Maggio 2018
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Gruppo Operativo Mobile: Perché? Perché? Perché? Perché?


Polizia Penitenziaria - Gruppo Operativo Mobile: Perché? Perché? Perché? Perché?

Notizia del 23/02/2018

in Accadde al penitenziario

(Letto 5949 volte)

Scritto da: Cesare Cantelli

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“ C'è un ‘perché’ nascosto in tutte le cose che conduce ad un altro ‘perché’, il quale suggerisce un piccolissimo imprevisto ‘perché’, da cui scaturisce probabilmente un altro, nuovissimo e appena nato ‘perché’ “. (Dacia Maraini)

Di questi tempi elettorali (che solitamente trascorrono nell’inerzia amministrativa più assoluta), è abbastanza sconcertante la solerzia con cui l’Amministrazione penitenziaria adotta alcune “iniziative”.

Nonostante carenze, necessità ed esigenze su fronti ben più preoccupanti, è stata avviata, in tempi record, la procedura di mobilità a domanda del personale appartenente alla carriera dei funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria da impiegare al Gruppo Operativo Mobile: ben 10 funzionari del Corpo da individuare a livello nazionale … ben 10 Comandanti di reparto che possono essere tranquillamente distolti da qualsiasi istituto penitenziario, senza esclusione alcuna.

Le Anime Belle potrebbero eccepire “È previsto dal Decreto ministeriale 02 ottobre 2017”.

Vero!

Le Anime Brutte replicherebbero che lo stesso decreto prevede che la dotazione organica del G.O.M. dovrebbe essere di 620 unità, ripartite tra i diversi ruoli e, oggi, quel contingente è carente in tutti i ruoli e in tutte le qualifiche.

E, anzi, il personale impiegato al Gruppo è ridotto ai minimi termini e fra le fila del Reparto moltissimi stanno presentando richiesta di rientro nella sede di appartenenza, sconfitti dallo sconforto, dalla delusione e da tanta amarezza.

Sarebbe stato apprezzabile se tanta solerzia fosse stata riservata anche alle altre e prevalenti problematiche che da tempo affliggono il G.O.M. ma che, evidentemente, non sono state considerate meritevoli di altrettanta attenzione.

E, allora, scattano i ‘Perché?’ Di cui parlava Dacia Maraini …

Perché proprio i Funzionari?

Perché al Gom proprio adesso?

Perché non viene dato corso agli interpelli?

Perché non gli Agenti?

“ Vedi cose che esistono e ti chiedi ‘perché?’ Ma io sogno cose non ancora esistite e chiedo ‘perché no?’ “ (George Bernard Shaw)

 

 


Scritto da: Cesare Cantelli
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Commenti Commenti dei lettori

n. 72


Come me...GRAZIE a CHI PORTA UNA DIVISA con ONORE, rispettando valori etici e morali.Ed è a questi " ALCUNI " che va il mio pensiero positivo , con un grande GRAZIE anche perchè
questi dimostrano in modo pratico e tangibile che la Divisa è una Missione, ma chi l'indossa è una PERSONA con un Cuore, con un'Anima, con un CREDO, rispettosa dei rapporti UMANI .IL MIO TEMPO è PREZIOSO solo PER DIRE GRAZIE. ... RICORDARE chi ha portato una divisa in modo scorretto ... è invece una perdita di tempo.!Ho VOGLIA DI CREDERE IN UN MONDO MIGLIORE che parta da ognuno di noi.
Il desiderio di far girare POSITIVITA' sarà sempre radicato in me, giorno dopo giorno,nonostante tutte le difficoltà che mi si parano davanti !
" QUESTA E' LA MIA RAGIONE DI VITA " Vorrei SPRONARE tutte le persone a fare delle proprie esperienze, dei propri dolori.... UNA TESTIMONIANZA di VITA ... affinchè altri possano prenderne spunto e sapere che è sempre possibile... migliorare, superare, cambiare ... ED INSIEME DAR VITA AI SOGNI...Io, come uomo, il mio sorriso, come rappresentante di una DIVISA PREZIOSA per il territorio, Grazie!

Di  Anto  (inviato il 04/03/2018 @ 15:33:23)


n. 71


Ho fatto 30 anni di miniera se la vogliamo chiamare così, adesso sono in un ufficio in tribunale e lavoro con i magistrati tutto quì. Volevo dire che...L'ufficio serve dopo tanti anni di servizio a turno, con avanzamento di grado ovviamente, è proprio una vera soddisfazione personale credimi, un saluto a tutti! W la PolPen...

Di  Anto  (inviato il 04/03/2018 @ 15:18:36)


n. 70


Anto ma cosa ci azzecca di che parli.
Il lavoro in miniera e normale sua rischioso mentre in ufficio si è coccolati dalla stufetta dal climatizzatore direttore comandante.
W la miniera

Di  Anonimo  (inviato il 04/03/2018 @ 11:27:26)


n. 69


Io adesso chiedo a voi...Ritieni il lavoro sul campo migliore di quello d'ufficio?
Per ovvi motivi posso dirti che ritengo il lavoro sul campo certamente più rischioso. Ma all'interno della Polizia è davvero importante il lavoro d'ufficio, si pensa al poliziotto come quello sulla volante, ma organi come l'Immigrazione o le varie sezioni investigative senza lavoro d'ufficio non esisterebbero o non funzionerebbero a dovere.

Cosa pensi dell'odio verso le forze dell'ordine, una delle categorie più criticate?
Penso che chi giudica la Polizia e Penitenziaria per l'operato sbagliato di qualche pecora nera, dove per pecore nere intendo coloro i quali sono stati arrestati, condannati, in sostanza quelli che all'interno dell'amministrazione hanno commesso gravi reati per i quali hanno infangato la divisa, non sia intelligente.

Mi ripeto per l'ennesima volta: intorno al nostro lavoro ci sono un sacco di leggende, in realtà chi ne parla non conosce le dinamiche interne, le difficoltà, il sacrificio che ognuno di noi ci mette. Ho visto con i miei occhi, in zone "calde" della città, bambini sputare a volanti di passaggio. Credo che insegnamenti del genere, che sicuramente sono permeati nella società e sono insegnati ai bambini dagli adulti, non permettano di cambiare in alcun modo.

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 15:49:20)


n. 68


A tutti i colleghi connessi...Esperienza, e poi ho pensato...Io sono un Poliziotto, ho una pistola. Il fatto di avere una pistola ti fa sentire potente?
No, non mi sento potente. Anzi. Non associo al concetto di potere la mia arma, è una grandissima responsabilità, quasi un peso. Personalmente spero di non doverla tirare mai fuori dalla fondina. Ti ripeto: credo che il possesso di un'arma debba essere un maggiore richiamo alla responsabilità che a un'acquisizione di potere!

Quali sono le persone peggiori con cui puoi avere a che fare durante il tuo lavoro?
Una risposta scontata, ma sono quelle che non hanno nulla da perdere. Ci sono persone che per un centesimo sono disposte a uccidere, sono ciechi, non si fermano neanche davanti a una divisa. La verità è che rischiamo ogni giorno, in qualsiasi situazione—non saprai mai chi hai davanti. Ma questo poco importa a chi è contro la divisa a prescindere. Per esempio hanno sparato a un mio amico e collega per 200 euro. 200 euro, capito? Fortunatamente il proiettile non ha colpito parti vitali.

È vera la storia del fascino della divisa?
Ahimè anche quella è una leggenda metropolitana. Anche se non nego che il fatto che io sia fidanzato potrebbe avermi portato a dare una risposta diplomatica.

Ci sono state situazioni in cui hai avuto paura di fare il lavoro che fai?
Paura? C'è sempre paura. In situazioni di pericolo si ha sempre paura. È il self control che gioca il punto a favore; lo si acquisisce col tempo e l'esperienza, ma comunque la paura non andrà mai via. Anche perché non averne significherebbe essere incoscienti. Meditate!

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 15:46:49)


n. 67


E anche...e da sempre...VICE: C'è qualche tratto distintivo che permetta a chiunque di riconoscere un poliziotto in borghese?
Agente: Diciamo che per un cittadino "normale" non è facile riconoscere un poliziotto in borghese, anzi direi che proprio non lo possa riconoscere, a meno che questo non sia costretto a identificarsi. Chi invece ci ha avuto a che fare o ci ha a che fare spesso, ne riconosce uno da un miglio di distanza.

[Più in generale] esiste il distintivo, che però viene mostrato al momento di un intervento o durante un'operazione. Se mai dovesse esserci bisogno abbiamo anche un tesserino con i nostri dati anagrafici. Comunque nel distintivo c'è un numero che viene associato soltanto alla nostra persona.

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 15:43:26)


n. 66


Continuo...Senza pregiudizi: è così sbagliato associare alla polizia un'ideologia tendenzialmente di destra?
In generale si tende a giudicare la Polizia sulle caratteristiche di pochi, anche questo dello schieramento politico è uno stereotipo che ci contraddistingue. Conosco tantissimi colleghi che hanno idee non di destra, anzi direi addirittura completamente opposte. Non per questo sono meno ligi al dovere.

Ci sono occasioni in cui nascondi il fatto di essere un poliziotto, e ci sono momenti in cui esserlo ti favorisce in qualche modo?
Tendenzialmente non vedo perché dovrei nascondere di essere un poliziotto. Certo, se ti trovi in una stanza piena di pregiudicati probabilmente è meglio non urlarlo ai quattro venti. Per quanto riguarda i vantaggi, anche qui si tratta di leggende: sì abbiamo convenzioni delle quali usufruiamo, così come accade a qualsiasi dipendente di un'azienda. Quando qualcuno mi dice cose come: "Ah, sei un poliziotto? Allora entri gratis allo stadio" mi metto a ridere. Un'altra leggenda.

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 15:40:34)


n. 65


A me non piace x niente l'esercito con le sue stellette, tranquillo, mi sono espresso male o non hai capito bene tu il msg, io dopo 2 anni di esercito sono scappato via x entrare nel nostro corpo, sai a me chiedevano sempre quando mi sono arruolato nella Polizia Penitenziaria...
Pensi di essere una persona migliore degli altri per il lavoro che fai?
No, non credo che fare quello che faccio mi renda una persona migliore. Però amo quello che faccio, sono orgoglioso di farlo e probabilmente non tornerei indietro. Anche perché quando il tuo lavoro ti permette di essere utile alla società, di essere d'aiuto a qualcuno, in qualche modo diventa un privilegio poterlo fare. Non sono migliore, forse un privilegiato sì.

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 14:00:16)


n. 64


Ma Militare per modo di dire, Uomo in Divisa, sai la gente non lo sa che la polizia penitenziaria è smilitarizzata dal 90 ed io gli ho spiegato ai tanti, che è un corpo civile, come la Polizia di Stato, cmq io ho fatto 2 anni nell'esercio da VTO, negli anni 82 e 83, e poi mi sono arruolato nel corpo PolPen 90, che a me piaceva tanto, adesso ho quasi finito che gli anni sono passati, anche io a metà mese finisco lo stipendio cmq, ma questa è la vita i soldi non bastano mai certamente, a me non piacciono le stellete, ma non si è capito, leggendo i commenti! Saluti!

Di  Anto  (inviato il 03/03/2018 @ 13:17:42)


n. 63


Commento 62 anto.
Parlane con chi non arriva alla fine del mese che dopo 10 anni di blocchi stipendiali e stato mess9 in ginocchio

Di  Anonimo  (inviato il 03/03/2018 @ 12:44:19)


n. 62


Mi hanno fatto sempre questa Domanda, Militare perchè...la mia risposta è stata... La vera ricompensa non viene dallo stipendio a fine mese..ma dalla soddisfazione,dalla passione e dagli Ideali che s' inseguono e si portano avanti nonostante sia difficile farlo in un epoca come questa,dettata solo dal consumismo e dal signor denaro.
La Divisa che ho scelto di indossare è fatta di Valori,Idee e profonda convinzione..e non di bigliettoni da 100.

Di  Anto  (inviato il 02/03/2018 @ 22:48:02)


n. 61


Eusebio di Cesarea narra che durante la persecuzione di Settimio Severo, mentre i catechesi della scuola alessandrina si erano dispersi, Origene, allora diciassettenne, avvicinato da alcuni pagani amanti della verità, prese ad istruirli nella fede cristiana con tale dottrina e con tale ardore che, diffusasi la fama, ben presto accorsero a lui anche pagani colti e persino filosofi.
Tutti costoro, conquistati da lui alla fede di Cristo, rifulsero in quel tempo di persecuzione e molti di essi affrontarono il martirio.
Fra questi ultimi Eusebio ricorda, nell'ordine, Plutarco, Sereno, Eraclide, Erone, un altro Sereno, e, al settimo posto, Basilide, sul quale si sofferma ampiamente, intrecciandone la storia con quella della vergine Potamiena e della madre Marcella.
Secondo Eusebio, Basilide era uno dei soldati addetti a scortare i condannati al luogo del supplizio. Aveva assistito ad alcune lezioni di Origene, riportandone una profonda simpatia per il cristianesimo e per i cristiani, ma non si era ancora deciso a ricevere il battesimo.
Il giudice Aquila fece arrestare, tra i tanti, anche Potamiena, vergine cristiana, famosa per la sua bellezza non meno che per la sua virtù, la quale già aveva dovuto tanto lottare per sottrarsi alle proposte di pretendenti follemente innamorati.
Sottoposta a orribili torture, la vergine restò incrollabile nella fede e subì il suo destino. Quando il giudice minacciò di abbandonarla ai gladiatori per essere violentata, ella rispose con tanta nobiltà e fierezza da far meravigliare lo stesso giudice: fu subito condannata a morte, e l'incarico di accompagnarla al supplizio fu affidato al soldato Basilide.
Nel tragitto dal tribunale al luogo del supplizio, mentre la plebaglia cercava di oltraggiare con grossolani insulti la donna, Basilide la protesse, respingendo coraggiosamente gli scalmanati e dimostrandole compassione e simpatia. Toccata dall'insolito contegno del soldato, Potamiena gli promise che, per contraccambiarlo, avrebbe pregato per la sua salvezza quando fosse giunta al cospetto di Dio.
Sopportò poi eroicamente l'atroce martirio: venne, infatti, lentamente cosparsa di pece, infiammata su tutto il corpo, dai piedi alla testa.
A questo punto Eusebio aggiunge che insieme alla giovane Potamiena morì anche la madre Marcella. Passarono solo pochi giorni e Basilide seguì l'esempio di Potamiena: durante un processo, invitato dai suoi commilitoni a prestare giuramento, egli rifiutò dichiarandosi cristiano fra lo stupore e l'incredulità di tutti.
Poiché persisteva nelle sue affermazioni, fu condotto dinanzi al giudice. Confermati il suo rifiuto e la sua professione di fede, fu gettato in carcere. Ai cristiani che si recavano a visitarlo, Basilide svelò che Potamiena, tre giorni dopo il suo martirio, gli era apparsa di notte e gli aveva posto una corona sul capo, dicendogli che aveva implorato per lui grazia dal Signore, che la sua preghiera era stata esaudita e che fra poco sarebbe venuta a prenderlo. Fu battezzato nella stessa prigione e, il giorno successivo, decapitato.
Il Martirologio Romano ricorda da solo San Basilide il 30 giugno. Con decreto della Sacra Congregazione dei riti del 2 settembre 1948, San Basilide è stato proclamato patrono del Corpo degli Agenti di Custodia, oggi Polizia Penitenziaria.
Il 30 giugno, gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria celebrano la festa di San Basilide martire, il cui culto è unito a quello di Santa Potamiena e Santa Marcella.

Di  Anto  (inviato il 02/03/2018 @ 22:30:27)


n. 60


Con la caduta dell’Impero Napoleonico e l’abolizione dei codici francesi del 1791 e del 1810, il Regno Sardo avviò la riforma delle leggi in materia penale. Sul versante carcerario, per quanto riguarda il personale addetto alla custodia delle carceri, nel 1817 furono promulgate le Regie Patenti che approvarono il “Regolamento della Famiglia di Giustizia modificato” che rappresenta, l’atto di nascita dei custodi delle carceri che nel Regno d’Italia assumeranno la denominazione di guardiani. Le carceri furono divise in sette classi, secondo il numero degli organici dei soldati di giustizia destinati a prestarvi servizio. A capo di ogni famiglia era posto un ispettore che aveva il compito di controllare l’operato delle guardie e di visitare le carceri più volte durante la settimana “senza prefissione di giorno”. Regie Patenti 1839 L’emanazione del Regolamento aprirà la strada a numerosi provvedimenti che avevano l’obiettivo, condiviso da importanti giuristi e filantropi, della rigenerazione morale dei condannati da cui sarebbe derivato anche un vantaggio per la società, principio accolto dalle Regie Patenti del 9 febbraio 1839, che stanziava la somma di due milioni per la costruzione e l’adattamento delle carceri centrali in maniera tale da rendere possibile il lavoro in comune e la segregazione di notte. 1860-1862 Le riforme carcerarie dopo l’Unità d’Italia Tra il 1860 e il 1862 vennero emanati cinque regolamenti relativi alle diverse tipologie di stabilimenti carcerari, che vennero così classificati: bagni penali (R.D. settembre 1860) dipendenti dal ministero della Marina e di custodia; carceri giudiziarie del Regno (R.D. 27 gennaio 1861, n.4681) case penali (13 gennaio 1862, n. 413) dipendenti dal ministero dell’Interno case di relegazione (28 agosto 1862, n. 813) – case di custodia (27 novembre 1862, n. 1018). Con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze fu emanato il R.D. 29 novembre 1866 che sancì il passaggio dei Bagni penali dal ministero della Marina al ministero dell’Interno, a partire dal 1° gennaio 1866, destinandovi i condannati ai lavori forzati. Il personale in servizio presso questi stabilimenti passò dall’Amministrazione centrale del Ministero della Marina a quello dell’Interno. I diversi ordini di stabilimenti prevedevano altrettanti organici del personale amministrativo e di custodia. Non era previsto pertanto un unico organico che nazionale che si avrà, per quanto riguarda il personale di custodia, a partire dal 1873. Regio Decreto di approvazione del Regolamento generale per le Carceri giudiziarie del Regno 27 gennaio 1861 n. 4681 Art. 11 Il personale addetto al servizio d’ogni carcere si compone di un capo-guardiano, di un sotto-capo e di guardiani in numero proporzionato all’entità del servizio. Regio Decreto di approvazione del Regolamento generale per le Case di pena del Regno 13 gennaio 1862 n. 413 Art. 103 Il corpo dei guardiani delle case di pena è instituito per custodire e sorvegliare i condannati, per curare la sicurezza interna, per applicare le punizioni disciplinarie, ed eseguire tutti i provvedimenti che per tal uopo emanano dal Direttore. Art. 104 Il personale addetto al servizio d’ogni casa di pena si compone di un capo-guardiano, di un sotto-capo e di un numero di guardiani proporzionato all’entità del servizio. Nelle case di pena delle donne il servizio di custodia nell’interno dello stabilimento viene eseguito da guardiane. Regio decreto concernete gli Impiegati della Amministrazione carceraria 10 marzo 1871 n. 113 Art. 16 Il personale di custodia delle Carceri e degli Stabilimenti penali consta di: Capi Guardiani Sotto Capi Guardiani Guardiani Esso è ripartito in due categorie e compreso in due ruoli distinti, dei quali l’uno per le carceri giudiziarie, e l’altro per le case di Pena e Bagni penali Regolamento per l’ordinamento del personale di custodia degli stabilimenti carcerari 27 luglio 1873 n. 1511 Art. 1 Il personale di custodia delle carceri si compone di capiguardia, di sottocapi e di guardie. Art. 2 Il servizio interno delle carceri delle donne è disimpegnato da personale del loro stesso sesso Regio Decreto 9 ottobre n. 255: nasce la Direzione generale delle carceri dipendente dal Ministero dell’Interno Nel 1861, con Regio Decreto del 9 ottobre n. 255, fu istituita la Direzione generale delle carceri dipendente dal Ministero dell’Interno in sostituzione dell’Ispettorato generale. La direzione generale delle carceri sostituì la vecchia divisione del ministero, creata nel 1849 dal Regno Sardo, al cui vertice era stato posto un ispettore generale Primo direttore generale delle carceri del Regno d’Italia fu nominato, nel 1861, l’avvocato Giuseppe Boschi, già ispettore generale, che vi rimase in carica fino al 1870. Con decreto del 17 novembre 1869, le divisioni della direzione generale vennero ricostituite sulla base delle materie di pertinenza: divisione VII - del personale; divisione VIII - del servizio economico e delle manifatture; divisione IX - dei fabbricati, trasporti e affari diversi. Venne inoltre creato un gabinetto per gli affari riservati.

Di  Anto  (inviato il 02/03/2018 @ 17:37:40)


n. 59


Cenni storici

L’atto di nascita del Corpo di Polizia Penitenziaria, è stabilito dalla Regie Patenti del 17 marzo 1817 che approvarono il “Regolamento della Famiglia di Giustizia modificato”. Le carceri del Regno Sardo furono divise in sette classi, secondo il numero degli organici dei Soldati di giustizia destinati a prestarvi servizio. A capo di ogni Famiglia era posto un ispettore che aveva il compito di controllare l’operato dei custodi e di visitare le carceri più volte durante la settimana “senza prefissione di giorno”.
Con l’Unità d’Italia, tra il 1860 e il 1862, furono emanati cinque regolamenti relativi alle diverse tipologie di stabilimenti carcerari, con altrettanti organici del personale amministrativo e di custodia: bagni penali (R.D. 19 settembre 1860) dipendenti dal Ministero della Marina e di Custodia (con il R.D. 29 novembre 1866 fu sancito il passaggio dal Ministero della Marina al Ministero dell’Interno); carceri giudiziarie (R.D. 27 gennaio 1861, n.4681); case penali (R.D.13 gennaio 1862, n. 413); case di relegazione (28 agosto 1862, n. 813); case di custodia (27 novembre 1862, n. 1018), tutte dipendenti dal Ministero dell’Interno. Ogni regolamento disciplinava il funzionamento degli istituti e gli organici del personale di custodia e amministrativo.
Nel 1861, con R.D. del 9 ottobre n. 255, fu istituita la direzione generale delle carceri dipendente dal Ministero dell’Interno, in sostituzione dell’Ispettorato generale istituito nel 1849 dal Regno Sardo, al cui vertice era posto un ispettore generale. Primo direttore generale delle carceri del Regno d’Italia fu nominato, nel 1861, l’avvocato Giuseppe Boschi, già ispettore generale, che vi rimase in carica fino al 1870. L’unificazione del personale sia amministrativo che di custodia fu stabilita con il R.D. 10 marzo 1871. Il R.D. dell’8 gennaio 1872 incorporava il personale proveniente dalle carceri pontificie nell’amministrazione generale delle carceri.
La riorganizzazione e l’unificazione dei diversi ordinamenti del personale di custodia si ebbe con la legge 23 giugno 1873, n. 1404 (serie 2) “Riordinamento del Personale di Custodia delle Carceri e dei Luoghi di Pena”, che emanò il Regolamento 27 luglio 1873 “Pel corpo delle guardie carcerarie”. Il regolamento stabiliva le nuove qualifiche di capoguardia, sottocapo e guardia e introduceva la denominazione di guardia carceraria in luogo di guardiano. Per la prima volta il governo affrontava specificatamente l’ordinamento del personale di custodia delle carceri, materia che fino ad allora era stata affrontata unitamente ai regolamenti generali delle carceri giudiziarie e case di pena del Regno.
L’attribuzione dello status militare del corpo di custodia comportava che per gli appartenenti ad essi venissero sottoposti al codice militare in caso di infrazioni quali diserzione e insubordinazione (art.5)

Con il R.D. del 6 luglio 1890 n. 7011 fu emanato l’Ordinamento degli agenti di custodia degli stabilimenti carcerari e dei riformatori governativi che istituisce il Corpo degli Agenti di Custodia: Il Corpo degli Agenti di Custodia è istituito per vigilare e custodire i detenuti delle Carceri giudiziarie centrali, succursali, mandamentali; i condannati chiusi negli stabilimenti penali o lavoranti all’aperto; i minorenni nei Riformatorii governativi. Al personale di custodia può essere, in via eccezionale, affidata la sorveglianza esterna degli Stabilimenti suddetti (art. 1).
L’ intervento legislativo di maggiore rilievo tra quelli emanati nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale, è il R.D. 24 marzo 1907, n. 150, con cui si approva il nuovo Regolamento per il Corpo degli Agenti di Custodia, che non apporta modifiche sostanziali rispetto al Regolamento del 1890.
Con il R.D. 31 dicembre 1922, n. 1718, la Direzione generale delle carceri e dei riformatori viene trasferita, a partire dal 15 gennaio 1923, dal Ministero dell’Interno a quello della Giustizia. Con R.D.5 aprile 1928, n. 828 la direzione generale delle carceri e dei riformatori assume la nuova denominazione di Direzione Generale per gli Istituti di Prevenzione e di Pena.
Il Regolamento 30 dicembre 1937, n. 2584, seppure modificato negli anni successivi per adeguare le norme contenute al sistema democratico e alla nuova concezione del carcere sancita dalla riforma penitenziaria del 1975, è rimasto in vigore fino al 1990.
L’appartenenza degli Agenti di Custodia alle Forze Amate dello Stato ed a quelle in servizio di Pubblica Sicurezza fu deciso con il primo provvedimento legislativo emanato nel dopoguerra in materia penitenziaria. Il Decreto Lgs.vo Luog.le 21 agosto 1945 attribuiva agli Agenti di Custodia la qualifica di polizia giudiziaria e la soggezione alla giurisdizione militare.
Smilitarizzazione, professionalità e sindacalizzazione sono stati gli obiettivi che, dopo l’approvazione della riforma penitenziaria nel 1975, si sono imposti come punti essenziali per adeguare il Corpo alle nuove prospettive della pena. Un carcere in cui la sicurezza e la legalità sono le condizioni per attuare il fine della rieducazione e del reinserimento sociale del condannato.
Il 15 dicembre 1990 viene emanata la legge n. 395 che istituisce il Corpo di Polizia Penitenziaria e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La Riforma del 1990 ha accolto le esigenze di cambiamento attraverso la riqualificazione, smilitarizzazione e sindacalizzazione, affidando alla Polizia Penitenziaria, oltre ai tradizionali compiti di assicurare la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, anche la partecipazione al trattamento rieducativo. La Riforma del 1990 le donne entrano a far parte del Corpo con pari dignità e professionalità.
La Polizia Penitenziaria svolge compiti specialistici, all’interno degli istituti penitenziari e nei servizi esterni, che ne definiscono l’identità, la mission e l’unicità.

Di  Anto  (inviato il 02/03/2018 @ 17:33:48)


n. 58


Domenica si vota , votate con giudizio con coscienza votare chi volete tranne per il fumoso ministro.
Dio benedica l'Italia tutti gli elettori Tutte le famiglie che da dieci anni hanno sofferto per i blocchi stipendiale.
Dio benedica tutti gli operai i disoccupati le persone in attesa d'impiego .

Di  Appuntato agente di custodia  (inviato il 02/03/2018 @ 14:40:54)


n. 57


R. Per lo zi.
Perché mai saremmo patetici.
Spiega perché.

Di  Roby  (inviato il 01/03/2018 @ 11:38:38)


n. 56


Ci si lamenta sempre di quello che non funziona. Non rappresentiamo mai e non diamo valore per tutto quello che funziona .
Io credo così come rappresentiamo quello che non va però dobbiamo anche rappresentare tutto ciò che funziona.
Ci si lamenta dei colleghi che svolgono compiti cariche fisse , forse sarebbe il caso di elogiare i colleghi delle cariche fisse senza un punto di riferimento chi si occuperebbe mai delle pratiche nostre se non il collega dell'ufficio pratiche della polizia penitenziaria.
Ci si lamenta anche della mancanza di benessere del personale però guarda caso siamo noi quelli che gestiscono lo spaccio bar polizia di stato eppure se male gestito diamo colpa all'amministrazione, stessa cosa la mancanza di vestiario siamo sempre noi quali parti della commissione vestiario, ci si lamenta anche della sicurezza sui luoghi di lavoro eppure anche qui abbiamo responsabili nominati per la sicurezza del lavoro.
Ma di cosa ci dobbiamo lamentare di chi ......
Non credo proprio tutte le colpe sono del comandante e direttore , chissà quanti dovrebbero fare dire mea culpa anziché puntare il dito sui comandanti e direttori .
Spendo qualche parola sui sindacati quelli ai vertici nazionali regionali , siete sicuri che ogni delegato sindacale assolve ai propri doveri in tutto e per tutto .


Di  Lombardia  (inviato il 28/02/2018 @ 18:19:26)


n. 55


Questa è la reazione di chi non sa più cosa scrivere, ma vi capisco! Non è tutta colpa vostra! Alla prossima!!!

Di  Anonimo  (inviato il 27/02/2018 @ 19:58:00)


n. 54


Verità..anonimi ecc. Siete patetici per dirla con un aggettivo.
Quasi mi commuovete fino alle LAGRIME!

Di  Lo zì  (inviato il 27/02/2018 @ 18:02:33)


n. 53


…perché, perché, perché?
Ma è lampante la risposta!
I temi sono maturi per lasciare le poltrone ed è necessario trovare una buona sistemazione a quei tre/quattro funzionari del Corpo ai quali una loro “poltrona” è stata promessa ma non l’hanno ancora avuta……..meditate gente, meditate!

Di  Cicirinella  (inviato il 27/02/2018 @ 17:27:28)


n. 52


Pensavo di averle viste e sentite tutte , non sbagliavo si proprio così.
Mi rivolgo al collega w la verità che di w la verità non ha nulla .

Di  Anonimo  (inviato il 27/02/2018 @ 13:16:28)


n. 51


R. Per W la verità .
Con educazione ti dico grazie per le tue parole fuori dal contesto del gruppo operativo mobile .

Di  Anonimo  (inviato il 27/02/2018 @ 12:21:42)


n. 50


Qui manca la buona educazione da parte di questo soggetto alquanto offensivo, la verità, chissà chi si crede di essere...vedete che scrive, è proprio convinto eh...se lui continua a lavorare in sezione è perchè non è idoneo in mansioni e servizi superiori...non è così colleghi? Poi scrive... (io e miei colleghi, lì formammo con tutto il personale) e chi è questo montato, il comandante di reparto? ahahah... n. 43

Adesso ho capito: ntp e cinofili! Non hai mai lavorato! Considerato che le traduzioni sono iniziate nel '96!!!
Ricordo benissimo che i primi ntp, io e miei colleghi, lì formammo con tutto il personale che in sezione non serviva a niente! Non scrivere altre cose, altrimenti continui a fare brutte figure.

Di W la verità! (inviato il 26/02/2018 @ 09:04:24)

Di  Anto  (inviato il 26/02/2018 @ 21:17:24)


n. 49


Se parli di grado....scusi Commissario! Sopra di me può esserci solo un Commissario, altrimenti taci!

Di  W la verità!  (inviato il 26/02/2018 @ 20:51:56)


n. 48


W la verità la sede di servizio posso dirla senza problemi Casa Circondariale di Cremona.
Adesso ti saluto con stima nonostante abbiamo vedute diverse siamo sempre colleghi .

Di  Appuntato AA. CC. IN PENSIONE 2.4.2O18  (inviato il 26/02/2018 @ 20:47:17)


n. 47


Ma che stai blaterando,ma non vedi che sei solo invidioso degli altri, tutti gli anni precedenti al 96 ero anch'io in sezione e muro di cinta, poi sono stato scelto dalla casa circondariale x le mie capacità lavorative, e adesso tappati la bocca che sei tu a fare brutte figure e non gli altri...ma non hai nient'altro da fare che stare quì tutto il giorno a insultare i tuoi superiori? Rispetta almeno l'anzianità di servizio se non vuoi rispettare il grado, e con questo ho chiuso, dovrebbero censurare tutto quello che scrivi! SI Sottoporre a censura, eliminando o tagliando quanto non ritenuto conforme a criteri particolari di sicurezza o moralità.

Di  Anto  (inviato il 26/02/2018 @ 18:02:56)


n. 46


Mi fa strano sentire un collega AA.CC. Che parla di lavoro straordinario da non programmare. A quei tempi lo facevi e basta (a mille lire l'ora) e i riposi non si vedevano, altro che volontario, scrivi come uno che vota a sinistra, quindi sei incompatibile con me e con il lavoro che hai fatto fino ad oggi, anzi fino al 02.04.2018.
Già quando parli di turni che iniziano alle 7.50 (per le consegne) capisco che fai servizio in un carcere di diritti.

Di  W la verità!  (inviato il 26/02/2018 @ 16:44:51)


n. 45


W la verità sappi che lo straordinario e un'eccezione . Lo straordinario non può essere programmato sul mod.14 agenti con turni di 7,50.16.00 15,40 24.00 23,50 8.00 la programmazione dello straordinario e irregolare .
Se poi per te va bene fare straordinario per arrotondare fatelo pure .
Io rivendico le 36 ore settimanali e preferisco godermi la famiglia piuttosto che prestare servizio per più di 6 ore al di .
Lo straordinario non mi interessa , se permetti dopo le 6 ore di servizio voglio ritornare dalla mia famiglia e non voglio passare un solo secondo oltre le 6 ore di miniera.
Faccio volontariato al di fuori dell'orario di servizio e ne vado fiero di farlo .
Te nel frattempo datti tranquillamente allo straordinario ai festivi ai notturni .
P.s. il due aprile 2018 vado in pensione ti lascio in eredità i miei turni il mio lavoro di addetto estrazione carbone fossile in miniera con la carriola la pala il piccone .
Sui diritti mai sceso in compromessi e sui doveri mai fatto un solo passo indietro .
Tanti Auguri Amico Buon lavoro W la polizia penitenziaria nel cuore sempre



Di  Appuntato AA.CC. In pensione 2.4.2018  (inviato il 26/02/2018 @ 15:27:35)


n. 44


Avete letto del collega colpito con l'ammoniaca a Genova!
La politica e soprattutto l'amministrazione non ci pensa.
Il capo del personale (buffa) è uno blef!

Di  W la verità!  (inviato il 26/02/2018 @ 11:36:16)


n. 43


Ecco un altro scienziato anonimo!!! Per eliminare lo straordinario basta portare le ore settimanali da 36 a 48 altro che hobby! Lavorare e pedalare! Avanti con il dovere e basta a rivendicare solo diritti.

Di  W la verità!  (inviato il 26/02/2018 @ 11:28:23)


n. 42


La verità è che tutti volete un lavoro che piace possibilmente fuori dal contesto carcerario e duri dalle mura. Vi siete arruolati nella polizia penitenziaria come poliziotti penitenziari e non nel corpo della polizia di stato nei carabinieri nella finanza . Volete fare tutt'altro compito quando le vostre regole d'ingaggio sono la sorveglianza la sicurezza istituiti penitenziari in primis . Lamentate carenze di personale e sicuramente é vero, le carenze dipersonale ci sono perché non si rispettano le regole d'ingaggio, se soltanto si rispettasse le regole d'ingaggio che sono quelle del lavorare tutti all'interno degli istituti penitenziari non vi sarebbe più carenza di personale sarebbe rispettato il contratto delle 36 ore settimanali per tutti mettendo fine al ricorso dello straordinario , mettendo fine al ricorso degli assistenti capo oramai impiegati in mansioni superiori di sorveglianza generale, ogni istituito penitenziario avrebbe al comando nelle 24H un ispettore uno e più sovrintendenti così da porre fine alle responsabilità sulle spalle del ruolo assistenti.
Pensate se ogni singolo agente assistente sovrintendente ispettore sostituto commissario e commissario vengano impiegati nei soli compiti di polizia penitenziaria all'interno e solo nei penitenziari quanti di noi ne beneficiano in termini lavorativi , si avrebbe più tempo per la famiglia per coltivare i propri hobby riacquistare il diritto di fruire dei riposi settimanali del congedo non da meno una rotazione dei posti di servizio pari diritti su turni notturni festivi grande festività.
Le 36 ore settimanali sono una benedizione per tutti.

Di  Anonimo  (inviato il 26/02/2018 @ 10:47:22)


n. 41


Adesso ho capito: ntp e cinofili! Non hai mai lavorato! Considerato che le traduzioni sono iniziate nel '96!!!
Ricordo benissimo che i primi ntp, io e miei colleghi, lì formammo con tutto il personale che in sezione non serviva a niente! Non scrivere altre cose, altrimenti continui a fare brutte figure.

Di  W la verità!  (inviato il 26/02/2018 @ 09:04:24)


n. 40


La verità...Chi gira molti istituti è solo perchè non si sopporta, è una persona superficiale e insoddisfatta del proprio lavoro, io la mia carriera l'ho fatta nucleo e gruppo cinofilo, a fine anno io ho finito, ti lascio tutti gli istituti che vorrai continuare a girare, ricorda che bastano pochi ma buoni, stai in campana saluti!

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 22:59:59)


n. 39


NO io scrivevo i camosci e non ai camosci, li pittavo, non fare confusione...adesso stando in Tribunale non faccio più servizio in istituto, cmq 20 istituti sono tanti, bravo non è da tutti, a me sono bastati quelli che ho girato...

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 22:47:51)


n. 38


Il PARA va bene per te .... è seguito da c...

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 21:38:52)


n. 37


Vorrei capire cosa interessa agli altri cosa abbiamo fatto nella nostra carriera.
Ho l'impressione che alcuni siano al limite della NOIA e sono buono a non anteporre la parolina PARA!

Di  Saxa  (inviato il 25/02/2018 @ 20:49:00)


n. 36


Per referee!
Che origini hai? Sei nato in trentino?
Anzi, ma che lavoro fai, visto che il 99% della penitenziaria è terrone?

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 20:33:56)


n. 35


Può essere tanto per chi non ha girato....per me sono pochi! Sono a quota 20 istituti!!! E tutt'ora lavoro in miniera!

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 20:29:06)


n. 34


Ma perchè scrivete in DIALETTO????......
Ahhhh vero!!!! NON SAPETE L'ITALIANO....
QUESTI SIETE............

Di  referee  (inviato il 25/02/2018 @ 18:49:58)


n. 33


Lo vedi che sei un poeta....scrivevi anche ai camosci!

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 18:46:51)


n. 32


Ho fatto Napoli, Palermo inizi anni 90, Reggio Calabria, Modena e Milano ti basta o ti pare poco...poi Asti nel 2007 cinofili...ora Tribunale!

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 18:15:26)


n. 31


In quale miniera lavori....scrivano!

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 17:00:51)


n. 30


Fatti fare i giusti conteggi della pensione perché qualora non rientri nel retributivo dovrai ancora aspettare altri due rinnovi contrattuali per avere 1.440,00 di pensione

Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2018 @ 16:24:34)


n. 29


Vedi che io non sono andato ancora in pensione, mi manca poco x finire e ho sempre lavorato bene, ho fatto sempre del mio meglio, mi temevano i detenuti perchè io li scrivevo come si diceva una volta e non scappava mai nessuno dalla rete, perciò bisogna crederci nel lavoro che si fa x farlo nel migliore dei modi...e non sono un poeta, moderati...

Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2018 @ 15:08:37)


n. 28


Tu hai parecchio tempo da perdere! In quale miniera hai fatto servizio? Così ti peso!

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 14:29:10)


n. 27


Solo chi tiene tempo da perdere tiene tempo per commentare criticare tutto e tutti .E questi commentatori di certo non sono lavoratori di miniere , chi lavora in miniera non perde tempo in frattaglie.

Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2018 @ 14:15:52)


n. 26


Grande stima al gruppo operativo mobile.
L'invidia é una brutta bestia ogni volta che qualcosa va nella giusta direzione che funziona alla perfezione arrivano i risiconi con l'intento di buttare all'aria anni di esperienza anni di addestramento e sacrifici .
Alla fine sarà meglio come dicono. Lavorare tutti all'interno delle mura e solo in prision

Di  Anonimo  (inviato il 25/02/2018 @ 14:09:44)


n. 25


Anto mi si drizzano i pucuni!!!! Che poeta....se hai lavorato con la stessa filosofia con cui scrivi, è meglio che sei andato in pensione!!!

Di  W la verità!  (inviato il 25/02/2018 @ 13:18:43)


n. 24


Per W la verità.
Non sono nessuno vero. Però sono obbiettivo e ribadisco il mio commento n.19 delle ore 20:29 .
Poiché non sono un poliziotto penitenziario e non appartengo al comparto sicurezza difesa sono libero di esprimere il mio pensiero , abbiamo già chi lavora per la sicurezza delle nostre città e sono i carabinieri la polizia di stato la guardia di finanza la polizia municipale.
Poi abbiamo la polizia penitenziaria che svolge un lavoro delicato, quello di assicurare la sicurezza negli istituti penitenziari .
Cordiali saluti

Di  Non sono nessuno  (inviato il 25/02/2018 @ 12:42:06)


n. 23


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c'è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno. Anche io sono stato infelice del lavoro che facevo, però pensavo sempre, che mi dava da vivere, per la mia famiglia, e tiravo avanti, ed è proprio questo che mi ha fatto resistere e pensare a chi non aveva un lavoro, e magari voleva stare il mio di posto, come lo vorrebbero oggi in tanti! Ho passato quasi tutta la mia vita in trincea, quando c'era chi la trincea non sapeva nemmeno dov'era...un saluto di buona continuazione!

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 11:22:57)


n. 22


Cari Colleghi il...Lavoro è vita, e senza quello esiste solo paura e insicurezza. Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono. La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall'orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l'ingiustizia anche a costo della propria vita. In tanti l'hanno fatto un saluto Anto!

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 11:10:55)


n. 21


Ma era solo x scherzare sai...Paisà, io ho finito quest'anno vado via perciò non è che mi interessi più di tanto, io oramai la mia carriera l'ho fatta, cmq...x tutti quelli che sono ancora in servizio, L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle. Meditate...Aforisma, Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi.

Di  Anto  (inviato il 25/02/2018 @ 11:04:13)


n. 20


Per il comm. 16.
Anonimo curiosone birbantello, pensa solo a lavorare, perché se non ti è ancora chiaro stiamo tutti messi male.
Dopo il 4 marzo forse anche nella cacca.
Cià cià anò............piens a salùt!


Di  Ciruzz  (inviato il 25/02/2018 @ 04:22:14)


n. 19


L'unica cosa corretta che hai scritto è quella che non sei nessuno!

Di  W la verità!  (inviato il 24/02/2018 @ 22:14:22)


n. 18


Sarebbe un bene per tutti voi espletare solo i compiti d'istituto penitenziario , del resto il corpo di polizia penitenziaria e istituito per la gestione dei penitenziari dei diversamente liberi.
In Europa i corpi di polizia penitenziaria si occupano e lavorano solo alla gestione alla sicurezza degli istituti penali , non pensano certo di prestare servizio d'ordine pubblico di polizia stradale e neanche da addetti come autista consegna pacchi posta direzione e reclusi.
I corpi di polizia penitenziaria europea d'oltre oceano al di fuori dell'Italia svolgono solo compiti di polizia penitenziaria si occupano della sicurezza istituto penitenziari . Mentre qui si vuole fare altri tipi di servizio come polizia di stato carabinieri finanza .
Sembra che si possano svolgere 15 ore di servizio di ordine pubblico di polizia stradale ma se però si svolgono 9 ore di servizio penitenziario allora no non va bene e subito si fa intervenire il sindacato mentre vanno più che bene le 15 ore di servizio continuativo fatte fuori dal penitenziario .
Naturalmente io non sono nessuno dico il mio pensiero con educazione e rispetto per tutti e tutto , perché credo si possa lavorare più bene con serenità e pari diritti per tutti svolgere le sole 36 ore settimanali per tutti soltanto con una riforma lineare che lasci la polizia penitenziaria nei soli compiti penitenziari eliminando tutto che non è compiti d'istituto penitenziario.

Di  Anonimo  (inviato il 24/02/2018 @ 20:29:37)


n. 17


Non litigate tra di voi, perché se facciamo una classifica di ciò che ognuno di noi ha fatto nella carriera, il 90% sta a zero!

Di  imbimbo  (inviato il 24/02/2018 @ 18:18:01)


n. 16


E' ostrogoto di foggia magari, sarà un fuggi da foggia paisà ahahah, c magnm rucl e patn rcchitell trucinill e pastnc dumenc so trucl e nzim a nzalt nzavisicchj e basciol pu spec nuj tnimm l aereoport ma mannaggia chitemmurt a pist è tropp cort a gent non s fec i cazz suj e mo da qua c namma schett fuj fugg da fogg no p fogg ma pi fuggen ca stann a foggia fugg da fogg no p fogg ma pi fuggen ...sta in Puglia??? Un Saluto...

Di  Anto  (inviato il 24/02/2018 @ 18:05:50)


n. 15


SI DICE SIA FINITO TUTTO.
Ah si certo agg capit' o trucchett!
Dopp o carcere mancav sul'isse....oh Gomme!
È chiar no¿!¿
Si accomodino pure lor signori.

Di  Ciruzz capa tost  (inviato il 24/02/2018 @ 13:55:38)


n. 14


Avanti tutta con la rimilitarizzazione del corpo. Con il passaggio ai carabinieri questi inutili funzionari impareranno ad allacciarsi le scarpe. Vogliamo capitani e colonnelli come comandanti di reparto no questi sciacquapatate di commissari

Di  Anonimo  (inviato il 24/02/2018 @ 09:33:35)


n. 13


Forse è meglio così.
Almeno finalmente si formeranno per lavorare successivamente in carcere.
Ma mandateli per farli tornare, altrimenti è un modo per scappare dalla galera e dalle responsabilità che ci sono tutti i giorni.
Ciao Pasquì.

Di  Salvo  (inviato il 24/02/2018 @ 07:18:30)


n. 12


Sarebbe l'ora di di lavorare solo nei penitenziari come i tempi degli agenti di custodia

Di  Anonimo  (inviato il 23/02/2018 @ 18:54:20)


n. 11


In pratica bene dieci comandanti di reparto se la smignano vanno dalla mammina Dap

Di  Anonimo  (inviato il 23/02/2018 @ 18:21:10)


n. 10


Si devono abolire tutti quei compiti che non rientrano come servizio penitenziari. Fare in modo che tutti indistintamente vengano impiegati in servizi penitenziari nei reparti detentivi solo così si potrà lavorare in pace . Dare un taglio definitivo al fuggi fuggi di commissari ispettori sovrintendenti agenti assistenti dai carceri . Tutti dal primo all'ultimo impiegati dentro al penitenziario a lavorare .
Visto che non tutti abbiamo pari diritti pari opportunità con l'abolizione di tutti i servizi non connessi al carcere alla miniera se tutti vengono messi al lavoro in carcere saremo tutti uguali e nessuno più cercherà la strada per andare in posticini fuori dai carceri .

Di  Anonimo  (inviato il 23/02/2018 @ 12:25:42)


n. 9


Il decreto dice anche che possono essere impiegati nei reparti periferici, anche il primo requisito dell'interpello, li aspettiamo per darci il cambio, con lo stesso provvedimento di vitto e alloggio a carico dell'amministrazione, nelle caserme senza i vetri alle finestre e nelle mense dove si mangia alla grande! Può darsi che se scrivete voi qualcuno legge!

Di  imbimbo  (inviato il 23/02/2018 @ 11:33:35)


n. 8


Come rimpiango i gloriosi Agenti di Custodia non avevamo cavilli per la testa .
Oggi cercano tutti posti tranquilli al sicuro al caldo d'inverno al fresco d'estate possibilmente fuori dalle mura.
Non siamo più neanche padroni dei nostri lidi marini figurarsi come siamo messi , ci e stato tolto io buono befana per i nostri bimbi , 9 anni di blocchi stipendiale una decorrenza del nuovo contratto dal 01.01.2016 , un riordino che non riordina ma crea disuguaglianze.
Mancanza fornitura vestiario con assenza di voce in capitolo da parte dei delegati sindacali facente parte della commissione vestiario .
Mense agenti meglio non aggiungere nulla .
Oggi i sindacati VVFF per motivi salariali hanno indetto una giornata di sciopero per la giornata di oggi , le richieste dei VVFF : avere aumenti salariali adeguati al costo della vita , pensioni di anzianità corrispondenti " al lavoro usurante " svolto i VVFF chiedono anche la tutela dell'assicurazione Inail per gli infortuni sul lavoro mentre i sindacati della polizia penitenziaria sono sull'asciutto alla deriva persi nell'oceano indiano e non in grado di tutelare l'interesse dei colleghi siano in servizio che pensionati eppure sono centinaia le note sindacali con le richieste rivolte inviate agli uffici superiori però non vedo pubblicate del tutto le risposte degli uffici superiori oppure non rispondono non prendono più in considerazione i sindacati per la continua discontinuità tra sigle sindacali .
So che non è colpa dei sindacati se le manifestazioni sindacali non sono prese in considerazioni , la colpa è dei colleghi che vi partecipano e quei pochi che partecipano sembrano in gita.

Di  Anonimo  (inviato il 23/02/2018 @ 10:46:26)


n. 7


Alla fine rimane l'assistente capo oltre che la sorveglianza generale dovrà sostituire anche i comandanti.
Questi nostri laureati non pensano alla truppa , cercano di evadere dai penitenziari questa e la verità
I comandanti degli agenti di custodia chissà cosa pensano dei attuali giovani laureati comandanti, vero erano altri tempi quelli degli agenti di custodia però non si restava soli un punto di riferimento c'era tutti i giorni super festivi compresi mentre oggi festivi super festivi notturni serali quei pochi assistenti capo non siedono comodamente sul ponte di comando ma bensì corrono da un ponte all'altro ponte di comando macinando migliaia di kilometri assumendo responsabilità a 360 gradi .
Cosa e servito il riordino che promuove i già fortunati sottufficiali se poi l'assistente capo li sostituisce . Il riordino doveva prendere in seria considerazione tutti gli assistenti che svolgono mansioni superiori e promuoverli sul campo ispettori superiori.

Di  Appuntato agente di custodia  (inviato il 23/02/2018 @ 09:16:36)


n. 6


Dimenticavo i 10 oltre tutto NON sono responsabili dei reparti negli istitutii, ma per la sede centrale come previsto dal decreto...peccato o fortunatamente questo non lo so, che 10 funzionari dovranno gestire una trentina dii uomini una media di tre ciascuno se la sono sistemata proprio bene, hanno previsto tutto nel nuovo decreto.....
E i funzionari che gestiscono centinaia di uomini negli istituti cosa dicono di tutto ciò ??

Di  Alex  (inviato il 23/02/2018 @ 08:59:08)


n. 5


@Alessandro Salvemini
assolutamente d'accordo. Nessuno ha mai detto ilo contrario.
Evidentemente, l'articolo vuole sollevare altri interrogativi ...

Di  GB de Blasis  (inviato il 23/02/2018 @ 08:52:56)


n. 4


PERCHE!!!!! devono sistemare i loro PROTETTI...... prima di andare a casa il 4 Marzo ecco perchèéééé

Di  Alex  (inviato il 23/02/2018 @ 08:39:38)


n. 3


Perchè gli appartenenti alla carriera dei funzionari fanno parte del Corpo.

Di  Alessandro Salvemini  (inviato il 23/02/2018 @ 08:36:39)




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