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Discopatia e problemi gastrici: il ricorso è infondato, il TAR di Bari respinge la richiesta del Poliziotto Penitenziario


Polizia Penitenziaria - Discopatia e problemi gastrici: il ricorso è infondato, il TAR di Bari respinge la richiesta del Poliziotto Penitenziario

Notizia del 14/01/2016

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

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Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1472 del 2009, proposto da:

D.D.L., rappresentato e difeso dagli avvocati Nicola Putignano e Valeria Rachele Putignano, con domicilio eletto presso Nicola Putignano, in Bari, Via Melo n. .172;

contro

Ministero della Giustizia - Dipartimento Amministrazione Penitenziaria , rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, presso la quale sono domiciliati in Bari, Via Melo, n. 97;

per l'annullamento

- dei Provv. del 7 maggio 2009 e Provv. dell'8 maggio 2009 del Ministero della Giustizia - Dipartimento Amministrazione  Penitenziaria  di diniego del riconoscimento dell'infermità dipendente da causa di servizio, nonché dei presupposti giudizi e pareri resi dalla Commissione medica ospedaliera e dal Comitato di verifica per le cause di servizio;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia - Dipartimento Amministrazione  Penitenziaria ;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 dicembre 2015 la dott.ssa Maria Colagrande;

Uditi per le parti i difensori Annarita Caleprico, per delega dell'avv. Nicola Putignano, e Giuseppe Zuccaro;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Il ricorrente, dipendente del Ministero della Giustizia dall'11.3.1994 in servizio presso la Casa circondariale di Trani in qualità di Assistente del Corpo di polizia  penitenziaria .

Impugna i provvedimenti indicati in epigrafe con il quali sono state respinte le sue istanze di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità derivanti da "discopatia L4, L5 in spondilolistesi di L5 su S1 di primo grado da lisi istmica con segni di radicopatia" e da "esofagite da reflusso, gastrite erosiva antrale e bulbo cicatriziale".

Con il primo motivo lamenta violazione dell'art. 6 comma 1 D.P.R. n. 461 del 2001 perché, in entrambi i procedimenti, sarebbe stata omessa la valutazione eziologica dell'infermità da parte della Commissione medica di prima istanza.

Con il secondo motivo deduce illegittimità per eccesso di potere, poiché gli accertamenti condotti si sarebbero limitati ad escludere il nesso di causalità fra le patologie accertate e le mansioni svolte, senza peraltro tener conto dei rapporti di servizio che documentano le avverse condizioni di lavoro, mentre al fine del riconoscimento delle dipendenza da causa di servizio basta che l'attività lavorativa possa aver concorso all'insorgenza della malattia.

Il ricorrente sostiene che l'aver prestato regolarmente servizio diurno e notturno nelle ronde esterne, esposto alle avversità atmosferiche sarebbe la causa della discopatia, così come il consumo dei pasti presso la mensa degli Istituti penali, per poi ritornare subito al servizio esterno, avrebbe determinato l'insorgenza della patologia dell'apparato digerente di cui soffre.

Il ricorso è infondato.

E' infatti consolidato in giurisprudenza l'orientamento secondo il quale nella nozione di concausa efficiente e determinante dell'infermità da attività lavorativa, da considerarsi fattore generativo della malattia, possono farsi rientrare soltanto fatti ed eventi eccedenti le ordinarie condizioni di lavoro (Tar Napoli n. 5663 del 5.11.2014, n. 2494 del 7.5.2014, 18.5.2012, n. 2296, n. 653 del 3.2.2011; Tar Lazio, Roma 13.1.2010, n. 192).

Ne consegue che le valutazioni mediche del Comitato di verifica e della Commissione medica ospedaliera non sono censurabili per il fatto che non avrebbero valorizzato le modalità di prestazione del servizio del ricorrente, definite stressanti, in condizioni climatiche avverse, con orari contratti e turni notturni, proprio perché si tratta di aspetti tipici del servizio di polizia  penitenziaria.

Peraltro, seppure si volesse attribuire rilievo alle dedotte condizioni lavorative, è da rilevarsi che dai rapporti informativi in atti non emerge che le mansioni e le caratteristiche del servizio prestato abbiano rivestito caratteri di straordinarietà o di eccezionale gravità rispetto ai compiti propri del ruolo di appartenenza, né che il ricorrente abbia osservato orari prolungati, o prestato straordinari tali da sottoporlo ad una usura comprovante il nesso di causalità fra dette condizioni lavorative e le patologie da cui è risultato affetto.

E' mancata dunque la prova, gravante sul ricorrente (Tar Lombardia, Milano, sez. III, 2 agosto 2013, n. 2057, Tar Puglia, Lecce, sez. II, 11 aprile 2014 e Tar Campania, Salerno, sez. I , 10 ottobre 2013, n. 2034) del rischio specifico, connesso all'attività lavorativa di contrarre le dedotte infermità, che giustifica il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio (Cons. Stato, 22.1.2007, n. 126).

In conclusione il ricorso deve essere respinto.

La qualità personale delle parti, la natura degli interessi coinvolti e il tecnicismo della questione giustificano la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 3 dicembre 2015 con l'intervento dei magistrati:

Sergio Conti, Presidente

Desirèe Zonno, Primo Referendario

Maria Colagrande, Referendario, Estensore


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