Gennaio 2017
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I corsi di deontologia servono a chi fa le scorte o a chi è scortato?


Polizia Penitenziaria - I corsi di deontologia servono a chi fa le scorte o a chi è scortato?

Notizia del 02/10/2012

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

(Letto 4512 volte)

Scritto da: pasquino

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Roma – Incontri di deontologia per il servizio scorte 

L’Ufficio per la Sicurezza Personale e Vigilanza ha approntato un ciclo d’incontri formativi, dal 25 settembre, sulla deontologia professionale nel servizio scorte al fine di accrescere gli aspetti professionali connessi al servizio di scorta e tutela.
Gli incontri, realizzati in quindici sessioni, di sei ore ciascuna, avranno l’onere di diffondere la conoscenza dei principali aspetti professionali connessi all’operatività degli operatori impiegati nei vari dispositivi di protezione, con riferimento anche alla normativa dell’U.C.I.S. l’organismo interforze del Ministero dell’Interno.
 
 
Questo qui sopra è un messaggio pubblicato sul sito ufficiale della Polizia Penitenziaria.
Assolutamente nulla questio sulla comunicazione e sull’iniziativa, anzi ben venga l’azione di formazione/informazione da parte dell’Amministrazione nei confronti del proprio personale.
 
Il quesito che pongo è di diversa natura e, più precisamente (premesso che ritengo necessario, se non indispensabile, fornire al personale la dovuta preparazione, importantissima sotto ogni profilo operativo, giuridico e comportamentale) :
 
Ma i beneficiari del “servizio” di scorta, sono altrettanto preparati “deontologicamente” ?
 
Vorrei chiarire quest’ultimo aspetto e, per questa ragione, faccio ricorso ad alcuni esempi di fatti che potrebbero (sottolineo POTREBBERO, sempre che qualcuno non abbia la coda di paglia) accadere o davanti ai quali il personale della Polizia Penitenziaria “deontologicamente” preparato dall’Amministrazione potrebbe trovarsi (e saremmo curiosi di conoscere se questi corsi inaugurati dal Capo del Dipartimento, prevedono dei comportamenti deontologici ad hoc ... per i fruitori appunto).
 
Sono legittimi quesiti, sui quali sarebbero gradite risposte trasparenti e deontologicamente inattaccabili.
 
E’ deontologicamente professionale che l’autorità trasportata a bordo del mezzo non indossi le cinture di sicurezza, ben sapendo che in caso d’incidente la responsabilità di eventuali danni fisici ricadrà sull’autista?
Come si comporterebbe l’Autorità trasportata alla richiesta dell’autista o del Capo Scorta di indossare la cintura di sicurezza?
 
E’ deontologicamente professionale chiedere di superare reiteratamente i limiti di velocità sapendo che eventuali infrazioni o incidenti saranno economicamente e penalmente a carico dell’autista?
 
E’ deontologicamente professionale chiedere di utilizzare i dispositivi di segnalazione luminosi e sonori, solo perché s’invocano “presunti” impegni Istituzionali?
(un piccolo inciso: per quanto ne so io, impegno istituzionale “improvviso” ed “improrogabile” è soltanto il Consiglio di Guerra, tutti gli altri impegni sono calendarizzati per tempo ovvero sono comunicati con un congruo anticipo - ad esempio il Consiglio dei Ministri).
 
E’ deontologicamente professionale fare i pendolari ogni fine settimana con la vettura di servizio, quando sarebbe più conveniente sotto ogni profilo viaggiare con il treno?
 
E’ deontologicamente professionale portare i propri figli a scuola con la macchina di servizio?
 
E’ deontologicamente professionale andare tutti i fine settimana presso la propria casa in località di mare, portando al seguito la famiglia, la quale potrebbe/dovrebbe raggiungere la località con altri mezzi?
 
E’ deontologicamente professionale fare una passeggiatina per il centro durante una nevicata (evento straordinario a Roma) per far vedere la città imbiancata al proprio figlio?
 
E’ deontologicamente professionale non rispettare l’accordo di protezione sottoscritto?
 
E’ deontologicamente professionale non comunicare per tempo i propri spostamenti?
 
E’ deontologicamente professionale far aspettare per ore il personale di scorta sotto la propria abitazione rendendolo un facile bersaglio per potenziali aggressori?
 
E’ deontologicamente professionale arrogarsi le prerogative del superiore gerarchico, pur sapendo che il personale delle scorte dipende gerarchicamente dal Direttore di quell’Ufficio?
 
In verità i quesiti potrebbero proseguire in numero indeterminato e senza soluzione di continuità, perché sono pressoché infinite le situazioni che potrebbero presentarsi al personale della Polizia Penitenziaria di fronte ad altrui comportamenti poco deontologici.
In buona sostanza, vorrei sapere se quest’Amministrazione è preparata deontologicamente a lavorare con personale deontologicamente preparato o se quest’attività d’informazione/formazione è l’ennesima lavata di coscienza, strumentale per scaricare le proprie responsabilità?
 
Insomma a chi serve veramente un corso sulla deontologia?
 
 
P.S.: segnalate gli altri vostri quesiti nei commenti all'articolo
 
 
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Scritto da: pasquino
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


@Ino Griselli
Vogliono la scorta come status symbol e poi fanno una vita normalissima...

Prorio per quello che vogliono la scorta.... perché è uno Status Symbol..
Non per altro.
Se conosco bene la mia Amministrazione, al momento, escluso il Ministro, al quale spetta in virtù dell'incarico, scorte che siano necessarie ne conosco solo quattro.
Una è in favore di un Direttore che è stato minacciato dal detenuto Provenzano, l'altra è di un ex Vice Capo di Gabinetto che ora fa il Direttore Generale al DAP...
Le altre potrebbero essere tranquillamente declassificate..
La terza è quella di un ex Capo Dap che fa il Procuratore Generale.
la quarta è quella in favore del Capo DAP al quale spetta in virtù dell'incarico, considerato che gli incarichi pregressi, durante i quali non ricordo abbia svolto attività investigative rischiose come i due che lo precedono in questa scaletta (non mi sembra di sbagliare), potrebbe tranquillamente rinunciare ad una delle due vetture e a due uomini di scorta.
Con questo non dico assolutamente che la Polizia Penitenziaria non debba fare le scorte, anzi tutt'altro, purché faccia quelle che realmente sono necessarie.
Ad esempio i "fax" (e chi sa di scorte comprende cosa dico), potrebbero essere fatti in buona parte dall'USPeV..
Ma per favore, basta con scorte in favore di chi si fa "BUH" allo specchio e si mette paura perché la propria immagine riflessa lo intimorisce..
Ma si sa, al DAP sovente PREDICANO BENE E RAZZOLANO MALE...
BESITOS

Di  OMER SIMPSON  (inviato il 03/10/2012 @ 20:23:41)


n. 8


Vogliono la scorta come status symbol e poi fanno una vita normalissima e anzi più eccessiva di chi non è scortato esponendosi continuamente ed esponendo al pericolo le scorte. Mare, barche, montagna, ballki, party, convegni, feste di compleanno dei bimmi ....e cene al ristorante a volontà.....insomma non si fanno mancare nulla.... Ricordo solo due magistrati in Italia (due martiri) che essendo scortati e consapevoli dei pericoli cui andavano incontro facevano una vita ritirata e abitavano nelle caserme......gli scortati d'oggi, gli altri non credo che siano pronti a rinunciare ad alcunchè....anzi alcuni fanno lo shopping all'IKEA e si fanno portare il carrello dagli uomini di scorta.....bella deontologia......

Di  dott. Ino Griselli  (inviato il 03/10/2012 @ 16:24:05)


n. 7


Mi sembra che l'articolo parli di "deontologia" a chi e perché.
Dei comportamenti non conformi dei "tutelati"
Non mi sembra che sia stato redatto per mettere in contrapposizione chi fa le scorte con chi non le fa, chi è qualificato con chi non lo è.

Io parlerei di questo.
Concordo in tutto con l'articolo.
Questi Signori, sono preparati ad essere scortati?
Conoscono realmente quello che possono e quello che non possono fare?
E sopratutto, conoscono quello che NON dovrebbero chiedere?
Perché non diciamo che eventuali dinieghi verso la personalità se arrivassero dalla "scorta" invece delle segnalazioni di rito all'UCIS comportano il probabile cambio di uno o più componenti della medesima, perché l'Ufficio NON E' MESSO NELLA CONDIZIONE DI TUTELARE IL PERSONALE
Sottolineo NON E' MESSO.
Perché non diciamo che questi Signori hanno la scorta e la macchina solo per evidenziare l'appartenenza ad una casta.
Se avessero veramente paura di subire un attentato, si porterebbero moglie e figli in macchina? Non credo, quindi rinunciassero, farebbero più bella figura

Di  OMER SIMPSON  (inviato il 03/10/2012 @ 10:50:50)


n. 6


Le scorte affidate alla poliziapenitenziaria risalgono prima del 92 , quindi prima della riforma , i colleghe storici che potevano insegnarci qualcosa sulla deontologia per il servizio scorte sono parcheggiati , colleghi che il servizio lo conoscono sicuramente ( ancora le posteitaliane non erano pronte per recapitare plichi ) , rimpiazzati con zerbini , che del Corpo nn conoscono nulla ... MA conoscono le abbitudini del capo . Con questo mio STIMATO Pasquino volevo dirti nn è colpa del VIP ma di alcuni di questi indispensabili zerbini .

Di  ff  (inviato il 02/10/2012 @ 23:40:24)


n. 5


io lo fatto il corso a abbasanta vediamo quante persone lo hanno fatto ho fatto pure il corso a varano tanto non serve a un c....zo

Di  G.  (inviato il 02/10/2012 @ 21:40:38)


n. 4


Ma questi "signori" dovrebbero adottare il sistema inglese a mio avviso alias: a piedi o con mezzo proprio. Sarebbe la cosa migliore da fare.Darebbero l'esempio anche in virtù dei tempi di "magra" che persistono nel nostro Paese, purtroppo.Per quanto concerne il corso di deontologia ( aspetto morale, formale, professionale), credo che debbano iniziare dall' Asilo......non me ne vogliano ma a Napoli si dice che: O' CUMMANNA' E' MEGLIO DO' FOTTERE....senza offesa. Siamo uomini in divisa, e NON burattini tutto fare......

Di  MAX  (inviato il 02/10/2012 @ 18:56:11)


n. 3


Facciamo far fare la scorta a coloro che fino a ieri facevano i cappuccini al bar , oppure la vigilanza, la scorta non sanno neanche come si scrive. Per salire su una macchina blindata ci vuole il corso C.A.I.P di abbastanza. Solo quello è riconosciuto , gli altri sono solo stupidaggini, perciò andiamo a vedere quanti hanno il corso per stare sulle blindate e fare la scorta, non serve solo spallettare , ed accendere la sirena per dire faccio la scorta.

Di  Non serve mettere il nome  (inviato il 02/10/2012 @ 17:28:24)


n. 2


Concordo con l'autore del testo. Prima dovrebbereo essere i "tutelati" a fare un corso di deontologia professionale visto come alcuni trattano i componenti della scorta che, per inciso non si lamentano per non perdere eventuali benefit...........

Di  Coordinatore NTP avvilito  (inviato il 02/10/2012 @ 15:26:05)


n. 1


carissimo Pasquino....
non mi stancherò mai di dire che questi signori, onorevoli, ministri, dirigenti, direttori, provveditori ecc ecc....la scorta - privata - se la portrebbero pagare di tasca propria.....lascaindo i poliziotti penitenziari nei loro compiti istituzionali (considerata anche la carenza organica negli istituti).
Purtroppo noi possiamo scrivere, segnalre , denunciare, ecc ecc, ma loro del DAP e non solo, hanno sempre ragione loro.
Una scorta privata è l'unica soluzione......
W la polizia Penitenziaria

Di  ezio  (inviato il 02/10/2012 @ 14:10:48)




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