Febbraio 2017
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Dove sono finite le donne della Polizia Penitenziaria? (2a puntata)


Polizia Penitenziaria - Dove sono finite le donne della Polizia Penitenziaria? (2a puntata)

Notizia del 15/09/2011

in Houston abbiamo un problema

(Letto 7007 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Il mio amico commissario capo (mancato) Ultimo – in graduatoria – è seriamente preoccupato perché nonostante il regolamento di servizio ne faccia espresso divieto, lui imperterrito continua a far montare gli uomini della polizia penitenziaria, nella sezione femminile, al posto delle colleghe, in quanto molto rare da quelle parti.

C’è quella che allatta e deve fare un certo tipo d’orario, c’è quella che è rimasta incinta e deve partorire e dopo la nascita avrà l’allattamento e altra aspettativa; ci sono quelle con familiari handicappati a carico che fruiscono dei permessi Legge 104, e del famoso art.42 che ti permette di assentarti per mesi (due anni in totale per assistere l’handicappato), non possono fare notti e massimo smontano alle ore 22; poi ci sono quelli che hanno figli minori di tre anni e quelle che hanno figli minori di 12 anni; ci sono quelle separate (situazioni monoparentali) con i figli affidati e godono di orari agevolati e quelle che sono separate ma devono fare le ferie con i figli in quel dato mese e in quel dato periodo; ci sono anche le colleghe sindacaliste che fanno attività sindacale e fruiscono dei permessi sindacali per attività e su convocazione; in mezzo a queste ce ne sono due o tre che studiano: vogliamo negare loro i sacrosanti permessi studio?

Che dire poi di quelle che si ammalano per il continuo logorio a cui sono sottoposte a causa delle assenze delle altre? Capita, quando devono fare tutti i tipi di orario che le altre, cui la legge da loro la facoltà di fruire i vari diritti, non possono fare.

Ma questa non vuole essere una filippica contro le assenze dal servizio (che oggi fanno schizzare la famosa percentuale dell’allora 33% a oltre il 40 e talvolta al 50% - ma questo ai nostri dirigenti del DAP non l’hanno ancora spiegato) ma una impietosa fotografia dello stato attuale di alcune sezioni femminili, cui per sopperire alla mancanza di donne, si mettono necessariamente gli uomini, con tutti i rischi che si corrono; rischi che possono essere di due tipi:

1) l’approccio sessuale da parte delle detenute nei confronti dei colleghi, ovvero la provocazione finalizzata a...

2) la menzogna o la calunnia finalizzata ad un trasferimento, inventandosi eventuali avances da parte dei colleghi o approcci e palpeggiamenti.

E’ vero, sono solo ipotesi... ma il mio amico commissario capo (mancato grazie alle promesse non mantenute di Alfano e di Ionta) è molto preoccupato perché dice lui si tratta pur sempre di donne detenute, talvolta carine ed esotiche, e mettere "u focu vicinu a pagghia" è comunque molto pericoloso.

Nonostante le grida di allarme, non arrivano donne poliziotte a sanare queste situazioni. Allora il mio amico commissario capo mancato (che aveva comprato persino la torre per appendersela sulla divisa………) si chiede nuovamente: ma dove sono andate a finire le donne della polizia penitenziaria, specie quelle belle da calendario... al DAP? Ai vari PRAP? All’USPEV? Al GOM? Nelle anticamere degli uffici dirigenziali del DAP? Basterebbe fare un giro di telefonate per scoprire istituti dove, in assenza della sezione femminile, vi prestano servizio decine di donne nei posti più svariati: spaccio, segreteria, conti correnti, colloqui ecc. mentre in carceri affollate di detenute, il personale femminile, causa anche la fruizione dei sacrosanti diritti, è talmente scarso che vi devono prestare servizio i maschi!!!

Allora da buon vecchio capo indiano, sperando che gli addetti all’ufficio stampa di Ionta gli portino questo articolo sulla scrivania, gli chiedo un atto di coraggio: faccia un serio censimento per capire dove sono finite le donne della polizia penitenziaria, specie quelle da copertina patinata (che si sono subito accasate al DAP), si chieda il perché di alcuni distacchi o trasferimenti, e dopo le mandi senza indugio a prestare servizio nelle sezioni femminili, non permettendo che onesti Commissari, Ispettori di sorveglianza, coordinatori di sezione e assistenti capo, pur di tirare avanti la carretta possano essere travolti da un eventuale o possibile scandalo. Non si lamenti poi con il sindacato se qualcuno presenta una o più interrogazioni parlamentari o se la notizia venisse pubblicata su giornalacci comunisti come IL FATTO QUOTIDIANO .

Sono sicuro che verrò accusato di misoginia da parte delle mie colleghe donne, o di fare articoli di basso profilo demagogico, poiché in questo triste momento politico dire la verità equivale a mettersi contro i poteri forti. Presidente prenda le donne addette all’ufficio stampa o quelle che addolciscono con la loro presenza le anticamere degli uffici dirigenziali del DAP e le mandi in prima linea nelle carceri. AUGH!

Leggi anche: Ma dove sono finite le donne della Polizia Penitenziaria? (prima puntata)


Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


Sono tutte ammalate.

Di  Raffaele  (inviato il 13/04/2013 @ 23:41:56)


n. 8


Sono venuto a conoscenza, che, nell'Istituo di bari,(sezione femminile)x mancanza di colleghe,addirittura il Vice Comandante(il suo grado e Comissario) presta alcune volte srvizio,al reparto femminile..Le donne dove sono?? in malattia, xkè la maggior parte di loro sono impiegate al Prap.Il loro ruolo al Prap?? bè,bisogna chiederlo al famoso ROBIN HOOD di Trani, ho quantomeno al Sig.Provveditore..Bisogna che il NOSTRO Sindacato, intervenga al più presto, su questa delicatissima situazione nell'istituto di Bari..Ci sono DONNE della Pol.Pen. di Bari che sono ormai logore..mentre le altre fanno le belle statuine al Prap..Per favore aiutatele..

Di  pablo  (inviato il 26/09/2011 @ 18:25:17)


n. 7


cara julia non è importante dove faccio servizio l'importante è che io grazie ad una fitta ragnatela di amicizie sia informato di cosa accade nei penitenziari. Detto questo ti capisco quando dici "hanno fatto bene le tue colleghe" ma hanno fatto male i nostri dirigenti a permette che tu andassi a venezia con tutti i problemi che hai detto mentre le tue colleghe abbelliscono le anticamere del DAP. E' questa la vergogna vera. Ionta rifletta su questo e agisca............forse.

Di  nuvola rossa  (inviato il 25/09/2011 @ 21:04:03)


n. 6


caro Nuvola Rossa non ho capito in quale istituto fai servizio,posso assicurarti cmq ke molte,moltissime donne della pol pen,sono costrette a lasciare i propri figli di poki mesi e trasferirsi lontano per via di assegnazioni fatte (mi permetto) a cavolo! oppure peggio,come ad esempio la sottoscritta,a traslocare a 600 km da casa con una bambina di 6 mesi,constringendo il proprio compagno a lasciare il lavoro al sud e stare qui senza possibilità di lavorare cn conseguenze economiche nn indifferenti e varie altre problematike.xkè?........xkè altre colleghe mie pari corso,senza famiglia e senza responsabilità devono stare comodamente a Roma distaccate x nessun motivo.allora io dico BRAVE alle colleghe che riescono a rimanere a casa x anni dopo la maternità!Se la nostra amministrazione non ci riconosce i diritti di avere un buon tenore di vita.....FANNO BENE LE COLLEGHE A RIMANERE IL PIU' POSSIBILE IN ASTENSIONE!!!!!sono stata scema io ke nn l'ho fatto e ora mi ritrovo a Venezia con una bimba,un compagno disoccupato,a fare la fame!!!Saluti da una collega Incaxxata : - )

Di  JULIA  (inviato il 23/09/2011 @ 19:27:09)


n. 5


ma quali clientele!!! per stare al DAP ci vuole tanta professionalità ed, ovviamente, tanti chili di "SOPPRESSATE".

Di  Calabria Esaurita  (inviato il 17/09/2011 @ 19:25:57)


n. 4


...clientele, si chiamano clientele!!!

Di  James  (inviato il 16/09/2011 @ 19:11:55)


n. 3


Probabilmente l'inserimento ed il rispetto di regole a prima lettura scontate scontate potrebbero invece in qualche modo contrastare, se non ricolvere, il problema.
Una, per esempio, rendere obbligatorio per una misura minima (ad esempio) di 3 anni il servizio in istituto, questo indistantemente per uomii e donne...agenti e commisari.
Questo perchè, purtroppo, in molti approfittano (non so se a torto o a ragione) della prima occasoine utile per poter ovviare a quello che è invece il motivo cardine del nostro arruolamento, ovvero la vigilanza del detenuto.
Ma, nelle strutture dipartimentali soprattutto (mi spiace dirlo), si assiste ad una piuttosto assidua frequentazione di colleghi/e che han poca o nulla esperienza in istituto.
Questo sito è gestito da un sindacato molto rappresentativo...ragion per la quale cihederei ai dirigenti stessi del predetto...perchè non vagliare l'ipotesi di un Censimento operativo?
Ovvero, poter valutare perchè le motivazioni dei distacchi dei colleghi presso le varie segreterie ed anticamere dipartimentali e dei prap...e valutare altresì la sussistenza e l'importanza delle motivazioni stesse.
Lo so che è come combattere quasi i mulini a vento ma,fermo restando la necessità di luogo, perchè (esempio) un collega con qualche mese di servizio deve per forza essere distaccato al dap..e non andare a rionforzare le fila di regina coeli?
E questo vale anche(e soprattutto) per quei funzionari che han subito ovviato alla loro "funzione", accontentandosi di far da filtro alle segreterie dirigenziali, piuttosto che dare il proprio contributo e spendere la preparazione acquisita nei posti in prima linea.
Poi, mi spiadce dirlo, diventa sin troppo semplice criticare gli atteggiamenti delle periferie,dove (forsee giustamente) si latita inu formalismi...ma a quelle latitudini han purtroppo a che fare con quel problema (le gestione del detenuto) che non abbiam sempre cercato di evitare.
Saluti

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2011 @ 14:45:47)


n. 2


Fermo restando le responsanbilita' del capo del DAP , qui bisogna anche chiederci : ma il Vice capo , i dirigenti dei vari uffici , tra cui quello del personale , etc etc , non vedono , non sanno , quante donne ci sono nel Lazio e quante in Piemonte ?
Non sanno quando le colleghe escono dalle scuole , quali istituti sono carenti per i servizi minimi istituzionali di personale femminile , e quale invece e' in esubero ?
E i Provveditori Regionali , non possono fare un censimento , e verificare quante aliquote di unita' femminili sono disperse negli uffici ?
Basterebbe poco , come dice Nuvola Rossa , ci vuole
" CORAGGIO " . il coraggio , che molte volte per non diventare "nazional impopolari" , non si ha.
Non voglio sembrare alle mie colleghe , un maschilista accanito , sono stato uno tra i primi a lottare per la pari opportunita' negli istituti , ma quando si sentono queste cose , non si puo' non esternare sdegno e preoccupazione .
Cari Dirigenti del DAP fate una seria e attenta verifica sul personale di Polizia Penitenziaria assegnato , ed evitiamo che i colleghi uomini prestino servizo nelle sezioni femminili ..

Di  sappone  (inviato il 16/09/2011 @ 11:37:01)


n. 1


Una regione a caso, ad esempio il Piemonte dove ci sono tante colleghe in Istituti maschili.Li possiamo usare come bomboniere da soprammobile.
Attenzione fragili.

Di  Franco  (inviato il 15/09/2011 @ 22:23:12)




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