Febbraio 2017
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DM Riorganizzazione del Dap: alcune proposte dalla periferia


Polizia Penitenziaria - DM Riorganizzazione del Dap: alcune proposte dalla periferia

Notizia del 12/06/2015

in Interventi Ricevuti

(Letto 2719 volte)

Scritto da: Settimio Monetini

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Attuazione del D. P. C. M. "Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli Uffici dirigenziali

e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia"

 

Alcune proposte

 

(Maggio 2015)

 

  1. Nella gestione dei detenuti ed internati, solo i Provveditorati Regionali
  • conoscono appropriatamente le eterogenee realtà presenti nel territorio regionale della stessa Amministrazione, delle altre Amministrazioni pubbliche e delle rappresentanze sociali;
  • operano in sinergia con l’ente Regionale, nelle materie attribuite alla competenza di tale Ente nel titolo V della Costituzione (in particolare: lavoro, formazione professionale, istruzione di base e superiore, sanità e politiche sociali), di eccezionale rilevanza per l’utenza-detenuta; a tale scopo i Provveditorati Regionali contribuiscono alla definizione, sottoscrizione ed attuazione di accordi e protocolli operativi, partecipando agli organismi inter istituzionali con funzioni consultivi o decisori;
  • hanno rapporti, per i detenuti media sicurezza e media sicurezza protetti, con l’autorità giudiziaria penale, ad es. al fine di garantire tempestivamente la tutela delle esigenze cautelari (separazione di coimputati, ecc.), nonché con la Magistratura di sorveglianza:
  • progettano, realizzano, coordinano e monitorano, a livello regionale, i Piani e le Azioni previste per limitare il sovraffollamento nelle sezioni detentive, i circuiti regionali ex art. 115 d.P.R. 230/2000, inclusi i “nuovi” regimi detentivi (ad es.: “regime aperto”, “custodia attenuata”, “vigilanza dinamica”), ricomprendendoli nel Piano Unico Territoriale;
  • operano il monitoraggio e la valutazione degli eventi critici relativi a detenuti (ad es.: evasioni, aggressioni, gesti autolesivi e suicidari), svolgendo attività di direzione, indirizzo e controllo grazie alla conoscenza puntuale e continua delle realtà penitenziarie del proprio distretto.
  1.             All’Ufficio Detenuti e Trattamento dei Provveditorati Regionali, è attribuita, ai sensi dell’art. 10 del decreto legislativo 444/92, del decreto del Ministro della giustizia 22 gennaio 2002, dell’art. 110, comma 4, del decreto Presidente Repubblica 230/2000, in collaborazione, raccordo e sinergia con gli istituti penitenziari, la cura delle seguenti materie:
  • attuazione dei programmi, indirizzi e direttive del Dipartimento;
  • rapporti con la magistratura, in particolare con la magistratura di sorveglianza
  • trattamento intramurale e accesso alle misure alternative alla detenzione;
  • costituzione, trasformazione e soppressione degli istituti penitenziari e/o di alcune sezioni;
  • assistenti volontari di cui all’art. 78 legge 354/75;
  • attività scolastiche, culturali, ricreative e sportive presso gli Istituti penitenziari per i detenuti e gli internati;
  • lavoro ed addestramento professionale per i detenuti;
  • assegnazione dei detenuti dei circuiti media sicurezza e media sicurezza protetti nell’ambito regionale; tenuta dei fascicoli dei detenuti e degli internati;
  • monitoraggio delle capienze e presenze, negli istituti del distretto, per il controllo del grado di affollamento; esame della funzionalità degli spazi detentivi degli istituti;
  • realizzazione del circuito penitenziario regionale; differenziazione dei circuiti detentivi
  • promozione e valutazione della progettazione annuale degli istituti; verifica e monitoraggio delle attività in essa previste; ripartizione delle risorse economiche;
  • rapporti con l’associazionismo, il privato sociale, il volontariato, la Comunità esterna;
  • attività di studio, analisi e monitoraggio dei processi inerenti la gestione dei detenuti; elaborazione di dati statistici;
  • promozione, elaborazione, acquisizione di progetti mirati ad incrementare il lavoro penitenziario in collaborazione con gli enti del territorio; gestione diretta di progetti di particolare interesse; reperimento di risorse pubbliche e private, comunitarie e del privato sociale;
  • adempimenti in tema di richiesta di svolgimento di tesi di laurea e di ricerche scientifiche;
  • ministri di culto, di religione diversa da quella cattolica;
  • procedimenti disciplinari dei detenuti;
  • regolamenti interni degli istituti penitenziari;
  • servizio sanitario, erogato dalle ASL secondo le direttive della Regione;
  • reclami, esposti, proteste, richieste trasmesse dalla popolazione detenuta; verifiche ispettive e di controllo; 
  • vigilanza sul rispetto dei diritti dei detenuti, in particolare del diritto alla salute; 
  • monitoraggio degli eventi critici, gestione  degli applicativi predisposti dal Dipartimento sugli spazi detentivi, sulla sala situazione, sulla legge 183/2000; sul clima interno degli istituti della regione,
  • elaborazione di statistiche, rilevazioni e  monitoraggi periodici, anche richiesti del dipartimento e da altre autorità; coordinamento con gli Enti regionali  per l’individuazione delle strategie di intervento e  la definizione delle politiche annuali di intervento ,
  •  tenuta dei  rapporti con la Comunità esterna, le Associazioni e le Cooperative, il privato sociale predisposizione di protocolli, convenzioni accordi con Enti pubblici e privati per il potenziamento dell’offerta trattamentale, formativa e lavorativa a favore di detenuti individuazione  e creazione di sistemi e strumenti operativi per l’attuazione  del “Circuito penitenziario regionale “ nel rispetto dell’art. 115 dell’ord.penit.

3.Invece, la soppressione di 5  Provveditorati regionali, con conseguente accorpamento delle loro funzioni in nuove struttura multi-regionale, comporterà il progressivo scollamento dal territorio e la compromissione dell’attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà. Le criticità saranno maggiormente evidenti nell’azione di quegli Uffici dei Provveditorati regionali connaturati da significativa rilevanza operativa sul territorio e che, non a caso, attengono, alla mission fondamentale dell’Amministrazione penitenziaria che è la gestione dei detenuti e degli internati. Assegnare risorse qualitativamente e quantitativamente adeguate ai Servizi-Uffici deputati all’attuazione di tale prioritaria mission istituzionale è un preciso onere ricadente sull’Amministrazione Penitenziaria.

  1. La soluzione organizzativa per far fronte alle prevedibili difficoltà e carenze che potrebbero caratterizzare l’azione dell’Amministrazione penitenziaria nell’immediato futuro, proprio nei servizi deputati alla gestione dei detenuti e degli internati, è il mantenimento di Presidi territoriali, ove permangano le primarie funzioni istituzionali (sicurezza e trattamento).

            Ad es., l’Ufficio dei Detenuti e del Trattamento del Provveditorato regionale deve continuare a mantenere un rapporto continuo e costante col territorio dal quale riceve risorse e proposte; si osserva infatti che la gran parte delle attività e dei servizi finalizzati al trattamento dei detenuti è oggi finanziato dalle Regioni; l’attività di coordinamento, di impulso e di comunicazione con la Regione è parimenti necessaria per definire le politiche strategiche d’inclusione sociale, tramite azioni di in partenariato (tavoli di concertazione regionali e locali; alleanze operative con i settori produttivi locali; erogazione dei servizi sanitari a cura delle Regioni, partecipazione agli Osservatori regionali per la sanità penitenziaria...

  1. I Dirigenti Area 1 dell’Amministrazione Penitenziaria, assegnati, ad es., alla direzione degli Uffici dei Detenuti e del Trattamento presso i Provveditorati regionali, sono tali per aver superato selettivi concorsi pubblici. Una riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria che non ne tenga conto, sarebbe connaturata da palese ingiustizia.

 

   Dr. Settimio MONETINI  Direttore Ufficio Detenuti PRAP Perugia

 

 


Scritto da: Settimio Monetini
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