 giugno 2015 n. 84, è stata successivamente emanata la nota del 7.11.2014 , con cui si dichiara non più sussistente l'interesse alle richieste di disponibilità avviate con note del 29.4.2013 in relazione alla casa circondariale de qua.

Ciò risponderebbe alla necessità di attendere i decreti attuativi del regolamento di organizzazione del Ministero, che dovrà chiarire anche il rango della sede dirigenziale cui la ricorrente aspira. All'esito di tale riorganizzazione sarà resa pubblica la disponibilità della sede stessa.

Nel merito, va premesso che , ad avviso del Tribunale, la revoca in autotutela della procedura di interpello per il conferimento dell'incarico de quo ed il nuovo affidamento allo stesso soggetto ( precedentemente individuato intuitu personae) possono essere considerati non elusivi del giudicato solo qualora la reggenza si protragga effettivamente per lo stretto lasso di tempo necessario all'espletamento della procedura di interpello.

Tanto non è avvenuto nel caso di specie, in cui la stessa procedura di interpello è stata dapprima prolungata ulteriormente, ed in seguito di fatto revocata, con la citata nota che ne statuisce una sospensione sino all'esito dei regolamenti di riorganizzazione del Ministero stesso.

La stessa amministrazione intimata riconosce che la individuazione della nuova disciplina è in fieri, ma è " nelle prolungate more" ( cfr. nota del 29.4.2013 del direttore generale del personale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), per cui afferma che non può ritenersi sospeso il potere- dovere dell'amministrazione di applicare le risorse dirigenziali ove emerga la necessità.

A seguito di tale nota e della presentazione di sei richieste di disponibilità, e di richiesta del Direttore Generale del Ministero, è stata emessa la proposta del Provveditorato regionale della Campania con cui si individua per il conferimento provvisorio dell'incarico la dott.ssa Giaquinto, già reggente dell'Istituto di S. Maria Capua Vetere ( cfr. nota telefax del 1.8.2013 ).

Di seguito la revoca della procedura di interpello di cui alla nota del 7.11.2014.

Osserva il Collegio che il delineato comportamento dell'amministrazione intimata appare elusivo del giudicato di questo Tribunale, atteso che il ripristino della legittimità dell'azione amministrativa richiede il conferimento, mediante interpello e procedura comparativa conseguente all'esame delle domande pervenute, di un posto dirigenziale che era stato ritenuto vacante e conferito con provvedimento emesso sulla base del mero intuitu personae.

La reiterazione dapprima di un incarico di reggenza al soggetto già destinatario del provvedimento impugnato , e poi la proposta di conferimento sempre allo stesso, con incarico in via provvisoria, non danno conto della adeguata comparazione tra le istanze di adesione all'interpello. Successivamente sono intervenuti la dichiarazione del Ministero di non avere più interesse alla copertura del posto in via provvisoria, ed il sostanziale arresto del procedimento aperto in doverosa esecuzione della sentenza di questo Tribunale, che concretano un comportamento elusivo del giudicato stesso. Tantopiù che non risulta a tutt'oggi, ad oltre un anno di distanza dalla nota del 7.4.2014, completata la procedura di riorganizzazione del Ministero che avrebbe dovuto dar luogo ad un individuazione del livello ed attribuzione definitiva dei posti di funzione dirigenziale, con ciò denotandosi una situazione ben diversa dalla prospettata momentanea necessità di attendere i decreti attuativi del regolamento di organizzazione del Ministero. La concatenazione degli atti adottati dopo la pronuncia di questo Tribunale appare piuttosto preordinata a consolidare la permanenza nel posto de quo di soggetto che ( impregiudicata ogni questione in ordine al possesso di professionalità e capacità adeguate) non è stato comunque individuato nel rispetto delle procedure di legge. Al riguardo mette conto evidenziare che la apprezzata proposta di cui alla nota telefax del 1.8.2013, che individua nuovamente la dott.ssa Giaquinto ai fini del conferimento dell'incarico in oggetto non risulta emessa a seguito di comparazione di curricula di tutti gli aspiranti, come indicato espressamente nella sentenza da eseguire, di cui si riporta uno dei passi rilevanti:" Una volta affermato il principio secondo cui gli incarichi dirigenziali sono soggetti a procedura comparativa, ed in attesa delle ulteriori specificazioni di carattere secondario, non si vedono ostacoli a procedere, sulla base delle regole generali proprie del procedimento amministrativo, ad una valutazione comparativa, e dagli esiti congruamente motivati, che dia conto delle ragioni per cui un certo candidato è stato preferito ad altri aspiranti, nell'esercizio della discrezionalità amministrativa."

Non risultando compiuto anche tale doveroso adempimento, né potendo legittimarsi arresti procedimentali, va pertanto ordinato alla resistente amministrazione di portare a compimento la procedura attivata in esecuzione della sentenza di cui in epigrafe, giungendo alla individuazione del soggetto destinatario dell'incarico de quo, attraverso adeguata , trasparente e motivata comparazione delle professionalità di coloro che hanno presentato manifestazione di interesse all'interpello appositamente indetto.

Il tutto nel termine di giorni 30 dalla comunicazione della presente decisione o dalla notifica a cura di parte se anteriore, stante il lungo lasso di tempo già decorso rispetto alla pronuncia da eseguire, pubblicata il 6.2.2013.

In caso di persistente inadempimento si nomina sin d'ora quale commissario ad acta il Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, o funzionario da questi delegato, che provvederà alla esecuzione della sentenza nell'ulteriore termine di giorni 60 .

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e si liquidano a carico dell'intimato Ministero in Euro 2000,00 ( duemila/00), oltre al contributo unificato anticipato da parte ricorrente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) ordina alla resistente amministrazione di portare a compimento la procedura attivata in esecuzione della sentenza di cui in epigrafe, giungendo alla individuazione del soggetto destinatario dell'incarico de quo, attraverso adeguata , trasparente e motivata comparazione delle professionalità di coloro che hanno presentato manifestazione di interesse all'interpello di cui in motivazione.

Il tutto nel termine di giorni 30 dalla comunicazione della presente decisione o dalla notifica a cura di parte se anteriore. In caso di persistente inadempimento nomina sin d'ora quale commissario ad acta il Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, o funzionario da questi delegato, che provvederà alla esecuzione della sentenza nell'ulteriore termine di giorni 60 .

Condanna la resistente amministrazione alla rifusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente, liquidate in complessivi Euro 2000,00 oltre che alla rifusione del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 4 novembre 2015 con l'intervento dei magistrati:

Angelo Scafuri, Presidente

Anna Pappalardo, Consigliere, Estensore

Guglielmo Passarelli Di Napoli, Consigliere


Scritto da: Redazione
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