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Il bollettino di guerra delle carceri italiane


Polizia Penitenziaria - Il bollettino di guerra delle carceri italiane

Notizia del 21/06/2016

in Houston abbiamo un problema

(Letto 4955 volte)

Scritto da: Baldo degli Ubaldi

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Ormai nella carceri italiane è un bollettino di guerra: ogni giorno aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, oltraggi, sputi, lancio di feci, di sangue infetto, mega risse tra detenuti di diverse etnie, prevaricazioni, minacce, aggressioni violente a detenuti … insomma un quadro davvero sconfortante ed in mezzo ci siamo noi i poliziotti penitenziari.

Mai come in questo ultimo periodo, più o meno da quando è stata applicata nelle carceri italiane la famigerata sentenza Torreggiani, noi poliziotti penitenziari, abbiamo prese legnate così forti ed in tale quantità.

Basta collegarsi con qualsiasi sito sindacale per rendersi conto di quanta violenza ai danni di un Corpo di Polizia dello Stato viene perpetrata ogni giorno da parte di chi anziché espiare la pena soffrendo, ma con dignità, espia le proprie colpe con l’arroganza propria di chi sa di essere IPERGARANTITO da uno Stato che ha abbassato la guardia e che per certi versi ha abbandonato un Corpo di Polizia al proprio destino.

E’ vero, l’impressione che si ha in periferia è questa: chi ci governa da tutto ai detenuti, spazi, giochi, cultura, sport; facciamoli diventare meccanici, agricoltori, forniamoli di titoli di studio o attestati che possano inserirli nel mondo del lavoro; da poco o niente alla Polizia Penitenziaria.

La Polizia Penitenziaria in periferia si sente perfino abbandonata dai propri sindacati, incapaci di trovare nuove strategie di lotta e di protesta contro un governo, contro dei dirigenti che appaiono sordi ad ogni invocazione di aiuto.

Nelle carceri entrano telefonini, droga e quant’altro e noi assistiamo impotenti a tutto ciò, o meglio cerchiamo di arginare per quanto possibile questi fenomeni, con i pochi mezzi e i pochi uomini che sono rimasti.

Ma in mezzo a tutto questo disastro cosa pensano i nostri burocrati? Alle statistiche, a come è organizzato l’istituto, a quanti colloqui fanno i minori con i propri padri detenuti, se c’è il collegamento Skype per le telefonate, a quanti tossicodipendenti potrebbero fruire dell’affidamento in prova al servizio sociale e quanti quintali di frutta e verdura sono stati prodotti dal lavoro agricolo dei detenuti in quel carcere …

E’ importante l’inserimento dell’evento critico che deve essere fatto in tempo reale, non è altrettanto importante, e mai succederà, ricevere una telefonata in tempo reale di un alto papavero che ti dice con voce suadente: "Coraggio … continua così … apprezzo il tuo lavoro. Sei prezioso per questa Amministrazione!!!"

E’ più facile che vi telefoni in Istituto Papa Francesco ...

 

 


Scritto da: Baldo degli Ubaldi
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n. 2


Chiedi di allontanare un detenuto violento e ti dicono “te lo devi tenere”;
Chiedi di ripristinare l’illuminazione esterna e ti dicono che non ci sono sghey;
Chiedi di controllare l’auto che fa rumore alla trasmissione, niente sghey;
Chiedi che venga applicata una sanzione disciplinare adeguata rispetto a gravi fatti commessi, NULLA;
Chiedi di intervenire con rigore per contrastare i più facinorosi e non accade quasi nulla:
Chiedi di chiudere dal lavoro i fannulloni e non te lo permettono;
Chiedi di potere controllare i detenuti sconsegnati, guai a farlo!!!!!!
Chiedi di rafforzare le unità addette ai colloqui, NIENTE;
Chiedi di potere avere la giornata di riposo dopo il turno di notte, quasi mai NIENTE;

Chiedi di potere essere distaccato vicino casa dopo anni passati al nord, NIENTE (intanto moglie e figli son cresciuti senza mariti e padri). Deve esserci una malattia seria di un appartente e magari con la 104 o l’art.7 arrivi nella tua regione. Ma questa che vita di mer…..è?, quasi quasi se un familiare si ammala è diventata una fortuna;

Chiedi questo ed altro ancora e non ottieni mai NIENTE!
Gli utenti ti guardano e se la ridono sotto i baffi, a volte anche in faccia ti ridono. Si sta scoppppppppiando!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A furia di chiedere e non ottenere risposte adeguate che permettano di avere un buon motivo per andare a lavorare, non chiederà più niente nessuno. Ma già è così da almeno quattro anni buoni. Questo è il fattore umano più drammatico che sta accadendo. Per uno dei motivi sopra elencati ed altre, il benessere del personale è solo aria fritta e belle parole al vento. Non scandalizziamoci se poi c’è un ritorno di fiamma al passato o se qualcuno la fa finita per motivi personali od altro. Non se la prendano i più giovani se negli ultimi giorni si parla tanto degli Agenti di Custodia e relativo glorioso passato.
Un collega mi ha detto l’altra volta: quando sono al lavoro, mi sento come se fossi preso a morsi e non posso neanche lamentarmi con l’aria che tira. A poi aggiunto, questo nostro Corpo si ridurrà ad una carogna in putrefazione a furia di vedersi strappata la carne tutti i giorni a morsi. Ed anche in quelle condizioni ci saranno le iene a fare pulizia, per tutto quello che resterà.
Io personalmente sono più ottimista nella vita.
Mi rifaccio normalmente ad un brano di De Andrè


Le Nuvole
Vengono vanno ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai.

Le mie braccia sono piccole, ma vi abbraccio lo stesso tutti


Di  anonimo  (inviato il 21/06/2016 @ 21:35:40)


n. 1


Concordo pienamente con baldo degli ubaldi, in periferia non solo ci sentiamo abbandonati dai dirigenti del dap e soprattutto dalle O.S. Che si limitano a dare le notizie degli eventi critici nei vari reparti detentivi, senza prendere iniziative importanti a favore di quei poliziotti che stanno in prima linea e che pagano la tessera. Avvolte anzi spesso il poliziotto di sezione è abbandonato perfino dai comandanti di reparto e dai direttori che ormai appartengono alla categoria degli educatori e poco importa loro dei poliziotti di sezione. Per favore facciamo qualcosa diamo un segnale forte al personale di polizia.

Di  Roby  (inviato il 21/06/2016 @ 14:29:00)




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