Maggio 2018
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E’ stato saggio rinviare la riforma penitenziaria. Evitata la destabilizzazione del carcere duro e del concetto stesso di pena


Polizia Penitenziaria - E’ stato saggio rinviare la riforma penitenziaria. Evitata la destabilizzazione del carcere duro e del concetto stesso di pena

Notizia del 08/03/2018

in Il Dibattito

(Letto 1418 volte)

Scritto da: Roberto Martinelli

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Giovedì 22 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato, ancora in via preliminare, solo una parte dei decreti delegati di attuazione della delega contenuta nella riforma del sistema penale (legge 106/2017): l’esecuzione della pena dei condannati minorenni, la riforma delle condizioni di vita detentiva e del lavoro penitenziario e le nuove modalità di giustizia riparativa e mediazione tra il reo e la vittima.

Tutto il resto, cioè il potenziamento delle misure alternative al carcere e della concessione dei benefici penitenziari con la eliminazione degli automatismi ostativi e l’innalzamento della pena del reato non ostativa alla concessione a 4 anni, è stato accantonato in vista di una approvazione (in via definitiva visto che camera e senato hanno già espresso i pareri) in un prossimo futuro. In piena campagna elettorale la riforma ambiziosa del sistema penitenziario, ispirata a una concezione avanzata e costituzionale di esecuzione penale, portata avanti nell’arco di quasi una legislatura dal ministro guardasigilli Andrea Orlando, ha dovuto perdere alcuni pezzi importanti per non lasciare campo libero alle forze di opposizione, che sulla sicurezza dei cittadini hanno improntato il braccio di ferro elettorale.

“Abbiamo varato tre decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario”, ha detto il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

“Il nostro è un lavoro in progress. Lavoriamo con strumenti diversi con l’obiettivo innanzitutto che il sistema carcerario contribuisca a ridurre il tasso recidiva da parte di chi è accusato o condannato per reati”.

I tre decreti delegati, sui quali le camere dovranno comunque esprimere il parere, attuano la riforma con riguardo ai commi 82, 83 e 85 lettere f, g, h, p, r dell’articolo 1 della legge 106, relativi a esecuzione penale per i condannati minorenni, condizioni di vita detentiva e giustizia riparativa. Esecuzione penale per i condannati minorenni e al di sotto dei 25 anni. Centrale è la disciplina delle misure penali di comunità e la previsione di un modello che punti a “personalizzare” il trattamento.

E’ stata una scelta saggia, quella di rinviare la riforma penitenziaria. Era assurdo approvare con un colpo di mano l’ennesimo e assurdo svuota carceri in danno delle vittime della criminalità.  Per di più a fine legislatura.

Nei mesi precedenti l’annunciata riforma, il SAPPE si era fatto portavoce dei rilievi di autorevoli magistrati e associazioni di vittime della criminalità per denunciare i provvedimenti oggetto del decreto di riforma penitenziaria avrebbero indebolito il sistema giudiziario e carcerario: uno “svuota carceri” mascherato, fino alla rottamazione del 41bis. Altro che più sicurezza: in quel decreto erano contenuti un insieme di benefici a vantaggio di appartenenti alla criminalità organizzata e a quella comune, seppur violenti.

E’ stato dunque saggio rinviare la riforma penitenziaria.

La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata rispetto al 2016. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell’interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2016, già numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l’anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.

Per noi del SAPPE lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti.

E la proposta è proprio quella di sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili.

Non a caso il SAPPE è tornato a sottolineare l’alto dato di affollamento delle prigioni italiane: oggi abbiamo in cella 58.087 detenuti per circa 45mila posti letto: 55.646 sono gli uomini, 2.441 le donne. Gli stranieri sono il 35% dei ristretti, ossia 19.818.  Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e se non accadono più tragedie più tragedie di quel che già avvengono è solamente grazie agli eroici poliziotti penitenziari, a cui va il nostro ringraziamento.

Un esempio su tutti: negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze.

Ed è per questo che il giudizio del SAPPE sulla riforma dell’Ordinamento Penitenziario è sempre stato critico.

I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni - che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante - sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria.

 

Fermate la cosiddetta riforma penitenziaria che il Governo Gentiloni potrebbe approvare: appello ai politici che hanno vinto le elezioni

 


Scritto da: Roberto Martinelli
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n. 6


Corpo di Polizia penitenziaria
La Direzione generale, nello scorso anno, ha avuto modo di collaborare ai tavoli tecnici relativi alla definizione
del decreto legislativo 29 maggio 2017 n. 95 recante “
Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze
di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di
riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
”.
Lo schema di decreto legislativo costituisce il completamento dell’unitaria attuazione dei principi di delega sulla
riorganizzazione degli stessi Corpi di polizia, conseguente alla razionalizzazione ed al potenziamento
dell’efficacia delle funzioni di polizia. La revisione dei ruoli delle Forze di Polizia - con la contestuale
rideterminazione delle relative dotazioni organiche sulla base delle esigenze di funzionalità - è volta a
realizzare un organico modello che migliori la funzionalità dell’organizzazione per rendere più efficace tutto il
sistema, ai fini dell’espletamento dei compiti istituzionali, nell’ambito della razionalizzazione delle medesime
Forze di Polizia.

Di  Anto  (inviato il 08/03/2018 @ 17:51:42)


n. 5


Banca Nazionale del DNA
Altra innovazione organizzativa è dovuta all’attenzione sempre più puntuale alla Banca Nazionale del
DNA. È stata ampliata la sua dotazione organica e dunque ulteriori 32 unità saranno avviate al corso di
formazione che si svolgerà presso la Scuola di formazione dell’amministrazione penitenziaria di Roma.
Sistema di video-sorveglianza e Droni
Da un punto di vista organizzativo e tecnologico si può infine citare lo studio di fattibilità rispetto a due
aspetti complementari relativi ai c.d. Droni.
La prima ipotesi allo studio è il rafforzamento della video sorveglianza nelle aree di cinta degli Istituti
penitenziari con l’uso dei droni da parte dell’amministrazione penitenziaria.
Su un versante complementare, si è invece già proceduto (nel Triveneto) a sperimentare un sistema di
rilevazione e neutralizzazione di droni, in grado di consentirne non solo l’inibizione del volo ma anche
l’interruzione di eventuali riprese video ad opera di soggetti esterni all’Amministrazione.

Di  Anto  (inviato il 08/03/2018 @ 17:45:19)


n. 4


Anno giudiziario 2018...In tale complesso processo di riordino rientra l’accorpamento della gestione delle risorse umane e delle
risorse materiali che ha dato vita alla (nuova)
Direzione generale del personale e delle risorse
, nella
quale sono peraltro confluite, a seguito del D.M. 2 marzo 2016 attuativo del sopra citato d.P.C.M., anche
le competenze relative all’abolito Centro Amministrativo “G. Altavista”, nonché altre articolazioni
organizzative in precedenza facenti parte dell’Ufficio del Capo del Dipartimento (UGSIA; Ufficio centrale
della sicurezza e delle traduzioni; Ufficio relazioni sindacali).
Le complesse attività relative alla procedura di unificazione dei servizi generali della ex Direzione
generale del personale e della formazione ed ex Direzione generale delle risorse materiali dei beni e
dei servizi, nonché quelle relative all’assorbimento delle competenze dell’abolito Centro Amministrativo
“G. Altavista” e dei servizi in precedenza incardinati nell’Ufficio del Capo del Dipartimento hanno
richiesto articolati processi di reingegnerizzazione e ri-mappature operative avviatesi nel corso del 2016
e che nell’anno 2017 hanno rappresentato una rilevante parte dell’attività gestionale della nuova
Direzione generale che presiede alla gestione tanto delle risorse umane (
Tabella 1)
, quanto di quelle
strutturali nonché dei beni e servizi
latu sensu.
Tabella 1 - PERSONALE AMMINISTRATO
Personale
Comparto o
Ruolo
Organico
previsto
Unità in
servizio al
10/10/ 2017
Differenza
POLIZIA PENITENZIARIA
SICUREZZA
45.325
35.969
-9.356
RUOLI TECNICI POLIZIA
PENITENZIARIA
SICUREZZA
37
28
- 9
DIRIGENTI PENITENZIARI
DIRITTO
PUBBLICO
345
307
-38
DIRIGENTI AMMINISTRATIVI
AREA 1
AMMINISTRATIVI e TECNICI
MINISTERI
4.689
4.245
-444
UFFICIALI r.e.
disciolto
Corpo Agenti di Custodia
SICUREZZA
-
21
-
TOTALE COMPLESSIVO
50.396
40.570
9.826

Di  Anto  (inviato il 08/03/2018 @ 17:40:57)


n. 3


Ci stiamo preoccupando troppo. Noi gestiamo da soli la criminalità e non abbiamo la visibilità ed il consenso dell'opinione pubblica. Io spero che si attui la riforma così capiscono il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria con la criminalità a spasso.

Di  zxvc  (inviato il 08/03/2018 @ 14:13:14)


n. 2


Una cosa detta e concordata va fatta a tutti i costi, così la sto vedendo. Questa situazione l'accosto alla tremenda filosofia di cosa nostra, (sta cosa sava fari puntu e basta!). Come a dire che non si torna indietro per nessun motivo.
Vedremo se qualcuno dei 5s o altri avranno gli attributi per dire un secco NO a questo sfacelo annunciato! Vedremo se avranno il coraggio di mettere a capo del dap una persona muscolosa con i forti, e paternale con gli uomini e donne della Pol. Pen.
Salvini in particolar modo nelle ultime settimane si è esposto molto, vedremo quanto sarà coerente nelle promesse annunciate e sbandierate indossando la nostra maglia.
Presto vedremo se è un mozzo o soldato d'assalto.
Vedremo....

Di  Italy-etta  (inviato il 08/03/2018 @ 12:05:56)


n. 1


Rinviata si, ma domani ci sarà un altra riunione del Consiglio dei Ministri. Il Governo Gentiloni potrà approvarla ancora senza le modifiche richieste dal Procuratore Nazionale Antimafia. Ore decisive per il Corpo di Polizia Penitenziaria e per la legalità.

Di  Anonimo  (inviato il 08/03/2018 @ 10:20:30)




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