Gennaio 2017
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Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre: una Ferrari mediatica gestita dal Dap come una Fiat 500.


Polizia Penitenziaria - Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre: una Ferrari mediatica gestita dal Dap come una Fiat 500.

Notizia del 03/05/2011

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Old Major

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Le Fiamme Azzurre sono la splendida realtà sportiva della Polizia Penitenziaria che veicola, attraverso i mass media, l’immagine del Corpo in Italia e nel mondo.Questa è la realtà. Questo è un dato di fatto.

Ma non è stato sempre così. Le Fiamme Azzurre, pur essendo oggi in assoluto tra le prime società sportive italiane, sono un gruppo relativamente giovane che è nato “soltanto” nel 1983, mentre la prima affiliazione ad una disciplina del Coni risale al 1985.

Nel  1987 arrivano subito i primi titoli nazionali assoluti e la prima medaglia ottenuta nei Campionati Europei juniores (Giuliano Baccani nei 5000 metri a Birmingham), nel 1988 il primo podio nella classifica del campionato di società e i primi record nazionali assoluti (nell'asta e nell'alto indoor ad opera, rispettivamente, di Giorgio Grassi con 5.50 e di Fabrizio Borellini con 2.30), nonché le prime partecipazioni olimpiche per merito, oltre che degli atleti Ezio Madonia e Giovanni Perricelli, anche del pentathleta Roberto Bomprezzi ai Giochi di Seul;

L’ascesa delle Fiamme Azzurre è stata costante e inarrestabile fino a portare il gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria ai vertici dello sport italiano e mondiale.

Voglio fare soltanto alcuni nomi (e chiedo scusa a tutti gli altri grandi campioni non citati):

Pietro MENNEA (che è stato anche il cofondatore del gruppo Sportivo), Walter ARENA, Giovanni PELLIELO, Vera CARRARA, Carolina KOSTNER.

Insieme a tutti questi campioni, voglio anche citare la nostra Sezione Paralimpica – unico Gruppo Sportivo Militare a vantarne una – che a mio parere è il fiore all’occhiello delle Fiamme Azzurre, sia per i risultati (tante medaglie alle paralimpiadi) sia, soprattutto, per l’altissima valenza sociale ed educativa che assume per la Polizia Penitenziaria.

In particolare, in questo momento, possiamo annoverare tra le nostre fila una delle atlete più popolari, più amate e più famose di tutti i tempi: Carolina Kostner.

Al di là del puro e semplice valore sportivo (che pure è di assoluta rilevanza mondiale) Carolina è amatissima dalla gente, dai media e dagli addetti ai lavori per la sua simpatia, per la sua umiltà e per la sua tenera fragilità di giovane ragazza italiana.

E allo stesso tempo, Carolina è un personaggio di assoluta rilevanza sportiva e mediatica.

E Carolina è un Assistente della Polizia Penitenziaria. E questo è un fatto, puro e semplice, ed incontrovertibile.

Carolina Costner ha indossato moltissime volte ed in occasioni di assoluta rilevanza mediatica ed istituzionale la nostra gloriosa uniforme.

Purtroppo, però, nonostante ciò, capisco tutti i colleghi che spesso lamentano che i nostri atleti non evidenziano la loro appartenenza al Corpo e non danno sufficiente rilievo alla nostra uniforme.

Infatti, pur se questo non è affatto vero perché so per certo (e per esperienza diretta) che tutti i nostri campioni danno la giusta rilevanza al Corpo e alla divisa, gli effetti ed i risultati sui mezzi di comunicazione e nelle occasioni pubbliche non sono proporzionati al valore degli sportivi e alle necessità mediatiche del Corpo.

Ma questo vi assicuro non è assolutamente colpa degli stessi atleti.

La colpa va ascritta non solo ai media, che spesso ignorano, eludono e snobbano la parte che riguarda l’appartenenza alla Polizia Penitenziaria, ma soprattutto allo scarso, scarsissimo, interesse che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria riserva alle attività sportive del Corpo.

E questo nonostante l’esistenza di interi uffici deputati soltanto alle “Relazioni Esterne”.

Interi uffici che racchiudono (in tutti i sensi) in se stessi le competenze per le relazioni esterne, l’ufficio stampa, il cerimoniale, la rivista ufficiale dell’amministrazione e la gestione del sito web del Corpo.

Uffici assolutamente autoreferenziali e gestiti in estrema autonomia (anzi direi estraneità) dal Corpo di Polizia Penitenziaria che, per questo, non riesce nemmeno a valorizzare mediaticamente i migliori risultati mondiali dei propri atleti.

Per questa ragione, debbo convenire che pur avendo uno dei Gruppi Sportivi più forti agonisticamente e più rilevanti mediaticamente non riusciamo a raccogliere adeguati risultati pubblicitari per il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Insomma, il Dap con le Fiamme Azzurre, ha in mano una Ferrari mediatica ma la gestisce come se fosse una Fiat 500 (e la fa guidare da un minorenne senza patente).

Ed è per questo che, più che criticare chi indossa con onore la nostra divisa dandoLe lustro e gloria, dovremmo chiedere una migliore gestione delle Relazioni Esterne ma, soprattutto, dovremmo pretendere di riportare quegli uffici all’interno del Corpo e della sua autonomia.


Scritto da: Old Major
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


Leggo alcuni commenti che hanno un pò equivocato il senso del mio post. Sicuramente ciò consegue alla poca chiarezza con la quale ho esposto alcuni concetti (oltre che alla scarsa conoscenza delle dinamiche dipartimentali).
In questo editoriale era mia intenzione evidenziare due sole circostanze. La prima che le Fiamme Azzurre sono diventate uno dei primi Gruppi Sportivi nazionali ed internazionali per risultati conseguiti. La seconda che il Dap è incapace (o disinteressato) di sfruttare mediaticamente la popolarità delle squadre e dei singoli atleti.
Ovviamente, e non può essere altrimenti, la responsabilità di questa spiacevole circostanza è in capo al dirigente dell'ufficio stampa e relazioni esterne.
Puramente incidentale, ai fini del mio ragionamento, l'esistenza di un addetto stampa delle Fiamme Azzure che non ha alcuna discrezionalità ne alcuna autonomia esterna sotto il profilo della comunicazione.
Altra cosa è il fatto che la persona che riveste l'incarico di addetto stampa del Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria è un dipendente civile dell'organizzazione giudiziaria non si sa a quale titolo distaccato presso il Dap e che collabora a titolo personale come giornalista free lance con un quotidiano sportivo della capitale.
Questa anomalia sarà eventualmente affrontata in un altra circostanza.
Non vedo poi quale responsabilità possa avere in tema di comunicazione il Responsabile dei Gruppi Sportivi.
Rimane ferma la mia opinione che il fallimento della comunicazione istiutzionale e mediatica del Corpo faccia capo a chi dirige quell'Ufficio.

Di  Il Vecchio Maggiore  (inviato il 06/05/2011 @ 16:54:42)


n. 8


Penso anch'io che tu faccia i riferimenti troppo personali a singoli individui. Le Fiamme Azzurre un Ufficio Stampa ce l'hanno: se non funziona, è opportuno trarne le debite conseguenze. Ed il primo a dover cambiare lavoro, è chi lo dirige. Tutto qui. Altrimenti useremo la Ferrari come una 500. E nessuno saprà mai che ad esempio la Kostner è sì una campionessa mondiale ma anche una poliziotta penitenziaria italiana (ricordi Tomba? I giornali scrivevano sempre "... il vice brigadiere dei Carabinieri e campione di sci Alberto Tomba..."). Certo ci vorrebbe più autorevolezza mediatica anche da parte di chi dirige le Fiamme Azzurre...

Di  Vero eretico  (inviato il 06/05/2011 @ 08:00:43)


n. 7


Mi arrendo... Se hai interpretato la mia come una reazione piccata, mi arrendo. I tuoi sono riferimenti troppo personali a singoli individui. Se poi non riesci a capire che è impossibile che l'ufficio stampa delle Fiamme Azzurre sia autonomo ed indipendente dal DAP (ti sei accorto che le notizie delle Fiamme Azzurre devono comunque passare "la censura" del DAP?), allora non posso fare altro che augurarti ogni successo per la tua personalissima lotta, ma, secondo me, stai sbagliando bersaglio. Tutto qui.

Di  Enzima  (inviato il 05/05/2011 @ 15:42:57)


n. 6


Non comprendo francamente questa tua piccata risposta. Se il GS Fiamme Azzurre non è adeguatamente valorizzato dal punto di vista mediatico, la colpa non è del suo ufficio stampa - che è autonomo ed indipendente dal DAP -; non è di chi lo coordina (che NON E' manco un poliziotto); non è di chi si presenta come 'addetto stampa' del Gruppo Sportivo e, anche attraverso google.it ne trovi traccia, in tale veste rilascia interviste e commenti sportivi (che però, guarda un pò e chissà come mai, escono raramente sull'importante quotidiano sportivo romano del quale è collaboratore). No, la colpa è del DAP. Ed il 'povero' addetto stampa delle Fiamme Azzurre lui no, lui non c'entra nulla. Anzi, vuoi vedere che un pò di responsabilità di questa colpevole disinformazione ce l'hanno anche i due poliziotti che lavorano con lui (perchè, oltre alla collega che citi ma che non è indicata nell'organigramma delle FF.AA, c'è un collega che si occupa di fare foto agli eventi sportivi)?

Di  Vero eretico  (inviato il 05/05/2011 @ 14:31:25)


n. 5


Mi correggo, allora non stai sparando sulla croce rossa (l'addetto stampa), ma sei semplicemente poco informato. La colpa di certo non è tua, ma anche qui dell'amministrazione che se ne guarda bene dal far capire chi sono i veri responsabili di certi "giochetti".
Premesso che chi si occupa dei comunicati stampa delle Fiamme Azzurre non è solo quel "civile" a cui ti riferisci tu, ma c'è anche un'altra nostra collega poliziotta che svolge un lavoro encomiabile (e se non te ne sei ancora accorto che c'è una nostra collega allora mi chiedo: che cosa leggi?), ma c'è anche il fatto che tutta la comunicazione e relazioni esterne del DAP, compresa la parte delle Fiamme Azzurre, fanno capo ad un Ufficio apposito. Siccome la responsabilità comunque è gerarchica, pur volendo, quelli delle Fiamme Azzurre potrebbero fare tanto e non più. Potrebbero fare sicuramente di più, anche scavalcando il DAP che è davvero immobile, ma di certo un Commissario non può prendere decisioni quando "sopra" ha un direttore e un capo dipartimento... Te lo devo spiegare io questo oppure lo avevi già capito da solo? : - ))

Di  Enzima  (inviato il 05/05/2011 @ 13:14:01)


n. 4


Ma quale "solito "vizio" italiano di prendersela con il più debole"??? Il Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre ha un suo addetto stampa autonomo, che peraltro non è neppure un appartenente alla Polizia Penitenziaria e quindi immagino sarà retribuito per (non) fare comunicazione, che peraltro è pure un giornalista che collabora con un quotidiano sportivo? E a chi dobbiamo chiedere conto se la Ferrari mediatica è gestita come una 500 (vecchio tipo, ovviamente) o meglio come la pur mitica Prinz? Al Presidente delle Fiamme Azzurre Ionta ed a tutto il Consiglio Direttivo? O forse al commissario penitenziario Gavino Tolu che delle Fiamme Azzurre è il responsabile oltre ad essere segretario del CD? Perchè è ovvio che se l'immagine delle FF.AA non va affatto bene mediaticamente la colpa è da ricercare all'interno del Gruppo Sportivo. Anche nella scelta dei collaboratori.

Di  Vero eretico  (inviato il 05/05/2011 @ 13:01:27)


n. 3


Eccolo qua. Il solito "vizio" italiano di prendersela con il più debole (in questo caso l'addetto stampa del Gruppo Sportivo) e non saper/voler volgere lo sguardo al di là del proprio naso. Mentre mi pare evidente che dietro certe inadempienze ci sia un chiaro intento (il solito) di evitare di valorizzare la Polizia Penitenziaria, in questo caso non mettendo a frutto i risultati dei nostri atleti. Come è stato già scritto in questo sito web, fra qualche mese andranno in pensione parecchi personaggi che hanno fatto la storia dell'amministrazione penitenziaria. Forse cadranno anche i loro "protetti" e "cortigiani", che sono il vero dramma di questa amministrazione. Responsabili del settore della comunicazione compresi.

Di  Enzima  (inviato il 05/05/2011 @ 04:01:28)


n. 2


- segue 2 - E allora di che cosa ci si lamenta? Non è forse il caso di iniziare a mettere la Ferrari in mano a chi la sa guidare piuttosto che lasciarne la guida a chi solo per aprirne la portiera e salirci sopra sbatte contro il muro e distrugge la fiancata? Si abbia il coraggio di cacciare chi è addetto alla comunicazione e alla stampa che dimostra con questo vostro post tutta la sua inadeguatezza ed il suo fallimento professionale.

Di  Vero eretico  (inviato il 04/05/2011 @ 20:20:39)


n. 1


Tutto vero, tutto giusto. Però dal sito Ufficiale del Corpo leggo il 'numericamente popolato e corposo' organigramma delle Fiamme Azzurre (http://www.polizia-penitenziaria.it/organigramma_fa.asp) e scopro che c'è un addetto stampa specifico per il Gruppo Sportivo che addirittura coordina l'area stampa e comunicazione. Mi si dice che non sia neppure un collega - e questo è già assurdo, per un corpo di Polizia - ma addirittura un giornalista collaboratore della testata “Corriere dello Sport". - segue -

Di  Vero eretico  (inviato il 04/05/2011 @ 20:16:51)




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