Febbraio 2017
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Ieri una carriera lunga vent’anni: oggi un esercito di CMO


Polizia Penitenziaria - Ieri una carriera lunga vent’anni: oggi un esercito di CMO

Notizia del 10/07/2014

in Houston abbiamo un problema

(Letto 9134 volte)

Scritto da: Miguel Cervantes

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Cari vecchi agenti di custodia, quando vi arruolavate sapevate già che dovevate fare vent’anni di servizio per andare in pensione. Quello era il traguardo minimo. Quante volte, da giovane agente ho dovuto ascoltare dagli appuntati quella vecchia litania: Annà passà sti 19 anni, sei misi, e un juorno…

Certo oggi è facilmente criticabile questo periodo minimo di servizio grazie al quale gli AA.CC. potevano andare in pensione. Ma tutto ciò aveva una logica. Venti anni di servizio a, 9 – 10 ore al giorno, con una media di 8 – 9 notti e 120 ore di straordinario ed un solo riposo al mese, , con condizioni lavorative pessime bastavano a distruggere un uomo; vent’anni di servizio equivalevano a 40 anni lavorativi.

Il logorio fisico e psichico per un agente ne consigliavano il collocamento in quiescenza anticipato. Oggi, pensare ad un quarantenne pensionato fa rabbrividire i benpensanti e l’Europa intera. Oggi è impossibile tornare indietro o parlare di lavori usuranti. Oggi che siamo in Europa e abbiamo applicato la sentenza Torreggiani, non esiste più che un agente con vent’anni di servizio vada in pensione. Eppure tutto ciò aveva una logica. L’agente di custodia, secondo una scala dei lavori usuranti veniva classificato subito dopo il “minatore”. Oggi invece non ci si usura più: direttamente ci si suicida o ci si ammala di cuore a 40 – 45 anni per poi morire lentamente dietro a una scrivania dopo che ci hanno passato a servizio parziale. Comunque, sono in aumento anche coloro che dopo un “infartino” o una angioplastica vengono fatti idonei al servizio d’istituto dalle CMO sempre più di manica stretta nel concedere cause di servizio, dopo i periodi di vacche grasse .

Oggi, con le stesse malattie che ti davano diritto ad averti riconosciuta una causa di servizio, non solo non te l’accettano ma ti dicono che la bronchite l’hai presa quando andavi al liceo…

Oggi in alcune carceri del SUD abbiamo un personale di P.P. con la media di 48 – 50 anni di età; un personale stanco, demotivato, ammalato, afflitto da numerosi problemi familiari, stretto tra l’incudine dei figli che crescono e il martello dei genitori anziani, ammalati che richiedono cure e assistenza; personale che non può andare in pensione pur se logorato e alle soglie dell’esaurimento. Così si ricorre sempre più spesso alla CMO con la speranza di essere riformati e andare via, in pensione, senza grosse penalità. E’ un esercito che ogni giorno si ingrossa sempre più; l’esercito dei convalescenti per stato ansioso depressivo, talvolta, anche reattivo.

Ammalati giornalieri, convalescenti, assenti per legge 104 o per donazione sangue o per attività sindacale che riducono sempre più il personale in servizio e che costringono chi rimane a fare i salti mortali per assicurare i servizi, la sicurezza (pochissima) e i diritti dei detenuti. Quei 19 anni, 6 mesi e 1 giorno avevano una logica. Oggi, infatti, che logica ha ( se non solo quella del risparmio sulla pelle dei poliziotti) tenere in servizio poliziotti penitenziari di 55 – 56 anni, spremuti e avviliti e con nessuna prospettiva di carriera, che fanno ancora quello che facevano a vent’anni?


Scritto da: Miguel Cervantes
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Commenti Commenti dei lettori

n. 11


Salve a tutti , approfitto per segnalarvi una disavventura che ha colpito mio fratello " Vostro Collega " Agente di Polizia Penitenziaria , a settembre di quest'anno è stato colto da Inctus Emorragico , e ridotto su una sedie a rotelle in riabilitazione , oltre che alla riduzione del campo visivo ha tutto il lato sinistro quasi paralizzato .
Con tutta la volontà del Signore , non credo assolutamente che possa tornare a lavoro , ma neanche guidare l'auto .
In questi casi cosa devo fare, comi ci dobbiamo comportare , a chi ci dobbiamo affidare per le scartoffie .

UN saluto cordiale a tutti

spero in una vostra risposta

Roberto

Di  Roberto  (inviato il 01/11/2016 @ 16:52:18)


n. 10


Salve a tutti, ormai il dado è tratto! questa amministrazione non mi appartiene più! devo, forse, fare altri 2 anni di servizio e poi mi butto a binario morto! le mie considerazioni ormai sono dettate dallo sconforto, vedendo la solita tiritera di:" chi ha + polvere da sparo riesce in tutto!" e chi come me subisce! questo potrebbe essere semplicemente uno sfogo... ma ormai da anni (29 di servizio sempre in trincea) ho visto sempre le solite storie: che siano maledetti tutti i raccomandati!
P.S. molti "raccomandati" lo sono proprio dai sindacati ; - ) e chi vuol capir capisca.

Di  Maurizio  (inviato il 17/07/2014 @ 14:34:13)


n. 9


Almeno si sblocca questo assegno di funzione per il 2015? Ci sono rassicurazioni oppure rimaniamo con gli stipendi bloccati? Basta che si riempono le tasche questi dirigenti e direttori che prendono almeno il doppio di un agente???

Di  mario  (inviato il 16/07/2014 @ 10:22:34)


n. 8


Caro SILVERIO, non mi è chiarissimo il senso del tuo post, ma mi sembra di capire che se tu fossi un Ispettore ("da quella parte della barricata") la penseresti come me. Non so quali Ispettori hai incontrato nel corso della tua carriera, ma ti assicuro che fino a quando ho indossato (con grande orgoglio) i gradi da Assistente i tempi erano parecchio più duri di adesso: i Comandanti erano padri - padroni che avevano la facoltà di farti trasferire a Pianosa o di farti trascorrere il fine settimana consegnato in caserma, vigeva il nepotismo e la raccomandazione ad ogni livello, fosse anche solo per farti una domenica a casa, i diritti non esistevano, i turni erano il classico "prima - 8/16 e notte spesso senza riposo ed i rapporti fioccavano per i più futili motivi o perché semplicemente ti avevano "puntato". Se chiedi a qualunque collega che abbia più di venticinque anni di servizio ti confermerà ciò che dico, quindi da quel punto di vista le condizioni sono senz'altro migliorate, quantomeno per quanto riguarda i diritti dell'appartenente al Corpo, e questo è senz'altro merito anche dei sindacati. Purtroppo poi i sindacati hanno preso una strana deriva che, non saprei spiegare bene per quale motivo e ci sarebbe da discutere parecchio, li hanno portati a non rappresentare più il Corpo nel suo insieme ma le varie singole categorie e gli stessi singoli appartenenti, i cui interessi spesso sono contrapposti e confliggenti: ne è venuto fuori un marasma dominato non tanto dalla conflittualità amministrazione - sindacati, quanto più tra sindacati, con l'amministrazione centrale che se la ride e va per la sua strada, cosa peraltro del tutto legittima nella dinamica tra le parti. L'intento del mio intervento però era mettere in evidenza che accanto a chi decide di abbandonare il campo ed invocare la C.M.O. c'è anche chi, ed è la stragrande maggioranza, Agenti, Sovrintendenti, Ispettori, Commissari, decide di rimanerci in campo, anche in mezzo a difficoltà, stress, mancanza di stimoli e riconoscimenti, responsabilità che a volte tolgono il fiato, responsabilmente, dignitosamente e testardamente. Non lo fanno perché si aspettano una qualche forma di riconoscimento che sanno non essere affatto nei pensieri di chi dirige la baracca. ma perché molto semplicemente pensano Kantianamente che sia il proprio dovere.

Di  Alfonso Mambella  (inviato il 15/07/2014 @ 22:15:13)


n. 7


Ho appena letto la new odierna con la quale il governo si appresterebbe a chiudere 5 prap. A mio modesto parere ne lascerei solo tre: 1 per il nord - 1 per il centro e 1 per il sud (sempre con il beneficio del dubbio....). Non capisco la preoccupazione del sindacato di fronte a questa notizia dopotutto quanti di noi hanno mai visto un dirigente generale fare visita al personale del carcere? Ancora oggi mi chiedo, oggettivamente, a me addetto in prima linea, cosa mi serve un dirigente generale......ho già il mio padre-padrone che può fare quello che vuole senza se e senza ma e non ci sono provveditori che tengano, quindi ben venga questa scelta da parte del governo. Dopotutto se a me hanno tolto assegni di funzione e avanzamenti, mi sembra giusto che si cominci a tagliare più in alto, laddove ci sono persone che sono dei perfetti sconosciuti al personale di p.p.
Scusate tanto, sinceramente, ma quanti di noi si sono sentiti veramente garantiti e tutelati da un provveditore quando ci siamo rivolti a loro per richiedere giustizia di fronte all'ingiustizia subita da una direzione? Io non ho mai avuto questo piacere.
Scusate lo sfogo, purtroppo ho subito tanta ingiustizia fino al punto di ammalarmi seriamente.
Buona fortuna a tutti noi.

Di  Pasquale  (inviato il 15/07/2014 @ 21:15:15)


n. 6


certo caro ispettore Mambella anch'io da quella parte della barricata penserei allo stesso modo ( oggi ) non è come quando avevamo la divisa grigio-verde..oggi ci si nasconde dietro ai gradi od ad coperture sindacali per non fare niente-104 - chi si alza prima la mattina od chi c'è di sorveglianza ci si adegua al personaggio , almeno prima c'era un solo gallo , bei tempi ..tanto la guerra la fa sempre il soldato in trincea..il resto dove sono ? A dare disposizioni da una poltrona ? la verità sta solo da una parte...i sindacati a che servono ?

Di  silverio  (inviato il 15/07/2014 @ 18:17:18)


n. 5


possiamo dire e scrivere tutto quello che vogliamo noi poliziotti penitenziari tutto quello raggiunto nel tempo Loro con un timbro e una firma hanno mandato tutto nella spazzatura.Con il martellamento mediatico del lavoro che manca ringraziando sempre Loro hanno imposto a noi lavoratori "lavorate in silenzio e ringraziateci".W la democrazia

Di  nico paparella  (inviato il 15/07/2014 @ 16:57:37)


n. 4


Sono d'accordo, i sindacati si devono svegliare, è compito loro far rispettare le norme contrattuali come fanno in tutte le normali aziende del mondo. Troppo comodo ricevere la quota sindacale da tutti gli iscritti e non far quello per cui sono pagati!
Gentile Sindacato o lavori in questo senso o ci cancelliamo tutti!
Siamo a contare i suicidi e nessuno si domanda il perchè di certi eventi, certamente non si può generalizzare ma in qualche caso potrebbe essere riconducibile alla mal gestione del personale che da sempre avviene negli istituti dove i diritti uguali per tutti sono solo belle parole e dove continua a esserci poca trasparenza nella gestione dei turni, nell'assegnazione dei posti di servizio, e la solita tiritera dei figli e dei figliastri.
Tutte le aziende con elevato numero di personale, assimilabili quindi ad un istituto penitenziario, adottano software all'avanguardia per la gestione del personale, onde evitare reazioni sindacali , da noi perchè il sindacato non pretende altrettanto?

Di  luca  (inviato il 14/07/2014 @ 18:59:57)


n. 3


Ho 56 anni, quasi 32 anni di servizio effettivi la maggior parte dei quali vissuti in trincea; sono Ispettore Capo e probabilmente non diventerò mai Ispettore Superiore; in precedenza sono stato Agente, Agente Scelto ed Assistente (quasi Assistente Capo); ho fatto praticamente ogni servizio che si possa fare vestendo la divisa grigioverde prima e quella blu adesso, dalla sentinella, alla sezione, al Capoposto, al Comandante di Reparto;; ho conosciuto e gestito detenuti di ogni risma, dal poveraccio che ha rubato per fame al terrorista al superboss mafioso: sono ancora in trincea, stanco, psicologicamente provato, senza alcun tipo di aspettativa da parte dell'amministrazione, ma non ho alcuna intenzione di appendere la divisa al chiodo se non mi mandano via a calci per aver raggiunto i limiti d'età. E questo non perché io sia più bravo o più tosto degli altri, ma perché ho la consapevolezza che quando uno sceglie una certa strada sa a cosa va incontro e deve essere coerente con se stesso. Il mio orgoglio e la mia dignità non mi consentono di tirarmi indietro, e soprattutto ho un superiore che è così carogna da non lasciarmene passare una, niente a che vedere con i dirigenti ministeriali vivisezionatori di norme e lontani anni luce dalla realtà del carcere: la mia coscienza a lei non si sfugge.

Di  Alfonso Mambella  (inviato il 12/07/2014 @ 21:34:35)


n. 2


Caro Miguel Cervantes devo dire che non capisco "bene" il contenuto del tuo scritto. Da una parte sembra andare a favore del personale dall'altra sembra quasi tirare una pietra per portare alla luce "un problema". Bhè, con il tuo permesso lasciami dire la mia opinione:
- quando mi sono arruolato da agente di custodia facevo anche 140 ore di straordinario al mese, i riposi non esistevano perché venivano pagati 12.000 mila lire cadauno (lordo), prima, 8/16 e notte fissa, la mensa la pagavi e chiaramente le ferie le vedevi con il binocolo. Ti domanderai che eravamo da terzo mondo. Infatti, era peggio del terzo mondo ma vedi, esisteva un minimo di coerenza e di dignità tra il personale, c'era amore e rispetto, c'era cameratismo, c'era voglia di crescere e di dimostrare quello che potevamo valere. Poi è arrivata quella specie di riforma del 90 che io giovane agente già criticavo per la testa mozzata con cui era stata concepita. Ma l'euforia era generale, tutti contenti per questi nuovi nomi e per il colore della divisa, per l'avvento del sindacato.......... NON E' CAMBIATO NULLA ed anzi siamo precipitati in baratro assurdo dove l'anzianità e i gradi non vengono rispettati, dove i direttori fanno il bello e il cattivo tempo negli istituti. Ma ci rendiamo conto che ci sono direttori che sono stati scartati alla visita militare perché non idonei e poi comandano un Corpo di polizia? Ci rendiamo conto che la maggior parte dei direttori sono donne e senza nessuna formazione di polizia? Però comandano tutto. E come dire che a capo dell'ospedale metto un ingegnere anziché un medico. La giustifica potrebbe essere che sono tutti e due laureati. L'Italia funziona così e allora bisognerebbe arruolare gente senza nessun bagaglio culturale, gente che non è andata a scuola perché non si porranno mai domande. Ho sofferto molto di più nel periodo post aa.cc. che prima. Eppure ho potuto fruire di tutti i diritti esistenti: riposi. ferie, malattia, 104, perm.sindacali, perm.amministrativi. L'ingiustizia è un male incurabile e ti posso garantire che se ci finisci in mezzo non hai scampo. Altro che essere riformati a 19 anni 6 mesi e un giorno.
Ti saluto.
Pasquale

Di  Pasquale  (inviato il 12/07/2014 @ 20:41:19)


n. 1


quando una sentenza che riconosca a noi agenti il disagio di lavorare in luoghi insani.Credo che il nostro disagio non si debba più denunciare agli organi di stampa, con agenzie che oramai non legge più nessuno, ma ai giudici. La nostra amministrazione viola le più elementari norme sul lavoro senza che nessuno muova un dito. Faccio solo un esempio: il ricorso a turni di otto ore può avvenire solo se in sede di contrattazione decentrata vi è l'accordo tra amministrazione ed OO.SS., è ovvio che se in tutte le carceri italiane si fanno otto ore vi è una palese violazione, a livello nazionale delle norme contrattuali ( se le norme contano ancora qualcosa ). poi ci sono la fruizione delle ferie, dei riposi ecc.. Vi ricordate la questione fiat? Marchionne chiese 120 ore di straordinario obbligatorio all'anno. Successe un casino. Bene, noi le facciamo in tra mesi e tutti fanno finta di niente. Le segreterie di tutte le OO.SS. si dovrebbero svegliare.

Di  Anonimo  (inviato il 11/07/2014 @ 20:19:15)




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