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Detenuti mafiosi nelle carceri sarde: interrogazione parlamentare sulle criticità degli istituti


Polizia Penitenziaria - Detenuti mafiosi nelle carceri sarde: interrogazione parlamentare sulle criticità degli istituti

Notizia del 29/07/2015

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06188
presentato da
PILI Mauro
testo di
Mercoledì 29 luglio 2015, seduta n. 471

PILI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
in 15 giorni il carcere sardo di Bancali, Sassari, è stato trasformato in una polveriera di mafia e camorra; 
un vero e proprio inferno con ospiti che vanno dai killer delle stragi al capo dei Santapaola; 
nella struttura nonostante questi nuovi arrivi mancano 116 agenti, la struttura sanitaria è inesistente con gravissime ripercussioni sulla sanità sassarese già in crisi; 
alla conta del 27 luglio 2015 i detenuti in regime di 41-bis nel carcere di Bancali erano 67; 
ne arriveranno una decina ancora, poi il grande danno alla Sardegna sarà compiuto; 
in meno di quindici giorni, con voli di Stato, gestiti ad avviso dell'interrogante, in regime di segretezza, hanno trasformato il carcere di Bancali in una vera e propria polveriera di mafia e camorra; 
ci sono tutti, dal braccio destro del capo dei capi al numero uno dei Santapaola, dal padrino alla mente delle stragi che hanno funestato la Campania e non solo; 
sono stati trasportati a due a due, svuotando le celle dei reparti destinati al regime di cui all'articolo 41-bis di mezza Italia; 
si tratta, secondo l'interrogante, di un atto vigliacco e gravissimo dello Stato che mette l'intera isola a rischio infiltrazioni; 
da anni l'interrogante denuncia questo rischio di infiltrazioni ed ora anche i magistrati di primo piano lanciano l'allarme; 
quando ci si renderà conto di quanto è avvenuto in questi giorni in Sardegna potrebbe essere troppo tardi; 
concentrare su unico carcere questo tipo di personaggi non solo è una «follia» politica, ma è un errore madornale sul piano della lotta alla mafia; 
lo dicono maggiori esperti della lotta alla mafia; 
si è trasformato di fatto il carcere di Bancali in un grande centro di coordinamento della mafia, della camorra e della ’ndrangheta; 
tutto questo con agenti ridotti all'osso, sia nel carcere ordinario che nel braccio dei capimafia; 
sui 425 agenti previsti nella pianta organica ce ne sono in servizio appena 309; 
un buco di 116 agenti che pesa come non mai nella già complessa gestione della sicurezza di un carcere di quella portata; 
niente vigilanza esterna, passeggi sui muri praticamente inesistenti; 
lo stesso corpo speciale che si occupa dei detenuti in regime di 41-bis è ridotto ai minimi termini; 
in servizio ce ne sono appena 40, ma dovrebbero essere più del doppio; 
il servizio sanitario è totalmente inesistente con un modestissimo lettino per le visite e una cardiolina, poi per il resto solo tubi a mezz'aria per collegare acqua e corrente per attrezzature che non ci sono e non arriveranno; 
una gestione sanitaria che rischia di mandare in tilt la stessa struttura del pronto intervento della Asl che dovrà sottrarre mezzi e uomini al territorio per soddisfare le esigenze del carcere; 
a questo si aggiunge che nei codici è previsto un repartino penitenziario all'ospedale cittadino, ma non vi è traccia; 
ad avviso dell'interrogante si sta gestendo una polveriera con la pressappochezza di chi sta maneggiando un petardo; 
si tratta del più grave atto dello Stato verso la Sardegna compiuto in maniera silenziosa; 
approfittando del caldo estivo, nel silenzio delle istituzioni e con un comportamento del Governo che appare all'interrogante spregiudicato è stato messo a segno un trasferimento che potrebbe segnare un passaggio gravissimo nella storia della Sardegna; 
non basterà la professionalità di agenti e personale e del direttore del carcere ad arginare il gravissimo pericolo di infiltrazioni mafiose; non basterà l'allerta lanciato dai vertici della magistratura; 
dopo questo trasferimento la Sardegna potrebbe essere davvero la prima regione a rischio di infiltrazioni mafiose e non solo; 
dentro il carcere si respira un clima surreale, con celle e reparti che in questi giorni hanno abbondantemente superato i 40 gradi ma soprattutto che vedono la presenza di personaggi protagonisti dei fatti più cruenti della storia di mafia, camorra e ’ndrangheta; 
si tratta di gente che ha commesso molti omicidi, che ha ucciso in modo spietato con autobombe, che ha messo sotto scacco città e quartieri interi con il dominio della violenza più efferata; 
ora sono chiusi in un carcere, ma appare evidente all'interrogante che spesso dai carceri hanno ordinato, gestito e pianificato le azioni dei loro clan; 
tutto questo è un rischio per la Sardegna, dove dai prossimi giorni arriveranno i familiari per gestire i rapporti; 
vi sono cento uomini in meno, con un carcere ancora in altomare sul piano sanitario; 
si tratta di una miscela esplosiva pericolosissima che costituisce un vero e proprio attacco alla Sardegna e alla sua socialità; 
non sarà un tribunale in più o in meno ad arginare questo pericolo; 
mancano uomini e mezzi dentro e fuori il carcere; 
si tratta di una vera e propria calamità contro la Sardegna per la quale bisogna elevare al massimo l'attenzione e la denuncia –: 
se non ritenga di bloccare questo trasferimento verso la Sardegna per gli evidenti pericoli che comporta e per l'errore concettuale di quello che all'interrogante appare un trasferimento di massa; 
se non ritenga di dover revocare tali trasferimenti al fine di evitare gravi pericoli sia dentro il carcere che all'esterno; 
se non intenda chiarire di chi siano le responsabilità di questo trasferimento, avvenuto, a giudizio dell'interrogante, anche senza le minime condizioni di sicurezza e di fruibilità del carcere stesso. (5-06188)


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