Gennaio 2017
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Diecimila volte grazie a tutti gli iscritti al grande Sappe


Polizia Penitenziaria - Diecimila volte grazie a tutti gli iscritti al grande Sappe

Notizia del 25/01/2016

in L'Editoriale

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Scritto da: Donato Capece

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Gli oltre 100 delegati nazionali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPe riuniti a Napoli per il sesto Congresso hanno confermato all’unanimità il mio mandato di Segretario Generale, confermando per acclamazione anche i Segretari Generali Aggiunti Giovanni Battista de Blasis, Giovanni Battista Durante, Umberto Vitale e Roberto Martinelli e il Presidente del SAPPe, Franco Marinucci.

Segreteria nazionale Sappe - 6° Congresso
Nella foto: la Segreteria Generale del Sappe riconfermata al VI Congresso Nazionale tenutosi a Napoli

Questa nuova conferma mi lusinga e mi stimola a potenziare, insieme con i miei più stretti collaboratori, ogni sforzo per rivendicare l’importante ruolo sociale della Polizia Penitenziaria e per pretendere che ad essa venga riconosciuta dalle Istituzioni ogni attenzione necessaria. Il nostro appello ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministro Guardasigilli, che hanno avuto la cortesia di partecipare ed intervenire al nostro Convegno di Napoli sul ruolo del Corpo nell’ambito dell’esecuzione penale esterna, è quello di continuare a stare vicini alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria. Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè.

Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza. Da tempo noi del SAPPe, che rappresentiamo le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria impegnati 24 ore al giorno nella prima linea dei padiglioni e delle sezioni detentive delle oltre 200 carceri italiane, sollecitiamo le Autorità competenti affinchè si avvii nel nostro amato Paese una indispensabile e decisa inversione di tendenza sui modelli che caratterizzano la detenzione, modificando radicalmente le condizioni di vita dei ristretti e offrendo loro reali opportunità di recupero attraverso un potenziamento nell’area penale esterna e l’affidamento di lavori di pubblica utilità. Garantendo, nel contempo, ai poliziotti penitenziari più sicure e meno stressanti condizioni di lavoro, tenuto conto che le tensioni connesse alla detenzione determinano quotidianamente moltissimi eventi critici nelle carceri – atti di autolesionismo, tentati suicidi, risse, colluttazioni – che se non fosse per il nostro decisivo e risolutivo intervento avrebbero più gravi conseguenze.

Il Parlamento è sovrano e può dunque decidere quel che ritiene più opportuno e necessario. Ma sostenere che le carceri italiane siano caratterizzate da una “cultura di violenza” è una colossale baggianata. Lo dice solo chi non sa nulla di quel che avviene nelle carceri italiane, dove ad esempio negli ultimi 10 anni sono stati più di 9.300 i detenuti ai quali gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria hanno salvato la vita da morte certa per tentato suicidio. Queste valutazioni grossolane fanno male a coloro che il carcere lo vivono quotidianamente nella prima linea delle sezioni detentive, come le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato per l’esasperante sovraffollamento. Questa è l’unica risposta che si può dare alla proposta di Sinistra italiana che vuole proporre l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sugli abusi e sui maltrattamenti nelle carceri e nei luoghi di detenzione.

L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPe, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto - lavoro svolto quotidianamente, lo ripeto, con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria.

Per altri cinque anni, grazie alla fiducia confermatami dagli oltre diecimila iscritti del SAPPe rappresentati dai cento delegati di Napoli, continuerò incessantemente a difendere l’onore e il prestigio del Corpo di Polizia Penitenziaria e il rispetto dei diritti soggettivi di tutti i suoi componenti. Diecimila volte grazie a tutti gli iscritti del SAPPe.

Arrivederci al settimo Congresso.

 


Scritto da: Donato Capece
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n. 2


Cambio di PRAP: De Gesu provveditore della Sicilia e Veneziano provveditore della Sardegna.

Il mio buon lavoro è sincero, spero lo faccia anche il neo Provveditore della Sicilia.
Sa caro dott. De Gesu, negli ultimi quattro anni, come si dice da noi, abbiamo ricevuto solo, "timpulati" senza nessun motivo.
Mio nonno raccontava una cosa sulle donne:
Il marito (il capo), alla sera tornando a casa, dopo una giornata a lavorare nei campi, dava una bella timpulata= schiaffo, alla propria moglie. E lei ogni volta rispondeva.....ma perchè questo schiaffo?
Ed il marito rispondeva sempre....Tu lo sai perchè!
Come dire......motivo o non motivo, in questa casa comando sempre io!

Personalmente sono contento sia rientrato alla direzione della nostra amata/odiata terra.

Di  Ivan  (inviato il 26/01/2016 @ 16:25:51)


n. 1


Grazie a voi tutti che rendete ONORE a questo Corpo così tanto martoriato.
Speriamo che il 2016 ci porti la serenità che a volte manca nel nostro quotidiano.
Avevo più stima per Gratteri, ma evidentemente la sua voglia di spazzare via il DAP, gli sta facendo scordare che il DAP siamo soprattutto noi della Polizia Penitenziaria ad ogni livello, soprattutto quello periferico.
Ben venga il taglio dei rami secchi, stipendi milionari, e sprechi assurdi, ma lasci in pace noi caro dott. Gratteri. Vorrei sapere se il dott. Ardita la pensa esattamente come lui.
Buon Lunedì a tutti guagliò.

Di  Ciruzzo  (inviato il 25/01/2016 @ 11:27:33)




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