Novembre 2016
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Gestione della sicurezza della scorta per accompagnamento detenuto in Risonanza Magnetica


Polizia Penitenziaria - Gestione della sicurezza della scorta per accompagnamento detenuto in Risonanza Magnetica

Notizia del 12/10/2016

in Sicurezza e Salute

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La sicurezza sul lavoro intesa come l'insieme delle misure preventive da adottare per rendere salubri e sicuri i luoghi di lavoro rappresenta, ad oggi, uno degli aspetti di maggiore criticità a cui il datore di lavoro è tenuto a rispondere. 

Questo articolo ha lo scopo di sensibilizzare il lettore sui rischi specifici cui potrebbero essere esposti i lavoratori appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria quando, per esigenze lavorative, devono accompagnare i detenuti da sottoporre ad esame di risonanza magnetica presso le strutture cliniche. 

In questa situazione gli agenti possono essere esposti a rischi di natura interferenziale, ovvero non direttamente connessi alla loro specifica mansione, dettati dalla necessità di dover presenziare anche all’interno del sito RM durante l’esame per non lasciare mai solo il detenuto. 

L’accesso all’interno del sito di risonanza magnetica può, quindi, esporre l’agente di Polizia Penitenziaria a scenari di rischio insoliti per la sua mansione. La sottovalutazione o non conoscenza adeguata dei fattori di rischio, l’assenza di una corretta prassi organizzativa e la mancata sistematica collaborazione tra le figure incaricate alla gestione della sicurezza può accentuare notevolmente il rischio. 

Al fine di perseguire una logica ed attesa minimizzazione dei fattori di rischio diventa, quindi, fondamentale la definizione di procedure comportamentali specifiche per il tipo di mansione e l’organizzazione di corsi di formazione e informazione, durante i quali gli agenti di Polizia Penitenziaria dovranno essere messi a conoscenza dei rischi ai quali potrebbero essere esposti e dei comportamenti da rispettare. 

 

Il sito RM: le aree a rischio e l’accesso al sito 

Il sito di risonanza magnetica si definisce come l’insieme di locali ed aree destinate in via esclusiva al supporto dell’attività diagnostica RM. 

L’intero ambiente deve essere perimetralmente confinato al fine di garantire l’interdizione all’accesso nelle zone di rischio a tutti i soggetti non abilitati, ovvero di consentire l’ingresso, attraverso un unico accesso controllato, al solo personale autorizzato - a vario titolo - ad accedervi, ai pazienti (e volontari sani) da sottoporre ad esame diagnostico, agli accompagnatori e visitatori. Ulteriori ingressi al sito RM dovranno essere riservati al personale autorizzato. Le aree di rischio presenti in un sito RM sono le zone ad accesso controllato (z.a.c.) e le zone di rispetto. 

Si definiscono z.a.c. le aree ove è presente un campo magnetico statico disperso pari o superiore a 0,5 mT. In tali aree è precluso il libero accesso di coloro che abbiano controindicazioni all’esposizione al campo magnetico statico e agli individui non autorizzati, attraverso la realizzazione di barriere fisiche fisse idonee. 

All’interno della z.a.c. insiste la zona controllata (z.c.), l’area all’interno del sito ove sussiste il vero rischio fisico correlato alla presenza di campi magnetici significativi (pari ad almeno 0,5 mT). Ad oggi tale zona coincide tipicamente con la sala RM e al più con il locale tecnico, posizionato generalmente nel lato posteriore della sala magnete. Le zone di rispetto sono invece le aree interessate da valori di campo magnetico statico disperso di almeno 0,1 mT ed inferiori a 0,5 mT; tali zone non devono necessariamente essere
contenute all’interno del sito RM, ma non devono, comunque, sconfinare dal presidio in proprietà terze. 

Per personale autorizzato si intendono tutti quei lavoratori che abitualmente e per giustificato motivo, legato all’espletamento della specifica mansione lavorativa, siano stati autorizzati dal datore di lavoro a permanere nelle zone di rischio. 

 

Tipologie dei principali fattori di rischio presenti 

L’ingresso in sala esame, dove è presente il magnete, espone i soggetti coinvolti, come gli agenti accompagnatori dei detenuti, a rischi che possono essere suddivisi in base alla loro natura in: 

• rischi per la salute, quando derivano dall’esposizione a particolari agenti che possono essere di natura fisica, chimica a o biologica; 

• rischi per la sicurezza legati a carenze strutturali, alla presenza di macchinari e alla loro corretta gestione; 

• rischi trasversali/organizzativi legati ad una carenza o inadempienza della organizzazione e attuazione di misure comportamentali. 

 

Rischi per la salute 

• presenza di un campo magnetico statico tanto più intenso quanto più ci si avvicina al magnete;

• segnali di radiofrequenza utilizzati per finalità diagnostiche nel corso della prestazione medica e che sono presenti all’interno della sala RM (le radiofrequenze non oltrepassano la sala RM poiché essa è esternamente schermata da una gabbia di Faraday) solo durante l’esecuzione dell’esame. 

 

Rischi per la sicurezza 

• ingresso accidentale di oggetti ferromagnetici all’interno della sala RM. Questo scenario è determinato da una scarsa percezione del rischio da parte degli agenti di polizia e dalla presenza costante del campo magnetico statico generato dall’apparecchiatura, di fatto non visibile, capace di attrarre qualsiasi materiale ferromagnetico che dovesse essere erroneamente introdotto in sala magnete, come ad esempio le armi; 

• presenza di liquidi criogeni (elio liquido), nel caso di magneti superconduttori, racchiusi sotto pressione all’interno del tomografo. L’eventuale fuoriuscita di elio gassoso, a seguito di un incidente, potrebbe comportare ulteriori rischi quali: 

a) soffocamento, a causa della notevole riduzione della concentrazione di ossigeno in sala RM (aumento della concentrazione di elio gassoso - si evidenzia che un litro di elio liquido, alla temperatura di 20 °C produce, espandendosi, circa 750 litri di elio gassoso e che un tomografo RM può contenere oltre 1.000 litri di elio liquido);  

b) ustioni da freddo, dovuto al contatto del corpo umano con l’elio che si trova a bassissima temperatura (l’elio liquido contenuto nel tomografo RM ha una temperatura inferiore a -268,9 °C - punto di ebollizione dell’elio).; 

c) incendio, dovuto alla condensazione dell’ossigeno “in sacche”, a causa dell’abbassamento della temperatura; 

d) blocco della porta di ingresso della sala RM, dovuto all’aumento della pressione interna alla medesima per l’espandersi dell’elio. Tale situazione, anche se protratta per un breve lasso di tempo, potrebbe sia non permettere rapidamente l’uscita delle persone coinvolte nell’incidente, esponendole per maggior tempo al fattore di rischio, che ritardare - o vanificare - un possibile intervento di soccorso, aumentando comunque la probabilità che si verifichi un danno e che il danno, che da quell’incidente ne
deriverebbe, sia di entità maggiore. 

 

Rischi trasversali e organizzativi

• mancata identificazione, durante lo screening preventivo dell’accompagnatore, della presenza nel medesimo di controindicazioni all’esposizione ai fattori di rischio tipicamente presenti in sala esame; 

• mancata formazione, informazione ed addestramento del personale coinvolto; 

• mancata comunicazione tra le figure deputate alla sicurezza. Dato il particolare scenario di rischio a cui il lavoratore in questione può andare incontro, gli elementi fondamentali per un buon funzionamento di tutti i sistemi di prevenzione e protezione contro i
possibili rischi derivanti dalla presenza di un tomografo RM, sono legati alla capacità del lavoratore di saperli gestire con competenza e professionalità ed è pertanto importante che lo stesso sia informato e formato adeguatamente in relazione alle operazioni previste e sia addestrato sulle tecniche operative a cui bisogna attenersi. 

 

Comportamenti corretti da adottare 

Tutti i lavoratori autorizzati a svolgere la propria attività all’interno del sito RM, devono essere formalizzati all’interno di un “Elenco del personale autorizzato” e, per ciascuna categoria, devono essere predisposte indicazioni univoche di comportamento, da riportare
all’interno del Regolamento di Sicurezza e che tengano conto delle singole specificità. I lavoratori, la cui presenza risulti, invece, essere non continuativa all’interno del sito RM, devono essere di volta in volta autorizzati dal medico di turno nel sito RM, il quale avrà il compito di verificare la non sussistenza di eventuali controindicazioni e di informare il personale: 

• sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui è destinato ad operare; 

• sulle misure di prevenzione e di emergenza da adottare; 

• sulle corrette procedure di comportamento da rispettare. L’ingresso nel sito RM, non può avvenire, nel caso di personale dotato di protesi metalliche di nessun genere, pace-maker, o di personale che presenti una situazione clinica per la quale è controindicata l’esposizione ai campi magnetici. Si precisa che tutti coloro che accedono alla zona ad accesso controllato devono controfirmare l'apposita “Scheda di presa visione del Regolamento di Sicurezza”. 

 

Ricorda: ogni accesso al sito va effettuato sempre con la presenza di almeno un operatore autorizzato. 

Il personale addetto alla custodia del detenuto si dispone all’esterno della sala magnete, ove può tenere le armi a disposizione, presidiare l’unica entrata alla sala magnete e controllare a vista il detenuto che esegue l’esame sia dalla vetrata che dalla telecamera posta
internamente alla sala magnete. 

Nei rari casi in cui l’agente di Polizia Penitenziaria incaricato della custodia del detenuto, debba entrare in sala RM e presenziare all’esame per sorvegliare il detenuto “a vista” e a stretto contatto, prima dell’ingresso in sala, deve: 

• preventivamente sottoporsi a visita medica da parte del Medico Competente della struttura di appartenenza, al quale spetta il giudizio di idoneità sanitaria specifica, da emettere sulla base di uno specifico protocollo di sorveglianza sanitaria; 

• compilare insieme ai responsabili la scheda di idoneità all’accesso in sala magnete; 

• lasciare fuori dalla sala magnete ogni oggetto metallico indossato (chiavi, ciondoli, forcine, orologi, schede magnetiche, carte di credito, occhiali con montatura metallica, ecc); 

• sottoporsi al controllo del metal detector; 

• posizionarsi distante dal magnete in prossimità delle pareti della sala RM ed evitare, per quanto possibile, rapidi movimenti in prossimità del magnete. Il personale addetto alla custodia del detenuto è tenuto, inoltre, anche a rispettare eventuali prescrizioni di
sicurezza formulate dal datore di lavoro. 

Per quanto riguarda la gestione delle armi appartenenti agli agenti di Polizia Penitenziaria, indispensabili per il controllo del detenuto, sarà necessario codificare una procedura specifica che ne preveda la verifica del grado di compatibilità con l’eventuale accesso
in sala RM. L’introduzione di dispositivi quali armi, manette, etc, può, infatti, avvenire solo in caso di totale amagneticità, in quanto la presenza di materiale ferromagnetico all’interno della sala RM potrebbe mettere in pericolo la sicurezza e l’incolumità del personale
e del paziente, a causa della forte attrazione esercitata sugli stessi dal magnete (effetto proiettile). 

 

Comportamenti da evitare 

Gli eventuali accessi “giustificati ed autorizzati” nel sito RM e nella sala esami, devono avvenire solo nel caso di personale informato sui rischi presenti nel particolare contesto dei tomografi RM. 

 

E’ vietato:

• l’ingresso di personale non autorizzato in sala RM; 

• l’ingresso di personale dotato di protesi metalliche, pacemakers, donne in stato di gravidanza, o personale che presenti qualsiasi situazione clinica che controindichi l’esposizione a campi elettromagnetici; 

• l’introduzione in sala magnete di materiale ferromagnetico. Il sito RM è, dunque, un ambiente in cui possono coesistere diversi rischi legati direttamente o indirettamente all’esecuzione dell’esame. La sala RM è l’area a maggior criticità, dove è maggiormente  indispensabile il rispetto dei codici comportamentali, al fine di garantire la sicurezza e prevenire la possibilità di infortunio. Per quanto sopra detto, ovvero per il particolare scenario di rischio a cui il lavoratore in questione può andare incontro, occorre gestire le
problematiche connesse attraverso una maggiore consapevolezza e percezione del pericolo, attraverso l’identificazione di procedure operative specifiche da rispettare durante lo svolgimento di tali attività, finalizzate a garantire la sicurezza degli operatori, dei pazienti e di tutte le altre categorie autorizzate ad accedere all’interno del sito RM, nonché attraverso percorsi di formazione ed informazione, da attuare a tutto il personale che può accedere all’interno del sito. Per maggiori dettagli è possibile scaricare il file “Accompagnatori
Speciali in un sito di Risonanza Magnetica: il caso degli Agenti di Polizia Penitenziaria”. Prossimamente disponibile sul sito www.inail.it nella sezione ricerca (“radiazioni Ionizzanti- imaging medico”).

 

a cura di 

Francesco Campanella Maria A. D’Avanzo Massimiliano Di Luigi Laura Moretti INAIL Aerea Ricerca Certificazione Verifica Dipartimento di Medicina Epidemiologica, Igiene del Lavoro ed Ambientale 

Giuseppe Gasperini Francesco Iorio Giovanni Palombi Ospedale Sandro Pertini di Roma 

Massimo Mattozzi

 


Scritto da: Interventi ricevuti
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Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Il rischio maggiore che corriamo quotidianamente a modesto parere è l'insorgenza di un infarto fulminante!
Bene parlare anche di queste circostanze, ma è assolutamente marginale, nonchè risibile.
Vai a dimostrare una patologia insorta che sia riconducibile alla esposizione di campi magnetici di un sito per la RM.


Di  Angela  (inviato il 12/10/2016 @ 10:44:24)




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