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I messaggi del Presidente della Repubblica al Corpo di Polizia Penitenziaria: dal 2007


Polizia Penitenziaria - I messaggi del Presidente della Repubblica al Corpo di Polizia Penitenziaria: dal 2007

Notizia del 16/05/2014

in Accadde al penitenziario

(Letto 1963 volte)

Scritto da: Redazione

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Pubblichiamo i messaggi che il Presidente della Repubblica ha inviato al Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in occasione delle ricorrenze della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria.

 

2014
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Capo del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino il seguente messaggio:

"In occasione del 197° anniversario della costituzione del Corpo sono lieto di formulare, a nome di tutta la Nazione e mio personale, le più vive espressioni di gratitudine agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per il costante e generoso impegno che pongono nell'adempimento dei loro doveri istituzionali.

La presenza vigile e la non comune professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria hanno consentito di mantenere l'ordine e la sicurezza negli Istituti nonostante la critica, intollerabile situazione di sovraffollamento - cui è urgente porre adeguato rimedio - e hanno contestualmente assecondato il percorso di rieducazione dei detenuti, contribuendo all'adempimento di precisi obblighi di natura costituzionale.

Sono certo che il continuo sforzo di aggiornamento, lo spirito di servizio e il profondo senso dell'istituzione che connotano la Polizia Penitenziaria ne agevoleranno l'utile impiego anche nell'ottica di un ripensamento del sistema sanzionatorio e di una rimodulazione dell'esecuzione della pena, indispensabili per superare la realtà di degrado civile e di sofferenza umana riscontrabile negli istituti.

Con il pensiero rivolto agli appartenenti al Corpo che hanno operato fino all'estremo sacrificio nell'assolvimento dei loro compiti, giungano a tutti voi, ai vostri colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie i più fervidi voti augurali".

Roma, 15 maggio 2014

 

2013
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, il seguente messaggio:

"Nella ricorrenza del 196° anniversario della fondazione del Corpo, desidero esprimere alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria il più sentito apprezzamento per l'impegno generoso e la sempre maggiore professionalità con cui adempiono alle loro funzioni. Nell'esercizio dell'attività di vigilanza loro affidata, essi fronteggiano quotidianamente le situazioni di disagio, di sofferenza e di rischio che la pesante realtà carceraria comporta consentendo di far fronte, con spirito di abnegazione e profondo senso dell'istituzione, alle carenze del sistema, che hanno raggiunto soglie di criticità non più ammissibili.

Come ho avuto occasione di ricordare è da considerare importante il 'comune riconoscimento obbiettivo della gravità e estrema urgenza della questione carceraria', che rientra tra le priorità di azione del nuovo governo. Si richiedono ora decisioni non più procrastinabili per il superamento di una realtà degradante per i detenuti e per la stessa Polizia Penitenziaria che in essa opera, al fine di assicurare l'effettivo rispetto del dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità cui debbono corrispondere i trattamenti relativi all'espiazione delle condanne penali.

Auspico pertanto che il parlamento e il governo - anche riprendendo il disegno di legge sulla modifica del sistema sanzionatorio non giunto a definitiva approvazione nella precedente legislatura a causa della sua fine anticipata - assumano rapide decisioni che conducano a dei primi risultati concreti. In questo giorno di solenne celebrazione, nel rendere omaggio alla memoria dei caduti nell'esercizio del loro dovere, esprimo ai loro familiari la vicinanza del Paese e rinnovo a nome dell'intera nazione a tutti voi, ai colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie sentite espressioni di apprezzamento ed augurio".

Roma, 7 giugno 2013

 

2012
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, il seguente messaggio:
"In occasione del 195° anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria sono lieto di esprimere, a nome di tutta la nazione e mio personale, viva gratitudine e apprezzamento agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per l'opera che quotidianamente svolgono al servizio dello Stato garantendo la sicurezza negli istituti e concorrendo all'attuazione del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. L'attenzione che parlamento e governo pongono ai problemi del carcere induce a confidare che il punto critico insostenibile cui essi sono giunti possa essere superato anche attraverso l'adozione di nuove e coraggiose soluzioni strutturali e gestionali che coinvolgano tutti gli operatori del settore e in particolare la Polizia Penitenziaria. Anche nelle difficili condizioni attuali e in vista di soluzioni innovative il Corpo saprà dimostrare professionalità, dedizione e spirito di sacrificio come sempre nell'affrontare le più gravi situazioni di disagio e tensione. In questo giorno di solenne celebrazione - che è simbolicamente dedicato anche al ricordo di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini addetti alla loro tutela, attraverso il recupero dell'autovettura in cui essi persero la vita - rendo omaggio ai caduti nell'assolvimento dei loro compiti e rinnovo a tutti voi - in servizio o in congedo - e alle vostre famiglie fervidi voti augurali".

Roma, 18 maggio 2012


2011
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell'annuale Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, un messaggio in cui esprime

"a nome di tutta la Nazione e mio personale, i più vivi sentimenti di gratitudine agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria che adempiono quotidianamente alle loro funzioni istituzionali sia garantendo la sicurezza negli istituti sia contribuendo fattivamente - in attuazione del dettato costituzionale - al trattamento rieducativo dei soggetti detenuti. Anche in un momento reso più difficile e faticoso dal sovraffollamento carcerario, la Polizia Penitenziaria assolve in silenzio alle sue complesse e delicate funzioni con dedizione, coraggio, competenza e umanità.

Un continuativo sforzo di formazione, aggiornamento e specializzazione degli appartenenti al Corpo ha portato anche ad affinarne le capacità investigative e a rendere perciò più efficace il rapporto con le autorità giudiziarie inquirenti, che ad essi si rivolgono con sempre maggiore fiducia nella loro specifica professionalità.

Con l'auspicio che le iniziative assunte per contrastare la situazione di emergenza del sistema carcerario conseguano il risultato di un progressivo miglioramento delle condizioni generali degli istituti e nel commosso ricordo di coloro che hanno portato sino all'estremo sacrificio l'attaccamento al dovere, giungano a tutti voi, ai colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie i più fervidi voti augurali".

Roma, 13 maggio 2011


2010
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, il seguente messaggio:

"In occasione del 193° anniversario della fondazione del Corpo e a venti anni dalla riforma che ne ha profondamente innovato l'assetto, desidero esprimere alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria la gratitudine e l'apprezzamento miei e della intera Nazione per l'impegno e la professionalità con i quali assolvono alle loro funzioni garantendo negli istituti la sicurezza e il rispetto della dignità e dei diritti delle persone detenute.

Con sensibilità, dedizione e competenza, la Polizia Penitenziaria contribuisce in modo determinante al perseguimento delle finalità della pena delineate in Costituzione e a fronteggiare - in stretta collaborazione con tutti gli altri operatori del settore - le situazioni di disagio, sofferenza e grave rischio che la realtà del carcere comporta; anche quando - come oggi accade - le carenze di organico e il continuo aumento della popolazione detenuta rendono più complesso l'esercizio dei compiti istituzionali pur restando ineludibile l'attuazione di interventi normativi e organizzativi per il superamento delle molte criticità ormai manifeste.

Il Parlamento e il Governo stanno affrontando queste esigenze di multiforme intervento: auspico che il loro impegno conduca al più presto a risultati concreti che soddisfino le attuali esigenze del sistema di gestione della pena e rendano meno oneroso il quotidiano svolgimento delle attività demandate alla Polizia Penitenziaria. Nel rendere omaggio alla memoria degli appartenenti al Corpo che hanno assolto ai propri compiti fino al sacrificio della vita, esprimo ai loro familiari sentimenti di commossa vicinanza, nel comune ricordo di tutti i caduti nell'esercizio del loro dovere, tra i quali quelli che ancora nella giornata di ieri hanno dolorosamente registrato le nostre Forze Armate impegnate in missioni internazionali di pace.

A voi e ai colleghi non più in servizio rinnovo la riconoscenza di tutti i cittadini, insieme con l'apprezzamento più sentito per le vostre famiglie, che con voi hanno condiviso e condividono rischi e sacrifici".

Roma, 18 maggio 2010

 

2009
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, in occasione del 192° anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, il seguente messaggio:

"Nella ricorrenza del 192° anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria, sono lieto di esprimere, a nome della Nazione e mio personale, il più sentito ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria che quotidianamente, con vivo senso di appartenenza alle istituzioni democratiche della Repubblica e di adesione ai valori costituzionali, svolgono il meritorio e delicato compito di garantire la sicurezza e la legalità negli istituti e contribuiscono, nel contempo, allo svolgimento delle attività rivolte alla rieducazione e al reinserimento della popolazione detenuta.

Nel contesto particolarmente complesso della gestione carceraria, reso ancor più problematico dal fenomeno del sovraffollamento, la generosa e altamente professionale capacità di intervento e coordinamento degli appartenenti al corpo consente di affrontare le situazioni di maggior disagio e tensione efficacemente e con modalità differenziate e flessibili che tengono conto dei diversi profili e del grado di pericolosità dei detenuti.

L'impegno, lo spirito di servizio e la capacità organizzativa profusi nelle attività quotidiane, con turni di lavoro faticosi, hanno trovato unanime riconoscimento anche in occasione delle attività di soccorso svolte nelle località dell'Abruzzo colpite dal recente sisma: il personale della Polizia Penitenziaria ha meritato la gratitudine di quelle popolazioni.

In questo giorno di solenne celebrazione, nel rendere omaggio a tutti coloro che hanno pagato con la vita l'attaccamento al dovere esprimo ai loro familiari la vicinanza commossa dell'intero paese e rinnovo a tutti voi, ai colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie le sentite espressioni di apprezzamento ed augurio".

Roma, 17 giugno 2009

 

 

2008
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, in occasione del 191° anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, il seguente messaggio:

"Desidero esprimere, a nome della Nazione e mio personale, sentimenti di stima e gratitudine per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che con professionalità e quotidiana dedizione svolgono il complesso e peculiare compito di garantire l'ordine e la sicurezza degli istituti e di concorrere, nel contempo, al perseguimento del fine rieducativo della pena in attuazione del dettato della Carta Costituzionale.

Il mio apprezzamento è particolarmente sentito perché so quanto il vostro lavoro sia reso ancor più difficile e prezioso dall'incremento della popolazione penitenziaria e dalla presenza in essa di detenuti, di etnie e di culture diverse, con i quali siete chiamati a confrontarvi quotidianamente. La vostra professionalità, di anno in anno accresciuta grazie ai programmi di formazione e aggiornamento portati avanti dall'Amministrazione, vi consentirà di affrontare adeguatamente anche la sfida connessa all'auspicato ripensamento del sistema sanzionatorio.

A loro volta, le nuove scelte organizzative dei circuiti penitenziari e lo sviluppo dei sistemi di controllo anche esterni agli istituti, vi chiamano a fornire un supporto ancora più ampio e puntuale all'attività giudiziaria, quale parte integrante delle altre Forze di polizia e nel rispetto delle specifiche competenze che la legge attribuisce a ognuna di esse.

Con questi sentimenti e con il pensiero rivolto ai vostri colleghi caduti nell'assolvimento dei loro compiti, giungano a tutti voi, ai vostri colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie, i più fervidi voti augurali".

Roma, 15 ottobre 2008


2007
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 190° anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, ha inviato il seguente messaggio:

In occasione dell'annuale festa del Corpo sono lieto di formulare, a nome di tutta la Nazione e mio personale, le più vive espressioni di gratitudine agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per il quotidiano impegno che pongono nell'adempimento dei loro doveri istituzionali.
Conosciamo e apprezziamo la lealtà e lo spirito di sacrificio con i quali essi si dedicano allo svolgimento di funzioni delicate e complesse che li pongono a contatto con un ambiente, quello carcerario, che è espressione, assieme, della devianza, del delitto e della sofferenza.

La presenza vigile e la non comune professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria hanno consentito di mantenere l'ordine negli istituti anche nei momenti in cui la situazione di questi si presentava particolarmente problematica e hanno contestualmente assecondato il percorso di rieducazione dei detenuti così attuando i principi fissati nella Costituzione.

Il continuo sforzo di aggiornamento e di riorganizzazione agevolerà l'utile impiego del Corpo di Polizia Penitenziaria anche nelle ulteriori attività che l'Amministrazione intende ad esso affidare e che sono connesse al complessivo controllo delle varie fasi dell'esecuzione penale. In questo contesto, la Polizia Penitenziaria saprà cooperare efficacemente con le altre Forze di Polizia e con il restante personale dell'Amministrazione in tutte le attività volte a garantire la sicurezza e la risocializzazione.

Con questi sentimenti e con il pensiero rivolto agli appartenenti al Corpo che hanno operato fino all'estremo sacrificio nell'assolvimento dei loro compiti, giungano a tutti voi, ai vostri colleghi non più in servizio e alle vostre famiglie i più fervidi voti augurali."

Roma, 21 settembre 2007
 

 


Scritto da: Redazione
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n. 8


L'abbiamo già scritto: quelli delle scorte sono gli ultimi pretoriani a difesa dell'indifendibile. Basterebbe una manciata di "collaboratori di giustizia" delle scorte per far crollare tutto questo schifo, oppure qualche magistrato vero, non di quelli che ci rifilano al DAP.

Di  Enzima  (inviato il 17/05/2014 @ 21:18:17)


n. 7


@Paolo
Quando sottolineo che sarebbe auspicabile "azzerare" l'amministrazione, ci metto tutti, anche il sottoscritto, è evidente che se siamo arrivati a questo punto, il fallimento riguarda un po tutti, con vari gradi di responsabilità.
Sarebbe auspicabile trovare le motivazioni per stigmatizzare i comportamenti di tutti, molti li ritengo al limite della legalità, o quanto meno privi di buon senso civico.
Es. mi risulta che scorrazziamo un dirigente per l'Italia tutte le sante settimane, quando potrebbe prendere tranquillamente il "Freccia Rossa/Argento" oppure "Italo", in quel caso si sbandierano motivi di sicurezza (sic).. ma chi te spara in prima classe!!!
magari, invece il motivo vero è un altro, magari lo potrebbero mettere in risalto i colleghi della scorta, segnalando se quanlcuno "usufruisce di un passaggio".. in quel caso oltre ad essere complici vengono meno anche ad una serie di norme che regolano le scorte.
Oppure, vogliamo parlare di colui che tra poco inizierà a scorrazzare nel fine settimana verso una nota località balneare toscana, ovvamente usufruendo di autovettura blindata e scorta anche per la famiglia... Anche in questo caso i colleghi avrebbero il dovere di segnalare.... Ma le segnalazioni che fine farebbero? Magari resterebbero inevase, e questa amministrazione invece di procedere verso il dirigente segnalandolo al competente organo (UCIS), sicuramente procederà con trasferimento del "troppo zelante" operatore di Polizia....
Parliamone.....

Di  PASQUINO  (inviato il 17/05/2014 @ 12:58:19)


n. 6


Presumo un misto di sfiducia, di rassegnazione, di codardia e di un tradizionale spirito di "stiamo alla finestra e poi lamentiamoci con i sindacato o con i politici".
Io sono molto sfiduciato e non per le incapacità dei Dirigenti, ma per l'immobilità dei colleghi.

Di  Enzima  (inviato il 16/05/2014 @ 19:38:26)


n. 5


Pasquino......Enzima..... e poi Pasquino.......e poi ancora Enzima.... . Mi domando un Corpo di Polizia con un organico di 39.000 unità solo due riescono a scrivere quello che pensano. E tutti gli altri?

Di  Paolo  (inviato il 16/05/2014 @ 19:34:20)


n. 4


@Pasquino: io non vorrei ripescare nessuno, sempre per il fatto che se siamo arrivati fin qui è proprio grazie a loro, ai vecchi tromboni del DAP. Sono d'accordo con te invece che l'amministrazione ormai è irrecuperabile. Manca il materiale umano. Il più "sveglio" e "giovane" è uno come Pagano...

Di  Enzima  (inviato il 16/05/2014 @ 14:53:14)


n. 3


@ENIZIMA:
Nessuno mitizza, nessuno.
E' un semplice parallelismo, che dovrebbe far riflettere, in altre parole se abbiamo la necessità di rispolverare tali "miti", figuriamoci quanto è basso il livello attuale, tutto qui.
Ritengo che tu possa convenire con il sottoscritto che stiamo disquisendo sulle sorti di una amministrazione che ha il destino segnato e, che forse neanche "azzerandola" in tutte le sue componenti avrebbe la benché minima possibilità di riaddrizzarsi.

Di  PASQUINO  (inviato il 16/05/2014 @ 14:04:33)


n. 2


Non è tutta colpa di Tamburino&Pagano, anche se con le loro "doti" hanno reso ancora più evidente l'impreparazione del DAP. I nomi che hai fatto sono una larga parte del problema. Continuate a mitizzare persone che a conti fatti hanno preso più che dato alla Polizia Penitenziaria. Aprite gli occhi. I Dirigenti del DAP non faranno mai nulla per la Polizia Penitenziaria perché sanno in cuor loro che perderebbero il controllo della situazione e non sarebbero a Capo di nulla. Dove lo trovano un altro posto da Dirigente dove possono "tappare" migliaia di poliziotti?

Di  Enzima  (inviato il 16/05/2014 @ 11:22:38)


n. 1


DAL 2007 CHE VA AVANTI LA "PANTOMIMA", DEL MESSAGGIO FORMALE.

Questo dovrebbe essere sufficiente per misurare lo "spessore" dei vertici del Dipartimento e di tutto il codazzo, ivi compresi alcuni rappresentanti del ruolo "funzionari".

Non rispettano loro, figuriamoci se possono rispettare chi onestamente veste una Uniforme.

Terminati i Tempi dei "RAGOSA", "GABRIELLI" "TINEBRA", "DI MAGGIO", "FALCONE" "FAZIOLI" e guardate che ve dico, "Nicolò AMATO"....
Con tutti i difetti che potevano avere, sicuramente ci consentivano di avere il minimo sindacale di visibilità dovuta, ancorché pretesa.

Di  PASQUINO  (inviato il 16/05/2014 @ 10:40:59)




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