Febbraio 2017
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I racconti del Commissario Ultimo. La spia che non mi amava


Polizia Penitenziaria - I racconti del Commissario Ultimo. La spia che non mi amava

Notizia del 13/09/2016

in I racconti del Commissario Ultimo

(Letto 3603 volte)

Scritto da: Commissario Ultimo

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Il Capo Di Tutte Le Carceri di Ipocrilandia, una donna ancora piacente soprannominata dalla stampa di destra “Vedova Inconsolabile” era su tutte le furie ... andava su e giù per il suo mega ufficio e sbraitava con i suoi collaboratori.

Aveva la bava alla bocca e sembrava fosse sull’orlo di un infarto.

Si dovette sedere un attimo. Aveva il respiro affannoso ... un collaboratore le porse un bicchiere d’acqua.

Qualcuno aveva passato alla stampa un documento che doveva restare segreto. Un documento che sanciva un accordo tra la potentissima Associazione “Amici del detenuto” e la Vedova Inconsolabile e che prevedeva il trasferimento in massa di alcuni dei più pericolosi boss di Ipocrilandia presso il carcere di Garantopoli dove avrebbero potuto assistere al 1° Congresso del Partito dei diritti dei carcerati.

Un’operazione studiata a tavolino nei minimi termini e che sarebbe costata all’Erario di Ipocrilandia oltre 100.000 euro.

Adesso, la Vedova Inconsolabile (così la chiamava il leader del centro-destra Salvetti, con un nomignolo che era diventato frequente sui giornali che contrastavano la politica iper garantista del Ministro Paladino) aveva riunito i suoi più stretti collaboratori per capire come si era potuta verificare questa fuga di notizie.

Intorno al tavolo della riunione c’erano capi di gabinetto, uscieri, lacchè, portaborse e rappresentanti dell’Associazione “Amici del detenuto” ... tutti ansiosi e un po’ impauriti.

  • "In mezzo a voi c’è un traditore e io lo scoprirò. Un traditore dei nostri princìpi … un individuo abbietto che cerca di frenare l’evoluzione delle carceri del nostro Paese. La partecipazione di questi “poveri” detenuti, che scontano l’ergastolo, avrebbe rappresentato per il Paese una svolta, un biglietto da visita garantista che ci avrebbe reso simpatici a Strasburgo  e invece ..."

Un maresciallo delle guardie penitenziarie di Ipocrilandia, che partecipava alla riunione dello staff della Vedova Inconsolabile in quanto responsabile delle fotocopie del 5° Piano, pensò che anziché minacciare vendette contro la presunta spia, che aveva fatto scoprire l’orrendo patto, avrebbero dovuto premiarla con un encomio solenne; infatti con questo colpo di mano aveva evitato un danno erariale allo Stato, una bruttissima figura internazionale al Governo e al Ministro Paladino, una levata di scudi da parte delle associazioni delle vittime del crimine (che non li cagava nessuno, preferendo la politica e l’associazionismo prendersi cura dei poveri carcerati).

Si, quel Maresciallo dall’aria  imbecille e dal profilo dimesso, aveva evitato un disastro mediatico; era lui  La spia che NON amava quella presuntuosa vedova che ancora non aveva trovato chi la consolasse; non appena fotocopiato quel documento pensò che sarebbe stata insopportabile l’idea che un pericoloso boss, autore di una strage di Mafia dove avevano perso la vita la mamma e due gemellini di 6 anni, potesse avere la ribalta nazionale e magari esprimere giudizi sullo stato delle carceri di Ipocrilandia.

Ora non aveva più un'aria imbecille e dimessa, perchè era orgoglioso di aver fatto saltare quel patto scellerato tra un pezzo dello Stato e un manipolo di terroristi, mafiosi e assassini.

E se la Vedova Inconsolabile alla fine l'avesse scoperto chissenefrega ... ora era assolutamente convinto che era meglio tornare in galera a lavorare con i suoi colleghi che restare al servizio di un  Capo DTutte LCarceri capace di scendere a patti con chi difende quel genere di delinquenti.

Anzi ... in quel preciso momento stava pensando di essere lui stesso a presentare le dimissione da quell'incarico mortificante per tornare a svolgere il suo compito istituzionale!

Addio Vedova Inconsolabile ... Addio Palazzo del Potere ... era arrivato il momento di tornare nel mondo reale!

 

Il Fatto Quotidiano pubblica il provvedimento col quale il Capo Dap aveva autorizzato detenuti a partecipare al congresso dei Radicali. Santi Consolo smentisce e cerca spie nel suo ufficio

 


Scritto da: Commissario Ultimo
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Commenti Commenti dei lettori

n. 13


Chiedo al Segretario Generale del SAPPe di chiedere formalmente ila parere del dott Gratteri su questa vicenda, così tanto per sapere cosa pensa.
Semplice curiosità

Di  PASQUINO  (inviato il 14/09/2016 @ 09:33:16)


n. 12


Per il commento n.06. Te l'appoggio!
Io vorrei transitare nei Carabbinieri. Vivo in un piccolo paesino di 800 anime, chissà se prima o poi mi avvicino a casa dopo 16 al nord

Di  Totò  (inviato il 13/09/2016 @ 23:00:29)


n. 11


I killer del giudice Livatino in trasferta a Rebibbia?
Vomitai......................

Di  Tindaro  (inviato il 13/09/2016 @ 22:58:12)


n. 10


Lo scandalo vero non è il fatto in se.
Il problema vero è stanare il traditore per punirlo severamente.
Questo è l'unico problema.

Di  Angela  (inviato il 13/09/2016 @ 22:54:35)


n. 9


Riporto una frase della dottoressa Franca Imbergamo (Pubblico Ministero nei processi per l'omicidio di Peppino Impastato).
Una parte consistente delle istituzioni si sono piegate. La storia della mafia è pesantemente condizionata da calcoli di potere, di opportunità, da quell'atteggiamento smaliziato e vigliacco, di coloro che antepongono il proprio interesse al compimento del loro dovere.

Di  Anonimo  (inviato il 13/09/2016 @ 21:43:18)


n. 8


Non commenterò ciò che ho (mio malgrado) sentito in questi giorni, per bocca di alcuni magistrati impegnati nel contrasto alla mafia. Lascio solo immaginare l'amaro in bocca di coloro i quali rischiano la propria vita.
Eppure chi è di origini meridionali, dovrebbe ben sapere cosa sia il dolore, la intimidazione, lo scempio di corpi ed anime che la mafia sa infliggere.
Ho sotto gli occhi una delle tante agende che parlano solo di morte, anzi di MORTI.

A partire da questo mese di Settembre (visto che il fattaccio è successo adesso), ad esempio potrebbe essere ben utilizzato per commemorare in tutte le carceri italiane i MORTI Istituzionali e non, per mano esclusiva della mafia. Potrebbe essere anche un modo (finalmente), di parlare, di ricordare, di raccontare storie vissute da ognuno di noi. Storie che naturalmente si intrecciano con i tanti ergastolani, e molti altri ancora oggi al 41/bis. Storie che probabilmente farebbero aggiustare il tiro a qualcuno che vuol solo parlare di altro.
Iniziamo.
Palermo 3 Settembre 1982 l'uccisione del Generale Dalla Chiesa, la moglie e l'Agente Russo.
Trapani 14 settembre 1988 giudice Giacomelli.
Palermo 15 Settembre 1993 Don Pino Puglisi.
Palermo 16 settembre 1970 giornalista Mauro De Mauro.
Porto Empedocle (AG) 21 Settembre 1990 giudice Rosario Livatino.
Napoli 23 Settembre 1985 giornalista Giancarlo Siani.
Palermo 25 Settembre 1979 giudice Cesare Terranova ed il Maresciallo Lenin Mancuso.
Canicattì (AG) 25 Settembre 1988 giudice Antonino Saetta ed il figlio Stefano.

Fra poco arriverà Ottobre, e con esso anche la conta dei suoi MORTI per mano della mafia.
Ho sotto gli occhi la pagina del 13 Ottobre del 1992. A Porto Empedocle (AG) quel giorno veniva barbaramente ucciso il collega Sovrintendente Pasquale Di Lorenzo, su ordine di "Totò u curtu".
Pensate cari colleghi, ciò solo allo scopo di accrescere il suo potere, per dare un "segnale" contro il carcere duro. Questo signore, aveva ordinato di ammazzare uno di noi (Poliziotti Penitenziari) per ogni provincia siciliana. In parte il suo piano di morte andò in porto, con altri poveri colleghi.
Non mi sento di aggiungere altro, o forse è meglio così, visto che in questi giorni si cercano colpevoli, sgarristi e sdisonorati.......manzamadiu lo scoprono se ne può scappare questo puvireddo!




Di  ManzamaDiu...da Messina  (inviato il 13/09/2016 @ 21:29:33)


n. 7


In un paese anche poco serio nessuno si sarebbe permesso di pensare di far partecipare 44 ergastolani responsabili tutti insieme di un migliaio di omicidi ad un congresso politico.

Di  v. sovr. Pietro Novelli  (inviato il 13/09/2016 @ 17:20:41)


n. 6


Mandate questo scritto al fatto quotidiano. Se dovessero pubblicarlo. Che goduria.

Di  Anonimo  (inviato il 13/09/2016 @ 16:20:53)


n. 5


In un altro Paese, anche un po' meno serio del precedente, alla vedova nera avrebbero consegnato un sacchetto di miglio e la programmazione dei lavori stradali per il suo "meritato" riposo.

Di  Anonimo  (inviato il 13/09/2016 @ 15:01:32)


n. 4


In un Paese serio la "vedova inconsolabile" avrebbe già presentato le dimissioni dall'incarico.....ma solo Dio lo sa quanto sia difficile rinunciare a 300.000 euro all'anno.......

Di  Fra Cristoforo da Volterra  (inviato il 13/09/2016 @ 14:51:21)


n. 3


Tutti questi possono restare ai loro posti, siamo noi Polizia Penitenziaria che dobbiamo andare via; SI andare in un altro Ministero, forse sarebbe ora di cambiare.

Di  Piermattia  (inviato il 13/09/2016 @ 11:39:34)


n. 2


Ma la Vedova inconsolabile è bionda o mora? Ma è bionda bionda oppure mora mora mora mora?

Di  Siamo uomini o caporali?  (inviato il 13/09/2016 @ 09:45:39)


n. 1


Dimissioni della "vedova" e tutto il suo cerchio magico che non ci rappresentano!

Di  tonino quinto  (inviato il 13/09/2016 @ 09:38:39)




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