Novembre 2016
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Disinteresse per pensionati e invalidi


Polizia Penitenziaria - Disinteresse per pensionati e invalidi

Notizia del 06/10/2009

in Anppe

(Letto 2598 volte)

Scritto da: Lionello Pascone

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Governo e Parlamento
si disinteressano
dei pensionati e degli invalidi
 
Nel duemilaotto e nei primi masi di quest’ anno, l’azione dell’Anppe è stata frenata dal contesto politico/economico mondiale e dall’esigenza, in nome dei parametri economici europei, di ridurre lo squilibrio tra entrate e le uscite.
Soprattutto sul piano pensionistico/legislativo, non si possono non evidenziare i due grandi fattori che hanno ancora influito sulla soluzione, anche parziale, delle nostre giuste rivendicazioni e cioè:
a) progressivo disinteresse del Parlamento alle aspettative degli invalidi pur in presenza di alcuni, precisi punti di riferimento;
b) contrarietà del Governo a provvedimenti implicanti aumenti di spesa o riduzioni di entrata.
Quali sono state le rivendicazioni dell’Anppe?
Affrontati e, costantemente seguiti, gli aspetti legati all’assegno sostituivo dell’accompagnatore militare, all’estensione dei benefici riconosciuti in favore delle vittime del terrorismo, alle vittime della criminalità organizzata e del dovere, stanziati, per la prima volta, dei fondi (10 milioni) per il riconoscimento della causa di servizio al personale militare e civile che abbia contratto infermità o patologie tumorali connesse all’esposizione all’uranio impoverito (di cui al recente DPR 37/2009) le rivendicazioni riguardano:
• titolari di 1ª categoria di pensione tabellare il cui trattamento dovrebbe essere almeno agganciato alle competenze mensili che riceve il militare volontario o un apprendista dello Stato,(circa 900 euro) con proporzionali incrementi anche per i titolari dalla 2ª all’8ª categoria di cui all’art. 3 della proposta di legge, atto Camera n. 1826 dell’on. Pelino, n.2070 dell’on. Bobba e del disegno di legge n. 814 del sen. Butti nel più ampio programma/progetto per una perequazione dei trattamenti previdenziali e risarcitori con gli analoghi emolumenti previsti in campo europeo. Certo è che tutti i lavoratori, pubblici e privati, devono avere lo stesso sistema assicurativo, con uguali procedure ed uguali indennizzi, da qui la scissione tra trattamento previdenziale ordinario determinato su quanto maturato durante il servizio e trattamento previdenziale risarcitorio, esente da imposte, calcolato sullo stipendio medio annuo della categoria di appartenenza ed in proporzione al grado di invalidità
riconosciuta;
• cosiddetti “pensionati d’annata”, penalizzati dall’indicizzazione programmata (che è stata virtuale e non reale) il cui ultimo provvedimento legislativo risale ad oltre 20 anni fa e che si trovano con un
divario economico rispetto al collega, ora collocato in quiescenza, anche del 100-150% in meno e che spesso combattono con la propria condizione di sopravvivenza economica e sociale di cui alla proposta di legge n. 1427 dell’on. Formisano.
In proposito, il disinteresse parlamentare e governativo, che dura da quattro lustri, è inqualificabile;
• titolari di pensione di reversibilità per i quali la famosa legge Dini prevede una riduzione del trattamento riguardo al proprio reddito e dopo che la Corte Costituzionale, nei primi mesi del 2008, ha negativamente chiarito la questione del calcolo della IIS agli effetti delle stesse pensioni maturate dopo l’entrata in vigore della legge 335/95, ma riferite a trattamenti pensionistici diretti considerati prima di tale data e, più in generale, l’aspetto dell’IIS su più trattamenti pensionistici anteriori al 31.12.94. Perciò le disposizioni concernenti la concessione della IIS siano applicabili limitatamente alle pensioni dirette liquidate fino al 31.12.94 ed alle pensioni di reversibilità ad esse riferite, a prescindere dalla morte del coniuge (quindi anche se successiva all’entrata in vigore della legge 335/95), come contenute nelle proposte di legge, atti Camera 475 (on. Formisano), 1158 (on. Lamorte), 1704 (on. Vannucci), 1827 (on. Pelino);
• l’estensione del diritto all’assegno supplementare in favore delle vedove dei grandi invalidi per servizio, di cui alle proposte di legge atti Camera 1421 on. Paglia e 1827 on. Pelino;
• fruitori della ben nota legge 68/99 sul collocamento al lavoro dei disabili, affinché non si debba ancora denunciare la quasi totale disapplicazione della norma che è riuscita ad avviare non più del 56% dei soggetti iscritti e sia, inoltre, emanata quella più volte sperata disciplina organica in favore delle vedove e degli orfani di cui al mai concretizzato art. 18 della stessa legge sanando, nel contempo, la disposizione di cui all’art. 3, comma 123 della legge 244/2007 con la previsione che le particolari norme previste in favore dei superstiti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, estese ai superstiti di coloro che sono deceduti per fatto di lavoro, siano applicate anche al coniuge superstite di coloro che siano morti per causa di servizio, nella logica che non possa esistere differenza tra l’orfano di un lavoratore “con la tuta” e quello che indossa “una divisa” (di cui al progetto di legge n. 1822 on. Pelino) in un quadro, però, ove anche l’invalido, la vedova o l’orfano che vorrà inserirsi nel mercato del lavoro dovrà sempre più, avendo frequentato corsi di formazione, essere imprenditore di se stesso o socio d’aziende o cooperative.
L’azione più pregnante viene poi rivolta all’annoso problema del riconoscimento della  defiscalizzazione parziale delle pensioni privilegiate.
Sin dal mese di gennaio 2008 dettagliati promemoria,via via aggiornati nei contenuti rispetto ai provvedimenti all’esame del Parlamento, (es. D.L 112/2008, DPEF 2009/2012, Finanziaria 2009 e provvedimenti collegati) sono stati trasmessi al Presidente del Consiglio, ai Ministri per i Rapporti con il Parlamento e riforme istituzionali, del Lavoro e previdenza sociale, della Solidarietà sociale, della Riforma nella PA., della Difesa, dell’Economia e finanze, dell’Interno, della Giustizia, delle Politiche agricole e forestali, ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, della Solidarietà sociale, ecc, nonché a senatori e deputati. Inoltre, pur nella consapevolezza che il proprio ruolo istituzionale non consentiva l’intervento su materie di competenza d’altri organi dello Stato, segnalazioni sono state inviate al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato e della
Camera. Da questi interventi sono scaturiti gli ordini del giorno presentati, rispettivamente, dagli onorevoli Bianconi e Pelino e dalla senatrice Negri, in data 23 luglio, 13 e 26 novembre 2008 per impegnare il Governo ad “adottare ogni possibile iniziativa per sancire il carattere risarcitorio delle
pensioni privilegiate ordinarie“, ma dopo la loro accettazione da parte dell’Esecutivo i successivi, collegati emendamenti sono stati dichiarati “inammissibili” o perché ritenuti estranei al contenuto del provvedimento o perché comportanti aumenti di spesa o riduzioni di entrata.
In occasione di una audizione da parte dello Comissione Lavoro del Senato, sono stati evidenziati: a) la semplificazione e lo snellimento delle procedure amministrative relative al riconoscimento, nei
confronti dei dipendenti pubblici civili e militari dello Stato, delle infermità dipendenti da causa di servizio, nella considerazione che, a tutt’oggi, l’iter burocratico non termina mai prima di 8/10 anni; b) partendo dall’osservazione che, nella grande maggioranza dei Paesi europei, esiste un unico sistema pensionistico, previdenziale e risarcitorio si dovrebbe prevedere il principio d’eguaglianza formale, sancito dall’art. 3 della Costituzione, secondo cui il legislatore dovrebbe assicurare ad ogni lavoratore, pubblico o privato, identità di trattamento risarcitorio, quando equivalenti siano le  condizioni soggettive e oggettive (infortunio nello svolgimento delle sue funzioni/compiti);
c) L’estensione ai mutilati ed invalidi per servizio ed ai familiari dei caduti diversi benefici previsti da vigenti disposizioni in favore dei mutilati ed invalidi di guerra, fino alle più recenti leggi 26 gennaio 1980, n. 9 e 2 maggio 1984, n. 111, che hanno sancito un’identità nella classificazione delle mutilazioni ed infermità dipendenti da causa di servizio con quelle di guerra previste dal DPR 30 dicembre 1981, n. 834 e sue successive integrazioni; d) un’identica misura del trattamento  economico (ed adeguamento automatico) per quanto riguarda gli importi degli assegni di superinvalidità, di assistenza e accompagnamento e cumulo previsti nei confronti dei grandi invalidi per servizio rispetto a quelli attribuiti ai grandi invalidi di guerra (art. 2 legge 29 gennaio 1987, n. 13). Con riferimento quindi, ai provvedimenti all’esame della Commissione, per quanto di interesse per la nostra categoria, è stato espressa, nel suo complesso, la piena condivisione per la proposta di legge n. 1457; e) estensione dell’esenzione dei farmaci di classe C in favore degli invalidi per servizio di prima categoria.
La vita e la struttura di un’Associazione come la nostra devono fondarsi sulla solidarietà, sull’umiltà e sulla volontà dei propri iscritti.

Scritto da: Lionello Pascone
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