Maggio 2018
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Gratteri, Ardita, Stati Generali... fino ad oggi sono state ignorate tutte le proposte di riforma della Polizia Penitenziaria ...il 2018 sarà l’anno buono?


Polizia Penitenziaria - Gratteri, Ardita, Stati Generali... fino ad oggi sono state ignorate tutte le proposte di riforma della Polizia Penitenziaria ...il 2018 sarà l’anno buono?

Notizia del 05/01/2018

in Il Pulpito

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Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Ormai sono diversi anni che si discute e si dibatte sulla opportunità e/o sulla necessità di unificare la Polizia Penitenziaria e la Polizia di Stato.

In realtà, un paio di anni fa ci siamo arrivati davvero ad un passo allorquando si è deciso l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato da parte dell’Arma dei Carabinieri.

Infatti, nel provvedimento originario concepito dal Governo Renzi era previsto, appunto, anche l’assorbimento della Polizia Penitenziaria da parte della Polizia di Stato.

Nell’iter procedurale del provvedimento, però, in fase di acquisizione dei vari pareri istituzionali, emerse un’obiezione.

Fu eccepita, infatti, l’esistenza di  direttive dell’Unione Europea secondo le quali la forza di polizia che deve attendere all’esecuzione penale non può essere la stessa che procede all’arresto del soggetto nei confronti del quale viene applicata la limitazione della libertà personale.

Pur senza approfondire e delineare i termini della questione, l’eccezione fu ritenuta pertinente e, quindi,  sufficiente a far decadere l’iniziativa.

Pur tuttavia, il dibattito non si è interrotto, ne l’argomento ha perso di interesse.

Nel frattempo, infatti, sono sopraggiunte alcune proposte di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria, anche in direzioni opposte fra loro (qualcuna proponeva la perdita delle funzioni di polizia).

La proposta più significativa, in forma soltanto abbozzata, è arrivata dal magistrato Nicola Gratteri incaricato dal premier Renzi di preparare un progetto di riforma della giustizia, più in generale.

Secondo questa bozza, la Polizia Penitenziaria si doveva trasformare nel Corpo della Polizia di Giustizia, da porre alle dirette dipendenze del Ministro, e con esclusive funzioni di polizia. La Polizia di Giustizia avrebbe assunto compiti esterni agli istituti penitenziari laddove sarebbe dovuta intervenire soltanto in caso di necessità determinate da rischi per l’ordine e la sicurezza. Nelle sezioni detentive, secondo Gratteri, avrebbe dovuto prestare servizio soltanto personale civile dei ruoli educativi e/o psico-pedagogici. Alla Polizia di Giustizia, sempre secondo Gratteri, andavano attribuite competenze attinenti l’esecuzione penale esterna, la gestione dei collaboratori di giustizia e la ricerca degli evasi.

In buona sostanza, Nicola Gratteri, il Corpo di Polizia Penitenziaria si doveva riformare ad immagine e somiglianza degli U.S. Marshal statunitensi.

Lirio Abbate, sull’Espresso, scriveva a quel tempo:  Palazzo Chigi affida lo studio della riforma a un comitato guidato da Nicola Gratteri con Davigo e Ardita. Con proposte radicali, che però potrebbero scontrarsi con quelle elaborate dai tecnici del ministero guidato da Andrea Orlando.

Nel corpo dell’articolo Abbate precisava: La Polizia Penitenziaria verrà spazzata via e al suo posto nascerà una “police” della giustizia, con compiti e ruoli ampi anche sul territorio e non solo nelle carceri. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sarà cancellato, sostituendolo con una struttura più snella e un risparmio di centinaia di milioni di euro. C’è anche l’idea di eliminare i tour giudiziari dei detenuti di mafia e farli partecipare ai loro processi in video conferenza, come è già previsto per quelli sottoposti al carcere duro, con un risparmio di 70 milioni di euro all’anno. Insomma, una rivoluzione che sta venendo messa a punto da una commissione voluta da Matteo Renzi: una squadra di super-esperti coordinata da Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, che ha accettato l’incarico a titolo gratuito. Da luglio assieme a lui si riuniscono magistrati di grande prestigio come Piercamillo Davigo, Sebastiano Ardita e Alberto Macchia. Con l’incarico di riformare aspetti chiave della malandata macchina giudiziaria: la semplificazione delle norme, delle misure di prevenzione, del sistema penitenziario e dei reati ambientali.

Successivamente, la bozza di riforma è stata ripresa e approfondita in maniera un po' più articolata dal tavolo 15 degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, presieduto dal magistrato Sebastiano Ardita.

La proposta del tavolo quindici, prendendo le mosse dal lavoro di Gratteri, ha sviluppato ulteriormente l’architettura del progetto.

Secondo Ardita, il Dap è “...una struttura pletorica che comporta altissimi costi per lo Stato e restituisce una azione inefficiente, perché paralizzata, in sede centrale, dall’eccesso di autonomia riconosciuta ai singoli settori, spesso in contrasto tra loro, e, in periferia, dai conflitti interni tra le diverse categorie”.

In buona sostanza “...la riforma degli agenti di custodia del 1990 è rimasta per molti versi incompiuta, risolvendosi nella mera estensione del compito di traduzione dei detenuti a quella che è rimasta in sostanza una polizia del carcere. Eppure il reclutamento, la formazione e le qualifiche attribuite agli appartenenti al Corpo avrebbero meritato un ben altro destino. Nonostante la smilitarizzazione e l’adozione di un ordinamento civile il ruolo è rimasto limitato ed imbrigliato da molteplici fattori di natura organizzativa. ”.

E, sempre secondo il tavolo quindici, “... le ragioni di questa sottoutilizzazione vanno ricercate nella pletorica organizzazione e nella mancata definizione di un target funzionale ed istituzionale ben preciso, e dunque connotato da proprie specifiche ed autonome funzioni di polizia”.

E, ancora, “... la Polizia Penitenziaria, incardinata nel Ministero della Giustizia, nella quale opera un personale qualificato e reclutato tra le migliori risorse umane del Paese, dotata di un ruolo direttivo di nuova istituzione, si trova oggi confinata alla gestione della custodia e del carcere, nonché relegata in posizione di secondo piano tra le forze di polizia”.

Dopo questa attenta analisi, il tavolo quindici degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale è arrivato a queste conclusioni: “...solo riorganizzando il Corpo che cura l’esecuzione della pena, prevedendo funzioni organicamente collegate alla medesima ed attribuendogli uno specifico ruolo tra le forze di polizia, si potranno ottenere gli sperati risultati sul piano della efficienza nella esecuzione penale e della corrispondenza del percorso penitenziario alle finalità previste dall’art. 27 della Costituzione. Ineludibile appare l’esigenza di realizzare un Corpo di Giustizia che, come previsto in altri paesi occidentali, si occupi della sicurezza dei luoghi di detenzione e di coloro che ivi operano o sono reclusi. Un Corpo di polizia che, dunque, provveda alla vigilanza ed all’assistenza nel percorso di rieducazione dei reclusi in carcere o nel domicilio sin dal momento di inizio della esecuzione della misura e che, ove il magistrato lo disponga, possa – al pari delle altre forze di polizia – direttamente dare esecuzione ai provvedimenti di carcerazione emessi nei confronti di condannati in via definitiva. Un Corpo che, analogamente a quanto avviene in altri Stati (si pensi ai Marshall negli Stati Uniti), si occupi, inoltre, della protezione dei collaboratori di giustizia, e della sicurezza dei magistrati e degli uffici giudiziari”.

Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, né la proposta Gratteri né la proposta del tavolo quindici degli Stati Generali hanno avuto alcun seguito.

Tuttavia, passato il momento potenzialmente riformista, sono tornate a farsi sentire le voci di chi continua a chiedere il passaggio del Corpo alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

La maggior parte delle rivendicazioni tendono ad una Polizia Penitenziaria inglobata dalla Polizia di Stato, sul modello dell’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato da parte dei Carabinieri.

Le istanze nascono dal grande senso di disagio che pervade i poliziotti penitenziari, che si sentono sempre più soli ed abbandonati da vertici apatici e disinteressati al benessere del personale. Vertici che non indossano l’uniforme del Corpo e che non sono in organico alla Polizia Penitenziaria.

Tutto questo disagio, questo malumore che serpeggia tra le fila dei baschi azzurri sostiene e rafforza un forte desiderio riformista che, prima o poi, potrebbe realizzarsi in una nuova trasformazione del Corpo di polizia che attende all’esecuzione penale.

Chissà che proprio il 2018 non sia l’anno della svolta...

 

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 33


Rinnovo contrattuale come San Tommaso purtroppo stiamo pagando il prezzo del disinteresse totale

Di  Anonimo  (inviato il 09/01/2018 @ 13:10:57)


n. 32


Saprete che vi dico la nuda e cruda verità in queste nuove elezioni politiche molti sindacalisti sono già in corsa alle candidature politiche del 4 marzo 2018

Di  Anonimo  (inviato il 09/01/2018 @ 12:15:06)


n. 31


Buongiorno cari colleghi, speriamo che oggi dopo appunto dieci lunghi anni di attesa sia la volta buona per il rinnovo contrattuale. Che ci possa restituire un po' di serenità. P. S. Poco tempo fa' vista la crisi, si era deciso di tagliare le auto blu. Effettivamente non ne ho più viste, ma ne vedo tantissime nuove e costosissime di colore grigio e nere. Buona giornata a tutti.

Di  Jamiro 68  (inviato il 09/01/2018 @ 08:58:43)


n. 30


Commento n. 29 è grazie a questi giovanotti con soli 39 anni d'età di servizio anni 19 mesi 6 giorni 1 che vi trovate oggi in questa situazione pensionistica, grazie ai giovanotti si deve lavorare il doppio di anni per poi avere una pensione decisamente dignitosa . Meglio non lamentarsi c'è chi da pensionato non appartenenti al comparto sicurezza difesa soccorso non arriva neanche ai 1.300,00 mensili non fruisce 5 anni abbuono niente cause servizio niente pensione privilegiata.

Di  Anonimo  (inviato il 08/01/2018 @ 17:07:37)


n. 29


Il Dr.Gratteri,che di recente ho sentito anche in tv,ha le idee chiare. Partire da una sua riorganizzazione della giustizia è già un buon esito. Molti sono gli Uffici Dipartimentali che sono inutili alla Polizia Penitenziaria e con dirigenti che nulla hanno a che vedere con la Polizia. Quest'ultimi non nascono chiaramente da poliziotti,ma con status diverso. Passare con la P.S. non vedo la convenienza, ma affidare alla Polizia Penitenziaria le sedi di giustizia(Tribunali,carceri ect.)penso che sia si diritto. Ciao

Di  Anonimo  (inviato il 08/01/2018 @ 15:48:45)


n. 28


Buongiorno a tutti e buon 2018 !!! non entro in merito a quello che oggi e' la Polizia Penitenziaria, nonchè a quello che potrebbe essere domani. Spero solamente migliorino le condizioni lavorative e la dignità dei tanti colleghi che ogni giorni si contrappongono ad una parte di società marcia ( una vera e propria battaglia quotidiana ), altro che rieducare sta gente. *** Detto questo, mi rivolgo a tutti quei moralisti che dicono : ma sapevi quale era il lavoro da svolgere quando ti sei arruolato ! Bene. A questa gente però, dico pure che io ( 26 anni di servizio ), come tanti altri, quando ci siamo arruolati, sapevamo che dopo 19 anni - 6 mesi - 1 giorno potevamo andare in pensione. Come tutti sappiamo però, la fine che abbiamo fatto e' sotto gli occhi di tutti !!! W la Polizia Penitenziaria

Di  il bello delle donne  (inviato il 08/01/2018 @ 14:05:36)


n. 27


Dopo avere indossato con onore la divisa per 36 anni è avere affrontato il peggio del peggio risciando di tutto e di più sacrificando me stesso gli amici la famiglia è tutto questo come non bastasse arriva anche l'abbandono di chi in dovere di tutelare almeno quel misero diritto di rinnovo contrattuale non fa nessuno accenno sui pensionati penalizzati dai blocchi stipendiali. 9 anni di blocchi stipendiali per noi equivalgono una pensione penalizzata per tutta la vita pensionistica , dovrei starmene zitto e non lamentarmi ma non posso stare zitto sono già decrepito alla sola età di 58 anni sono ridotto come un ottantenne , 36 anni trascorsi in turni interni resistendo giorno su giorno è oggi si viene dimenticati è lasciati a se stessi senza punti di riferimento nelle mani INPS . Un abbraccio ai miei colleghi che considero parte della mia famiglia

Di  Anonimo  (inviato il 07/01/2018 @ 11:51:52)


n. 26


Quindi caro anonimo n. 22 mi stai dicendo con la tua idea che io dovrei trasformarmi in educatore?? Cioè perdere le mie funzioni x il quale mi sono arruolato?? Bene ! Allora a sto punto la migliore cosa è si , andare in altra forza dell’ordine!! A fare lo psicologo e tata io nn ci sto!! Se vuoi che ci sia una riforma come dici te .. vattela a fare tu!! Prova a stare 8 ore dico 8 , al giorno.. poi mi dirai!! Scappi urlando!! Qua se qualcosa no ha scambiato il carcere x la casa della carità di santa maria goretti si sbaglia!! L’utopoa lascsimola ad altri !!!

Di  Anonimo  (inviato il 07/01/2018 @ 01:57:15)


n. 25


Non è assolutamente vero che dipende dall’aliquota, sn quote relative alle tabelle funzionali vetuste elaborate dalla funzione pubblica e che andrebbero aggiornate in quanto la polpen svolge funzioni di custodia oltre che polizia e amministrive ergo dovrebbe prendere più degli altri... ed invece...l’unica salvezza è la polizia

Di  Verita  (inviato il 06/01/2018 @ 23:34:16)


n. 24


Grazie Claudio Di Feo, non sapevo che l'importo dipendesse dall'aliquota. Grazie per il chiarimento e, speriamo bene.

Di  Jamiro 68  (inviato il 06/01/2018 @ 21:51:59)


n. 23


Grazie dell'informazione De Feo , la chiarezza è sempre gradita

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 19:16:11)


n. 22


Rispondo al commento n.19 n.20.
Ci mancherebbe altro voi siete dei poliziotti penitenziari questo è indiscutibile, non siete camerieri e tate , il vostro compito è un compito delicato avete in custodia in affidamento persone che hanno commesso dei reati e sono persone che scontata la loro pena ritornano in società, e compito delle istituzioni restituire alla società persone migliori che hanno capito l'errore commesso e non lo ripeteranno nuovamente.
Adesso qualcuno pensa non sia compito dei poliziotti educare e restituire alla società persone migliori che non commetteranno più reati , la soluzione si potrebbe trovare con una riforma del corpo di polizia penitenziaria in personale della gestione sicurezza penitenziaria e rieducativa, cioè istituti penitenziari non gestiti più da corpi di polizia e possibilmente l'istituto penitenziario dipendente dal comune di residenza dell'istituto penitenziario , non si chiamerebbero più istituti penitenziari ma bensì istituti di sicurezza rieducativi dove il capo di ogni istituto rieducativo sarebbe dirigente del comune appositamente nominato e formato e che risponde solo al Magistrato di Sorveglianza
Cordialità

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 18:09:24)


n. 21


Rispondo al commento di... W la Polizia di Stato (inviato il 06/01/2018 @ 15:09:05).-
Ecco!! Questo è quello che intendevo quando scrissi, leggo tra le righe del 05.01.2018 ore 10,51:32.-
Distinti Saluti Marco Governara Segretario Regionale Ugl Plizia di Stato Sicilia

Di  Marco  (inviato il 06/01/2018 @ 17:57:28)


n. 20


X anonomo
Ma quali poliziotti facciamo noi?
Noi facciamo i maggiordomi dei detenuti: il colloquio, la telefonata straordinaria, lo svincolo, lo sciopero della fame, della sete, delle terapia, la grande sorveglianza, la sorveglianza a vista (uno schiaffo alla dignità del poliziotto penitenziario), la domandina per autorizzare la schiuma da barba piuttosto che la crema depilatoria, ecc, ecc, ecc
Cosa hanno di poliziesco tutte queste str....te?
Oggi la Polizia Penitenziaria per il 90% del proprio servizio svolge attività di servitù ai detenuti!
Se poi vogliamo essere ipocriti e fantasiosi diciamo che facciamo i poliziotti...

Di  W la Polizia di Stato  (inviato il 06/01/2018 @ 15:09:05)


n. 19


X il commento n.18 beh in effetti lo si sapeva a che andavamo incontro! Ma nn quello che sarebbe successo!! Cioè a sostituirci ad educatori psicologi ectc.. io sono e rimango un pubblico ufficiale ed agentevdi publica sicurezza e sostituto agente di ordine pubblico, quindi ergo io nn ho le competenze di poliziotto “educatore” anzi la parola stessa va’ a cozzare con il vocabolario, o sei polizia o sei educatore !! a chi ha detto cio ‘ e lo sappiamo tutti... era al delirio !! O come dice qualcuono ...” e che ti piensi ginna’ che io fazz a cammerira toia” ... nn siamo camerieri nn siamo le tate penitenziarie ma solo e soltanto poliziotti ficcatelo in testa !!

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 14:45:02)


n. 18


Gentile Signore del commento n.13 le rammento il suo compito attiene esclusivamente alla sicurezza interna esterna istituto vigilanza ai carcerati e garantite i diritti previste dalle leggi dello stato alle persone private della libertà nonché fare osservare le leggi dello stato rispettarle e farla rispettare atteenersi con zelo e scrupolo all 'ordinamento penitenziario italiano facendo rispettare leggi e regolamenti interni istituto carcerario .
La polizia Penitenziaria non fa servizio di maggiordomo , la polizia penitenziaria assolve con zelo e scrupolo tutti i compiti affidati dallo stato dalle leggi dalla costituzione italiana .
Un tempo il motto degli agenti di custodia era vigilando redimere oggi i tempi sono cambiati le persone vanno rieducate si fanno diventare responsabili si offrono opportunità per l'inserimento nella società.
Cordialmente saluti

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 13:55:21)


n. 17


Sempre rivolto all'anonimo.Mi sono arruolato in un corpo di polizia. Quindi sono un poliziotto e voglio rimanere tale. Magari in Polizia di Stato come polizia dell'esecuzione penale.

Di  cavallo pazzo  (inviato il 06/01/2018 @ 13:36:55)


n. 16


jamiro 68...quello del contratto sono aumenti "medi" di stipendio spalmati su tutte le qualifiche ..alla pol pen sono di meno (98 euro) perchè abbiamo meno ispettori e sovrintendenti degli altri corpi e facendo una media viene meno l'importo

Di  claudio di feo  (inviato il 06/01/2018 @ 13:05:31)


n. 15


La polpen sarà sempre ultima se non passa in polizia.... basti pensare al contratto... leggete commento n. 13!

Di  Ps  (inviato il 06/01/2018 @ 12:55:16)


n. 14


L'educatore l'assistente sociale lo psicologo la polizia penitenziaria la polizia di stato la finanza i carabinieri l'esercito i vigili del fuoco la polizia municipale le guardie giurate ognuno ha fatto una scelta chi di fare il finanziere carabiniere penitenziario ecc.ecc. e tutti eravate coscienti nel partecipare ai concorsi sicurezza difesa soccorso avete scelto ognuno liberamente in quale corpo di polizia farne parte e sapevate quali erano e sono i compiti della polizia penitenziaria vigilare e garantire la sicurezza istituti penitenziari, l'istituto penitenziari appartiene alla polizia penitenziaria i tempi cambiano e quindi ci si deve adeguare anche se un domani diventerete polizia della rieducazione . Cordiali saluti

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 10:35:40)


n. 13


Cari colleghi giustamente ogni corpo di polizia ha le sue funzioni ed i suoi compiti istituzionali, ma mi sembra di aver compreso che tutto in conclusione siamo uguali. Qualcuno mi sa spiegare perché il ministro Madia ha proposto queste ipotesi di contratto il 22 Dicemre così come di seguito elencate? G. di. F. = 105 euro, C. C. = 104 euro, P. S. = 102 euro, è dulcis in fundo Pol. Pen. = 98 euro senza parole.

Di  Jamiro 68  (inviato il 06/01/2018 @ 10:21:01)


n. 12


Complimenti , articolo interessante

Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2018 @ 08:44:38)


n. 11


X Anonimo
Continua a farlo tu il maggiordomo ai detenuti, gli altri si sono stancati!
Guarda che con un eventuale passaggio nella Polizia di Stato e la creazione del corpo di custodia avresti la possibilità di rimanere tra i carcerati e di fare la cosa che più ti piace...
Che problema c’è?

Di  X Anonimo  (inviato il 05/01/2018 @ 22:40:42)


n. 10


Per anonimo pensa per te

Di  Cavallo pazzo  (inviato il 05/01/2018 @ 20:30:31)


n. 9


Ma quale unificazione e passaggio in polizia di stato lo sapevate già da quando avete scelto di partecipare al concorso in polizia penitenziaria quale sarebbe stato il lavoro

Di  Anonimo  (inviato il 05/01/2018 @ 19:18:35)


n. 8


Auspichiamo una celere ed efficace riforma dell'organizzazione penitenziaria nel suo
complesso. Strutture centrali e periferiche non adeguate , nella maniera più assoluta , ai tempi ai modelli ed al l'efficienza delle altre carceri europee.
Costi di gestione pro capite dei ristretti attorno alle 130/180 € , tutto a carico di contribuenti come noi ...tassati al 38%!!! Una riforma va fatta ed in fretta ... stiamo implodendo..da Nord a Sud!

Di  Mirella  (inviato il 05/01/2018 @ 18:20:32)


n. 7


Siamo alle solite. Solo parole e zero fatti. Siamo veramente stanchi.

Di  alexia  (inviato il 05/01/2018 @ 17:53:13)


n. 6


R. Al Commento n. 5 la polizia penitenziaria è un corpo di polizia penitenziaria nato per prestare servizio all'interno dei penitenziari , ogni corpo di polizia è specializzato per assolvere compiti per i quali è stato istruito , esempio la polizia penitenziaria compiti primari sono sorvegliare i reclusi sicurezza interna esterna istituto di pena . Carabinieri polizia di stato finanza si occupano della sicurezza e controllo del territorio , non è che la polizia penitenziaria passa in polizia di stato e le prigioni non le sorvegliano più è che come alcuni pensano le prigioni le sorvegliano educatori assistenti sociali psicologi. La polizia penitenziaria sarà polizia di vigilanza e rieducazione carcerati

Di  Anonimo  (inviato il 05/01/2018 @ 17:42:42)


n. 5


La Polizia Penitenziaria deve avere altri compiti e non deve prestare servizio all’ interno delle carceri!
Si deve occupare solo e soltanto di sicurezza e non di trattamento, nè di rieducazione!
La cosa migliore per tutti gli appartenenti al Corpo resta comunque l’ accorpamento alla Polizia di Stato, attuabile con un governo 5 stelle che già ha parlato di unificazione delle forze di polizia!

Di  W la Polizia di Stato  (inviato il 05/01/2018 @ 16:16:06)


n. 4


Come per tutte le decisioni prese in Italia, é stata imboccata una strada e poi ci si è fermati senza arrivare a quello che doveva essere l'obbiettivo finale. Cerco di spiegarmi: il regime aperto é stato copiato dal c.d. 'modello spagnolo', quello che sembrerebbe aver ridotto la conflittualità negli Istituti iberici e fatto crollare la recidiva. In Spagna, però, prima di tutto hanno investito fortemente nell'edilizia penitenziaria (solo a Madrid sono state costruite 4 carceri negli ultimi dieci anni), poi le ore di apertura sono scandite da attività di ogni tipo che non lasciano tempo all'ozio dei detenuti (esattamente il contrario rispetto a quanto accade in Italia). La pena viene divisa in tre parti e nelle ultime due si esce sempre più spesso dalla prigione per frequentare corsi e lavorare. Ma veniamo a noi: negli istituti penitenziari spagnoli NON ESISTE UN CORPO DI POLIZIA. Nelle sezioni lavorano educatori, assistenti sociali, esperti della rieducazione e consulenti giuridici che spiegano al detenuto la sua p.g. e lo coadiuvano nella redazione delle istanze. La guardia civil si occupa solo ed esclusivamente del muro di cinta e del controllo esterno alla struttura poiché ritenuta obiettivo sensibile. In Italia é stato fatto solo il primo passo (l'apertura delle celle) e poi, per paura e/o inettitudine e/o incompetenza, ci si è ben guardati dal completare il modello. Adesso siamo nel mezzo del guado e ci guardiamo l'ombelico pensando che sia il centro del mondo. Nel frattempo la nostra condizione lavorativa ci pone davanti a difficoltà sino ad ora sconosciute; la sicurezza é crollata, gli eventi critici moltiplicati e le evasioni sono all'ordine del giorno. In questo contesto, vi chiedo: dove erano e cosa hanno fatto le OO.SS.? Perché hanno permesso che tutto ciò accadesse senza mettere in campo - CONCRETAMENTE - la loro forza rappresentativa? Perché non hanno messo in campo i loro 'ganci' politici (ne hanno, oh se ne hanno!) per evitare la catastrofe?

Di  Tony  (inviato il 05/01/2018 @ 15:02:51)


n. 3


Personalmente non mi importa nulla di nulla vi auguro buon lavoro

Di  Anonimo  (inviato il 05/01/2018 @ 14:40:22)


n. 2


Personalmente la riforma ardita e degli Stati generali avrebbe creato un peggioramento della situazione della polizia penitenziaria. L’unica riforma accettabile era quella di gratteri.... basti pensare al nome (ma non solo a questo) ... solo gratteri ci avrebbe denominato polizia della giustizia e non l’aberrante CORPO di giustizia.... poi ardita e Stati Generali creavano assurde commistioni con educatori. Nel dubbio meglio la polizia di stato

Di  Mango  (inviato il 05/01/2018 @ 11:47:40)


n. 1


Personalmente, così come descritto, la commissione Gratteri e Ardita non é per nulla male... non necessariamente la Polizia Penitenziaria deve essere inglobata, ma sicuramente deve essere rivalutata e messa fuori dalle sezioni detentive. Per quel che io ho letto in questi anni, tra le righe dei vari comunicati sindacali e forum vari... É diventata priorita, per tutto il personale in uniforme!!
Segretario Regionale Ugl Polizia di Stato Marco Governara

Di  Marco  (inviato il 05/01/2018 @ 10:51:32)




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