Novembre 2016
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Il carcere dell''Asinara: campo di prigionia, supercarcere, 41-bis e infine parco naturale


Polizia Penitenziaria - Il carcere dell''Asinara: campo di prigionia, supercarcere, 41-bis e infine parco naturale

Notizia del 01/01/2016

in Memoria del Corpo

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Scritto da: Redazione

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Nel 1720, dopo una breve parentesi asburgica, la Corona del Regno di Sardegna passa alla Casa Savoia.

Il re Carlo Emanuele III di Savoia decise di controllare direttamente l'Asinara nel tentativo di renderla un'isola produttiva e popolata e per i successivi 30 anni si vide l'isola popolarsi di pastori ed anche la tonnara di Trabuccato tornò in attività.

Nel 1767, i fratelli francesi Giuseppe Gioacchino e Antonio Felice Velixandre, chiesero al re di Sardegna Carlo Emanuele III di colonizzare l’isola con lo scopo di ripopolarla e ne ricevette risposta positiva. I Velixandre così espropriarono le terre ai pastori residenti (meno di cento persone, per la maggior parte pastori dell'entroterra sardo e pescatori liguri perlopiù di Camogli), pagando loro i danni per la requisizione delle terre. Così nel 1767 insediarono 150 coloni francesi che però pochi mesi dopo il loro arrivo sull’isola, furono costretti a ripartire rinunciando alla colonizzazione dell’Asinara a causa degli imbrogli dei fratelli Velixandre. I fratelli furono arrestati, ma riuscirono presto a dileguarsi.

L’iniziativa dei Velixandre servì se non altro a richiamare l’attenzione, sempre tutt’altro che disinteressata, di molti; fra questi, un nobile sassarese, Don Antonio Manca Amat, Marchese di Mores, riuscì a convincere l’allora Re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia, che nell’anno 1775 gli concesse l’isola con il titolo di Duca dell’Asinara. Sotto questo nuovo regime feudale migliorò la situazione dell’isola. Don Antonio fece arrivare dei Liguri che, forti delle loro esperienze, diedero segni concreti di sviluppo nell’agricoltura e nella pesca. Questo travaso di popolazione ecultura ligure venne reso più facile dall’unione politica tra la Repubblica Marinara di Genova e il Regno di Sardegna. Comunque, anche in questo caso l’incremento demografico che tutti si aspettavano non si verificò.

La soppressione dei Feudi dell’Asinara e dell’isola Piana, venne regolata da una legge del 1837. Nel 1883, sette anni prima che avesse termine tale regime feudale, gli abitanti dell’isola non superavano le 250 unità: il livello di produttività e benessere raggiunto nel periodo in questo Ducato è ben esemplificato dalla costruzione del Palazzo Ducale di Sassari, ora sede dello stesso Comune.

Durante la fase di transizione legislativa, nella quale si passa dai codici degli Stati preunitari alla promulgazione del codice Zanardelli, in Italia viene proposta l’istituzione delle Colonie Agricole, prendendo in considerazione il modello dell’isola di Pianosa (istituita nel 1858) e tra le diverse aree viene scelta in modo quasi incidentale l’isola dell’Asinara, è il 16 giugno 1885.

Il regolamento delle Colonie Penali Agricole entra in vigore il 1 marzo 1887 e prevedeva la suddivisione in due categorie, quelle destinate ai condannati ai lavori forzati e quelle per i condannati a tutte le altre pene.

La permanenza dei detenuti nella colonia era legata principalmente alla buona condotta e alle capacità nei lavori di coltivazione, dissodamento e bonifica dei terreni, nonché nella costruzione di strade e fabbricati.

Il feudalesimo cessato nel frattempo di fatto con la rinuncia del Manca a tutti i suoi balzelli, venne soppresso per legge nel 1837.

Seguì così un periodo di circa 50 anni in cui l'isola visse un periodo di relativa calma, considerata di fatto un comune anche se in realtà sotto il controllo di Porto Torres. Nel 1854 fu decretata dal re di Sardegna VIttorio Emanuele II la costruzione del faro a Punta Scorno.

 

L'ESPROPRIO

Ma le vicissitudini di quest'isola erano ben lontane dal terminare. Nel 1885 spinto da una grave crisi di colera, il Governo decise di istituire un lazzaretto a Cala Reale e una colonia agricola penale a Cala d’Oliva. La Legge n.3183 del 28 giugno 1885 autorizzava quindi l’espropriazione dell’Asinara. Non fu impresa semplice sgomberare l'isola e si dovette ricorrere all'uso della forza. Mentre i pastori che abitavano l'isola ed i residenti di Cala Reale furono trasferiti con la forza in diverse aree della Sardegna, le 45 famiglie di pescatori residenti a Cala d'Oliva ottennero invece il territorio di fronte all'Asinara dove fondarono il paese di Stintino. Iniziarono quindi i lavori di costruzione del lazzaretto che fu denominato “Stazione Sanitaria Marittima quarantenaria”. La colonia agricola penale prese invece il nome di “Casa di lavoro all’aperto” e fu composta da due diramazioni, una a Fornelli e l'altra a Tumbarino.

Esproprio dell''isola dell''Asinara nel 1885: la relazione del Ministro Agostino Depretis

 

L'ASINARA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE: IL CAMPO DI PRIGIONIA

Con lo scoppio della Grande Guerra la Stazione Sanitaria venne ampliata per poter essere usata come campo di concentramento dei prigionieri di guerra.

Dalle "Memorie di un prigioniero Austro-Ungarico" (Relazione del Campo di Prigionieri Colerosi all'Isola dell'Asinara nel 1915-1916 del gen. Giuseppe Carmine Ferrari): 

Nella notte dal 14 al 15 dicembre 1914 uno scoppio lungo e formidabile ci fece avvertiti che il ponte militare Belgrado-Semlino era saltato in aria; così a colonne intere di colonne e di carreggi militari ed a centinaia e centinaia di soldati austro-ungarici venne tolta ogni possibilità di portarsi sulla riva opposta, vale a dire in terreno patrio. Anch'io mi trovai tra quei disgraziati. All'albeggiare sopraggiunsero reparti di cavalleria serba, che ci fecero prigionieri, suddividendoci in tanti gruppi di 250 a 300 uomini.

Isola dell''Asinara: il campo di prigionia per i militari austro-ungarici della prima Guerra Mondiale

Quei prigionieri austro-ungarici nel Dicembre di un anno dopo arrivarono a Valona e li furono consegnati dai serbi alle autorità italiane che li imbarcò su diverse navi con destinazione Asinara. Con venti viaggi tra il 18 Dicembre 1915 ed il 20 Marzo 1916 furono imbarcati 23.861 prigionieri e ne arrivarono vivi all'Asinara 23.339. Dei prigionieri imbarcati 9805 erano riconosciuti come già infetti e trasportati con 7 viaggi specifici a loro dedicati, ma all'arrivo all'Asinara i prigionieri infetti erano già diventati 16547.

Circa 8.000 prigionieri morirono per le malattie infettive (principalmente per il colera) e circa 16.000 poterono lasciare l'isola nel Luglio del 1916 diretti in Francia a Tolone. Durante il periodo di prigionia diversi monumenti furono lasciati dai prigionieri del 2° reparto di Campo Perdu.

Nel 1919, l’Asinara cessò di essere una prigione militare.

Dopo la fine della grande guerra, l’Asinara restò sotto il controllo di tre diversi Ministeri: Ministero della Marina, responsabile dei fari di Punta Scorno e di Cala Reale, il Ministero della Sanità, da cui ovviamente dipendeva la Stazione Sanitaria Marittima di Cala Reale e Trabuccato ed il Ministero di Grazia e Giustizia al quale era affidato il controllo del restante territorio, essendo utilizzato come casa di lavoro all’aperto.

 

L'ASINARA TRA IL 1945 E GLI ANNI '70

Nel 1937, dopo la guerra d'Etiopia, furono deportati all’Asinara diverse centinaia di soldati Etiopi. Tra essi anche la figlia del Negus Ailè Selassiè che perse il figlioletto per un'infezione all'Asinara e che morì poi a Torino di tubercolosi.

Durante la seconda guerra mondiale, l’Asinara non fu coinvolta direttamente in alcuna azione bellica anche se va registrato l’affondamento della corazzata “Roma”, avvenuto il giorno dopo la firma dell’armistizio proprio al largo di punta Scorno.

Negli anni ’60 vennero realizzate importanti opere, quali bacini artificiali e interventi portuali.

Affondamento Corazzata Roma - Isituto Luce

 

IL SUPERCARCERE DELL'ASINARA NEGLI ANNI '70

Nel 1967 ci fu un importante convegno a Porto Torres sotto la cui giurisdizione ricadeva l'isola dell'Asinara sul tema dell'importanza dell'Asinara nello sviluppo turistico della Sardegna, ma le speranze di liberalizzazione andarono ad infrangersi con le decisioni degli anni '70. Erano gli anni di piombo, quelli del periodo del terrorismo. L’art.90 del Nuovo Ordinamento carcerario del 1975 prevedeva un particolare trattamento ai terroristi reclusi e così una diramazione del carcere fu destinata a detenuti di particolare pericolosità. Questo regime durò fino al 1984. Durante questi anni furono rinchiusi nel carcere dell'Asinara prima Renato Curcio e Roberto Franceschini e successivamente Totò Riina.

Si susseguono intanto nel corso degli anni i tentativi dell'amministrazione di Porto Torres e della Regione Sardegna di ottenere dal demanio il controllo dell'Asinara, nonché il tentativo di costituire il Parco nazionale in quell'area. Già nel 1976 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fa approvare per decreto il vincolo paesaggistico per il "notevole interesse pubblico" per l'Asinara. Nel 1991 viene approvata dal Parlamento la legge quadro n.394 sulle aree protette; con l’art.34 viene istituito il Parco nazionale del Golfo di Orosei, Gennargentu e dell'Isola dell’Asinara, inserita a sorpresa a seguito di un emendamento del Senatore Montresori.

 

LE STRAGI DI FALCONE E BORSELLINO E IL 41-BIS ALL'ASINARA

Ma nel 1992 i due attentati mafiosi con i quali furono uccisi prima il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti di scorta e dopo due mesi Paolo Borsellino con i cinque agenti della scorta segnarono un altro brusco stop all'iter di trasformazione dell'Asinara in Parco Nazionale. Il Governo, in risposta a questi due attentati approvò l’articolo 41-bis del nuovo ordinamento penitenziario nell'ambito del quale si decise di riattivare i carceri di massima sicurezza e tra questi quello dell'Asinara. Nell'ottobre del 1995 proprio alla vigilia della scadenza entro la quale avrebbe dovuto essere chiuso il carcere, furono trasferiti sull'isola Totò Riina e Leoluca Bagarella. Di li a due mesi il governo approvo un'ulteriore proroga che spostava la data di chiusura del carcere di altri 4 anni.

 

LOCALI DELLE DIVERSE STRUTTURE PENITENZIARIE

Il Carcere dell’Asinara si componeva di oltre 10 Diramazioni, dislocate lungo tutta l’isola. I detenuti erano solitamente suddivisi in base al tipo di reato e, a seconda della diramazione a cui erano assegnati, avevano compiti e libertà differenti.

Cala d’Oliva
Nel paesino di Cala d’Oliva, abitato fino al 1885 dagli abitanti dell’Asinara, si trovava il cuore pulsante dell’intero sistema carcerario dell’isola. Qui si trovavano infatti la direzione carceraria, gli alloggi dei dipendenti, la chiesa, la scuola e ben tre diramazioni.

Diramazione Centrale
Realizzata all’inizio del Novecento e successivamente ristrutturata e ampliata più volte. I detenuti qui presenti erano tra i meno pericolosi ed erano impegnati nelle cucine, in foresteria o nello spaccio.

Bunker
Si tratta di una diramazione realizzata in un secondo momento rispetto a quella centrale. Qui erano presenti poche celle di sicurezza che ospitarono criminali dall’alta pericolosità, quali Cutolo e Riina. In questa sede inoltre si raccoglievano e smistavano i detenuti in transito.

Nuova sezione
Realizzata accanto al Bunker nell’ex magazzino casermaggio, era composta da 23 celle che ospitavano i detenuti in semilibertà. Questi potevano lavorare anche esternamente all’isola ed erano spesso impiegati nelle operazioni di carico e scarico merci della Motonave Cantiello a Porto Torres, utilizzata per i trasporti da e per l’Asinara.

Fornelli
Il carcere di Fornelli è stato la prima struttura carceraria costruita sull'isola. E’ una diramazione situata nel sud dell’Asinara. Al momento dell’istituzione del carcere, all’inizio del Novecento, ospitava una cinquantina di detenuti, che venivano impegnati nelle attività di agricoltura e allevamento. Negli anni della Seconda Guerra mondiale, l’edificio venne adibito a tubercolario, per fronteggiare l’epidemia diffusasi sull’isola.
Negli anni ’70, Fornelli fu adibito a carcere di massima sicurezza, ospitando detenuti delle Brigate Rosse, quali Curcio e Franceschini, e dell’Anonima Sarda. Nel ’77 questa diramazione del carcere fu teatro di una violenta rivolta che costrinse a un inasprimento del sistema di sorveglianza carcerario.
Il carcere di Fornelli fu chiuso nel 1980, per poi essere riaperto nel 1992 a seguito dei gravissimi fatti di cronaca di stampo mafioso. Il Nuovo Ordinamento carcerario prevedeva, con l’art. 41-bis, il ripristino del carcere di massima sicurezza.

Tumbarino
Diramazione situata al centro dell’isola. Ospitava 10-15 detenuti con pene elevate, spesso accusati di violenza sessuale e pedofilia, che erano qui impegnati nella raccolta della legna.

Santa Maria
Si tratta di una delle diramazioni più recenti e moderne, situata a sud-est dell’isola. Qui scontavano la pena soprattutto i detenuti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, i quali venivano impegnati nelle attività di agricoltura e allevamento. A causa dell’alta percentuale di reclusi provenienti dall’estero, la diramazione di Santa Maria era denominata “legione straniera”.

Stretti
Situata al centro dell’isola, poco a nord di Stretti, fu istituita nel 1918 per scopi agricoli. A causa del terreno inospitale, spesso battuto da forti venti, fu abbandonata nel 1958.

Campu Perdu
Diramazione situata nella zona centro-settentrionale dell’isola. Al pari di Stretti fu realizzata nel 1918 negli edifici preesistenti dell’Amministrazione Militare. Qui furono realizzate delle stalle molto all’avanguardia che sono tutt’ora utilizzate da un maneggio.

Campo Faro
Adiacente a Campu Perdu, rispetto a cui però è antecedente. Fu infatti realizzata all’inizio del Novecento, accanto al cimitero degli italiani.

Trabuccato
Diramazione localizzata nell’Asinara centro-settentrionale, più a est rispetto a Campu Perdu e Campo Faro. Fu realizzata dopo la Prima Guerra Mondiale per accogliere detenuti con pene elevate, ma vi erano anche detenuti sconsegnati, quelli cioè che non necessitavano di vigilanza continua. Questi ultimi si occupavano di curare una vigna di circa 5 ettari. La capienza complessiva era di 10-15 detenuti, con picchi di 30 nei periodi di maggiore affluenza, in cui erano utilizzati dei letti a castello.

Case Bianche, Elighe Mannu, Sa Zonca
Piccole diramazioni situate a nord dell’isola, lungo l’attuale Sentiero del Leccio. La maggior parte dei detenuti di queste diramazioni erano pastori e sconsegnati, che non necessitavano di sorveglianza continua. Essi, impossibilitati a seguire gli orari della mensa perché impegnati nel controllo del bestiame, ricevevano delle provviste settimanali. In alcuni casi alloggiavano direttamente in apposite strutture vicino al luogo di lavoro.

 

IL PARCO NATURALE - www.parcoasinara.org

Ma nel 1997 con la Legge 344, in anticipo di due anni sull'ultima scadenza, viene istituito il Parco Nazionale dell'Asinara. Nel Gennaio del 1998 gli ultimi agenti della Polizia Penitenziaria lasciano l'isola mentre viene insediato il primo nucleo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sarda in un simbolico cambio della guardia.

Il Parco cominciò effettivamente a funzionare a metà del 1999 e nel Giugno del 2000, l’Asinara viene trasferita dal Demanio dello Stato alla Regione Sardegna con l'eccezione di alcune aree che rimangono sotto controllo e responsabilità di alcuni Ministeri, come per esempio il faro di Punta Scorno e le strutture più importanti dell’area di Cala Reale.

 

IL CARCERE E IL PARCO: LA PROPOSTA DI CONVIVENZA

A partire dai primi anni novanta, iniziò un vasto movimento di pensiero con il proposito di trasformare l'isola dell'Asinara (e le altre isole sedi di istituti penitenziari) in parco naturale.

In verità il progetto avrebbe potuto avere anche successo se non fosse interventuta - nel 1992 - la cd. "Legge Martelli" (quella del "carcere duro" per i mafiosi) all'indomani del barbaro assassinio dei Giudici Falcone e Borsellino.

Al riguardo l'Associazione Mediterranea per l'Avifauna Marina sosteneva: «Se la presenza nell'Asinara di un Penitenziario strutturato in diramazioni dislocate in varie parti dell'isola rende vana, allo stato attuale, l'ipotesi della istituzione di un Parco Autonomo, per l'indispobilità del Ministero di Grazia e Giustizia di cedere l'isola ed altro demanio statale o regionale, questo non impedisce tuttavia la possibilità di sperimentare la coabitazione tra Penitenziario e Parco, grazie alla disponibilità offerta dal Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena del Ministero di Grazia e Giustizia.

Da parte di tale Ministero infatti è stata avanzata all'Amministrazione Comunale di Porto Torres una proposta di una nuova gestione dell'Asinara sintetizzabile nei seguenti punti:

presenza nell'isola di un basso numero di detenuti e a limitata pericolosità;

edilizia carceraria che dovrà rispecchiare più l'idea di una piccola città che di un carcere con conseguente trasformazione delle celle in piccoli appartamenti per detenuti;

possibilità di formazione di cooperative miste tra detenuti e cittadini liberi per la gestione delle risorse rinnovabili dell'isola;

l'apertura dell'isola dell'Asinara ad un flusso turistico limitato;

possibilità di costituire centri di ricerca e di formazione in collaborazione con altri Enti ed Amministrazioni pubbliche e private.
Tale proposta ha in se vari aspetti positivi sintetizzabili nel seguente modo:

la contemporanea presenza nell'isola di un Carcere e di un Parco costruisce il primo esempio di struttura penitenziaria dove il recupero e la riabilitazione del detenuto avviene anche attraverso la gestione e conservazione delle risorse naturali;

la presenza del carcere garantisce la sorveglianza dell'isola altrimenti difficilmente attuabile con i soli mezzi eli un Parco;

l'apertura dell'isola ad un flusso turistico limitato e giornaliero consente da un lato la fruizione di un ambiente così peculiare da parte di migliaia di persone all'anno e dall'altra garantisce la conservazione delle sue risorse rinnovabili;

la possibilità di impiegare i detenuti nella gestione dei servizi del Parco come il rimboschimento dell'isola, la soveglianza delle Riserve integrali, il monitoraggio delle popolazioni dei Mammiferi selvatici, il servizio di guida turistica, l'Azienda agro-faunistica etc.;

la disponibilità da parte deH'Amministrazione del Ministreo di Grazia e Giustizia ad ospitare, in alcuni locali del Penitenziario alcuni Centri di Ricerca e di Formazione nel campo della gestione ambientale.
Da quanto esposto sopra risulta evidente che le indicazioni contenute nella proposta del Ministero di Grazia e Giustizia sono sufficientemente aperte e tali da garantire la fruizione pubblica dell'Asinara eliminando nello stesso tempo i pericoli speculativi che unai liberazione affrettata dell'isola comporta.
Va infine sottolineato che gli obiettivi del Parco dell'Asinara contenuti nel presente piano sono, a nostro parere, totalmente raggiungibili anche con la contemporanea presenza di un Istituto di Pena nell'isola».


 

LE SPESE DI AMMODERNAMENTO DEL CARCERE E STRUTTURE DELL’ISOLA DAL PROGRAMMA DEL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

L'arrivo all'Asinara dei detenuti mafiosi sottoposti al regime "41 bis" ha reso necessario una serie di interventi straordinari sulle strutture che hanno destato non poche perplessità.

Infatti mentre da una parte sono stati stanziati 2.500.000.000 per la ristrutturazione di alloggi e locali destinati al personale della Polizia Penitenziaria, dall'altra parte sono stati stanziati 23.000.000.000 per analoghi interventi a favore di Polizia di Stato e Carabinieri: come dire che il padrone di casa dorme sul tappeto per cedere il letto all'ospite!

Ristrutturazione di circa 15 alloggi ubicati in località Cala Reale: lire 1.000.000.000

Ristrutturazione e miglioramento degli alloggi più degradati in località Cala d'Oliva: lire 500.000.000

Ristrutturazione di un capannone ubicato in località Cala Reale per destinarlo a Palestra per il personale: lire 500.000.000

Ristrutturazione di un edificio per destinarlo a servizi ricreativi: lire 500.000.000

Realizzazione impianti depurazione acque nere nell'insediamneto di Cala d'Oliva: lire 300.000.000

Revisione e ampliamento rete telefonica tra le varie diramazioni: lire 200.000.000

Sistemazione strada tra Cala d'Oliva e Cala Reale: lire 2.500.000.000

 Acquisto n.2 Motovedette: lire 2.000.000.000

TOTALE: lire 7.500.000.000

 

PROGRAMMA FORZE DELL'ORDINE

Ristrutturazione Caserma per Carabinieri: lire 2.000.000.000

Ristrutturazione fabbricato attiguo caserma Carabinieri per servizi: lire 2.500.000.000

Potenziamento attuale mensa e caserma Carabinieri: lire 1.000.000.000

Ristrutturazione fabbricato per alloggiamento Polizia di Stato (50 posti): lire 5.000.000.000

Ristrutturazione fabbricato per servizi, mensa, ecc.: lire 4.000.000.000

Ristrutturazione magazzino per palestre: lire 2.000.000.000

Impianto depurazione, fognario ed idrico: lire 1.500.000.000

Sistemazione strada tra Cala Reale e Fornelli: lire 3.000.000.000

installazione di prefabbricati provvisori in attesa ristrutturazioni: lire 3.000.000.000

TOTALE: lire 23.000.000.000

 


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