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Dopo il recupero e la valorizzazione del busto di Minervini, ora via la vergogna della lapide di fronte ai cessi


Polizia Penitenziaria - Dopo il recupero e la valorizzazione del busto di Minervini, ora via la vergogna della lapide di fronte ai cessi

Notizia del 24/03/2015

in Memoria del Corpo

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Scritto da: Redazione

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Da una parte c'è un'amministrazione penitenziaria ottusa e integralista che ostacola in ogni modo, con ogni scusa, il trasferimento della lapide ai caduti che essa stessa ha piazzato di fronte ai cessi e che il Sappe ha proposto venisse spostata presso la scuola “Giovanni Falcone” di via di Brava a Roma.

Dall'altra parte, quegli stessi dirigenti sono tutti lì, dietro a Santi Consolo, felici e sorridenti, a rendere omaggio alla memoria di Girolamo Minervini, Procuratore Generale della Cassazione ucciso a Roma il 18 marzo del 1980 da un gruppo di sei componenti delle BR.

Girolamo Minervini, ucciso dalle B.R. a Roma, appena nominato Direttore Generale degli II.P.P. (attuale Capo DAP)

Lì, dove sono stati tutti questi dirigenti, c'è stata una cerimonia dedicata al Magistrato Minervini, ucciso il giorno dopo che il Presidente del Consiglio Francesco Cossiga gli aveva confermato la nomina a Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena (l’attuale carica di Capo DAP), per intitolargli l’aula magna del Dipartimento, ove è stato posto un busto che lo raffigura, con la partecipazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Una iniziativa anche questa, come la celebrazione della Messa in memoria di Riccardo Palma, voluta da Santi Consolo (ma sarebbe meglio dire “imposta”).

Uno dei retroscena della cerimonia dedicata a Girolamo Minervini, è che il busto, per decenni e fino a qualche settimana fa, era finito in un magazzino nei sotterranei del DAP, tra il materiale da destinare al macero.

Per puro caso, un rappresentante del SAPPE lo ha notato tra i rifiuti. Possiamo testimoniarlo senza ombra di smentita. 

Busto intitolato al Giudice Girolamo Minervini, scoperto nei sotterranei del DAP
Busto del Giudice Girolamo Minervini scoperto nei sotterranei del DAP

Stavolta però, memori degli ostacoli creati (d)al DAP quando il SAPPE ha proposto lo spostamento della lapide ai caduti finita anch’essa nei sotterranei, abbiamo preferito che a “rinvenire” quel busto di Girolamo Minervini, fosse il DAP stesso, sicuri del fatto che solo la sensibilità e l’autorità di Santi Consolo avrebbe reso possibile la riscoperta e la valorizzazione della statua prima che finisse irreparabilmente in qualche discarica.

Il busto di Girolamo Minervini, d’ora in poi, ricorderà a tutti coloro che si recheranno nell’aula magna del DAP, il senso dello Stato e il sacrificio di tanti uomini caduti nell’amministrazione penitenziaria.

A maggior ragione, adesso, è giunto il momento di rendere onore e giusta considerazione anche a tutti quei caduti simbolicamente trascritti sulla lapide relegata di fronte ai cessi, che potrebbe testimoniere gli stessi valori a tutti i futuri corsisti della Scuola di formazione “Giovanni Falcone”.

Ostinarsi a non spostare la vecchia lapide dai sotterranei del DAP alla Scuola "Giovanni Falcone", magari per il solo capriccio di ostacolare una proposta del SAPPE, svuota del tutto di significato anche la cerimonia in onore e alla memoria del sacrificio di Girolamo Minervini e di tutti i caduti dell'amministrazione penitenziaria!

 

Anche il Ministro Orlando si fa prendere in giro dal DAP sulla memoria ai caduti della Polizia Penitenziaria

 

La lapide dei Caduti di fronte ai cessi: quell’ultima piccola firma necessaria da parte del DAP

 

Egregio Dott. Pagano, se un film sui detenuti vale tanto, quanto vale la memoria dei nostri Caduti?

 

Tamburino rende omaggio ai Caduti al piano terra. Ma la vecchia targa sta sempre nel seminterrato di fronte ai cessi...

 

La vecchia targa dei Caduti della Polizia Penitenziaria finisce negli scantinati!

 


Scritto da: Redazione
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n. 2


Purtroppo è acclarato che molti Funzionari di questa Amministrazione non hanno il benchè minimo senso di appartenenza allo Stato, non solo come nel caso della targa Dipartimentale dei caduti del Corpo, ma si può tranquillamente affermare che tale atteggiamento ormai è in uso anche in diverse sedi periferiche. Avendo girato in lungo e in largo l'Italia, ho potuto notare che ancora oggi, ad oltre vent'anni dalla riforma del Corpo e a circa quindici anni dal decreto ministeriale di cambiamento della denominazione del Dicastero della Giustizia con la c.d perdita della "Grazia", diversi Istituti e sedi dell'Amministrazione Penitenziaria, non si è ancora proceduto al cambiamento e comunque all'adeguamento dei simboli che ne indicano e ne identificano una specifica sede o presidio dell''Amministrazione Penitenziaria dello Stato, quasi a voler rimarcare la gestione personalisfica e il solito senso di distacco da quei valori che ne identificano l'appartenenza alla propria Amministrazione, in particolare molto sentito dal personale del Corpo, infatti in diversi Istituti e sedi di questa Amministrazione, continuano ad esistere targhe, lapidi, scritte, simboli o cartellonistiche identificative improprie dell'Istituzione Penitenziaria, con diciture ormai non più in uso da diversi anni, o in alcuni casi i simoli della Repubblica es: la tenuta delle bandiere o degli stemmi di presidio in pessime condizioni o in qualche caso assenti completamente, tanto da indurre qualunque cittadino, che in qualche modo ha a che fare con il settore Penitenziario, ad usare ed identificare la stessa Istituzione ed il suo personale operante, con termini inpropri, non considerandoli appartenenti tra le Amministrazioni dello Stato. Capisco che le risorse sono isigue, ma è veramente naccettabile che con tutti i quattrini che si sono sprecati in tutti questi anni, non siano state trovate risorse finanziarie per l'adeguamento delle targhe dei simboli e in genere proprie dell'Istituzione Penitenziaria. Difatto oggi è possibile e nel contempo incredibile che la stessa Amministrazione esempio: a Roma sia identificata "MINISTERO DELLA GIUS.... mentre a Milano con la "MINISTERO di GRAZIA e GIUST.... oppure CORPO di POLIZIA PEN.... e in altra sede ancora CORPO AA.CC. oppure i simboli della Repubnlica come le Bandiere siano ridotte a semplici brandelli penzolanti, o in altri casi lo stemma ad un ammasso di rughine, il tutto senza che nessuno dei lor signori, si degni di porrervi rimedio!!

Di  L’Ultimo degli Agenti  (inviato il 25/03/2015 @ 16:32:59)


n. 1


A proposito di vittime del Dovere
Scusate tanto se ve lo ricordo (cari della redazione)...non vogliatemene.
Domani desidero leggere l'articolo che ricorda la barbara uccisione del collega Ass.te Capo Luigi Bodenza, in servizio a Catania "Piazza Lanza", ucciso dalla mafia nel 1994.
Cordiali Saluti

Di  Gianni Catania  (inviato il 24/03/2015 @ 19:19:45)




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