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Esuberi personale di Polizia Penitenziaria, dubbi sulla gestione del DAP. Interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri


Polizia Penitenziaria - Esuberi personale di Polizia Penitenziaria, dubbi sulla gestione del DAP. Interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri

Notizia del 08/11/2017

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08329

Atto n. 4-08329

Pubblicato il 31 ottobre 2017, nella seduta n. 907

GASPARRI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

l'articolo 11, comma 2, lettera m), del decreto del Ministro della giustizia 2 marzo 2016 prevede che "con successivi decreti del Ministro si provvede, entro novanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto (...) a definire i criteri e le priorità di assegnazione delle sedi di servizio del personale dell'Amministrazione";

il Ministero competente ha inoltrato, con nota prot. 0333874 del 20 ottobre 2017, alle organizzazioni sindacali di settore, lo schema di decreto recante misure per la definizione dei criteri e delle priorità di assegnazione delle sedi di servizio del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria;

a parere dell'interrogante, lo schema del decreto sarebbe gravemente lesivo degli accordi, già intercorsi, tra l'amministrazione penitenziaria e le organizzazioni sindacali che, nel procedere alla regolamentazione dell'assegnazione del personale in esubero, hanno individuato una serie di criteri diversi da quelli emersi dallo schema. Così facendo, di fatto, il Ministro ha esautorato i vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria delle proprie competenze e prerogative, ma ha altresì sconfessato un precedente accordo intervenuto tra gli stessi vertici e le organizzazioni sindacali rappresentative del Corpo;

le stesse organizzazioni sindacali con atto di diffida indirizzato al Ministro hanno paventato l'ipotesi di presentare ricorso al giudice del lavoro per comportamento antisindacale;

ad avviso dell'interrogante, lo schema di decreto sarebbe altresì gravemente discriminatorio per il personale di Polizia Penitenziaria, rispetto a quello amministrativo, laddove prevede che il primo non possa restare in incarichi extramoenia (dipartimento, provveditorati, scuole) per più di 10 anni, atteso che una simile limitazione non è mai stata prevista per le altre figure professionali (dirigenti penitenziari, ragionieri, educatori);

si impone a quanti abbiano maturato i 10 anni di permanenza in sedi extramoenia di partecipare all'interpello annuale per le sedi vacanti. Qualora nessuno partecipasse a tale interpello, cosa molto probabile, il personale di Polizia Penitenziaria verrebbe trasferito d'ufficio ad un istituto penitenziario; tale operazione costerebbe, in totale, circa 10.000.000 euro calcolati moltiplicando il costo di un trasferimento d'ufficio, pari a 20.000 euro, per almeno 500 unità di personale;

secondo l'interrogante lo schema di decreto potrebbe presentare profili di illegittimità laddove prevede effetti retroattivi. Il combinato disposto dei commi 1 e 2 dell'art. 10 sancisce un'applicazione retroattiva di questo nuovo divieto di permanenza in determinate sedi. Infatti, mentre la prima disposizione stabilisce che il limite decennale si applica ai trasferimenti disposti successivamente alla data di pubblicazione del decreto, il comma 2 prevede un'uscita scaglionata in tempi brevi, 6, 12 o 18 mesi, per tutto il personale che, alla data di pubblicazione del decreto, abbia maturato il periodo di 10 anni. Tale iniziativa incide su posizioni giuridiche consolidate;

il decreto, così congegnato, non appare conforme ai principi di efficacia, efficienza e buon andamento dell'amministrazione. Quanto all'interesse pubblico, infatti, il decreto, se verrà applicato, oltre ai possibili costi già evidenziati, andrebbe a mortificare il pluriennale sviluppo della Polizia Penitenziaria, verso nuove funzioni gestionali di alto livello, come previsto dalla normativa vigente, e comporterebbe il trasferimento in tempi brevi di un consistente numero di lavoratori. Ciò costituirebbe un unicum nell'intero panorama dei Ministeri, col rischio, quasi certo, di paralizzare parti importanti della macchina amministrativa. Infatti, le sedi dalle quali verrebbero allontanati centinaia di dipendenti sono gli uffici centrali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e di quello della giustizia minorile e di comunità, gli uffici regionali e interregionali dei provveditorati dell'amministrazione penitenziaria, le scuole e gli istituti di istruzione, le camere di sicurezza e i varchi di accesso di alcuni tribunali. In altri termini, si tratta di personale che svolge compiti pienamente aderenti al mandato della Polizia Penitenziaria che, se allontanato in massa dalle attuali sedi di servizio, danneggerebbe e paralizzerebbe il funzionamento di servizi istituzionali e di uffici, di livello nazionale o regionale, anche delicatissimi, competenti in materia di assegnazione, trasferimento e gestione di detenuti, anche sottoposti a regimi speciali, contenzioso relativo al personale e ai detenuti, gestione del personale, coordinamento delle traduzioni di detenuti ed internati su tutto il territorio nazionale, approvvigionamenti e gestione di beni;

risulta, altresì, all'interrogante che la maggioranza del personale impiegato nei provveditorati regionali, a seguito di un accordo tra sindacati ed amministrazione, intervenuto negli anni passati, e su base volontaria, era stato trasferito dalla propria sede di servizio a quella del capoluogo di regione, per essere poi impiegato a prestare servizio presso lo stesso provveditorato, rinunciando, così, alla sede più vicina al proprio domicilio, nonché, i funzionari, ad importanti incarichi di comando;

a parere dell'interrogante, quindi, non si comprende quale sia la ratio che tale iniziativa sottende. Potrebbe trattarsi di un'iniziativa lodevole, rivolta a razionalizzare le risorse di personale da destinare ad incarichi operativi, soprattutto nelle carceri, da dove, ormai, quasi quotidianamente scappano detenuti, ma così non sembra, se si considera che, mentre le parti discutevano di tale decreto, un commissario della Polizia Penitenziaria veniva distaccato dal carcere di Roma Rebibbia (dove ci sono state diverse evasioni negli ultimi anni) alla Direzione centrale anticrimine del Ministero dell'Interno, un assistente di Polizia Penitenziaria al Tribunale di sorveglianza di Roma e un altro alla Procura della Repubblica di Roma. Incarichi, questi, che sicuramente qualificano la Polizia Penitenziaria e la proiettano in una dimensione più ampia di quella strettamente penitenziaria, ma in stridente contrasto con le altre proposte del Ministro e dell'amministrazione penitenziaria stessa;

risulta all'interrogante che, in base alle piante organiche, al Dipartimento ci sarebbero 106 esuberi di personale di Polizia Penitenziaria, dei quali circa 20 stanno andando in pensione. Inoltre, circa 80 unità attualmente in servizio parteciperanno al corso per vice ispettori che si svolgerà il prossimo anno. Pertanto, se la ragione di tale intervento fosse stata quella di eliminare gli esuberi, il problema si sarebbe potuto risolvere con due banali operazioni: il pensionamento di 20 persone e il successivo trasferimento di quanti parteciperanno al corso per vice ispettori. Non trovando, quindi, una logica in tutto questo, potrebbe sorgere il sospetto che la sostituzione di tali dipendenti "epurati" possa avvenire tramite personale gradito alla parte politica attualmente ai vertici del dicastero, con grave nocumento per l'imparzialità dell'azione amministrativa;

da informazioni pervenute all'interrogante, inoltre, le organizzazioni sindacali non sono state poste nella condizione di partecipare effettivamente alla ricognizione delle piante organiche, così come stabilito dall'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 164 del 2002, che l'amministrazione penitenziaria avrebbe già effettuato tramite il decreto ministeriale 2 ottobre 2017 (in corso di registrazione) quale elemento di fondamentale interesse e mai reso noto alle organizzazioni sindacali,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di riesaminare quanto previsto nello schema di decreto recante misure per la definizione dei criteri e delle priorità di assegnazione delle sedi di servizio del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, dando seguito a quanto già stabilito negli accordi intercorsi tra l'amministrazione penitenziaria e le organizzazioni sindacali.

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 11


Tanto chiasso per la banda musicale e nulla di concreto per i lavoratori che lavorano all'interno dell'istituto.
Fa benone + il Ministro Andrea Orlando e come dargli torto 103 super graduati nella banda musicale e un solo agente vigila 103 diversamente liberi .
Signor Ministro vada avanti elimini tutti gli sprechi e rimandi tutti al loro compito istituzionale nei carceri nelle miniere negli istituti carcerari vada avanti serenamente

Di  Agente minatore  (inviato il 11/11/2017 @ 13:39:36)


n. 10


Mancano tre commenti da pubblicare ?
Si possono leggere?
Grazie!

Di  Anonimo  (inviato il 09/11/2017 @ 18:13:05)


n. 9


Ottimo, addirittura un'interrogazione parlamentare, per non spostare nessuno degli appartenenti, della Polizia Penitenziaria, che da anni e anni bivaccano, al D.A.P. e nei P.R.A.P. mai visto niente di simile, per manifestare il malcontento, del personale che opera negli Istituti penitenziari. Agenti di serie A, Agenti di serie B. Bene avanti cosi!!

Di  Piermattia  (inviato il 09/11/2017 @ 13:04:16)


n. 8


Gasparri....
Ma è lo stesso che nel 2009 unitamente al suo degno compare La Russa, hanno pubblicamente difeso i carabinieri circa il caso Cucchi, buttando sistematicamente merda sulla Polizia Penitenziaria?
Andiamo otre per favore, non merita neanche un commento oltre che voti...

Di  PASQUINO  (inviato il 09/11/2017 @ 09:20:44)


n. 7


Per Mauro .
Dei pensionati non interessa a nessuno vero,anzi verissimo.
Questo si e' capito benissimo,ed e' per questo che nonostante il silenzio su tutto,sulle esclusioni,sulle ingiustizie,sulle disparita',si scrive,si Ringrazia sempre il Sappe che ci fa scrivere,questo e' un mezzo per poter dire la tua,naturalmente senza offendere nessuno usando piena educazione.
Caro Mauro quello che si recrimina oggi potrebbe servire a chi magari andra' in pensione domani.
Mai mi sarei aspettato questo silenzio,eppure i signori politici io parlo in generale ogni volta che parlano parlano anche dei pensionati ,forse sanno che vanno a votare,li non vengono esclusi.
Non vanno bene le disparita',non va bene quando si viene esclusi da un diritti o dai diritti.
Visto che da Gennaio che si scrive e bisogna dirlo ci fanno scrivere,nessuno che legge ha avuto considerazione,bisogna continuare ,che puoi fare altrimenti stare zitto?
Io non credo che tutti coloro che subiscono disparita' e ingiustizie sui diritti stiano zitti oppure si debbano arrendere.
L'onorevole in questione ha sempre tenuto rispetto di tutti i corpi di Polizia ,ora speriamo che legga queste nostre parole.
Non e' giusto per i Sovrintendenti del 2002 collocati a riposo essere esclusi dal risanamento dei due anni negati quando si era in servizio,quei due anni recriminati gia' da fine corso anche tramite ricorsi andavano dati a tutto quel corso pensionati compresi,perche' per me non fa parte del riordino,ma fa parte di un riconoscimento ad un diritto negato durante il servizio e risanato dopo tanto tempo,non e' giusta l'esclusione dei collocati a riposo questa e' disparita'.
Oltre a questo non e' giusto neanche escludere chi ha subito il blocco del contratto dal nuovo contratto,si era in servizio quando e' stato bloccato bisogna restituire quanto tolto a chi e' stato privato che ora non si ritrova quei soldi nella pensione anche se in una minima parte.
Non si esclude la gente inserendo chi e' in servizio,bisogna tener conto di chi ha subito durante il servizio.
Spero che l'onorevole legga le mie parole prendendole in considerazione,non chiedo altro una valutazione a quanto scrivo e scrivono anche altri gia' dal mese di Gennaio,il tempo c'era per prendere in considerazione quanto esposto.
Speriamo che chi legge possa eliminare queste disparita' e ingiustizie.
Ringrazio sempre voi del Sappe perche' pubblicate,spero che l'onorevole Gasparri possa prendere in considerazione quanto scritto.

Di  Anonimo  (inviato il 09/11/2017 @ 07:33:05)


n. 6


Speriamo che L'Onorevole si occupi anche delle ingiustizie e disparità create nei confronti dei Sovrintendenti del 2002 collocati a riposo per quanto riguarda il risanamento dei due anni di quel corso.
Quel corso è stato frequentato anche dai colleghi collocati a riposo, avrebbero dovuto inserire anche loro,che c'entra con il riordino nel risanamento di un diritto.
Poi c'è anche chi ha subito il contratto,ci sono tante ingiustizie ,ci sono tante disparità ,poi non c'è nessuno che si vuole occupare di questo.
Un grazie a chi vuole rendersi utile a quanto fatto presente.

Di  Anonimo  (inviato il 08/11/2017 @ 20:10:52)


n. 5


Collega del commento n.1 penso e credo che ai sindacati non interessano i pensionati lo puoi constatare per il loro silenzio verso noi pensionati

Di  Mauro  (inviato il 08/11/2017 @ 19:17:11)


n. 4


Finalmente si avvicinano le elezioni e speriamo di non finire dalla padella alla brace ritengo sono tutti uguali

Di  Mauro  (inviato il 08/11/2017 @ 19:13:23)


n. 3


Un'altro che stava al governo precedente che oggi predica bene e razzolava malissimo ai tempi che stava al governo Berlusconi

Di  Mauro  (inviato il 08/11/2017 @ 17:38:32)


n. 2


Ci siamo, ragazzi. Le elezioni si avvicinano e tutti, ma proprio tutti, i vari partiti politici si occupano e si preoccupano della Polizia Penitenziaria. Che bello essere (o averne l'illusione) nei pensieri di tanti 'eletti del popolo'! Adesso tutti ci conoscono, tutti sono nostri paladini, tutti sanno i nostri problemi e tutti si offrono di aiutarci! Dobbiamo essere lusingati da tali attenzioni! Poi questo periodo coincide con il tesseramento sindacale e quindi, anche individualmente, siamo coccolati, vezzeggiati, blanditi! Che piacere, sembra quasi un dolce sogno, ma....attenzione al risveglio, cari colleghi. Perché quando le urne saranno chiuse e i codici MEF per le trattenute sindacali saranno attribuiti, allora scommetto che la memoria di questi signori, di questi paladini ad intermittenza, di questi Don Chisciotte a targhe alterne, sarà degna di un malato di Alzheimer.......tutto sarà irrimediabilmente dimenticato, una coltre di polvere si posera' sui nostri problemi.....

Di  Tony  (inviato il 08/11/2017 @ 17:24:39)


n. 1


Irpef 2018 scaglioni aliquote e riforma 2019 nuove soglie di reddito
Scaglioni Irpef 2018 aliquote calcolo reddito e cosa cambia con la Riforma scaglioni Irpef 2019? Nuovo scaglione redditi aliquota 27,5%, 31,5% e 42 o 43%
Di questo nessuno ne parla...
Già le pensioni sono disastrate,contratto per i pensionati che hanno subito il contratto,due anni negati ai Sovrintendenti 2002 collocati a riposo,ora le aliquote .
Qualcuno può prendere in evidenza e cominciare magari a fare qualcosa,queste sono cose importanti,in silenzio ti levano sempre più soldi .
Qualcuno può approfondire e spiegarci.
Grazie.

Di  Anonimo  (inviato il 08/11/2017 @ 15:51:23)




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