Febbraio 2017
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I bluff del DAP - Gli addetti stampa e i portali della formazione


Polizia Penitenziaria - I bluff del DAP - Gli addetti stampa e i portali della formazione

Notizia del 29/10/2009

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Scritto da: Enzima

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“La società reclama conoscenza di ciò che avviene nelle amministrazioni che, in quanto “pubbliche”, le appartengono. Anche la normativa si è evoluta nel senso di spingere verso la comunicazione con l’esterno. Il bisogno di comunicare, d’altronde, è intrinseco alle finalità istituzionali dell’Amministrazione Penitenziaria. Tali finalità si giovano dell’esistenza di un corretto canale informativo che consenta al cittadino di conoscere, in un quadro di trasparenza, il mondo dell’esecuzione penale e del carcere in particolare, del quale spesso viene diffusa un’immagine distorta e condizionata da pregiudizi. Tale immagine si ripercuote molto negativamente, tra l’altro, sul personale che con tanto generoso impegno ed elevato sacrificio individuale si applica in uno dei settori delicati dello Stato”.

E’ un brano estratto dalla circolare del DAP n. 3519/5969 del 29 marzo 2000 che ha per oggetto Rapporti con gli organi di informazione. L’avreste mai detto che potevano essere parole del DAP stesso?

Non si possono che condividere queste belle parole, soprattutto nella parte in cui riconoscono le ripercussioni negative sul Personale di Polizia Penitenziaria a cui, con il beneficio della fiducia, riteniamo il DAP si riferisse.

L’innovativa circolare continua con l’investitura diretta dei Provveditorati che dovevano addirittura individuare un addetto stampa a cui demandare i rapporti con gli organi di comunicazione “sulle questioni che investono la realtà penitenziaria locale. Tali figure - continua la circolare - dovranno assumere carattere sistematico anche con la divulgazione dei dati essenziali relativi alla locale popolazione delle carceri, al numero degli ammessi alle misure alternative, al personale e, soprattutto, ai problemi, alle esigenze, alle difficoltà dei compiti svolti dall’Amministrazione periferica, insomma tutto quanto valga a rendere consapevole la cittadinanza delle difficoltà fondamentali che incontra il lavoro degli operatori penitenziari”. Ancora con il beneficio della fiducia, vogliamo credere che il DAP, anche in questo passaggio, si riferisse al 90% del proprio organico e cioè alla Polizia Penitenziaria.

A livello dirigenziale questa è stata una circolare molto famosa, molto citata come esempio, molto apprezzata a parole, anche parole scritte. Peccato dover constatare a distanza di quasi dieci anni che ci troviamo di fronte al solito bluff dell’Amministrazione penitenziaria... Mi pare superfluo elencare qui tutte le occasioni e gli eventi in cui i Provveditori non solo non hanno saputo comunicare le attività e le professionalità del Corpo, ma addirittura si sono appropriati dell’immagine della Polizia Penitenziaria, relegandola al ruolo di ospite, peraltro facendo intendere, trattarsi di un ospite quasi sgradito. Un esempio per tutti sono le Feste locali della Polizia Penitenziaria in cui fanno bella mostra e figura i Direttori che si fregiano addirittura dell’Araldico della Polizia Penitenziaria negli inviti illegittimi rivolti alle autorità locali.

Ma questo è uno dei tanti aspetti che riguardano il benessere del Personale in senso lato. Tutto questo dovrebbe essere il definitivo coronamento di un’attività innanzitutto di comunicazione interna all’Amministrazione e in particolare tra i Ruoli della Polizia Penitenziaria, così come più volte evidenziato e richiamato dal DAP stesso, in occasione di altre importanti prese di posizione del DAP sulle tematiche che riguardano la comunicazione, la formazione e il benessere del Personale in senso lato.

Il Forum di discussione e formazione via web per esempio.

E’ da molti anni che se ne parla e soprattutto in ambito della formazione, ritenendo che “non ci si deve fermare al periodo trascorso nella scuola per acquisire la formazione di base, la formazione deve continuare sempre” e quindi quale miglior modo, veloce, facile ed economico se non un Forum riservato al Personale dell’Amministrazione penitenziaria?

Erano i primi anni di questo secolo e pagine e pagine venivano riempite della parola e-learning. Del progetto ovviamente è stato investito direttamente l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari (ISSP) che ha saputo far fiorire tutta una serie di progetti separati e calibrati alle singole esigenze che si prospettavano al momento.

Da allora si sono succeduti svariati progetti che, presi singolarmente, hanno avuto il merito di risolvere l’aspetto preso in considerazione, ma non avevano ancora la pretesa dell’omnicomprensività.

Tutto questo fino all’arrivo di Edu2000, il progetto di e-learning che senz’altro ogni Poliziotto Penitenziario ben conosce (...), divenuto operativo grazie all’ISSP nel 2003. Ma non era il primo, infatti Edu2000 era stato anticipato dall’altro portale della Formazione, il G.O.L.F.

A quale prezzo in termini di euro non ci è dato sapere, ma è facile immaginarli confrontandoli per esempio con un progetto del 2007 dal nome “Università in carcere con teledidattica”. Un progetto nato dalla collaborazione tra il DAP, l’Ateneo di Tor Vergata e le società Fastweb e Laziodisu che doveva permettere ad una quarantina di reclusi di laurearsi in carcere. Attraverso una speciale piattaforma predisposta dalla compagnia telefonica su alcuni computer ubicati in due salette del carcere, gli studenti-detenuti potevano seguire in sincrono le lezioni che si tenevano all’Università, proprio come fossero in aula. Non solo. Una volta a settimana, i docenti si collegavano in videoconferenza consentendo agli iscritti di porre domande o ottenere chiarimenti. Costo del progetto? Solo 300 mila euro.

Ma vediamo un po’ più da vicino i due portali.

Uno, il primo, si chiama G.O.L.F. ed è stato realizzato dall’Ufficio per lo Sviluppo e la Gestione del Sistema Informativo Automatizzato, quello che una volta era chiamato CED per intenderci. Il progetto, iniziato circa sette anni fa, è stato concluso cinque anni or sono, ma a tutt’oggi non un solo Agente o dipendente del DAP ha potuto usufruire di un corso di formazione on-line (saremmo felici di essere smentiti).

I motivi sono sostanzialmente due: il primo è che la fase di progettazione del Portale della formazione, come è stato chiamato, non è stato condiviso con tutte le altre Direzioni Generali del DAP, che non hanno potuto inserire nel progetto le proprie esigenze e le proprie osservazioni, amplificando quel senso di estraneità e sospetto che accompagnano sempre le nuove tecnologie, soprattutto quelle che possono alterare i delicati equilibri in ambito lavorativo e che vanno a favore del personale; il secondo motivo per cui il Portale è tutt’ora inutilizzato è che la Direzione Generale del Personale e della Formazione in tutti questi anni, non ha saputo ideare un solo corso on-line rivolto al proprio personale (felici di essere smentiti). Sono decenni che l’Europa e il Governo italiano sbandierano i vantaggi dell’informatica, ma al DAP sembra proprio che le nuove tecnologie siano ancora un corpo estraneo.

Il secondo prodotto per la formazione a distanza attraverso le tecnologie informatiche è quello realizzato dall’ISSP, che considerando non rispondente alle proprie esigenze quello realizzato dall’Ufficio del DAP, ne ha messo in piedi un altro inserito nel progetto Edu2000, un progetto nato per l’informatizzazione delle aree pedagogiche e poi ampliato a tutte le altre aree di competenza dell’ISSP attraverso un percorso di formazione a distanza per tutti gli operatori delle aree pedagogiche degli istituti e dei Provveditorati compresa la Polizia Penitenziaria. In futuro sembra che l’Edu2000 dovrà integrarsi con le applicazioni informatiche del DAP come la Matricola, l’Afis e le applicazioni ad esse collegate e forse anche del GOLF.

Ora, a distanza di quasi dieci anni, quanti di noi possono dire di essere stati formati dei Portali e quanti si sono visti tutelare la propria immagine professionale dagli addetti stampa dei PRAP?

A questo punto è difficile capire le reali intenzioni del DAP: il progetto GOLF scomparirà dopo tutto quello che è stato speso? Oppure finalmente potremo usufruire di almeno un corso collegandoci da casa o dal lavoro?

Per ora non ci resta che ringraziare: grazie DAP per il bluff degli addetti stampa e per il bluff dei portali della formazione.


Scritto da: Enzima
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Commenti Commenti dei lettori

n. 3


Cremona: al 31 gennaio Tot. Generale 376, il 72% dei quali (271) stranieri".
Roba da farsi il segno della croce con la mano sinistra andando a lavorare!
Sono vicino a questi colleghi, più che mai, con tutto me stesso, con tutto il mio cuore ♥
Cari pagliuzza ed Anonimo, è tutto un bluff avete ragione. Siamo e rimarremo il niente. Ciò è senz'altro il frutto anche della codardia di molti di noi, nel non sapersi incazzare al momento giusto e con le persone giuste. Senza sconti e paure infondate.
La dignità al primo posto e guai a chi me la tocca!!!
Non sono mai stato sfiorato da un recluso..., ne attinto da uno sputo, nemmeno da una parolaccia...meglio così...MEGLIO COSI'...m e g l i o
c o s ì !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Di  Saru u tostu  (inviato il 26/02/2015 @ 11:47:43)


n. 2


Caro Anonimo: i tempi dei posteri sono arrivati ed è sconvolgente leggere le tue profetiche parole del 2000...

Di  Una Pagliuzza  (inviato il 25/02/2015 @ 17:22:36)


n. 1


E' una vergogna, come volevasi dimostrare i ruoli tecnici che verranno istituiti nel nostro Corpo saranno solo un brutto facsimile degli omologhi ruoli tecnici della Polizia di Stato. Questa è l'ennesima dimostrazione della voluta incapacità dei vertici dell'Amministrazione, che pensano solo agli interessi di un'elite ......ristretta. Non ci saranno tutti quei profili professionali esistenti nei ruoli tecnici della Polizia di Stato, a cui il decreto legislativo doveva fare diretto riferimento. Per colpa dei soliti noti, il nostro Corpo non è relegato ad essere di serie B ma di serie Z. Ai posteri l'ardua sentenza!

Di  Anonimo  (inviato il 11/09/2010 @ 14:47:04)




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