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DAP perde ricorso al TAR Toscana per trasferimento Legge 104: 2.500 euro di condanna


Polizia Penitenziaria - DAP perde ricorso al TAR Toscana per trasferimento Legge 104: 2.500 euro di condanna

Notizia del 14/01/2013

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

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Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1966 del 2012, proposto dal sig. D.B., rappresentato e difeso dall'avv. Domenico Scazzariello, con domicilio eletto presso la Segreteria T.A.R. in Firenze, via Ricasoli 40;
contro
Ministero della giustizia in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distr.le dello Stato e domiciliato in Firenze, via degli Arazzieri 4;
per l'annullamento
del Provv. del 19 settembre 2012 notificato al ricorrente il 26.09.2012, con il quale il Ministero della giustizia - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Direzione generale del personale e della formazione ha negato il trasferimento presso la Casa circondariale di Potenza o di Melfi o di Matera richiesto dal ricorrente in data 11.06.2012 ai sensi e per gli effetti della L. n. 104 del 1992 per l'assistenza della madre C.M. affetta da grave e documentato handicap e di ogni altro atto antecedente, preordinato, consequenziale o comunque connessi al predetto provvedimento.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 gennaio 2013 il dott. Carlo Testori e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Premesso:
- che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha respinto la domanda presentata dal ricorrente al fine di ottenere il trasferimento ai sensi della L. n. 104 del 1992 facendo riferimento alla mancanza del requisito della continuità nell'assistenza del familiare disabile;
- che le censure formulate nel ricorso sono dirette a evidenziare il venir meno del predetto requisito, in passato ritenuto necessario per l'attribuzione del beneficio in questione;
- che nella relazione del D.A.P. depositata in giudizio si fa invece ampio riferimento alla ritenuta insussistenza dell'ulteriore requisito dell'esclusività (mai richiamato nel provvedimento impugnato);
Considerato:
- che la formulazione dell'art. 33 della legge citata è stata profondamente modificata dall'art. 24 comma 1 della L. 4 novembre 2010, n. 183, specificamente per quanto riguarda i commi 3 e 5, che interessano la presente controversia;
- che, come precisato dal Consiglio di Stato, sez. IV, nella recente sentenza 18 ottobre 2012 n. 5378 (che ha riformato la sentenza di questo TAR n. 1060/2012), va riconosciuta la "immediata operatività dell'art. 24, in base al quale i requisiti della esclusività e della continuità risultano espunti dal testo dell'art. 33 della L. n. 104 del 1992, non potendo pertanto la loro carenza essere opposta alle istanze di trasferimento dei dipendenti inoltrate per i motivi previsti da detta normazione (cfr. Cons di Stato, sez. III, n. 1293/2012) "; operatività che non può essere preclusa dall'art. 19 delle medesima L. n. 183 del 2010, che la sentenza citata definisce, per la genericità dei suoi contenuti, "norma sostanzialmente programmatica";
Ritenuto:
- che il provvedimento impugnato risulta quindi illegittimo perché fondato su una lettura non più attuale della normativa di riferimento (e ciò vale anche per le argomentazioni sviluppate nelle relazione difensiva dell'Amministrazione) e va conseguentemente annullato;
- che il D.A.P. deve pertanto riesaminare l'istanza di trasferimento del ricorrente facendo corretta applicazione delle disposizioni vigenti in materia, come interpretate dalla giurisprudenza (e salve le valutazioni di competenza in ordine alle esigenze di servizio);
- che le spese del giudizio vanno poste a carico dell'Amministrazione soccombente, nella misura liquidata nel dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e conseguentemente annulla il provvedimento impugnato, con gli effetti precisati in motivazione.
Condanna l'Amministrazione resistente al pagamento delle spese del giudizio in favore del ricorrente nella misura di Euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00) oltre agli accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
 

 


Scritto da: Redazione
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