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E se davvero arrivasse Brubaker a capo del Dap ?


Polizia Penitenziaria - E se davvero arrivasse Brubaker a capo del Dap ?

Notizia del 24/08/2014

in Buone notizie

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Scritto da: Redazione

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Sul quotidiano Il Manifesto del 21 agosto 2014 Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, scrive un articolo dedicato alla nomina del nuovo Capo del Dap, posto vacante da metà maggio allorquando il Ministro Orlando ha revocato l'incarico a Giovanni Tamburino.

Giovanni Tamburino fu nominato da un Governo di emergenza nazionale, presieduto da Mario Monti e con Paola Sverino Ministro della Giustizia. Un Governo di tecnici che, evidentemente, pensò bene di mettere "un tecnico" a capo dell'amministrazione penitenziaria.

I risultati della gestione Tamburino sono stati sotto gli occhi e le orecchie di tutti.

 

Pare che 29 agosto il Governo nominerà il nuovo capo dell'amministrazione penitenziaria. Ci piacerebbe che abbia il coraggio di non essere solo un funzionario pubblico come Robert Redford nel famoso film.

Pare che 29 agosto il Governo nominerà il nuovo capo dell'amministrazione penitenziaria nota ai più come Dap. Non è una nomina di secondo piano. Nelle sue mani vi è il destino di circa 500 mila persone, tra detenuti, poliziotti, operatori vari e i loro familiari.

Dalla sua capacità, dalla sua autorevolezza morale e dalle sue idee dipenderà il modello di pena riservato ai 54 mila detenuti ristretti nelle nostre prigioni e alle decine di migliaia di persone attualmente in esecuzione penale esterna. Il capo Dap è trattato, finanche ai fini previdenziali, alla pari del capo della Polizia.

Si usa la parola capo non a caso. Non è un dirigente come tutti gli altri. È uno dei vertici del sistema pubblico italiano. Si capisce come il ruolo attragga molti. Da tre mesi, ovvero da quando a fine maggio l'Italia si è presentata davanti al comitato del Consiglio d'Europa che controlla l'esecuzione delle sentenze dalla Corte Europea dei diritti Umani per rendere conto di quanto fatto dopo essere stata condannata per la situazione delle proprie carceri, il seggio è vacante.

L'attenzione pubblica intorno al tema penitenziario, un tema di difficile digestione da parte dei media e delle forze politiche, è stata crescente tra il 2011 e il 2014. I messaggi di Giorgio Napolitano e gli scioperi della fame e della sete di Marco Pannella, a cui va un saluto riconoscente, sono stati importanti. Da qualche mese l'attenzione è scemata. Di carcere si parla poco, molto poco. Qualche giorno fa una deputata del Partito democratico ha denunciato nefandezze, umiliazioni e prevaricazioni da lei viste nel carcere di Rossano in Calabria.

Quel racconto di persone costrette a vivere in isolamento tra i loro escrementi avrebbe meritato ben diversa esposizione mediatica. Dalla periferia penitenziaria italica arrivano segnali non proprio rassicuranti. Pratiche poco rispettose dei diritti umani trovano terreno fertile là dove non c'è una direzione forte e ostinata in senso contrario, ovvero nel senso della costruzione di una pena pienamente rispettosa della dignità umana.

L'Italia sarà ancora un anno sotto la supervisione degli organismi giurisdizionali europei. Un anno nel quale, in fretta, bisognerà definitivamente cestinare antiche e consolidate prassi custodiali fortemente lesive dei diritti fondamentali della persona detenuta. Nei mesi precedenti alla decisione del Consiglio d'Europa lo si è iniziato a fare (si pensi alla decisione di superare la pratica medievale di lasciare i detenuti chiusi nelle celle fino a 20-22 ore al giorno) e si è anche avviato un percorso di trasparenza nei dati.

Un ruolo decisivo lo ha avuto il nostro Mauro Palma nella sua doppia funzione di presidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell'esecuzione penale e di consigliere del Ministro della Giustizia. È indubbio che senza il suo contributo l'Italia avrebbe subito ben altra sorte a Strasburgo. Sarebbero probabilmente piovute condanne per il passato e si sarebbe consolidata sfiducia per il futuro.

Come detto, tra qualche giorno dopo mesi di vacatio saranno nominati i vertici del Dap. Il primo messaggio che vorremmo arrivasse dal nuovo futuro capo dell'amministrazione penitenziaria deve essere quello diretto a bandire del tutto la violenza fisica e psichica dalla vita reclusa. Va ridisegnato in altri termini il rapporto tra custodi e custoditi, oggi non sempre all'insegna della legalità. Chi ha costruito o avallato il modello Rossano deve subirne le conseguenze. Chi viceversa ha creduto in un modello legale e umanocentrico deve essere pubblicamente sostenuto.
Robert Redford in Brubaker, film di Stuart Rosenberg del lontano 1980, racconta una storia realmente accaduta negli anni sessanta del secolo scorso in Arkansas. Il criminologo Thomas Murton per riformare il sistema carcerario dello Stato si finse detenuto. Così scoprì una quotidianità fatta di violenze, vessazioni, soprusi e spie. Pochi mesi fa il nuovo capo delle carceri del Colorado, Rick Raemisch, si è fatto rinchiudere per quasi un giorno intero in una cella di isolamento per poi raccontare al mondo la crudele disumanità del trattamento subito.

Ci piacerebbe che il prossimo capo Dap abbia il coraggio di non essere solo un funzionario pubblico. Vorremmo che sappia di cosa si parla quando si usano termini come sbobba, superiore, domandina, camosci e girachiavi in modo da non iniziare da zero una scalata di conoscenze. Vorremmo un capo Dap che parli la lingua della legalità, della dignità e della nonviolenza. Il trattamento dei detenuti di mafia o sottoposti al regime di cui all'articolo 41-bis - circa 700 rispetto ai 54 mila totali - non è una scusa per nominare un giudice, e ancor più un pm, ai vertici dell'amministrazione.

Siamo arrivati alle condanne europee a causa di un sistema che ha fallito nei suoi obiettivi costituzionali. Una responsabilità che è anche esito di un modello gestionale nel quale le correnti della magistratura hanno trattato la questione penitenziaria come un posto di potere piuttosto che un problema da risolvere. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha finora usato un linguaggio fortunatamente distante da quello intollerante e violento di alcuni suoi predecessori. Ha usato parole chiare per spiegare quale debba essere il senso della pena in una società democratica. Ci auguriamo che si sia preso questi mesi di tempo, lasciando il sistema penitenziario privo di testa, per fronteggiare le pressioni di chi pretendeva ruoli di vertice al Dap in continuità con il passato. Se così non fosse sarebbe l'ennesima occasione persa.

Il Manifesto - 21 agosto 2014

 

Tutto sommato, nonostante le divergenze che ci sono sempre state con Antigone, ci sentiamo di condividere i contenuti dell'articolo di Gonnella. Effettivamente, dopo tanta approssimazione, il Dap avrebbe proprio bisogno della guida di un Manager, di una persona esperta di organizzazione ed amminstrazione e, soprattutto, di una persona che il carcere lo conosca bene.

Questa persona non deve essere necessariamente un Magistratato ne, tantomeno, un dirigente dell'amministrazione penitenziaria.

L'articolo di Gonnella potrebbe essere anche un endorsement per Mauro Palma. Ebbene se così fosse, strano ma vero, ci sentiamo di condividere anche questo. Dopo tanti anni di pressappochismo, dopo tanti anni di abbandono per il Corpo di Polizia Penitenziaria, ben venga un uomo illuminato qual'è il Professor Mauro Palma.

Un uomo illuminato che, pur da una posizione terza di garanzia, ha sempre dimostrato di avere un profondo rispetto, oltre che per i detenuti, anche per le persone che lavorano nel carcere, in particolar modo per la Polizia Penitenziaria.

Chissà che non possa essere proprio lui L'Uomo della Provvidenza che restituirà dignità al nostro Corpo.

Proprio Lui che ha più volte scritto e dichiarato che "... la dignità delle condizioni di detenzione passa innanzitutto attraverso la dignità ed il benessere del personale che in carcere ci lavora."

 

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 16


Che ne pensate invece di Bruno Vespa con il plastico del DAP tanto uno vale l'altro !!!!!!

Di  Anonimo  (inviato il 31/08/2014 @ 22:56:16)


n. 15


Cosa ne pensate del giudice calabrese Nicola Gratteri. Al DAP lo temono, figurarsi al Ministero, dal tempo dei tempi. E' un grande uomo impregnato da molti anni nella lotta alla n'drangheta. Anni fa ho avuto l'onore di conoscerlo in un convegno alla Scuola di Portici nel corso che stavo frequentando. Del suo modo di parlare e soprattutto di operare vi assicuro che ci si più innamorare, soprattutto ti fa venire nuovamente la voglia di rimboccarsi le maniche.
Lo spero da anni, ma non credo che si metteranno dentro uno al quale i soldi non interessano tanto e che vive una vita impossibile per via della scorta che non lo lascia nemmeno un minuto.
p.s. il dott. Gratteri è un uomo di altri tempi legato fortemente al meridione, annessa la terra che adora e che coltiva anche con le sue mani.
Spero di leggere prima o poi la sua nomina...ma forse mi illudo ancora che ciò sia possibile. Spero di andare in pensione prima possibile


Di  Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da Glo  (inviato il 30/08/2014 @ 11:06:52)


n. 14


Cosa non avrei pagato x vedere la culla a capo dap con carta bianca.altro che donare il sangue.

Di  e io pago  (inviato il 27/08/2014 @ 15:21:06)


n. 13


Parlate, fate commenti, ma cosa volete commentare, fatela finita di scarabocchiarvi addosso, non serve a nulla.
Concordo con Antonio, vengono solo a prendere la poltrona (250.000 euro + bonus) alla faccia nostra e del Corpo della Polizia Penitenziaria.
Nuovo Capo....ma Capo di chi. Rispondo pure al N.7 "SCELTO FRA I TANTI POLIZIOTTI PENITENZIARI", Quali? spiegami chi sono questi "Poliziotti", ho 30 anni di servizio, io non'è vedo.

Di  toni  (inviato il 27/08/2014 @ 14:29:48)


n. 12


MA QUALE CAPO DAP, MA CHE SE NE STIANO A CASA...ABBIAMO BISOGNO DI DIVISE..SCARPE...CAMICIE...AUTO..E STRAORDINARI PAGATI, CHE VENGONO A FARE STI MAGNONI SCALDE POLTRONE.
ALTRO CHE CAPO, CI VUOLE LA CAPA.

Di  ANTONIO  (inviato il 27/08/2014 @ 07:51:22)


n. 11


Alla cortese attenzione della redazione: premesso che nel precedente intervento non ho menzionato nessun nome su chi dovrebbe essere nominato a capo del dap sulla questione pensioni va riconosciuto il sinergico intervento di tutte le O.S. Io il 27 ci sarò come sempre però sulla questione del contratto ti invito a leggere l'autorevole intervista rilasciata dal dottor Capece

Di  Roberto  (inviato il 26/08/2014 @ 11:40:18)


n. 10


Fare i nomi spetta al ministro ci sono tanti dirigenti poi ognuno di noi può tifare x uno ho x un altro voglio solo ricordarvi che il ministro Maroni nominò allora questore di Roma a capo della polizia.se c'è un dirigente valido e io credo che qualcuno ci si ho no che caz. ......altrimenti x quale ca. ...di motivo vi siete arruolati nella pol. Pen se sputate sempre addosso ho pensate se si riesce ha passare sotto gli interni andate a fare i celerini sempre in galera si sta e ci comanda uno che non conosce la nostra storia.un consiglio se avete le scarpe strette andate a fare i netturbini ho i bidelli.

Di  gio'  (inviato il 26/08/2014 @ 10:40:30)


n. 9


Certo che ci vuol coraggio a paragonare le carceri italiane a quelle rappresentate nel film. Ciò che mi fa arrabbiare è il fatto che tutti questi professori che si improvvisano esperti, paladini dei diritti dei detenuti, prima si indignano poi nulla fanno quando nelle carceri italiane non ci sono i soldi per comprare le lampadine delle celle, o peggio ancora quando le asl si dimenticano che i detenuti vanno curati a spese del servizio sanitario nazionale. Controlli, meglio, si faccia dire a quanto ammontano i tagli operati al sistema penitenziario italiano negli ultimi dieci anni; dopo confronti quel dato con la crescita della popolazione detenuta. Al presidente di antigone chiedo di venire in piazza con il sappe, protesti al fianco degli agenti; ma gli chiedo anche di indicarci come fare a respingere le aggressioni che quotidianamente si consumano ai danni di noi agenti. Se si continua così qualcuno penserà che i buoni siano dentro ed i cattivi fuori. LEGALITA’ E RISPETTO DELLE REGOLE PER TUTTI, MA DICO TUTTI, senza buonismi ipocriti. Presidente GONNELLA, bussi alla porta di qualcuno, non si limiti a scrivere articoli, noi padri, madri ed onesti POLIZIOTTI siamo stanchi delle parole.

Di  Anonimo  (inviato il 26/08/2014 @ 10:10:40)


n. 8


x gio' fai qualche nome grazie

Di  ortega  (inviato il 25/08/2014 @ 21:46:11)


n. 7


tra le nomination per il nuovo capo Dap: il Dr GONNELLA PATRIZIO ---- CONOSCITORE DEL CARCERE E DELLA POLIZIA PENITENZIARIA.
NON DIMENTICHIAMO CHE IN PASSATO è STATO DIRETTORE A TORINO E A PISA.
è ANCHE GIUNTO IL MOMENTO CHE SI PROVVEDA AD ISTITUIRE IL CAPO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA SCELTO FRA I TANTI POLIZIOTTI PENITENZIARI CHE OGGI INDOSSANO LA NOSTRA BELLA DIVISA.
ENRICO FRUNCILLO

Di  Anonimo  (inviato il 25/08/2014 @ 19:13:57)


n. 6


X redazione.e x qualcuno che è ancora convinto che si passa alle dipendenze degli Interni.si vede che siete saliti sul carro dei vincitori se vincitori saranno.secondo il mio modesto pensiero io credo che è giunto il momento di un capo dap preso all'interno Dell ammirazione .come avviene in tutte le altre amministrazioni di polizia.altrimenti saremo sempre ne pesce e ne carne.basta con questi esterni che non concludo mai niente.

Di  gio'  (inviato il 25/08/2014 @ 10:16:51)


n. 5


Ancora con il capo Dap ? Ma basta ha noi serve un Capo della Polizia facciamola finita e passiamo dove dobbiamo stare un saluto a tutti

Di  ortega  (inviato il 24/08/2014 @ 22:15:51)


n. 4


@Roberto
il capo del dap non deve essere per forza un magistrato e la persona di cui parliamo il carcere lo conosce molto bene.
Forse sei tu che non sai di cosa parli. Se non ci fossero stati i sindacati i disastri e le cattive gestioni avrebbero fatto molti più danni. Guarda ad esempio l’ultima riforma delle pensioni dalla quale siamo rimasti fuori dopo una lotta sindacale durissima.
Il Sappe, da solo, ha manifestato sette volte davanti al Dap contro la gestione Tamburino.
Mercoledì prossimo saremo in piazza a Roma e doneremo il sangue in segno di protesta contro la proroga del blocco.
Tu verrai?

Di  Redazione  (inviato il 24/08/2014 @ 22:13:10)


n. 3


@ giò
Noi non ci siamo mai prostrati a nessuno. Rispondiamo soltanto agli undicimila colleghi che da più di vent’anni ci concedono la loro fiducia.
Forse non conosci la persona di cui stai parlando. Con lui semmai potrebbe succedere il contrario: nelle sezioni gli educatori e noi restituiti ai soli compiti di ordine e sicurezza.

Di  Redazione  (inviato il 24/08/2014 @ 22:12:39)


n. 2


A me pare che per la nomina a capo del dap bisogna essere magistrato di cassazione, quindi come potrebbe conoscere il carcere e l'amministrazione? Comunque negli anni passati di disastri e cattive gestioni le O.S. Hanno fatto la loro parte. Ma la colpa e' nostra che continuiamo a mantenere la tessera accontentandoci delle chiacchiere e non della sostanza. Ora staremo a vedere cosa combinate se i blocchi stipendiali si protraggono fino al 2018.

Di  Roberto  (inviato il 24/08/2014 @ 20:13:52)


n. 1


Gia" si vede che vi state prostando verso il nuovo capo ma attenti e la fine della Pol Pen diventeremo tutti custodi: forse è giusto che sia così
Adios .w gli agenti di custodia.

Di  gio'  (inviato il 24/08/2014 @ 18:37:22)




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