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Decreto Legge con le prime misure per contenere il sovraffollamento nelle carceri


Polizia Penitenziaria - Decreto Legge con le prime misure per contenere il sovraffollamento nelle carceri

Notizia del 27/06/2013

in Dal Parlamento.

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Scritto da: Redazione

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Il Consigluio dei Ministri riunitosi ieri 26 giugno 2013, ha approvato il Decreto Legge con le prime disposizioni che dovrebbero risolvere il sovraffollamento delle carceri in Italia. Quello che segue è il comunicato stampa del Governo.

Leggi la scheda del DECRETO LEGGE PRIME DISPOSIZIONI CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO CARCERI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, un decreto legge contenente disposizioni tese a fornire una prima risposta al problema del sovraffollamento penitenziario. Questo fenomeno comporta costi altissimi sotto il profilo umano e sociale, causati dalla lesione dei diritti fondamentali di decine di migliaia di persone detenute. Il provvedimento mira a sanare una situazione che espone il nostro Pease alle reiterate condanne da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il Ministero della Giustizia ha elaborato una proposta che, pur senza stravolgere l’attuale ordinamento, intende realizzare un significativo alleggerimento del nostro sistema penitenziario. L’intervento riformatore si muove nell’ottica di favorire l’adozione di efficaci meccanismi di decarcerizzazione (alcuni dei quali peraltro già in vigore prima della legge n. 251 del 2005, c.d. legge ex Cirielli) unicamente in relazione a soggetti di non elevata pericolosità; ferma restando, al contrario, la necessità dell’ingresso in carcere dei condannati a pena definitiva che abbiano commesso reati di particolare allarme sociale.

Una doppia linea di intervento.
Sul versante della deflazione carceraria la proposta si articola su due fronti:

A. la previsione di misure dirette ad incidere strutturalmente sui flussi carcerari, agendo in una duplice direzione: quella degli ingressi in carcere e quella delle uscite dalla detenzione.

B. il rafforzamento delle opportunità trattamentali per i detenuti meno pericolosi, che costituiscono la maggior parte degli attuali ristretti.

A) Flussi carcerari.
Si è ritenuto ormai indifferibile rimuovere alcuni automatismi, ancorati ad astratte presunzioni di pericolosità, che, in maniera scarsamente selettiva e spesso indiscriminata, hanno condotto in carcere, negli ultimi anni, un numero assai elevato di persone, impedendo loro di accedere alle misure alternative alla detenzione subito dopo il passaggio in giudicato della condanna.

A1) La modifica dell’art. 656 c.p.p.
L’intervento intende riservare l’immediata incarcerazione ai soli condannati in via definitiva nei cui confronti vi sia una particolare necessità del ricorso alla più grave forma detentiva. Tra questi, oltre ai condannati per reati contemplati dall’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, sono stati inseriti i delitto di maltrattamenti in famiglia commesso in presenza di minori di quattordici anni.
Nei confronti degli altri condannati si è intervenuti sulla cosiddetta “liberazione anticipata”, istituto che premia con una riduzione di pena, pari a 45 giorni per ciascun semestre, il detenuto che tiene una condotta regolare in carcere e partecipa fattivamente al trattamento rieducativo (v. art. 54 ord. pen). Sarà il pubblico ministero, prima di emettere l’ordine di carcerazione, a verificare se vi siano le condizioni per concedere la liberazione anticipata e investa, in caso di valutazione positiva, il giudice competente della relativa decisione. In questo modo, il condannato potrà attendere “da libero” la decisione del tribunale di sorveglianza sulla sua richiesta di misura alternativa.
Inoltre, per le donne madri ed i soggetti portatori di gravi patologie viene ora data l’opportunità di accedere alla detenzione domiciliare nei casi in cui debba essere espiata una pena non superiore ai quattro anni.

A2) Il lavoro di pubblica utilità
Viene, altresì, ampliata la possibilità per il giudice di ricorrere, al momento della condanna, ad una soluzione alternativa al carcere, costituita dal lavoro di pubblica utilità. Tale misura, prevista per i soggetti dipendenti dall’alcol o dagli stupefacenti, potrà essere disposta per tutti reati commessi da tale categoria di soggetti, salvo che si tratti delle violazioni più gravi della legge penale previste dall’art.407, comma 2, lett. a), del codice di procedura penale (si veda l’art. 73, comma 5 ter D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).

A3) L’intervento sulle misure alternative (ovvero sui flussi di ingresso e di uscita).
Nella duplice prospettiva di ridurre i flussi in entrata ma anche di incrementare le possibilità di uscita dal carcere, si collocano infine le modifiche che prevedono l’estensione degli spazi di applicabilità di alcune misure alternative per determinate categorie di soggetti, che in passato erano invece esclusi, come i recidivi per piccoli reati.

B) Le misure incidenti sul trattamento rieducativo.
Al fine di alleggerire le tensioni che, in specie nel periodo estivo, possono più facilmente innescarsi sia tra i detenuti che nei confronti del personale penitenziario, il provvedimento estende la possibilità di accesso ai permessi premio per i soggetti recidivi e prevede l’estensione dell’istituto del c.d. lavoro all’esterno (art. 21 dell’ordinamento penitenziario) anche al lavoro di pubblica utilità (v. comma 4 ter del citato art. 21).

Sovraffollamento carceri: lo scetticismo del Sappe sull'efficacia del Decreto Legge

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 4


Tante chiacchiere , non volete che i detenuti escono dalle carcere i per i. Degrado immane che si è creato ?? Bene allora costruite carcere degne , e arruolate Agenti .

In America si investe molto. Di più sulla sicurezza . In Italia si esima molto di più sulla pelle dei Poliziotti , quanto durerà ancora questa vergogna Ialiana ??

Di  Stanco di subire  (inviato il 29/06/2013 @ 16:30:22)


n. 3


Che caricatura queste leggi sono anni che stanno in italia ma nessuno li rispetta.... ,ma purtroppo i giudici di sorveglianza che dovrebbe essere un giudice rieducativo li manda tutti in carcere,ci sono detenuti per reato di furto piccoli ladruncoli che devono scontare 2 mesi di carcere i tribunali di sorveglianza li sbattono in carcere rigettando ogni tipo di affidamento.., fin quando a decidere sono sempre i giudici nessuno uscira dal carcere , e solo una presa per il c....u......l.....o.....!

Di  emanu  (inviato il 27/06/2013 @ 22:17:52)


n. 2


vorrei chiedere ai nostri politici sapientoni come letta e alfano come possono risolvere con questo provvedimento il problema giustizia continuanio a prendere in giro non serve piu una contestazione pacifica diamoci una mossa prima che ci mandano tutti al macello purtroppo e un paese dove civilmente non si risolve niente

Di  vittorio  (inviato il 27/06/2013 @ 18:20:53)


n. 1


Secondo me questi non hanno capito proprio una mazza sulle condizioni delle carceri italiane e il loro sovraffollamento. Questo decreto non serve proprio a nulla, lo capirebbe anche il piu' deficiente dopo averlo letto.
Io penso che il problema è proprio sulla politica e su chi ha la responsabilità ad alti livelli, questo provvedimento è la prova lampante che sul carcere nulla cambierà.
Il nostro problema è legato al nostro destino, qualche intervento serio sarà fatto solo quando qualcuno di noi ci lascerà le penne, solo allora a causa del casino che ne verrà fuori, saremo ascoltati, e per mettersi la coscienza a posto si farà quello che andava fatto prima.
Siamo in Italia, le cose hanno sempre funzionato così.
Paolo



Di  Paolo  (inviato il 27/06/2013 @ 17:07:46)




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