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Effetti sentenza Torreggiani: liberazione anticipata e risarcimenti in denaro per delinquenti e criminali


Polizia Penitenziaria - Effetti sentenza Torreggiani: liberazione anticipata e risarcimenti in denaro per delinquenti e criminali

Notizia del 30/09/2014

in Accadde al penitenziario

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Scritto da: Federico Pilagatti

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Da tempo il Sappe chiede la riforma del sistema  penitenziario e dei benefici previsti dalla legge.

Tra questi c’è né una che riguarda la libertà anticipata prevista dal regolamento penitenziario che  recita: "Al condannato a pena detentiva che abbia dato prova di partecipazione all'opera di  rieducazione può essere concessa, quale riconoscimento di tale partecipazione e ai fini del suo più  efficace reinserimento nella società, una riduzione di pena di quarantacinque giorni per ogni  singolo semestre di pena inflitta".

Ultimamente la riduzione di pena è stata portata a 75 giorni a semestre per un totale di 150 giorni  nell’anno.

Purtroppo la carenza di personale di Polizia Penitenziaria, di educatori e di altri operatori specializzati, non consente di portare avanti per tutti i detenuti il percorso previsto dalla legge  per cui, quasi in automatico, un detenuto che ozia tutto il giorno nella propria stanza ma che non  commette infrazioni evidenti, può fruire dello sconto di pena.

Così anche i più incalliti criminali riescono a fruire di questo beneficio senza fare nulla.

Il Sappe ritiene che sia giunto il momento di dire basta, poiché la premialità deve essere  conquistata dal detenuto partecipando in maniera concreta al percorso rieducativo.

La nostra organizzazione sindacale ritiene che i detenuti non debbono continuare ad oziare nelle stanze, ma far parte di un  progetto rieducativo che li impegni tutto il periodo della detenzione, per imparare un lavoro, per  impegnarsi in progetti di pubblica utilità (pulizia strade, spiagge boschi, fiumi e quant’altro).

I soldi così guadagnati dal condannato dovrebbero servire per creare un fondo nazionale per le vittime del  delitto, nonché a pagare le spese di detenzione che oggi come oggi sono irrisorie e ricadono  esclusivamente sulla collettività.

Purtroppo i numeri inerenti il lavoro in carcere sono minimi, mentre come accade in altre nazioni, ci si deve sforzare per raggiungere il 100% della popolazione detenuta che effettivamente vuole  cercare il riscatto attraverso il reinserimento nella società, poiché i numeri ci dicono che in questi  casi la recidiva è molto bassa, quasi inesistente.

Ecco, questo secondo il Sappe è un progetto concreto se si vuole creare un sistema penitenziario  umano che corrisponda a quanto previsto dalla costituzione italiana che in maniera chiara  stabilisce che la detenzione deve essere uno strumento di riabilitazione ed rieducazione.

Se invece si continua sulla scellerata politica portata avanti, con l’acquiescenza dei vari Governi, dai  tanti Capi del DAP che si sono succeduti negli anni, che tutto conoscono meno che la situazione  delle carceri italiane, il nostro paese continuerà ad essere condannato a livello europeo per  violazione dei diritti umani. L’unica cosa che negli ultimi anni hanno partorito questi scienziati pagati centinaia di migliaia di  euro, è il conteggio delle metrature delle stanze, con la speranza di poter concedere ai detenuti i  famosi tre metri quadri per evitare la condanna definitiva dell’ Europa , ma che ha messo in  moto un meccanismo di risarcimento che sta già bloccando tutti gli uffici giudiziari e stanno  facendo impazzire gli uffici preposti nelle carceri italiane, poiché si debbono fare ricerche  minuziose, detenuto per detenuto, per tutto il periodo di detenzione, anche quella di molti anni fa.

Tutto ciò a seguito della legge che prevede un risarcimento di 8 euro per ogni giorno trascorso in  situazione inumana, che ha prodotto migliaia di ricorsi e che sicuramente nei prossimi mesi  diventeranno centinaia di migliaia e che costringeranno lo Stato Italiano a pagare decine se non  centinaia di milioni di euro ai detenuti  o ex detenuti.


Scritto da: Federico Pilagatti
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