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Donato Capece risponde a Luigi Pagano: tante belle parole, ma chi copre le spalle alla Polizia Penitenziaria ?


Polizia Penitenziaria - Donato Capece risponde a Luigi Pagano: tante belle parole, ma chi copre le spalle alla Polizia Penitenziaria ?

Notizia del 11/09/2012

in Houston abbiamo un problema

(Letto 4477 volte)

Scritto da: Donato Capece

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Egregio Vice Capo DAP, 

è con vivo piacere che ricevo la lettera con cui ha voluto esprimere la Sua posizione riguardo la vicenda della fiction televisiva e, nel contempo, illustrare la strategia di intervento del DAP nel settore della comunicazione in generale. 

Ne ho apprezzato i toni e soprattutto la insita capacità di accettare le critiche senza chiudersi “a riccio” come invece, in occasioni analoghe, hanno fatto nel recente passato i vertici del DAP. 

La Sua cordiale risposta, inoltre, è occasione per esprimerLe tutto il nostro apprezzamento sindacale per quello che ha fatto in passato e per darLe atto pubblicamente di aver dimostrato spiccate capacità manageriali nella pubblica amministrazione. Anche io, mio malgrado, mi sono sentito “trascinato” in una questione in cui molti hanno voluto leggere un attacco mirato a gettare discredito alla Sua persona e al Suo passato.

Niente di tutto questo. E' evidente che Lei ha saputo cogliere il senso della mia lettera, ma approfitto di questo scambio di opinioni per chiarirlo anche ai suoi tanti estimatori che ci hanno scritto. 

L'intervento sindacale del Sappe, la lettera che Le abbiamo indirizzato in ragione della Sua veste di Responsabile della Comunicazione del DAP e quindi anche della Polizia Penitenziaria, si riferiva al mancato intervento a tutela dell'immagine del Corpo e nulla di più. Un intervento sindacale, appunto, non una polemica gratuita.

Noi del Sappe non abbiamo voluto censurare un suo presunto ruolo di “affossatore” dell'immagine pubblica della Polizia Penitenziaria, in quanto, questo suo eventuale ruolo, presupporrebbe esso stesso un'azione, anche se in una direzione a noi sgradita. Quello che abbiamo voluto evidenziare invece è proprio il “non intervento” del DAP in occasioni in cui la rispettabilità della Polizia Penitenziaria, e delle decine di migliaia di appartenenti che la compongono, viene lesa dai media in generale e nel caso specifico da una fiction televisiva.

Mi permetta anche di eccepire qualcosa sulla Sua strategia di comunicazione, quella che intende portare avanti come Responsabile della Comunicazione, quella strategia del non rispondere “colpo su colpo”. Ebbene dall'alto della Sua esperienza avrà certamente delle buone ragioni per adottare una simile strategia, ma Le assicuro che qui da “basso”, dal punto di vista della Polizia Penitenziaria, questo “non interventismo” ha causato e continua a causare frustrazioni e risentimenti dei Poliziotti nei confronti di chi, gerarchicamente e istituzionalmente, dovrebbe vegliare sull'immagine e sull'onorabilità del Corpo.

Lei ha tenuto a sottolineare che è il Responsabile della Comunicazione DAP da soli due mesi, ma deve sapere, e spero se ne renderà presto conto, che ha ereditato un compito che per troppo tempo è stato disatteso e questa sua strategia di “non interventismo” è molto facile che venga scambiata per il proseguimento dell’inefficienza dipartimentale.

La lettera che Le abbiamo rivolto è dello stesso tenore delle tante altre lettere inviate in passato proprio per evidenziare questo “non interventismo” del DAP.

Mi fa piacere che Lei abbia indirizzato alla RAI le doglianze dell'Amministrazione Penitenziaria, ma questo solleva altre due questioni.

La prima è che forse la fiction in questione non era poi cosa di poco conto come forse ha creduto che fosse all'inizio: era pur sempre un prodotto di interesse RAI o no? E non mi pare che la RAI sia una di quelle piccole emittenti locali...

La seconda questione è che il DAP è talmente incapace di comunicare che non divulga nemmeno quelle poche iniziative che potrebbero dimostrare qualche operazione apprezzabile dei propri dirigenti.

Forse noi del Sappe non avremo una strategia raffinata come la Sua ma, per una migliore gestione della comunicazione interna, mi permetto di consigliarLe di pubblicizzarle queste azioni meritorie; di diffonderle tra tutto il personale di Polizia Penitenziaria, e questo non per acquisire ulteriore prestigio o benemerenza personale, ma perché, chi lavora nelle carceri e rischia tanto tutti i giorni, desidera che ci sia qualcuno che gli “guardi le spalle”, che si preoccupi di salvaguardare la propria onorabilità di servitore dello Stato e che lo faccia sempre, tutti i giorni, “colpo su colpo”. Anche a rischio di fare il gioco di qualche scaltro produttore televisivo che vorrebbe sfruttare il “nervo scoperto” della Polizia Penitenziaria in fatto di immagine e rispettabilità.

Se Lei crede davvero che la Polizia Penitenziaria non abbia poi quella cattiva stampa, si legga l'indagine sulla comunicazione che il Capo del DAP aveva presentato più di un anno fa La Penitenziaria è la forza di Polizia meno amata dai cittadini, Franco Ionta: “sono molto soddisfatto”Vada a spulciarsi i risultati e si accorgerà come, dati alla mano, la Polizia Penitenziaria riscuote stima per il lavoro svolto solo quando l'opinione pubblica ha l'occasione di conoscerla davvero. Altrimenti la Polizia Penitenziaria è l'ultima Forza di Polizia in fatto di “gradimento” da parte della maggioranza dell’opinione pubblica.

Per quanto riguarda il discorso molto più ampio che Lei ha tirato in ballo, e cioè la questione della percezione del carcere che la gente “vuole” avere, e di quanto sia importante una corretta informazione e divulgazione dei compiti costituzionali del carcere come istituzione, mi permetta di dissentire sull'attinenza con il motivo della nostra attuale corrispondenza.

Se il DAP non è stato capace fino ad ora di veicolare nell'opinione pubblica quanto sia importante, e conveniente, per l'intera Società un carcere migliore che funzioni veramente per raggiungere basse percentuali di recidiva, non per questo si può ricomprendere l'immagine della Polizia Penitenziaria in un allineamento al ribasso.

La “migliore pubblicità” per la Polizia Penitenziaria non può certo essere l'effettivo raggiungimento degli obiettivi dell'istituzione carcere! Noi il nostro lavoro di Poliziotti lo svolgiamo egregiamente anche a fronte del completo disattendere delle nostre richieste di aiuto per superare le difficoltà e le carenze di uomini e mezzi che il DAP si ostina a non voler ascoltare. Anzi, spesso “copriamo” anche le carenze della parte amministrativa dell'Amministrazione Penitenziaria, per questo non tolleriamo che si sorvoli sulla richiesta di maggiore attenzione a tutela dell'immagine della Polizia Penitenziaria.

In fondo il discorso si riduce a questo: Lei in qualità di Responsabile della Comunicazione del DAP da che parte sta? Dalla parte della Polizia Penitenziaria oppure dalla parte oscura del DAP che si rifiuta di “guardare le spalle” alla Polizia Penitenziaria? Starà al fianco di chi monta da solo in sezione con centinaia di detenuti malati ed esasperati, oppure continuerà a fare voli pindarici sulle Linee Programmatiche? Saprà volgere lo sguardo anche in basso ed ascoltare gli appelli di aiuto che gli provengono dal 90% del personale che in questo momento dirige, oppure si crogiolerà nelle strategie di “non comunicazione” che il DAP ha attuato fino ad ora?

E allora (mi conceda una piccola citazione cinematografica) il dott. Pagano, che nelle speranze di tutti ha rappresentato “il nuovo” che arriva al Dap dopo anni di nomenclatura oscurantista imbullonata alla poltrona, vuole vestire i panni del “Cavaliere Jedi” della Polizia Penitenziaria o finirà per servire anche Lui “il lato oscuro della forza” ?

Se risponderà affermativamente almeno ad una delle nostre domande, forse allora riuscirà a mettersi davvero nei panni (nell'uniforme) della Polizia Penitenziaria e sobbalzerà anche Lei dalla poltrona quando leggerà che è in programmazione una fiction della RAI che vuole manipolare l'opinione pubblica, presentando l'operato della Polizia Penitenziaria in termini denigratori, con stereotipi che non ci appartengono, ma che pure condizionano la serenità e la voglia di servire lo Stato ogni giorno, al meglio delle nostre possibilità.

Da ultimo, infine, vorrei aggiungere una cosa senza commento, rappresentata soltanto affinchè stimoli una Sua ulteriore riflessione.

In una (delle tante) trasmissioni televisive sul “caso Cucchi” un giornalista ha posto una precisa domanda alla sorella del ragazzo tragicamente scomparso circa la sua opinione sul ruolo svolto nella vicenda dai Carabinieri.

Ebbene, Ilaria Cucchi, in quel frangente ha testualmente risposto: “... non posso dire nulla che riguardi i Carabinieri perché altrimenti mi querelano.”

Cordiali saluti.
 
Donato Capece
 
 
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Commenti Commenti dei lettori

n. 24


Caro anonimo 20, non sono solito girarmi dall'altra parte, infatti sono qua su una bacheca sindacale a recriminare giustamente i miei (nostri) diritti, naturalmente le mie rimostranze non erano solo per il Sappe ma se leggevi il post valevano per tutte le sigle sindacali, naturalmente il Sappe è il sindacato che mi dà la possibilità di esprimere il mio pensiero ed io lo faccio, sono cosciente anche che il Sappe è l'unico sindacato che ha scritto qualcosa per le sezioni di p.g., ma è sempre poco.

Di  Il deluso  (inviato il 17/09/2012 @ 14:56:50)


n. 23


errata corrige: mi riferivo all'anonimo 17 non al 18 a firma Giovanni. grazie.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 17/09/2012 @ 13:47:57)


n. 22


caro anonimo 18 non illuderti, esistono cose/sistemi ufficiali e cose/sistemi ufficiosi......a buon intenditore (i più vecchi!) poche parole! ma questo ovviamente vale per tutti.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 16/09/2012 @ 21:05:35)


n. 21


per il deluso , perchè te la prendi con i sindacati, ma ti rendi conto che attualmente siamo in -7000 unità. sicuramente chiedere nuovi compiti e legittimo , ma allo stato attuale bisogna essere realistici e stabilire quali sono le priorità, attualmente non ci possiamo permettere con questi numeri di disperdere altro personale per altri compiti, e di questo me ne dolgo, poichè io per primo ne sarei orgoglioso.
aleandro

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2012 @ 20:17:26)


n. 20


Il Sindacato dipende da chi lo fa, ma anche da chi non lo fa o non lo segue. E' facile lamentarsi (giustamente), ma se poi ci si gira sempre dall'altra parte e si tira a campare...

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2012 @ 19:40:56)


n. 19


Caro Anonimo gli scritti del Sappe per istituire le sezioni li conosco bene, ma se facciamo una lettera ogni sei mesi e aspettiamo che qualcuno facia qualcosa allora abbiamo voglia di aspettare, se invece questa cosa il sindacato la vuole veramente allora mette in atto tutte le procedure per ottenerla, non prendiamoci in giro con gli scritti tanto per far contento il personale che lasciano il tempo che trovano. E comunque la mia delusione non riguarda un singolo ma riguarda tutta la classe dirigente sindacale, nessuna sigla esclusa.

Di  Il deluso  (inviato il 16/09/2012 @ 18:29:27)


n. 18


Il Comandante Generale della Polizia Penitenziiaria

Di  giovanni  (inviato il 15/09/2012 @ 22:56:06)


n. 17


Per quanto riguarda le pressioni e le richieste al Ministro per istituire le Sezioni di P.G., si possono criticare tutti i Sindacati tranne il Sappe. Su www.sappe.it si possono ricercare tutti i comunicati con cui ufficialmente il Sappe ha fatto esplicita richiesta. L'ultimo mi pare sia del 4 giugno: http://www.sappe.it/rewrite/public/14190-corpo-di-polizia-penitenziaria%2C-sezione-di-pg-e-dia--nota-alla-ministro-della-giustizia.asp
Capisco la delusione, ma ogni tanto bisogna anche avere parte attiva nel Corpo e nel panorama sindacale. Ci sono tanti modi per farlo. Il primo è informandosi e su www.sappe.it e www.poliziapenitenziaria.it mi pare proprio che lo si possa fare. Il secondo modo per non rimanere passivi e delusi è quello di scegliere a chi dare la propria adesione come Sindacato... Se poi uno "spreca" questa seconda possibilità e la da al primo che promette qualcosa, prima o poi si rimane delusi.

Di  Anonimo  (inviato il 15/09/2012 @ 19:42:43)


n. 16


Caro Donato il danno è fatto, Voi sindacalisti (solo ed eslusivamente per diatribe sindacali) avete chiesto al Signor Ministro la razionalizzazione del servizio scorta e tutela svolto dal Personale del Corpo e giustamente il Signor Ministro ha colpito tutti, naturalmente a discapito di colleghi che con il loro lavoro hanno fatto crescere l'immagine del Corpo, mi domando ma quando inizierete (questo vale per tutte le sigle) a fare sindacato per il bene del Personale e non per far piacere a Tizio piuttosto che a Caio? Le sezioni di polizia giudiziaria, come mai non appoggiate questa nostra pressante richiesta? Vi siete chiesti come mai nessun Ministro Vi segua in questo? Loro non hanno nessun interesse è vero ma nemmeno Voi. Finiamola con i proclami (fuoco amico) dicendo che siamo la quarta forza di Polizia, loro i colleghi della Forestale zitti zitti ci hanno superato sapete perchè? Hanno lavorato tutti insieme (sindacati,personale,Capo del Corpo e Ministro), domandatelo al Sapaf con il quale fate parte della consulta. Spero pubblichiate questo commento "a bientot".

Di  Il deluso  (inviato il 15/09/2012 @ 15:48:36)


n. 15


Ma cosa significa "remare insieme" che l'agente è insultato, offeso, deriso, minacciato dal detenuto e che il direttore con lo stesso è comprensivo e tollerante? Non capisco neanche cosa significhi che raggiungiamo il risultato quando evitiamo la recidiva, io ero convinto di dover innanzitutto garantire l'ordine e la sicurezza all'interno degli istituti. Altresì mi fà sorridere chi è convinto che sia necessario conoscere un pò di sintassi e usare un linguaggio "avvoccatesco" per dare lezioni di moralità agli altri: "...anzicchè aspettarsi avalli avulsi da ogni leggittimo fondamento, ci si confronti sul MERITO ed il riconoscimento sarà logico corollario di un evoluto cambiamento..." da certe frasi deduco che l'autore non è assiduo frequentatore delle sezioni detentive. Ad ogni buon conto continuiamo pure a porgere l'altra guancia, se ci troviamo in questa situazione è proprio perchè lo abbiamo sempre fatto.

Di  cairo74°  (inviato il 14/09/2012 @ 10:31:07)


n. 14


sinceramente dopo 24 anni che faccio questo lavoro non ho perso l'entusiasmo del primo giorno per quanto amo questo settore della sicurezza e la divisa che indosso,però ammetto che comincio a stufarmi di spiegarlo...adesso alla sera quando esco con gli amici alle domande del curioso che puntualmente si propone preferisco defilarmi fingendo di non aver sentito. è davvero triste non poter articolare un discorso ed essere orgoglioso di ciò che si argomenta.Il nostro impegno è davvero encomiabile,sotto diversi aspetti, non ultimo quello sociale,ma se in premessa devo informare non mi basterebbe la serata...quindi meglio evitare e lasciarli nelle proprie convinzioni,in molti casi distanti miglia dalla realtà.......a dire il vero sono stufo anche di leggerle queste faccende,ormai mi sono rassegnato.Si dimentica un fattore molto importante,la rimanente parte del comparto sicurezza lavora all'esterno e il cittadino ha il proprio convincimento di base formatosi con la vicinanza all'istituzione a all'approccio quotidiano,per quanto ci riguarda siamo una realtà sconosciuta e in mancanza del contraddittorio erroneamente si da per buona la prima. buon lavoro a tutti.

Di  massimo  (inviato il 13/09/2012 @ 21:55:05)


n. 13


ironside dimentichi un altro piccolo particolare nella vicenda Cucchi e che oltre la difesa dell'allora ministro La Russa e della minaccia di querela vi è stato un' "insolito"via vai di ufficiali dei C.C. dal P.M. titolare dell'inchiesta,ma che ci andavano a fare?a prendersi il caffe?.Gli altri non rispondono colpo su colpo a quei pochissimi attacchi rivolti loro perche nel tempo hanno saputo "vendere" bene la loro immagine; hanno adetti all'ufficio stampa in tutte le articolazioni (centrali e periferici) in continua comunicazione con gli organi di informazione; e noi!un educatore (sic!) per tutto il DAP; a livello periferico sapete chi è autorizzato e chi autorizza le comunicazioni esterne? il direttore il quale se vuole non "pubblicizza" o non fà "pubblicizzare" l'evente di rilievo accaduto in tal istituto. e con siffatto metodo come possiamo far emergere le cose buone che facciamo?solo con un cambio di strategia comunicativa non ci sarebbe l'esigenza di rispondere colpo su colpo.un piccolo aneddoto : durante le riprese della fiction "agro dolce" girata dalle mie parti un "umile" Ass.te (ingaggiato comefigurante) si è opposto con forza agli autori i quali oltre ad aver messo alla sala colloqui bacheche e arredi vari volevano filmare che il familiare passava biancheria, cibo e lettere al detenuto durante il colloquio;l'umile Ass.te ci è riuscito argomentando solamente che ciò non rispondeva alla realtà.un ultima cosa per far comprendere il nostro grado di comunicazione, se andate sul sito ufficiale della P.P. nel settore auto del Corpo ancora non è stata inserita la fiat brava ed il nuovo furgone eppure questi sono in uso già da parecchio tempo. Claudio Cancilla Ass.te capo

Di  claudio  (inviato il 13/09/2012 @ 18:41:50)


n. 12


ironside, se sei della parte,dei poliziotti con la testa alta che lavorano, mi trovi a tuo fianco.
aleandro

Di  Anonimo  (inviato il 13/09/2012 @ 18:24:16)


n. 11


Caro anonimo (l'ultimo in ordine di apparizione), a cosa ti riferisci? A me sembra di essere sempre stato dalla stessa parte, quella dei poliziotti con la testa alta che lavorano.

Di  Ironside  (inviato il 13/09/2012 @ 18:10:02)


n. 10


anvedi ironside ! sta da a nostra parte , benvenuto , l'altro giorno sembravi che attaccavi .

Di  Anonimo  (inviato il 13/09/2012 @ 15:30:42)


n. 9


Vi sfugge anche un altro aneddoto: per ogni poliziotto, finanziere, carabiniere, forestale arrestato o colluso in una fiction , ce ne sono 100 che vengono mostrati al di sopra di ogni sospetto e di norma sono gli stesi che scoprono e arrestano la "mela marcia". Questo nelle fiction non avviene perché gli autori sono buoni e hanno un occhio di riguardo, ma avviene perché ci sono interi Uffici Stampa gestiti da Generali e Funzionari di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestali, che stanno con il fiato sul collo alle produzioni televisive e concordano con loro anche le sceneggiature. mi rendo conto che nel Pianeta "Favolandia" questo non succede, perché vi tenete tutti per mano e remate insieme...

Di  Ironside  (inviato il 13/09/2012 @ 12:48:05)


n. 8


Forse vi è sfuggito un piccolo dettaglio... Non stiamo parlando di una fiction qualsiasi, stiamo parlando di una che intende (per espressa ammissione della produzione) modificare artatamente i fatti per rendere più drammatica la vicenda del tristemente famoso Stefano Cucchi. La vicenda che ha visto coinvolti Polizia Penitenziaria e Carabinieri (che ne hanno eseguito l'arresto e lo hanno tenuto in camera di sicurezza per tutta la notte). Il giorno dopo il Ministro della Difesa La Russa ha tuonato che i Carabinieri "non c'entravano nulla" e il Comando Generale dell'Arma ha minacciato di querelare chiunque avesse "pensato" il contrario. Due settimane dopo, al DAP, mentre continuavano a scrivere di tutto sul Corpo, vomitando insulti alla Polizia Penitenziaria, i vostri beneamati Dirigenti, stavano ancora discutendo se intervenire con un comunicato stampa ufficiale o meno... Si, teniamoci tutti per mano e "remiamo insieme", come nelle favolette...

Di  Ironside  (inviato il 13/09/2012 @ 12:39:14)


n. 7


Giusto Dantibes...........Per ognuno di noi parla la sua storia ed il suo quotidiano, la singola crescita e contemporaneamente il remare “insieme” tutti nella stessa direzione, il rispetto del nostro Mandato Costituzionale, qualificherà sicuramente l'intera Amministrazione....... sottoscrivo in toto. e poi non capisco sembra quasi che qualcuno abbia dei complessi d'inferiorità, non vorrei che tutti questi post, così come l'intervento...ottengano un effetto boomerang. mi pare che in moltissime fiction si vedono colleghi della PS,GDF, Carabinieri, ecc. arrestati, coinvolti in traffici di droga, affiliati a cosche malavitose siano esse camorra, ndrangheta, ecc., non credo che ogni volta i loro Capi facciano dei comnunicati atti a difendere la loro immagine, penso che la società capisca dove finisce la fictione dove comincia la realtà.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 13/09/2012 @ 12:16:59)


n. 6


Dantibes ma che discorso fai? Siccome ci sono Agenti imputati e/o condannati allora non dovremmo protestare contro chi ci definisce "torturatori"? Siccome qualcuno ha commesso dei soprusi in qualche carcere allora non ci dobbiamo azzardare a contestare la nostra (la nostra?) Amministrazione che non interviene a tutela dell'immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria? E men che meno la contestazione deve provenire dal Segretario Generale del maggiore Sindacato di Polizia Penitenziaria? Ma da quale Pianeta provenite, dallo stesso da cui è sceso il capo del Personale?!?

Di  Ironside  (inviato il 13/09/2012 @ 11:11:25)


n. 5


Continuo a seguire, con stucchevole interesse, la diatriba innescata sul “ruolo” istituzionale del dr. Luigi PAGANO, universalmente riconosciuto, a ragion veduta, punta di diamante della nostra Amministrazione sia da ambienti vicini alla Magistratura che da altri settori della cosiddetta Società civile.
Ringraziando il cielo in Democrazia la nomina delle figure Dirigenziali apicali, anche nei Corpi di Polizia militarmente organizzate, è esclusiva competenza governativa, quale basamento di imparzialità al principio di garanzia costituzionale. In particolare mai come questa volta, forse per la natura tecnica della attuale compagine ministeriale, ha privilegiato e riconosciuto il “merito”, infatti tutti convengono e conveniamo sulla trasparenza, limpidezza e professionalità del Dirigente de facto.
Quindi il conflitto è sicuramente da annoverare sulla obbligatorietà della “tutela” sic ed simpliciter di qualsivoglia atteggiamento e/o evento critico senza entrare nel merito delle questioni, replicando ciecamente colpo su colpo. Pur tuttavia, nella fattispecie è sufficiente “fare un salto in Lombardia e chiedere quanti e quali agenti siano stati incriminati e/o incolpati”.
Il dr. Pagano deve difendere anche l`indifendibile, pena qualsivoglia anatema o meglio il lancio di qualche "fatwa" da parte di qualche ayatollah sindacale (repetita juvant).
Quindi, anzicchè aspettarsi avalli avulsi da ogni leggittimo fondamento, ci si confronti sul MERITO ed il riconoscimento sarà logico corollario di un evoluto cambiamento.
Il confronto auspicato dovrà essere sicuramente scevro di qualsivoglia "autoreferenzialità" e/o investitura "soprannaturale", correlate al fittizio raggiungimento di rendite di posizione, anche e soprattutto di natura strettamente sindacale!.
Per ognuno di noi parla la sua storia ed il suo quotidiano, la singola crescita e contemporaneamente il remare “insieme” tutti nella stessa direzione, il rispetto del nostro Mandato Costituzionale, qualificherà sicuramente l'intera Amministrazione

Il riconoscimento della Società civile e delle altre Istituzioni sarà logico corollario del nostro corretto operato professionale e non ci sarà più bisogno di sottolineare al giornalista di turno che la “nostra” è Polizia penitenziaria e non Guardia di custodia o peggio “secondini”!.

Di  dantibes  (inviato il 13/09/2012 @ 10:12:01)


n. 4


Mi rendo conto che quando si parla di comunicazione e immagine della Polizia Penitenziaria, si toccano nervi scoperti, soprattutto se si osa contestare degli "intoccabili" come Pagano. Tuttavia la soluzione proposta, quella di "lasciamo lavorare gli artisti che devono esprimersi liberamente" mi trova d'accordo fino a quando non lede le altre persone; nel caso specifico i Poliziotti Penitenziari. Secondo me la tecnica del "porgi l'altra guancia" non non ha ottenuto brillanti risultati fino ad ora. Per fortuna Capece e il Sappe la pensano diversamente e si permettono di protestare. Ci rendiamo conto che non chiediamo al DAP interventi da Minculpop, ma semplicemente di tutelare la professionalità e il lavoro di migliaia di onesti servitori dello Stato?!?

Di  Ironside  (inviato il 13/09/2012 @ 09:41:55)


n. 3


Non vi è dubbio: le lacune rispetto alla comunicazione istituzionale sono molte e spesso sono state (giustamente) evidenziate dai sindacati.
Siamo davvero sicuri che la "medicina" indicata da Capece sia migliore del male? Personalmente mi vengono i brividi lungo la schiena quando leggo frasi del tipo "fiction della Rai che vuole MANIPOLARE L'OPINIONE PUBBLICA"... Ci rendiamo conto che chiediamo ai dirigenti del DAP degli interventi degni del peggiore Minculpop?
Chi fa spettacolo, arte, letteratura deve poter scrivere ciò che vuole, basta che non calunni o diffami nessuno. Compito nostro (e dell'Amministrazione, ovviamente) è far risaltare ciò che QUOTIDIANAMENTE viene fatto dal nostro Corpo in modo da informare l'opinione pubblica che, di fronte a una fiction, capirà che si tratta, appunto, di finzione.
Non è importante che ogni giorni venga instaurata una polemica con qualche organo d'informazione. E' assolutamente ridicola, a mio parere, la guerra che si è aperta per contestare i termini "agente di custodia, guardia" che vengono usati, come sinonimi, in alcuni articoli o servizi. Sicuramente non c'è nulla di offensivo in tali sinonimi (anzi, possiamo considerarle delle citazioni di uno storico quanto glorioso passato..:).
Rispetto a quanto viene trasmesso in TV o pubblicato sui giornali, bisogna fornire elementi tangibili di apprezzamento del nostro lavoro e non semplice contestazione.
E se un giorno qualcuno decidesse di fare una fiction sui fatti successi a Bolzaneto? Come reagiremmo? In una risposta ad un mio post che riguardava il film sulla scuola Diaz (non censurato dalla P.S.) mi è stato scritto: quelli era fatti oggetto di una sentenza definitiva. Bhè, anche quelli di Bolzaneto lo sono ed hanno fatto molto male all'immagine della Polizia Penitenziaria.
Un discorso a parte meriterebbe la querela a Giuliano Ferrara...
Un caro saluto

Di  Edmond  (inviato il 13/09/2012 @ 09:23:01)


n. 2


...il ns unico male è non avere un nostro vertice che ci rappresenta e ci tutela

Di  al  (inviato il 13/09/2012 @ 09:20:59)


n. 1


--- Nel congratularmi con il dottor Capece, auspico che la lettera di risposta al dottor Pagano ( V.Capo DAP ) riscuote la personale coscienza dell'esercizio della funzione istituzionale cui è preposta ; possa smuovere , sempre , quella parte di coscienza profonda di conoscitore delle articolazioni periferiche del DAP , nello specifico delle miniere ................. come Egli stesso scrive in un passaggio ...... ed invia alla Segreteria Generale SAPPe.
Confrontarsi, misurarsi, NON CHIUDERSI A RICCIO, rappresentano indicatori di forza, di efficienza, forse di lungimiranza vista anche la congiuntura economica e pensionistica che a breve noi tutti verremo investiti................, e bene a fatto il Dottor Capece a rispondere con toni fermi, decisi e propedeutici alle generali condizioni umorali del Personale che con abnegazione e sacrificio servono lealmente lo Stato.
Un plauso, una pacca sulla spalla, una riunione con seri intenti, vale più di una discutibile circolare autoreferenzialistica del carrozzone DAP.
Nelel miniere non vengono più assommati i carichi di lavoro..... e se poi dobbiamo essere dipinti dall'opinione pubblica in maniera folkloristica e variopinta allora no, no e no caro DAP !!!
Orbitare per i corridoi dei palazzi, o del palazzo di vetro , imbullonarsi alle sedie non serve alla Polizia Penitenziaria e tutta l'Amministrazione , per cui bene ha fatto il grande CAPECE che con spiccate doti comunicative e manageriali ha risposto al Vice Capo DAP , dottor Pagano!
Continuare ad essere oscurantisti o a porre in essere discutibili e sterili giustificazioni in ordine al ledere della Polizia Penitenziaria costituisce oltre ad una colpevole omissione , anche un allontanamento del Personale .

Grazie mille Dottor Capece per la tua tenacia , lealtà comunicativa , schiettezza e determinazione ... a tutti i livelli dell'Amministrazione a differenza di quelle minoritarie sigle di comparto , molte delle quali di color giallo !

Di  il cinico  (inviato il 12/09/2012 @ 21:41:43)




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