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Enciclica di Tamburino: accusa il SAPPE di disinformare e "spiega" il significato del concetto di sicurezza all'interno delle carceri


Polizia Penitenziaria - Enciclica di Tamburino: accusa il SAPPE di disinformare e

Notizia del 16/07/2013

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Orecchino al naso

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Oramai quella della sorveglianza dinamica è diventata per Tamburino una vera e propria ossessione.

Una vera e propria ossessione che lo ha indotto a “rispondere ad una campagna mediatica di disinformazione e fuorviamento dell’opinione pubblica messa in atto da una sigla sindacale”.

(Ovviamente la sigla sindacale è il Sappe che, evidentemente, è la seconda ossessione di Tamburino).

In poche parole, Tamburino ci accusa di sostenere falsamente che il suo progetto sia “un provvedimento assolutamente destabilizzante”. Leggi la lettera di Giovanni Tamburino che "spiega" la sorveglianza dinamica e accusa il SAPPE di disinformazione!

Sempre secondo lui il Sappe avrebbe falsamente sostenuto che “il progetto prevede la possibilità per i detenuti di restare liberi di circolare all’interno del carcere e l’obbligo di rientrare in cella solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione. (…)” epperò lui stesso dichiara appresso che la sua sorveglianza dinamica prevede un “progressivo abbandono delle sezioni e delle camere di pernottamento”.

Noi del SAPPE rimaniamo dell'idea che la sorveglianza dinamica prospettata dai vertici del DAP, sia soltanto un spot per coprire i veri problemi che attanagliano l'esecuzione penale italiana.

In particolare, va evidenziato il ridicolo uso di termini ridondanti come “rivoluzione epocale” per gonfiare la portata di piccoli cambiamenti assolutamente ininfluenti sull’emergenza dell’esecuzione penale.

Tamburino, infatti, si preoccupa di addirittura spiegare (lui a noi ?????) "il concetto di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari" onde "rispondere ad una campagna mediatica di disinformazione e fuorviamento dell'opinione pubblica" ma si guarda bene dal rivelare a quella stessa "opinione pubblica" che il suo progetto illuminato riguarda meno di una decina di istituti (su più di duecento) e poco più di mille detenuti (su sessantaseimila).

Davvero divertente, poi, un passaggio della nota di Tamburino : “3. Si tratta, icto oculi, di una riforma da attuare gradualmente e con saggezza, evitando salti nel buio. Non a caso, il progetto sulla custodia attenuata e sulla correlata vigilanza dinamica è già in parte attuato e sarà completato ...” ignorando (o dimenticando) che l’espressione ictu oculi indica, nel diritto privato, quei difetti di un bene che vengono percepiti immediatamente, cioè che si vede subito che il progetto è "VIZIATO".

Giudicate voi chi disinforma e fuorvia l'opinione pubblica ...

 


Scritto da: Orecchino al naso
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n. 14



Istituita con d.p.r. n. 55 del 6 marzo 2001, la Direzione generale dell'esecuzione penale esterna:

Ha compiti di indirizzo e coordinamento delle attività degli uffici territoriali competenti in materia di esecuzione penale esterna cura i rapporti con la magistratura di sorveglianza, con gli enti locali e gli altri enti pubblici, con gli enti privati, le organizzazioni del volontariato, del lavoro e delle imprese, finalizzati al trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna.

La direzione è costituita dall'Ufficio analisi, programmazione, indirizzo e controllo e dall'Ufficio per l'attuazione dei provvedimenti di giustizia.

Nei provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria sono costituiti gli Uffici per l'esecuzione penale esterna che, nel proprio distretto, svolgono compiti di coordinamento e controllo sull'esecuzione delle direttive di uniformità impartite dalla direzione generale o dallo stesso provveditorato.

Gli uffici di esecuzione penale esterna sono responsabili dell'esecuzione delle misure alternative alla detenzione.


Fonte: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_12_3_6.wp

Vorrei cortesemente leggere le proposte, le eventuali inizitive proposte sia a livello centrale che periferico e eventuali percorsi proposti, concordati e/o sottoposti alla Magistratura di Sorveglianza.
Il numero di Dirigenti impiegati nelle varie articolazioni Centrali e Periferiche, ed ogni inziativa proposta dai singoli.
Già che ci siamo, anche quante ore di straordinari procapite effettuano ogni mese...
Così poi magari sentiamo il parere delle varie Procure Regionali presso la Corte dei Conti.

Di  PASQUINO  (inviato il 18/07/2013 @ 17:40:29)


n. 13


pasquino da che mondo è mondo le confidenze arrivano sempre, sta al personale con l'occhio di lince coglierle , poichè i tentativi di vessazioni e soverchierie possono essere poste in essere anche stando chiusi ,un altro argomento è la colpa del custode che giustamente è un argomento primario per tanti aspetti.

Di  Anonimo  (inviato il 17/07/2013 @ 20:16:32)


n. 12


@PASQUINO
Condivido la cruda , spietata e reale analisi.

Di  cairo 74°  (inviato il 17/07/2013 @ 20:03:15)


n. 11


Possiamo parlare di tutto e del contrario di tutto, faccio un invito a riflettere per quanto riguarda la vigilanza dinamica.
La colpa del custode, e tante altre problematiche direttamente collegate, le quali saranno oggetto di una riunione il 1° agosto credo, il cui tema sia:
Linee guida sulla "sorveglianza dinamica".
In nessun intervento, né in alcun documento ufficiale, anche dell'Amministrazione ho avuto modo di leggere un aspetto da non sottovalutare e mi spiego.
Immaginate questi gentili ospiti a vitto e alloggio a spese dello Stato, liberi di circolare tot ore al giorno, la cui unica limitazione sarà il pernotto nella propria cella nelle ore notturne.
Bene.
A qualcuno dei geni che hanno partorito cotanta eccellente idea rivoluzionaria, è minimamente balenato per la testa quello che potrebbe verificarsi?
Il detenuto X, di indole e carattere forte, magari con una strutturata situazione criminale esterna, inizia ad imporre dei principi e assoggetta altri alle sue regole.
Inizieranno allora vessazioni, soverchierie, ricatti di ogni tipo, dei quali il personale di Polizia, ne avrà conto solo nel momento in cui non sarà più possibile porre un rimedio.
Secondo voi, quanti detenuti, qualora sottomessi da altro soggetto, magari in concorso con altri troverà la forza ed il coraggio di denunciare?
La risposta è nessuno.
Poi, siamo sicuri che questo metodo di controllo alla lunga non comporti anche la delusione delle attese della popolazione detenuta? E quest’eventuale delusione, quali ulteriori rischi comporterà al sistema?
Con questa organizzazione, potrebbe essere la strada più breve, per trasformare le carceri in centri di reclutamento per la criminalità organizzata.
Le articolazioni dell’Amministrazione, prevedono una Direzione Generale per l’Esecuzione Penale Esterna al Centro e, i così detti UEPE, Uffici Esecuzione Penale Esterna, quali riferimenti periferici.
Da quando tali articolazioni sono state costituite, oltre a posti Dirigenziali ben retribuiti cosa hanno prodotto in favore del sistema?
NULLA…
Sarebbe il caso forse di attivarne il funzionamento?

Di  PASQUINO  (inviato il 17/07/2013 @ 15:55:23)


n. 10


tutti si creano il pobblema che il personale è anziano e pertanto non puo' rendere come un giovanotto arriva un baahhh di turno che sicuramente sarà un giovanissimo che guarda al sacrificio con il binocolo e che fà ,vuole una proposta seria, allora ti rifaccio la domanda , proponi tu una proposta seria , ti rammento che ognuno propone ad onor di veduta ,e da qualsiasi parte venga si deve sempre prendere in considerazione sia per il rispetto di chi la fà, e siain ragione che il dialogo non deve mancare mai .

Di  Anonimo  (inviato il 17/07/2013 @ 14:22:00)


n. 9


@baahhh
Non sei stato attento, altrimenti leggendo il mio commento (n° 2 ) la proposta l' avresti vista. Non sono le proposte che mancano, ma non si può prescindere dall'aumento del personale e dal considerare i detenuti per quello che sono: delinquenti chiusi in un carcere. L' amministrazione per sorveglianza dinamica intende risparmio di personale e basta e con questi presupposti la discussione si chiude da sola ancora prima di essere aperta. Da ciò che scrivi presumo che sei d'accordo con l' amministrazione , ne deduco che sei un provocatore o hai lavorato cosi poco in sezione da non renderti conto di cosa si stia parlando, ti consiglio prima di dare giudizi sugli altrui pensieri di documentarti, tu si, seriamente sul lavoro della polizia penitenziaria. Dopodiché potrai parlare anche tu.

Di  cairo 74°  (inviato il 17/07/2013 @ 12:40:06)


n. 8


Meglio comunque tentare di fare qualcosa, anche se tu la chiami propaganda, che non fare nulla.
Indubbiamente, è molto più facile sedere sulla sponda del fiume e criticare che tentare di fare qualcosa come facciamo noi …

Di  Redazione  (inviato il 17/07/2013 @ 11:51:01)


n. 7


mi piacerebbe leggere una proposta seria ( che non sia il solito aumento di personale che non arriverà mai e le battute sulla anzianità o rispedire gli stranieri a casa come dice la lega che sconosce le problematiche legislative) .....fatevi avanti se ce l'avete sennò è solo propaganda per le tessere...

Di  baahhh  (inviato il 17/07/2013 @ 11:39:47)


n. 6


ma quando va via questo signore?

Di  zio ciccio  (inviato il 16/07/2013 @ 21:00:06)


n. 5


Ma quando se ne va? Lo confermeranno? Speriamo di NO. Preghiamo.

Di  Baldo degli Ubaldi  (inviato il 16/07/2013 @ 20:35:29)


n. 4


Il problema, come tutti i problemi è a monte.....
Queste persone hanno mai vissuto la vita di sezione? MAI.
Hanno mai comandato un Istituto? MAI.
E' come se il Capo della Polizia, o il Comandante Generale dei Carabinieri, invece di provenire dai ruoli interni, aver fatto anni di gavetta in: Commissariati, Squadre Mobili, Compagnie Oparative, Comandi Provinciali ecc. venissero prelevati tout court da altri ruoli, della Pubblica Amministrazione in generale, che esperienza avrebbero di attività investigativa? NULLA
di gestione di personale militare e militarmente organizzato? NULLA..
Le risposte sono qui, non basta firmarsi o percepire la medesima indennità economica per essere riconosciuto come "Capo"......
Tanto più essere il vertice (seppur nominale) di un Corpo di Polizia.

Di  Harlock  (inviato il 16/07/2013 @ 14:35:32)


n. 3


La sorveglianza dinamica di cui si può discutere:
le celle si aprono alle 8 e si chiudono alle 18;
in sezione noi entriamo solo in caso di disordini;
non siamo responsabili di eventuali suicidi, evasioni, reati;
deve essere presente una "pattuglia" formata da un numero sufficiente di agenti per fronteggiare eventi critici;
nella predetta sezione non devono essere somministrati psicofarmaci e alcolici.
A queste condizioni ne possiamo discutere, diversamente lasciamo che a parlare di sorveglianza dinamica siano le menti eccelse che non hanno ancora capito cosa sia un carcere e soprattutto chi sono i delinquenti che vi albergano.

Di  cairo74°  (inviato il 16/07/2013 @ 11:38:02)


n. 2


E' evidente che il concetto sicurezza è travisato.
Inoltre, concedere una totale assenza di regole a soggetti che delinquono per abitudine è ulteriormente controproducente, avete mai visto risultati eccellenti conseguiti da studenti che praticano nel loro istituto la così detta "autogestione", io no.
Forse il Capo DAP è così incline alla autogestione per forma mentis.... Insomma, fatti due conti dovrebbe aver conseguito la Laurea intorno al 68, poco prima o poco dopo....
I risultati di quel periodo si vedono tutti, a tutti i livelli

Di  Harlock  (inviato il 16/07/2013 @ 09:15:17)




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