Novembre 2016
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Finalmente il testo definitivo della legge di stabilità: confermato lo sblocco del tetto salariale per il comparto sicurezza


Polizia Penitenziaria - Finalmente il testo definitivo della legge di stabilità: confermato lo sblocco del tetto salariale per il comparto sicurezza

Notizia del 24/10/2014

in Buone notizie

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Scritto da: Redazione

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La legge di stabilità è stata trasmessa dal Quirinale, dove il presidente della Repubblica ha firmato il testo nel pomeriggio, allaCamera. L’esame comincerà la prossima settimana e da giovedì 30 ci saranno le audizioni. E si potrebbe dire che è arrivata prima la lettera dell’Unione Europea – che chiede alcuni chiarimenti – del testo definitivo sulla Finanziaria. L’Ansa ha anticipato alcuni stralci della bozza del testo della manovra. La prima notizia riguarda ilbonus bebè, annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel programma domenicale di Barbara D’Urso: non arriverà in modo automatico ma per ottenerlo bisognerà fare domanda all’Inps. Il bonus (960 euro l’anno) sarà erogato ogni mese per i bimbi nati o adottati tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 (fino al terzo anno), a famiglie con reddito complessivo entro 90mila euro.

Quanto al costo del lavoro, secondo la bozza sarà dedotto del tutto dall’imponibile dell’Irap a partire dal 2015. La manovra cancella lo sconto del 10% previsto per il 2014 per la stessa imposta. L’aliquota torna quindi al 3,9% già da quest’anno. La modifica, comunque, non cancella la riduzione sugli acconti di fine anno delle imprese, che troveranno poi incremento nel saldo del 2015.

Sale la soglia per l’azzeramento triennale dei contributi sui neo-assunti: si passa dai 6.200 euro della prima bozza agli 8.060 ora previsti. E’ stanziato 1 miliardo l’anno tra 2015 e 2017 e 500 milioni per il 2018. Con il taglio dei contributi per i primi tre anni si punta a incentivare 1 milione di assunzioni. Saranno circa 790mila i contratti per cui i datori potranno usufruire della decontribuzione piena, mentre per 210mila si potrà beneficiare dello sgravio fino al tetto degli 8.060 euro.

Poi il Tfr: potrà essere liquidato mensilmente in busta paga tra il marzo 205 e il giugno 2018 su richiesta del lavoratore. Ma non ci sarà riduzione fiscale ma gli importi saranno sottoposti a tassazione ordinaria. La richiesta sarà irrevocabile fino al 2018. Previste norme per la liquidità delle piccole e medie imprese. Il governo stanzia poi2 miliardi per il 2015 per finanziare gli ammortizzatori sociali“inclusi gli ammortizzatori sociali in deroga, i servizi per il lavoro e le politiche attive, quelli in materia di riordino dei rapporti di lavoro”.

Per una clausola di salvaguardia che viene cancellata (i 3 miliardi di tagli degli sconti fiscali) sui conti 2015, ne arriva una nuova per il 2016: un aumento di due punti dell’Iva, per le aliquote ora al 10 e al 22%. Un ulteriore punto scatterebbe nel 2017. Previsto come garanzia anche il rincaro dell’accisa sulla benzina al 2018.

La spending review varrà per i ministeri una cifra per oltre un miliardo nel 2015, 1,1 miliardi nel 2016 e 1,3 miliardi nel 2017: si tratta sia di tagli che alle altre misure di dettaglio e la sforbiciata maggiore sarà per il settore Difesa (550 milioni). Dopo la Difesa, il contributo maggiore è quello del ministero dell’Istruzione che si vede tagliare 148 milioni, seguito dalla Giustizia (102) e dell’Interno (100). Sforzo corposo anche per il ministero dell’Economia (circa 85 milioni) seguito a distanza dai Beni Culturali (21,5). Circa 11 milioni sono a carico rispettivamente a Sviluppo economico, Infrastrutture e Salute, poco più di 8 milioni all’Agricoltura, 6 all’Ambiente e 4,6 al ministero del Lavoro. Non viene toccata invece per il 2015 la dotazione della Farnesina. Vengono ridotte di 10 milioni per il 2016 e di altrettanto per ciascuno dei due anni successivi, le dotazioni di alcuni organi di rilevanza costituzionale: dalla Corte dei conti (circa 5,9 milioni) al Consiglio di Stato-Tar (3,2 milioni), dal Csm (825mila euro) al Consiglio della giustizia amministrativa della Sicilia (35mila euro).

Nuove risorse arrivano per finanziare alcune opere ferroviarie. Tra le opere, che possono ottenere anticipi per i progetti preliminari, ne vengono individuate 4 con priorità: l’Alta velocità Brescia-Verona (1,5 miliardi); l’Alta velocità Verona-Padova (1,5 miliardi), il terzo valico Milano-Genova (400 milioni) e il tunnel del Brennero (570).

Contratto statali, ancora uno stop
Contratto del pubblico impiego congelato fino a dicembre 2015. Magistrati, avvocati, procuratori dello Stato, personale militare e delle Forze di polizia, diplomatici sono esclusi dal blocco degli scatti.

Bonus mamme, su richiesta
Per tutti i nati (o adottati) dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 arriva un bonus da 960 euro l’anno, 80 euro al mese, fino al terzo anno (di età o di adozione) con limite a 90mila euro di reddito familiare (che non vale dal quinto figlio in su). Intervento che per le fasce medio basse (fino a 26mila euro) si somma al bonus Irpef, visto che il bonus è esentasse. Va richiesto all’Inps. Per il 2015 anche fondo da 298 milioni per altri interventi a favore della famiglia.

80 euro strutturali, non cambia platea
Il bonus Irpef diventa strutturale ma si trasforma in detrazione (nel bilancio dello Stato passano da maggiore spesa a minore entrata). La platea resta immutata, 10 milioni di italiani tra gli 8mila e i 26mila euro di reddito.

Pensioni
Saranno pagate il 10 del mese dall’Inps, ma questo riguarderà solo coloro che hanno un doppio trattamento, magari anche dall’Inpdap.

12,6 miliardi da aumento Iva nel 2016
L’aumento dell’Iva di due punti a partire dal 2016, messo dal governo come clausola di salvaguardia, vale 12,8 miliardi il primo anno e 19,2 miliardi nel 2017 per arrivare a 21,2 miliardi nel 2018. Il governo lo dovrà azzerare il prossimo anno.

Un miliardo a ‘Buonascuola’, salta riforma maturità
Risorse per la stabilizzazione dei precari della scuola (1 miliardo il prossimo anno, 3 a dal 2016). Salta invece la riforma delle commissioni per gli esami di maturità, che arriverà con un provvedimento successivo.

Tfr in busta paga, con tasse ordinarie
La novità scatta dal primo marzo del prossimo anno e sarà in vigore fino al 30 giugno 2018. Una volta optato per il Tfr in busta ogni mese, assoggettato a tassazione ordinaria, la scelta è irrevocabile. Esclusi i lavoratori pubblici, i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Bisogna lavorare da almeno 6 mesi.

Tagli 4 miliardi, ma si tratta con Comuni e Regioni
Regioni, province e comuni contribuiranno con 4 miliardi. Si tratta ancora sulla composizione dei tagli.

Per ricerca e sviluppo 300 milioni
Credito d’imposta al 25%, fino al 50% per università e enti di ricerca. Fino al 2019.

Resiste l’ecobonus
Prorogato per il 2015 lo sconto al 65% per gli interventi di efficienza energetica, valido anche per i condomini, così come quello per le ristrutturazioni che si ferma però al 50%. Ok anche al bonus mobili-elettrodomestici

Cambia fisco per i minimi, forfait al 15%
Addio a “forfettini” e “forfettoni”. Per artigiani e micro-imprese arriva il forfait unico al 15% per sostenere 900mila partite Iva. Non ha più il limiti di tempo e di età, ed è esteso a ricavi fino a 40mila euro (secondo i settori)

Subito 50 milioni alla giustizia
Arriva un fondo ad hoc. Le risorse raddoppiano l’anno successivo per poi arrivare a quota 120 milioni nel 2017. Le spese per i tribunali non saranno più a carico dei Comuni ma dello Stato (stanziati 250 milioni)

Due miliardi per il Jobs act e nuovi sussidi universali
Creato un fondo ad hoc per sostenere la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, inclusi quelli in deroga

Tasse su rendite fondi pensioni sale a 20%
Con uno stretto legame all’operazione Tfr, la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione “dal periodo d’imposta 2015″ passa dall’11 al 20%. Sui redditi da rivalutazioni dei fondi per il Tfr la tassazione passa invece dall’11 al 17%.

Reverse charge maxi o tasse
Il meccanismo di reverse charge per il pagamento dell’Iva è allargato, per 4 anni, a pulizie, edilizia, gas, energia elettrica. Si punta anche alle operazioni verso la Pa ma serve l’ok alla deroga dalla Ue. Se l’autorizzazione non dovesse arrivare scatterà un aumento delle accise sulla benzina per circa 1 miliardo (988 milioni)

Cambiano controlli, Agenzia delle Entrate aiuta l’auto-correzione
I controlli fiscali avranno l’obiettivo di aiutare il contribuente all’auto-correzione e concentrare il contrasto su frodi e contribuenti meno collaborativi. Arriva il ‘ravvedimento lunghissimò e semplificazioni per adempimenti Iva

Rai vende immobili, Ferrovie investe
La Rai “può cedere sul mercato attività immobiliari e quote di società”. Fs investirà risorse da cessioni sulla rete ferroviaria.

Salta intervento Forestali
Saltano i 140 milioni, previsti nelle prime bozze, per i forestali calabresi. Restano invece 100 mln per Lsu di Palermo e Napoli.

Taglio patronati
I patronati continueranno ad assistere i cittadini ma con 150 milioni in meno di trasferimenti.

Missioni pace
Rifinanziamento “biennale” per le missioni di pace che avranno 850 milioni nel 2015 e nel 2016

Ludopatia e non autosufficienza
50 milioni per curare chi ha la “febbre” del gioco. 250 milioni al fondo per la non autosufficienza, compresi i malati di Sla.

 

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n. 6


La tesi di Gigi non fa una piega e non ha puntato il dito contro i colleghi ha detto semplicemente la verità per colpa di una legge "vomitevole" che ha portato animosità tra i colleghi.
Anch'io vorrei che i sindacati si battessero per la restituzione degli arretrati.
Purtroppo Topo Gigio non ha letto bene quello che ha scritto Gigi. Lui non vuole i tuoi soldini.

Di  Paolo  (inviato il 26/10/2014 @ 22:19:30)


n. 5


Ma come si fa a dire che gli scatti ed automatismi stipendiali sono sbloccati (per quanto poi???) nei comparti sicurezza e difesa se nel testo del DDL all'art. 21 NON ve ne è traccia?

Di  Stefano  (inviato il 26/10/2014 @ 11:01:58)


n. 4


Non credo che GIGI volesse intendere di togliere a chi ha ma dare a CHI SPETTA! Ai oclleghi che con stessi anzianità e ruolo e le stesse mansioni PRENDONO MENO! E io sono d'accordo.

Di  alessandro  (inviato il 25/10/2014 @ 15:07:49)


n. 3


E’ giusto rivendicare il diritto acquisito.
La norma ha sempre parlato di sospensione di alcuni benefici, quindi la razio dovrebbe far ragionare in tal senso per una serie di motivi:
La norma deve essere sempre letta ed applicata nel modo più favorevole al beneficiario;
Non è costituzionale creare sperequazioni tra lavoratori inquadrati con il medesimo contratto;
E’ giusto, quindi, che chi è rientrato nel blocco rivendichi gli arretrati, che non sono pochi.
Per le organizzazioni sindacali, più che giusto, è obbligatorio che si facciano portatrici di tali rivendicazioni.

@Topogì…. Ma chi te vole levà niente!!!!
Leggi bene.

Di  PASQUINO  (inviato il 25/10/2014 @ 09:17:06)


n. 2


è arrivato Ciccio Cappuccio!!!
io li ho maturati e me li tengo. GIGI, è questa la tua battaglia, puntare il dito verso altri colleghi? bravo. Sai perché fino ad oggi non riescono a tagliare le pensioni d'oro di talune categorie (xxxx non posso etichettarli come vorrei) che non sono colleghi si badi bene, perché nel nostro Paese una volta che maturi un diritto e ti viene riconosciuto e legittimato, te lo godi. quindi la battaglia spostala ad altre categorie, grazie.

Di  TopoGigio  (inviato il 24/10/2014 @ 19:36:05)


n. 1


Bene e ringraziamo il Governo Renzi. Ora dovete fare in modo che lo stesso Governo restituisca i soldi non percepiti durante il blocco perchè il sottoscritto non ha ottenuto quello che ha percepito il collega nel 2010 dopo aver maturato il 17° anno di servizio. Quasi seimila euro in quattro anni del blocco. Praticamente chi ha dato tanto e chi non ha dato nulla. E' una battaglia che i sindacati tutti devono affrontare con la restituzione dell'una tantum.

Di  GIGI  (inviato il 24/10/2014 @ 17:14:47)




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