Gennaio 2017
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Grazie Amministrazione per avermi reso un inutile rudere!


Polizia Penitenziaria - Grazie Amministrazione per avermi reso un inutile rudere!

Notizia del 09/11/2011

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Paolo Giovanni Tarallo

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 Salve, sono Paolo Giovanni Tarallo  da poco ex V.Sov.te. Premesso che questa mia presente non ha assolutamente lo scopo di contestare  o obiettare su alcuna cosa,  la  mia intenzione é solo quella di   esprimere il disagio e le opinioni di  un umile servitore dello Stato.

Nel  1981, l’Amministrazione Penitenziaria faceva echeggiare un accattivante slogan, “ Incarichi speciali per uomini speciali”, quale migliore occasione poteva presentarsi ad un giovane rampante e smanioso, il quale percepiva come bisogno principale l’esigenza di certezza, poiché essendo nato libero voleva mantenere questo stato inalienabile, soprattutto vivendo in una terra dove pochi uomini, ma forse è eccessivo definirli tali, cercano di sopraffare i più, per torvi interessi criminali. 

Ponderai e con decisione mi arruolai nel Corpo degli Agenti di Custodia, nonostante abbia scoperto  una realtà scabrosa,  fiducioso nelle istituzioni, ho  intrapreso un dignitoso cammino ispirato nel pieno ossequio dei principi fondamentali della Costituzione Italiana. Ma i disagi fisici, psichici e climatici connessi al servizio d'istituto hanno svolto un'azione negativa nei confronti dello scrivente, la prestazione di servizio lunga  ed obiettivamente gravosa, mansioni di vigilanza notturna e diurna, in reparti disagiati, in condizioni climatiche sfavorevoli, con notevole esposizione a fattori perfrigeranti e con intuibili sforzi fisici nonché privazioni di ogni genere, in mezzo ad un mare di disagi, mettendo spesso  a repentaglio  l’ incolumità fisica, sotto ogni profilo, mi hanno costretto a  creare  un adeguato meccanismo di  autodifesa, efficace fino a poco tempo fa, negli anni,  ho adempito agli obblighi derivanti sia da norme che di compiti demandati dai superiori gerarchici, ma  anche ad azioni poste in essere nel perdurare del rapporto di servizio correlate ad un interesse dell'Amministrazione, in compenso,  ho acquisito competenze tali per cui  esemplari sono stati i  risultati, e non è falsa modestia, ne danno atto, i rilevanti e specifici incarichi affidatemi, che vanno dal sevizio di sentinella a quello nei reparti detentivi, al servizio di capoposto nelle sezioni, di addetto alla  portineria, casellario, autista , M.O.F., ufficio comando, e  nell’ultimo periodo addetto al Sistema D’Indagini Interforze nonché ragguardevoli e velati   atti di Polizia Giudiziaria , tutti incarichi  contornati da  un curriculum  professionale trasparente e competente,  esente da   profili  disciplinari, con note di compiacimento e  giudizi annuali sempre di ottimo. Con gratitudine,  dopo trenta anni di onorato servizio, svolto con impegno e abdicazione, l’Amministrazione Penitenziaria centrale, mi gratifica  con l’opportunità di un  avanzamento di carriera al grado superiore, occasione che prendo al volo con entusiasmo  superando l’apposito corso con il massimo delle valutazioni, dimostrando per l’ennesima volta le mie attitudini.  
 
Al contrario, in ambito  periferico, a cinquantadue anni inaspettatamente  senza risoluzione e ne opportuna notifica  vengo convogliato, in una destituzione dagli incarichi svolti e dirottato in “prima linea” a svolgere servizio a turni, nel quale a causa dei peculiari incarichi negli ultimi tempi svolti, mi attendeva  un ambiente ostile e pregiudizievole sotto ogni forma, nei confronti di chi, come lo scrivente, con profondo senso del dovere ha validamente preso parte al   contrasto ad ogni forma d’illegalità. Considerato che il sottoscritto non ha dato occasione ad alcuna disputa o disservizio, esaminando che all’epoca non si rilevava carenza di organico nel ruolo dei Sovrintendenti, non sono riuscito ad  accettare tale  rimozione,  un   motivo, a mio avviso, potrebbe essere  quello noto e purtroppo ormai tipico di questa sede,  di subdole rivalse e misere  gelosie, architettate da parte di taluni colleghi, ma forse è eccessivo definirli tali,  i quali agiscono per meschini e perfidi interessi personali.
 
Quello che più mi sconvolge è l’impassibilità nell’assecondare  simili atteggiamenti da parte dell’ amministrazione periferica, la quale è consapevole del fatto che  per tanti anni ha sfruttato le mie comprovate abilità.   E’ evidente che la mia chiave di lettura a quest’ultimo provvedimento, è stata quella di  una “retrocessione”,  motivata per avvicendamento, da tanto tempo non  ritenuto conveniente per l’ amministrazione periferica,  temo che per il quieto vivere, sia  comodo prendere la palla in balzo e   “sbarazzarsi“ di un seppur valido collaboratore, che per fisiologica sopragiunta età potrebbe eventualmente venire  meno nell’operatività e per tanto ne apparirebbe  opportuno  “ il parcheggio in attesa di  rottamazione”.  
 
Sono consapevole e non pretendo  allori. Francamente, con  amarezza, rimpiango di essermi prodigato a  precursore di tante situazioni tangibili in ambito lavorativo, ed  in particolare di avere  trasmesso   tutte le mie competenze  ad altri operatori. Non mi resta altro che costatare per l’ennesima volta,  l’ indifferenza e la mancanza determinante e rilevante del proposito all’ incentivazione, all’ affezione e alla motivazione del posto di lavoro; ed assistere  passivamente, con rassegnato distacco e  profondo rammarico all’evolversi dei fatti,  è perfettamente intuibile che  da parte mia  ne consegua  oltre ad  uno atteggiamento di cinismo e malevolenza nel campo lavorativo, un totale sconvolgimento che andrà a scalfire anche la  sfera privata. Nonostante abbia fruito di un periodo di convalescenza, supportato da idonee cure sanitarie, il mio stato di salute  è   deteriorato,  anche perché, a causa del  predetto periodo di disfunzione,  mi è svanita la tanto attesa e meritata opportunità di concorrere al concorso per titoli  al grado superiore di Vice Ispettore, che si è svolto nel mese di marzo 2010, al quale,  mi è stato impedito di partecipare perchè mi trovavo in convalescenza. 
 
Profonda è la  sensazione di   frustrazione,  mi ritrovo ad assistere ad un rapido decadimento delle risorse psicofisiche,  certamente per  la situazione di lavoro vissuta in modo stressante e lisa , mi sento  “fragile” ho serie difficoltà a gestire il limite tra me e gli altri, ma soprattutto non riesco più a delineare il limite tra la vita privata e la vita professionale. Provo una sorta di pigrizia,  perdita di entusiasmo, ma soprattutto depressione.   A  tutto ciò si aggiunge un serie di disturbi fisici come la  gastrite, colite,  emicrania, tachicardia e un fastidioso alternasi di inappetenza a  tanta fame.   Mi sento a disagio con i detenuti, con i colleghi e i superiori gerarchici,  non sento  più la capacità di fronteggiare situazioni emotivamente complesse, mi ritrovo ad avere serie Difficoltà di concentrazione, provo profondo disagio, disperazione, sensi di colpa che sfociano in insonnia e irritabilità, fumo come un turco,  ma  soprattutto prevale la paura di poter perdere il controllo della situazione, pertanto mi è necessario ricorrere a specifiche cure presso l’ambulatorio di salute mentale.
 
Morale della favola, da poco tempo mi trovo ad essere un ex, e non è mia intenzione  frignare ne prolungarmi su tematiche riguardanti il post-servizio,  confermo solo la sensazione di abbandono totale da parte di tutto e tutti, nonchè il profondo senso di frustrazione che avverto, il quale complica  la mia già fragile situazione emotiva, sono stato liquidato con 1500 euro di pensione, del resto come si dice oltre al danno anche la beffa. Nella mia carriera ho fatto uno sbaglio, mi sono buttato a capo fitto sul servizio, lavorando come un mulo ho trascurato tutta la parte amministrativa, pertanto  non ci  capisco nulla di pensioni,non so se la cifra e provvisoria o definitiva ecc..., e proprio per il fatto che non ero preparato a tutto  ciò casco dalle nuvole su tutto..  sto passando dei giorni terribili.
 
Grazie Amministrazione  per esserti presa la mia intraprendente vitalità e per avermi reso un inutile rudere!!! 

Scritto da: Paolo Giovanni Tarallo
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Commenti Commenti dei lettori

n. 11


Carissimo amico mio, pochi giorni fa ho letto i provvedimenti per l'accesso al N.I.C., U.S.P.E.V. e G.O.M. ed anch'io voglio ringraziare l'Amministrazione per avermi reso un inutile rudere. Infatti uno dei requisiti è l'età anagrafica, che certamente non posseggo, che si aggira intorno ai 40 anni. Io che ho raggiunto il mezzo secolo da circa un anno e tanti altri come me siamo solo buoni per la "galera". Sono un sovrintendente (vincitore di concorso) arruolatosi nel 1980 a cui leggi e provvedimenti vari, sino ad oggi, non hanno concesso alcunché anzi, per diventare Sovrintendente Capo ci vogliono 14 anni rispetto ad altre forze di Polizia che lo maturano prima. Eppure ci sentiamo dire spesso che abbiamo un grosso bagaglio di esperienza, sappiamo prendere decisioni in casi critici, siamo l'anello di congiunzione tra il ruolo Agenti-Assistenti con quelli degli Ispettori, siamo... ma, come recitava una canzone, "Non ho l'età" per ambire, nonostante un curriculum notevole, ad altro incarico che non sia la "Galera".
P.S.: fisicamente, grazie a Dio, mi sento in forma infatti riesco ancora a disputare 2 ed a volte anche tre partite alla settimana di calcetto.
Carissima Amministrazione prima di mettermi da parte perché non mi metti alla prova facendomi partecipare ai concorsi ed agli interpelli?
Potenza, lì 05.03.2012

Di  Francesco  (inviato il 05/03/2012 @ 20:23:39)


n. 10


Hai ragione, lavori, dai tuto di te e poi...buio...

Di  E.  (inviato il 23/11/2011 @ 11:20:06)


n. 9


lo sfogo nel quale traspare la più assoluta amarezza di tanti componenti del Corpo è sicuro segno di una amministrazione ormai alla deriva, che non quarda quasi mai ai meriti, ma solo alle raccomandfazioni, agli interess di i parte.
Anche nelle ultime fasi di far rientare il personale da altri enti, si è fatta la solita imparzialità, figli e figliastri, DAP fatti un esame della coscienza.?????????????

Di  un nauseato P.P.  (inviato il 15/11/2011 @ 15:17:57)


n. 8


Caro Paolo, il tuo sfogo nel quale traspare la più assoluta amarezza che io comprendo benissimo, paradossalmente, ha aiutato me...... Con questo voglio dire che fino ad oggi pensavo di essere il solo ad aver ricevuto, se non peggio, un trattamento come il tuo. Mi sentivo unico e mi colpevolizzavo continuamente credendo che la colpa fosse stata soltanto per mio merito.Al contrario di te io non ho ancora avuto il coraggio di andarmene e mi sono confinato a fare niente nei vari turni di servizio. Mi hanno letteralmente annullato, oggi non sono neanche più in grado di scrivere una semplice letterina. Ti assicuro caro Paolo che quello che hanno fatto a me (mobbing e contestualmente bossing) è stato terribile ma, ancor peggio, è stata la sordità e la cecità dell'amministrazione a livello regionale e centrale che di fronte ad accertati abusi e soprusi ha semplicemente preferito, come al solito, difendere la casta dei direttori. Mi disse una volta un provveditore: ".....lei ha perfettamente ragione, si metta nei miei panni, di ispettori ne ho tanti.......di direttore ne ho uno solo...".
Per quel che può aiutarti ti posso solo dire una cosa: dimentica in fretta questa nostra strana amministrazione e dedicati con forza (come ho fatto io) ad altre cose all'esterno del carcere. Questa amministrazione non ci merita.
Ciao

Di  Pasquale  (inviato il 14/11/2011 @ 17:39:05)


n. 7


CARO GIOVANNI :MI CONSOLO AL PENSIERO DI NON ESSERE SOLO A DOVER SUBIRE L'INGIUSTIZIA DETTATA DAI GRANDI CAPI .IO COME TE ,LAVORO E LAVORO NOTTI E TURNI DI OTTO ORE ANCHE DI NOTTE DOPO AVER
AFFRONTATO PER 30 ANNI LA GALERA PER UN INFARTO MI MANDANO
IN PENSIONE, SAI IL RAMMARICO QUALE CHE L'AMMINISTRAZIONE NON TI RINGRAZIA PER LA TUA SALUTE PERSA NEL SVOLGERE IL TUO LAVORO. SAI CHE TI DICO GODITI LA PENSIONE.
UN ABBRACCIO DA NICOLA.

Di  NICOLA  (inviato il 13/11/2011 @ 14:08:49)


n. 6


caro paolo anche io dopo tanti anni sono stato avvicendato , ma non mi sono represso , anzi ho reagito continuando sempre a fare il mio dovere di uomo dello stato, anzi con una motivazione in piu' , quando mi hanno comunicato che avveniva l'avvicendamento tramite la rotazione ad interpello , la prima cosa che mi è venuta in mente da rispondere è stata saro' utile in altro posto , senza crearmi nessun pensiero . ti assicuro che un altra esperienza lavorativa in altro settore mi ha fatto crescere in conoscenza ed altro , cmq mi sembra strano che con la qualifica e gli anni di servizio raggiunti prendi cosi poco altri con qualifica inferiore e meno anni si aggirano sui 1700. cmq tantissimi in bocca al lupo specialmente per la tua salute , che tu possa viverti la vita in modo migliore i . un abbraccio sincero . w la pol.pen .

Di  Anonimo  (inviato il 10/11/2011 @ 17:30:48)


n. 5


caro Giovanni goditi la pensione è pensa alla tua famiglia rimpiangere il passato ti fai solo del male.

Di  carmelo  (inviato il 10/11/2011 @ 15:08:05)


n. 4


Caro Paolo ,stai vicino alle persone che ti vogliono bene,saranno loro a farti sentire bene.

Di  sebastiano  (inviato il 10/11/2011 @ 13:29:44)


n. 3


Goditi la meritata Pensione e fregatene.Ogni tanto collegati al sito
Grnet .it e confronti la tua pensione con gli altri,per capire se è giusta.

Di  Francesco  (inviato il 10/11/2011 @ 09:36:22)


n. 2


Caro Paolo Tieni duro, tutto quello che hai dato all'amministrazione nessuno telo puo' dare piu. Adesso volta le spalle e vivi...............
ciao

Di  gaspare scalabrino  (inviato il 09/11/2011 @ 20:58:53)


n. 1


Che dire!! Nella nostra amministrazione si percorre oramai da troppo tempo la strada della distruzione collettiva, esercitata soprattutto nelle sedi locali, con la rotazione e l'avvicendamento del personale. Cosa è questo orrore, se non la possibilità data, dietro baratto, all'amministrazione,e purtroppo ad alcuni sindacati, di distruggere delle eccellenze di professionalità? Avvicendamento e rotazione, io direi avvicendamento e rottamazione, si perdono ogni giorno tesori di conoscenza in nome di una giustizia virtuale. Dove trovere una simile forma di prevaricazione " se non diventi il mio zerbino, piegandoti, ti avvicendo ". In ogni ente pubblico, privato, forza armata, di polizia ad ogni indivuduo viene dato un incarico commisurato alle proprie capacità, da noi tutti possono fare tutto. Stiamo trascinandoci verso l'autodistruzione. Sapete qual'è la soluzione a tutto questo, chiedere, incatenandosi ai cancelli, migliori condizioni di lavoro. La vera lotta sindacale. Tieni duro Paolo Giovanni Tarallo, e goditi la pensione tanto non essndo più nell'amministrazione non ti stai perdendo nulla.

Di  antonio  (inviato il 09/11/2011 @ 20:42:40)




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