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Filippo Facci su Libero fotografa alla perfezione la situazione attuale della Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - Filippo Facci su Libero fotografa alla perfezione la situazione attuale della Polizia Penitenziaria

Notizia del 21/09/2017

in Perché siamo un Corpo di Serie B

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Scritto da: Redazione

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Sono i soli che la galera se la fanno tutta, i soli che non escono anzitempo, i soli che conoscono la situazione delle carceri italiane assai più di ministri, sindacati, ispettori Onu, soprattutto più di una classe politica che pronuncia la parola «galera» in continuazione ma non sa concretamente di che parla: a parte quattro gatti radicali, libertari o forse solo pietosi.

Sono le macchiette di tanti film, sono i "secondini" improbabilmente buonissimi o sadici, caricature da canzone di De Andrè, ma soprattutto sono - forse non è chiaro a tutti - un corpo di polizia come gli altri, spesso più degli altri, militarmente organizzati ma con l'incombenza di dover essere efficienti e pure umani, energici ma anche sensibili.

Gli agenti di Polizia Penitenziaria - questa la definizione corretta - ieri manifestavano davanti alla Camera in occasione del bicentenario del Corpo, ma la verità è che se li filano poco. Eppure sono i soli a conoscere la verità sull'affollamento delle carceri: 190 prigioni con 57mila detenuti (20mila gli stranieri) quando la capienza regolamentare sarebbe di 50mila.

Sanno che, nel 2017, si è toccato il più alto tasso di suicidi tra le sbarre da quando è nata la Repubblica: già 40, e siamo solo a settembre. Sanno che, negli ultimi tre anni, ci sono stati altri 40 suicidi: ma erano loro colleghi, erano agenti penitenziari che quella vita non l'hanno retta più.

Sanno che sono militari dignitosi, sanno che non scendono in piazza per lamentare qualche buchetto in organico: di poliziotti ne mancano ufficialmente 8mila, ripetiamo, 8mila. Sanno che nel carcere di Verziano, per fare un esempio, l'organico previsto è di 90 unità, ma ci sono solo 28 uomini e 11 donne, così sono costretti a straordinari massacranti ma soprattutto non pagati. Lavorano gratis.

Sanno che gli agenti di tutto il Paese, nel 2017, si sono arrangiati per sventare 567 tentati suicidi di detenuti, 4.310 atti di autolesionismo, 3.562 risse, 500 ferimenti che spesso hanno coinvolto anche loro.

Sanno che si sono fatti il mazzo per passare un concorso e prendere 1200 euro al mese, e tutto per fare quella vita di corridoi, sezioni, battitura di sbarre, chiavi che girano, comandi da eseguire, passi da fare, aprire e chiudere blindati, contare e ricontare, i piantonamenti, le scorte, ma anche aiutare chi ha appena cercato di uccidersi, chi potrebbe farlo.

Sanno che sono sempre gli ultimi della fila, costretti a lamentarsi perché i magazzini non li riforniscono neanche più di divise e anfibi (arrivano a barattarsi il vestiario) ma la cosa che sanno meglio di tutte è che il sistema carcere è fallito, che la società l'ha rimosso salvo evocarlo astrattamente nelle parate da talkshow.

Il carcere, quello vero, è un luogo da tenere lontano, dove isolare il male e buttare la chiave, dove gli stessi agenti finiscono imbrattati dal pregiudizio e dall' ignoranza. Sanno che le carceri sono una fabbrica o un corso di perfezionamento per delinquenti: il 67 per cento di chi sconta la pena (tutta) torna a in carcere perché delinque ancora, un fallimento che non tiene conto di quelli che non vengono beccati.

La percentuale scende al 33 per gli indultati, e solo al 13 per cento per chi fruisce di misure alternative alla detenzione come gli arresti domiciliari o i lavori socialmente utili.

Ogni tanto qualcuno s' indigna perché nel Nordeuropa hanno celle con palestra e internet e conforti vari: col risultato che la percentuale di recidivi, nei due anni successivi alla scarcerazione, da loro, è del 20 per cento: da noi sfiora il 70.

Ma fa niente, in galera si deve andare a star male, giusto? Questo pensa l'opinione pubblica foraggiata e surriscaldata dalla classe politica più ignorante che abbiamo mai avuto: il carcere come punizione, vendetta, impedimento fisico a delinquere. È una visione legittima: è la cosiddetta funzione retributiva che c'è per esempio negli Stati Uniti, dove non ha senso prevedere indulti e semilibertà e condizionali e permessi vari, talchè il problema del sovrapopolamento carcerario si risolve facendo più galere, punto.

Il problema è che la nostra legge e la nostra Costituzione (articolo 27) dicono una cosa diversa, e spiegano che il carcere ha una forma anche rieducativa e che sarebbe teso a scoraggiare le recidive, cioè a convincere che di delinquere non valga la pena. Tutte parole.

Gli agenti penitenziari, intanto, vedono entrare e uscire sempre le stesse persone (spesso padri, figli, nipoti) e sanno che le carceri italiane fanno schifo indipendentemente dal numero dei detenuti, e faranno sempre schifo perché nessun governo ci ha speso soldi in tempo di crisi perenne. Indulti e amnistie resteranno inevitabili.

Moltissimi detenuti sono stranieri, ma i paesi di provenienza non li rivogliono: li liberiamo da un problema e peraltro spendiamo 300-400 euro al giorno per mantenere i delinquenti loro. Moltissimi detenuti, quasi la metà, sono drogati o piccoli spacciatori, questo per colpa della Legge Fini-Giovanardi che non distingueva tra droghe leggere e pesanti. In galera, per droga, abbiamo il 33 per cento dei detenuti contro il 14 di Francia e Germania. E poi dovremmo parlare della legge Gozzini, che tutti criticano salvo un dettaglio: funziona.

A fuggire è meno dell'1 per cento dei detenuti che ottiene un permesso premio: per uno che scappa ce ne sono migliaia che rientrano dai permessi e dalla semilibertà e dal lavoro esterno, benefici concessi solo a chi si comporta bene. E se rientrano, se si comportano bene, se hanno pagato per le loro colpe e riusciranno a rientrare onestamente nella società, molto spesso sarà soprattutto grazie a loro, agli agenti di Polizia Penitenziaria, l'ultima ruota del carro, loro che fanno, obbediscono, ma ora non tacciono più. Liberiamo almeno loro.

 

di Filippo Facci - Libero (quotidiano) - 20 settembre 2017

 

 


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n. 11


Filippo Facci é uno dei peggiori giornalisti italiani. Il suo unico scopo professionale é sempre stato quello di giustificare ed esaltare tutte le malefatte del suo padrone pregiudicato Berlusconi e nel frattempo attaccare a testa bassa la magistratura. Anche questo articolo contiene una enorme bestialità (non siamo militari da oltre 20 anni), ed una serie di ovvietà. Piuttosto vorrei sapere dal presunto giornalista come mai si preoccupi solo adesso delle nostre condizioni lavorative; cui prodest? Dove era sino ad ora? Con quanti di noi ha parlato? Sa quanti sindacalisti distaccati e/o imboscati contribuiscono a svuotare gli organi di PolPen dei carceri? Perché non ha mai criticato o denunciato Castelli che da ministro nominò consulente all'edilizia penitenziaria un grossista di pesce surgelato? La colpa dell'attuale sfacelo viene da lontano e questo è solo il prodotto di una classe politica impreparata e incapace che ha sempre goduto dell'appoggio della stampa amica, ben rappresentata da Facci.

Di  Tony  (inviato il 24/09/2017 @ 15:15:04)


n. 10


Complimenti ottimo articolo spero che continui a seguirci e pubblicare ancora articoli sulla Pol.Pen. grazie

Di  Anonimo  (inviato il 22/09/2017 @ 22:29:08)


n. 9


Il problema non è lo "sporco" che vediamo ma quello che "buttano" sotto il tappeto...

Di  PASQUINO  (inviato il 22/09/2017 @ 12:42:55)


n. 8


Noto come si siano accorciate le distanze con molti dirigenti.Ne sento di cotte e di crude.
È chiaro capiscono che per loro il tempo potrebbe essere contato e provano a questo punto a farci qualche moina, alcuni addirittura si spingono oltre con pacche sulla spalla disposti persino all'ascolto dell'ultimo assistente.
Suvvia siamo seri, calci nel sedere a volontà per troppo tempo e ora che il tempo sta per scadere si tenta l'impossibile.
Spero al più presto che i commissari possano dirigere le carceri hanno acquisito abbastanza competenze e da come sono arrabbiati perché fermi al palo sarebbero dei bravissimi dirigenti, il fiore all'occhiello tra tutte le forze di polizia.
Così facendo non occorrerebbe transitare da nessuna parte rischiando di essere trattati da figliastri per sempre.
Caro Donato spingete affinché diventi realtà il mio desiderio.
Buona festa del Corpo a tutti con l'auto tassazione per il rinfresco.
Pazienza tanta ma tanta pazienza


Di  Turnista realista  (inviato il 22/09/2017 @ 10:51:20)


n. 7


A questo punto la soluzione è l'accorpamento in polizia di stato però va anche bene la polizia municipale e guardie giurate .

Di  Anonimo  (inviato il 22/09/2017 @ 07:47:46)


n. 6


Tutti in ps!!!

Di  😊  (inviato il 22/09/2017 @ 00:05:00)


n. 5


Ottimo articolo.
Lei sarebbe un ottimo prossimo ministro della giustizia

Di  Anonimo  (inviato il 21/09/2017 @ 22:12:03)


n. 4


Caro Filippo Facci ti pregherei di intervistare il Signor Dottore Nicolò Amato .

Di  Anonimo  (inviato il 21/09/2017 @ 22:07:53)


n. 3


io sogno il passaggio in polizia di stato. ma non perchè voglio andare alla squadra mobile o alla digos, ma solo perchè indossando la stessa divisa della polizia (pur mantenedendo e migliorando le nostre attuali funzioni) finalmente saremo un corpo rispettato anche all'esterno, e con un vertice che tiene ai suoi uomini. Mi rendo condo che chi si è "sistemato " in qualche bell'ufficio fuori dal carcere non voglia questo...così come i direttori, che perderebbero tutto il loro lustro. Ma siamo in 39000 a volere il passaggio in polizia e se qualche sindacato perorasse realmente l'accorpamento diventerebbe il primo sindacato in assoluto

Di  Tutti  (inviato il 21/09/2017 @ 16:14:37)


n. 2


Sogno la creazione del Corpo di Giustizia e lo scioglimento del Corpo di Polizia Penitenziaria. Sogno che non ci obbligano a trasferirci tutti nella Polizia di Stato per utilizzarci nell’UEPE, sogno che ci fanno scegliere: chi vorrà passera nei Carabinieri, o nella Polizia, o nei Vigili o quant’altro.
Personalmente opterò per l’incarico 31/b, vigilatore e custode nell’Esercito, Organizzazione penitenziaria militare (O.P.M.)
http://www.esercito.difesa.it/PublishingImages/Fregi/fre_repaut.png

Di  nexuno  (inviato il 21/09/2017 @ 15:54:23)


n. 1


Una fotografia esatta, complimenti al giornalista.

Di  Mario64  (inviato il 21/09/2017 @ 12:49:11)




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