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... e intanto nelle carceri aumentano gli eventi critici


Polizia Penitenziaria - ... e intanto nelle carceri aumentano gli eventi critici

Notizia del 31/10/2017

in L''Osservatorio Politico

(Letto 2937 volte)

Scritto da: Giovanni Battista Durante

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Quello che abbiamo scritto negli ultimi mesi sulla situazione dell’amministrazione penitenziaria e delle carceri in generale trova sempre più conferme, giorno dopo giorno. Gli eventi critici non accennano a diminuire, anzi, sono sempre più drammatici. Erano tanti anni che in carcere non si verificava un omicidio. Nei giorni scorsi è avvenuto anche questo: un detenuto ha ucciso il compagno di cella nel carcere di San Gimignano.

A seguito di un violento litigio tra due detenuti romeni uno ha ammazzato l’altro, usando uno sgabello di legno con il quale ha colpito più volte il compagno di cella. Il detenuto ucciso era un ergastolano in carcere per omicidio. « Nel carcere di San Gimignano - ha dichiarato il Garante dei detenuti della Toscana - che è classificato ad alta sicurezza, non c’è un direttore: è la direttrice di Grosseto che copre anche questa funzione recandosi presso la struttura un paio di volte a settimana. E’ una situazione che ho denunciato più volte e non è isolata. A Sollicciano è lo stesso, c’è un direttore a mezzo servizio, per così dire, che da Parma viene a Firenze». Il garante precisa ancora che nel carcere di Livorno era già successo un fatto simile, fortunatamente senza morti, e punta il dito contro l’utilizzo degli sgabelli che per le loro caratteristiche possono essere usati come armi improprie. Tra l’altro - aggiunge - la Toscana è stata senza un provveditore ad hoc per molto tempo. Nulla di nuovo, per noi, potremmo dire. Sono cose che denunciamo da anni e che accomunano ormai tutte le regioni d’Italia. Tanto per fare qualche esempio, manca un provveditore titolare in Calabria e in Emilia Romagna, mancano direttori titolari di sede in tanti istituti, mentre al Dipartimento ce ne sono in esubero, ci sono addirittura istituti dove manca il comandante di reparto. E non ci sono solo gli sgabelli ad essere pericolosi nelle celle; ci sono, per esempio, le bombolette di gas, quelle da campeggio, che i detenuti usano per cucinare e scaldare cibi e bevande. Alcuni di loro, i tossicodipendenti, le usano per inalare il gas come sostitutivo della droga, per provare un po’ di sballo, ma a volte, soprattutto quando infilano la testa nella busta di plastica, per aumentare l’effetto, perdono i sensi e anche la vita. Lo abbiamo denunciato tante volte, ma non interessa a nessuno. Nelle carceri entra droga, ma l’amministrazione non ha ancora provveduto, a ventidue anni di distanza dalla previsione normativa delle unità cinofile (d.P.R. 395/95), ad attivarle almeno in tutte le regioni; i telefoni cellulari si trovano nelle celle come nei negozi di telefonia, nel carcere di Verona ne sono stati trovati 30 in pochissimo tempo, ma nessuno ha mai assunto iniziative concrete per schermare gli istituti, ovvero per acquistare gli strumenti per la ricerca degli stessi. I detenuti evadono e il ministro dichiara che, comunque, la Polizia Penitenziaria li riprende subito. Quindi, si potrebbe dedurre che l’evasione, dal carcere o dal permesso, non sarebbe un grosso problema. Forse è per questo che non si investe in sistemi di sicurezza: videocamere, impianti antintrusione e antiscavalcamento, ecc.

Una seria riflessione bisognerebbe farla anche sulle modalità di concessione dei benefici penitenziari e sui soggetti da ammettere a fruirne. Com’è possibile, si sono interrogati molti cittadini, concedere la possibilità a un ergastolano di lasciare il carcere per recarsi tutti i giorni in treno a lavorare presso la Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte? La legge lo consente, risponderebbero gli addetti ai lavori. Certo, la legge lo consente, ma forse una valutazione più attenta sulla pericolosità del soggetto consentirebbe di escluderlo.

Poteva lavorare ugualmente, ma sotto il controllo della Polizia Penitenziaria.

A lavorare alla scuola di Cairo Montenotte poteva andarci un detenuto meno pericoloso, magari con pochi anni da scontare. Molto probabilmente non sarebbe scappato.

A settembre abbiamo incontrato il Ministro Orlando, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali, il quale ha detto nel suo intervento che si sarebbe impegnato a ripristinare corrette relazioni, anche al fine di capire che cosa non avesse funzionato nell’applicazione, corretta, delle direttive politiche. Il problema, in realtà, non è la corretta applicazione delle direttive politiche, ma le direttive stesse che sono sbagliate. Lo abbiamo detto più volte: rendere le carceri più umane e più vivibili, fare stare meglio i detenuti, non vuol dire smantellare il sistema di sicurezza delle carceri stesse e delegittimare completamente la Polizia Penitenziaria. Far stare bene i detenuti non vuol dire solo aprire le celle e lasciarli liberi e indisturbati, ma farli lavorare, fargli svolgere attività formative, affinché, una volta usciti dal carcere, possano intraprendere un percorso di vita diverso; laddove è possibile, ovviamente, considerato che alcuni di essi, appartenenti alla criminalità organizzata ed altri, non potranno mai essere recuperati.

 


Scritto da: Giovanni Battista Durante
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Commenti Commenti dei lettori

n. 16


Pian piano stanno levando tutto.
Il problema e' che levano sempre ai poveri oppure agli onesti,per dare a chi!!! ???.
Credere nella divisa significa non mollare.
Non credo che nelle altre nazioni europee ci sia lo stesso sistema come il nostro.
Allora non capisco perche' noi Italiani non veniamo calcolati allo stesso modo degli altri Europei?
Stesso stipendio,stesse pensioni dei Poliziotti Europei,stessi diritti,perche' di questo non si parla mai??? Se siamo tutti uguali perche' non sono uguali anche i diritti,oppure noi Italiani in europa serviamo solo per pagare.
Questo e' il mio punto di vista.

Di  Sindacalista  (inviato il 01/11/2017 @ 15:41:36)


n. 15


Hanno ammazzato pure la befana figurarsi per il contratto ,

Di  Anonimo  (inviato il 01/11/2017 @ 12:05:25)


n. 14


Piermattia mi consenta qualche domanda .
Cosa pensa della legge sull'effettiva , del riordino , del rinnovo contrattuale, dei pensionati sovrintendenti 2002 .
Le pongo queste domande ritenendo lei sia la giusta persona alle domande
La saluto con cordialità.

Di  Cremona  (inviato il 01/11/2017 @ 09:46:56)


n. 13


Preparatevi arriva la legge sull'effettiva per diversamente liberi .
La domanda è chi dovrà vigilare

Di  Anonimo  (inviato il 01/11/2017 @ 09:00:36)


n. 12


Se avete coraggio perché non segnalate al vostro sindaco la mancanza di direttore comandanti commissario e segnalare anche ogni l'uso della macchina con autista al seguito in servizio taxi dei direttori

Di   (inviato il 31/10/2017 @ 18:48:45)


n. 11


Piermattia :
Allora parla e scrivi che vogliamo leggere.
Quello e' un vecchio proverbio,ora si vogliono le novita'.
Che consigli tu per risolvere i problemi al di fuori di una tastiera e telefonino?

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 18:08:28)


n. 10


Anonimo n°9 Dico questo, non ce miglior sordo di chi non vuol sentire, ma ce di piu, spesso chi non vuol sentire, ne vuol parlare.

Di  Piermattia  (inviato il 31/10/2017 @ 17:28:48)


n. 9


Per il commento sette.
Allora perchè non scrivete invece di lamentarvi ?
Si scrive ,si segnala tutto quello che non va ! ,oppure aspettate che scrivano gli altri come di prassi.
Le cose che non vanno si segnalano e si denunciano.

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 16:21:50)


n. 8


Per Piermattia.
Cosa proponi tu per eliminare i problemi?
Elenca se vuoi e puoi le tue soluzioni,la critica è bella ,ma deve essere anche costruttiva ..
Dai su che vogliamo leggere le tue soluzioni.

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 16:07:40)


n. 7


ottime osservazioni ...talmente ottime che conosco posti dove manca ...direttore...vice direttore ..comandante...vice comandante ....praticamente "CARCERI IN AUTOGESTIONE"

Di  momo  (inviato il 31/10/2017 @ 13:39:15)


n. 6


Che ne sanno, di eventi critici, i tanti dirigenti e i tanti appartenenti, alla Polizia Penitenziaria, che fanno servizio lontano dalle galere. Per tutti questi, l'evento critico, e non trovare parcheggio, tutto il resto e noia.

Di  Piermattia  (inviato il 31/10/2017 @ 12:50:50)


n. 5


Intanto nella concessione dei benefici dovrebbe esserci un deterrente.
Mi spiego.
Se sei beneficiario di un determinato beneficio e contravvieni alle regole, la misura deterrente oltre alla revoca del beneficio dovrebbe essere la preclusione ad ogni beneficio futuro, inoltre si dovrebbe determinare la preclusione all'accesso ai benefici come la riduzione di pena, i famosi 45 gg a semestre oltre al totale azzeramento di quelli già maturati.

Di  PASQUINO  (inviato il 31/10/2017 @ 12:19:06)


n. 4


Può darsi che esuli dal contesto dell'articolo ma una riflessione mi sorge spontanea notando che il sistema penitenziario è incentrato tutto intorno al benessere del detenuto. Ma è normale una cosa del genere? Ed al benessere dei colleghi chi ci pensa?

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 12:07:59)


n. 3


Leggendo questo articolo, i cui contenuti condivido in pieno anche perché in gran parte sono dati oggettivi, sorge spontanea qualche domanda. In una situazione tale qual è stato il peso specifico delle OO.SS.? L'aumento esponenziale degli eventi critici comporta anche minor sicurezza per noi Poliziotti Penitenziari; quindi mi chiedo cosa hanno fatto in concreto (ripeto: in concreto) le OO.SS. per cambiare questa improvvida inerzia? Lanciare il solito comunicato stampa in cui si sottolinea che vi è una cronica carenza di organico e che l'adozione della vigilanza dinamica e del regime aperto sono sbagliate, non credo porti risultati, se non quello di dare visibilità a chi pronuncia tali affermazioni. Lo so, sono molto critico nei confronti delle OO.SS., ma la delusione che ho provato soprattutto negli ultimi anni nel vedere come esse si siano trasformate da associazioni di difesa dei lavoratori a gestori di potere (vedasi quello che succede in tema di trasferimenti, distacchi, concorsi interni ecc.) è enorme. Adesso qualcuno dirà che le critiche sono utili solo se sono costruttive, ma francamente penso che tale affermazione nasconda solo il tentativo di non affrontare le macroscopiche magagne che il sistema sindacale ci mostra quotidianamente. D'altro canto la lenta ma costante emorragia di iscritti credo che corrobori in maniera esaustiva le mie affermazioni. In tema di rappresentanza la credibilità è un elemento fondamentale e le OO.SS. - purtroppo - da questo punto di vista hanno peccato molto. Vedere che chi dovrebbe difenderti spesso non svolge servizio negli Istituti Penitenziari da molti anni, godendo di distacchi e permessi sindacali, notare che non vi è alcuna differenza estetica tra sindacalisti e parte pubblica quando si incontrano nelle contrattazioni, constatare che ai vertici delle OO.SS. tutti appartengono ai ruoli apicali della Polizia Penitenziaria, è onestamente sconfortante per chi sta quotidianamente in uniforme all'interno delle sezioni e non fa che aumentare le distanze tra rappresentati e rappresentanti. Ritengo che per recuperare un minimo di attendibilità sia necessaria da parte delle OO.SS. una profonda riflessione e una seria autocritica.

Di  Tony  (inviato il 31/10/2017 @ 10:03:43)


n. 2


Signor Giovanni Battista Durante è inammissibile la mancanza di direttori titolari di alcuni istituti penitenziari, e risaputo che un direttore che si reca in altri istituti per fare il supplente c'è un costo non indifferente tra auto di servizio agente di polizia penitenziaria inpiegati da autista direttore .
Il ministro già da subito dovrebbe assegnare direttori in pianta stabile negli istituti penitenziari , quanti saranno i dirigenti direttori che non prestano servizio in istituti penitenziari che di sicuro sono così tanti che se impiegati da direttori istituti penitenziari si potrebbe avere sia direttore e vice direttore .

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 08:56:39)


n. 1


Ottimo resoconto. Voglio aggiungere che la percentuale di detenuti recuperati è molto bassa e possibile che ancora quei poveri illusi di educatori con tutta la loro enturage non se ne sia reso conto? Il detenuto deve espiare la sua pena in maniera concreta ripagando il danno sociale che ha creato anche lavorando ma senza percepire nulla!

Di  Anonimo  (inviato il 31/10/2017 @ 08:36:30)




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