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Encomio virtuale agli uomini dell’NTP di Regina Coeli e a tutti gli altri colleghi che reggono ancora


Polizia Penitenziaria - Encomio virtuale agli uomini dell’NTP di Regina Coeli e a tutti gli altri colleghi che reggono ancora

Notizia del 04/10/2011

in L'Editoriale

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Scritto da: Redazione

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In molti hanno sempre pensato che Regina Coeli fosse un carcere privilegiato. Di fatto è il cortile di casa del DAP. E’ il carcere storico della città “Roma Capitale”, quello a cui il Papa va a fare visita, quello immortalato in molti film, quello conosciuto da tutti anche da chi pensa che nel carcere ci siano ancora i detenuti vestiti a strisce bianche e nere con la palla al piede torturati dai “secondini”. 

Regina Coeli è il carcere!

 

Il DAP è composto da tante piccole amministrazioni periferiche, tante piccole carceri che non hanno abbastanza personale per gestire troppi detenuti; non hanno mezzi e quelli che hanno sono malandati, ma nel carcere a un tiro di schioppo del DAP, le cose funzionano sicuramente in modo diverso. Infatti sabato mattina alle 6.00 parte una traduzione per Palermo.

 

Il traffico di sabato mattina a Roma è agevole ed è una fortuna che sia così perché la prima tappa non è il casello autostradale, ma Rebibbia: la cittadella carceraria nella periferia est di Roma dove ci sono i pulman “buoni”. C’è da prendere un mezzo idoneo per portare parecchi detenuti da Roma a Palermo e bisogna traversare mezza Italia; oltretutto c’è da percorrere la metà con le strade più brutte.

 

Non bisogna essere del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti per capire che se una quindicina di Poliziotti Penitenziari (il maiuscolo è d’obbligo) partono alle 6 del mattino, significa che sono pronti in servizio da almeno un’ora perché c’è da fare i controlli di rito, le ispezioni, le consegne. Sicuramente sono colleghi che non abitano in centro vicino al carcere, dove le case costano tre stipendi mensili da Direttore al metro quadro, perciò sono in piedi da almeno due ore. Almeno.

 

Poi inizia il viaggio, stando attenti a non fare incidenti con il pulman “buono”, stando attenti a non far evadere i detenuti, stando attenti alle armi in proprio possesso, stando attenti a mille cose. Da qui li abbiamo persi. Sono diventati essi stessi un piccolo carcere in viaggio. E come in ogni carcere, al diavolo le regole! Se si seguissero le regole questa traduzione, come quasi tutte le altre che partono ogni giorno per tutta Italia, nemmeno avrebbe dovuto cominciare. Si rispettano quelle del buon senso e dell'esperienza, quelle pratiche, quelle fondamentali, perché se succedesse qualcosa al veicolo o ad uno dei detenuti allora sì che sarebbero guai. Il DAP, in via cautelativa, sarebbe “costretto” ad addebitare gli eventuali danni arrecati al mezzo direttamente al personale in servizio che rischierebbe pure i provvedimenti disciplinari previsti per chi appronta una traduzione sotto organico, senza il dovuto rispetto delle istruzioni impartite dalle Circolari (c'è sempre una Circolare che l'aveva detto che non bisognava fare così...).

 

Dei nostri, se ne ritrova traccia a Palermo quando i detenuti arrivano a destinazione insieme ai poliziotti, tutti sani e salvi. Durante il viaggio le mani pronte sui telefoni cellulari personali e di servizio e una preghiera sul funzionamento della rete DAPNET, quella della “copertura” radio. E un pensiero ognuno al suo Santo preferito per farlo vegliare sui freni, sulle ruote, sul telaio… che dopo più di 500 mila km e pochi spiccioli di manutenzione quando capita, bisogna chiamare all’appello tutto e tutti.

 

Poi il ritorno. Stessa storia, ma stavolta almeno senza l’incubo del “reimpiego”. Miracolosamente i colleghi fanno ritorno a Regina Coeli alle due della mattina di lunedì. Ieri. Ma il miracolo vero è un altro.

 

Alle 8.00 di ieri, la stessa giornata del rientro, appena sei ore dopo essere tornati da una traduzione Roma-Palermo-Roma, durata quasi 48 ore, i nostri colleghi si sono ripresentati ancora in servizio. Tutti. Non una defezione, non un lamento, non un ripensamento.

 

“Ma chi ve lo fa fare?” gli hanno chiesto.

 

La loro risposta è stata: “Lo spirito di Corpo. Senza di noi in servizio oggi, i nostri colleghi non ce l’avrebbero fatta a mandare avanti Regina Coeli. Lo sappiamo perché ogni giorno è così. Da troppo tempo. Oggi è toccato a noi fare la nostra parte.”

 

Quanto durerà questa pacchia per i nostri Dirigenti che ogni mattina possono aspettare la rassegna stampa sulla loro scrivania, comodamente e senza pensieri?

 

A questi colleghi che oggi hanno ripreso servizio dopo una pausa lunga meno di una giornata di lavoro, va il nostro personale Encomio sia pure virtuale, sia pure gratuito.

 

Il nostro Encomio sicuramente varrà meno di zero e sicuramente come sindacato saremo anche considerati corresponsabili di questa situazione, ma qualcuno, un qualche tipo di riconoscimento glielo deve pur dare a questi Agenti, Sovrintendenti, Ispettori, che stamattina hanno preso servizio a Regina Coeli dopo 6 ore di riposo da una traduzione di quasi due giorni consecutivi…

 

E tutti dovremmo guardarci in faccia. Poliziotti, sindacalisti, dirigenti.

 

Bisognerà pure iniziare a trovare una soluzione a questa situazione. Se il giardino del DAP è costretto ad andare avanti grazie (grazie!) al senso del dovere di una decina di eroi al giorno, allora manca poco al collasso.

 

Quanto potrà durare ancora questo Corpo senza che nessuno lo curi e lo alimenti?

 


Scritto da: Redazione
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n. 10


Il governo non fa altro che tagliare e tagliare le spese, i buoni pasti,le divise,i mezzi compresi di carburanti,e poi autorizza permessi con scorta di 15 minuti a mille km di distanza dall'istituto in aereo con 6 agenti,3000 euro di biglietti,2 pasti a testa(100x100),questo significa x il governo ECONOMIZZARE. E oltre a Ionta (come dice il collega GIOVANNI ALTOMARE) anche chi ci governa dovrebbe farsi un giro con noi in traduzione, E CAPIRE.

Di  MICHELE  (inviato il 15/10/2011 @ 17:01:01)


n. 9


Cavolo , ma con i tagli effettuati da Berlusca , sul problema del buono pasto , ossia che bisogna fare 8 ore di servizio per percepirlo , cosa succedera' adesso al personale del nucleo , quando per motivi di servizio non potranno consumare il pasto , visto che capita molte volte che il turno non superi le 8 ore ??

Immagginate : processo prolungato , ore 13 30 il carcere non ha il personale per il cambio per la pausa pranzo , i colleghi del NTP non pranzano , ore 14- 30 fine del processo , ore 15-00 rientro in istituto per fine servizio . I colleghi non hanno superato le 8 ore , che si fa ? non gli si da ne il diritto alla MOS , e ne il buono pasto ???

E' inaudito tutto cio' , speriamo che il Comparto ne resti fuori da questo ennesimo scempio nei confronti di chi deve , sempre con piu' affanno garantire ordine e sicurezza .

Di  sappone  (inviato il 15/10/2011 @ 11:04:33)


n. 8


Infatti rispondendo ad Andrea, ma è una richiesta ai vertici del Dap, si spendono troppi soldi pubblici per trasferire detenuti dal Nord al Sud e viceversa per presenziare ai processi. Attivate in tutti gli istituti le video conferenze!!!!!!! In un anno, con il risparmio, riuscirete a pagare le missioni di tutto il personale e non solo. Basta fare 4 conti. Se solo trasferire un detenuto con una scorta di 3 uomini in aereo tariffa k costa circa 1500 euro, moltiplicato in un anno, per quante se ne fanno, (sono tante, il Ministero può farli i conti precisi), in tempi di vacche magrissime, sono milioni di euro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Basterebbe individuare una stanzetta ogni Istituto!!!

Di  antonio  (inviato il 07/10/2011 @ 15:02:01)


n. 7


Alla prossima festa del corpo bisognerebbe invitare a sedere sul palco, a fianco delle tante personalità, i minatori che lavorano in sezione ed i minatori che lavorano al nucleo. Un giorno di gloria al Personale di Polizia Penitenziaria che porta avanti questo carroccio. Non premiare i soliti raccomandati motociclisti, Cinofili e qualche figlioccio che lavora dietro ad una scrivania che si occupa di compiti non istituzionali. E se al DAP vogliono recuperare i tanti punti persi: con il FUG paghino arretrati missioni e arretrati straordinari dei minatori che con queste briciole facciamo quadrare il bilancio familiare.

Di  enrico fruncillo  (inviato il 06/10/2011 @ 23:53:19)


n. 6


NON CONOSCOLE LE MOTIVAZIONI ESATTE DELLE TRADUZIONI DI QUEI DETENUTI A.S., MA AVENDO PRESTATO SERVIZIO PRESSO IL CARCERE DI REGINA COELI NEL PASSATO E PER DIVERSI ANNI, POSSO PACIFICAMENTE DIRE CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE CAUSE A CUI I DETENUTI SONO CHIAMATI A PARTECIPARE DA ROMA E PER TUTTA ITALIA, POTREBBERO ESSERE SVOLTE IN VIDEO CONFERENZA. IL TUTTO A VANTAGGIO EVIDENTE DELLA QUALITA' DEL LAVORO DEI COLLEGHI E DEI COSTI ECONOMICI ATTUALMENTE NECESSARI.IL RICORSO ALLA PARTECIPAZIONE VIRTUALE IN VIDEO CONFERENZA DOVREBBE ESSERE LA REGOLA E SOLAMENTE QUANDO QUESTA RISULTA ESSERE IMPOSSIBILE SI DOVREBBE DISPORRE LA TRADUZIONE FISICA. W REGINA COELI, IL CARCERE PIU' PRESTIGIOSO D'ITALIA

Di  ANDREA  (inviato il 05/10/2011 @ 22:05:12)


n. 5


Ma quali encomi? Qui ci danno solo frustate e mazze...... sapete dove? Ormai è una cosa che riguarda tutti i Nuclei d'Italia, stiamo arrivando ad un blocco totale. Le circolari? Se applicate alla lettera non uscirebbe una traduzione ed i processi tutti bloccati, bastrebbe un solo giorno!!!!! Fai richieste di personale e dall'alto ci dicono che sono troppi gli uomini che si chiedono.... E' giusto che 16 det. A.S. devono uscire per il processo con 17 colleghi e per lo più 14 dell' Istituto? A voi la risposta!!! Bisogna risparmiare.............sulla nostra pelle.............!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La sicurezza dove si trova?

Di  Antonio  (inviato il 05/10/2011 @ 18:20:47)


n. 4


No, niente encomi. Quando coloro che per anni hanno sacrificato loro stessi per il servizio delle traduzioni saranno allo stremo saranno AVVICENDATI, a costoro sarà ricordato che ciò è necessario per evitare "incrostazioni". Loro altrove a far servizio e carne fresca nella bidoniera del D.A.P., pronti ad essere scuoiati come chi li ha preceduti, ed il gioco è fatto. MEDITATE GENTE, MEDITATE. Presidente IONTA risponda a questo articolo, e se ne ha voglia punisca i responsabili di questo orrore guardandosi intorno, molto vicino però...

Di  antonio  (inviato il 04/10/2011 @ 21:33:38)


n. 3


Io propongo, invece, al Presidente IONTA - che si dice assai vicino al personale - che oltre a pranzare nelle mense della Polizia Penitenziaria, facesse anche qualche traduzione (anche solo quelle aeree con reimpiego scorta obbligatorio- pregando di non perdere la coincidenza), e magari, anticipando di tasca propria i pasti, per poi attendere tempi biblici il rimborso della missione. Magari l'encomio, lo diamo noi a Lui...

Di  Giovanni Altomare  (inviato il 04/10/2011 @ 19:59:31)


n. 2


Condivido in pieno , ma dovrebbe essere l'amministrazione a dare encomi , riconoscimenti , congratulazioni .

Noi lo facciamo perhe' iconosciamo i reali sacrifici che si fanno giornalmente , mentre l'amministrazione lo dovrebbe fare per grattitudine, per dovere .

Capo anche questi sono minatori , che si arrangiano quotidianamente , per l'amministrazione , e per il l senso del dovere .

Capo un consiglio , acquista mezzi decenti per i nuclei , e fa in modo che non effettuino traduzioni sottosottoscorta...

E per la festa del corpo premia questo personale .

Magari le"" SCIABOLE"" per un giorno dalle a loro ..

Di  sappone  (inviato il 04/10/2011 @ 14:04:08)




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