Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
Il colpo di spugna che ha cancellato l'Ente Orfani degli Agenti di Custodia


Polizia Penitenziaria - Il colpo di spugna che ha cancellato l'Ente Orfani degli Agenti di Custodia

Notizia del 27/03/2014

in Il Pulpito

(Letto 2942 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


Tra le tante “infiltrazioni” nella riforma degli Agenti di Custodia (cioè articoli e articoletti infilati nella normativa che nulla avevano a che fare con la materia trattata) ce n’è stata una che ha cancellato con un colpo di spugna l’Ente Orfani. Infatti, con l’art. 41 della legge 15 dicembre 1990, n 395 (Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria) sono stati estesi a tutto il personale dell’Amministrazione Penitenziaria gli interventi sociali previsti dalla legge 24 luglio 1977, n. 616 per le Forze Armate, l’Arma dei Carabinieri, gli altri Corpi di Polizia e i Vigili del Fuoco, mediante la soppressione dell’Ente di assistenza degli orfani degli appartenenti al Corpo degli Agenti di Custodia sostituito dall’Ente di Assistenza per il personale dell’Amministrazione penitenziaria, che ne ha assorbito tutti i beni mobili ed immobili. A tale nuovo Ente, così surrettiziamente esteso al personale civile dell’amministrazione penitenziaria, è stata attribuita personalità giuridica di diritto pubblico e da esso sono state assorbite le precedenti gestioni relative alle mense in comune non obbligatorie, alle sale convegno, agli spacci, ai soggiorni marini e montani, agli stabilimenti balneari, alle rappresentative sportive e agli aggi derivanti dalla vendita dei tabacchi e dei valori bollati presso gli istituti penitenziari, tutte precedentemente ascritte al Corpo degli Agenti di Custodia. Ovviamente, considerata la consistenza numerica del personale dell’amministrazione penitenziaria (40.000 poliziotti: 5.000 impiegati civili), la contribuzione è sostenuta per il novanta per cento dalla Polizia Penitenziaria. E non va dimenticato che anche le sanzioni pecuniarie inflitte al personale del Corpo sono andate ad alimentare le entrate dell’Ente. A completare l’opera, il 30 aprile 1997, fu emanato lo Statuto dell’Ente di Assistenza con il quale è stato istituito un Consiglio di Amministrazione composto dal Capo del Dap e da cinque consiglieri scelti dal Capo del Dap. Il Consiglio di Amministrazione, insomma, è stato consegnato nelle mani del dipartimento in quanto, a fianco del Capo Dap, sono stati, sistematicamente, nominati i direttori e dirigenti di quegli stessi uffici. A fianco (o meglio al di sotto) del Consiglio di Amministrazione lo Statuto ha previsto un Comitato di Indirizzo Generale formato dai componenti del Consiglio di Amministrazione e da un pari numero di rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del personale dell’amministrazione penitenziaria.
Sempre con una interpretazione unilaterale e surrettizia, i posti nel Comitato furono suddivisi in 3 rappresentanti della Polizia Penitenziaria e due del personale civile, così che l’ingiustizia fosse completa.
Ovviamente, per tutti gli incarichi sopra accennati fu istituito un gettone di presenza che, nel solo caso del Consiglio di Amministrazione, comportava un onere di spesa superiore ai 50.000 (cinquantamila) euro l’anno. In particolare, l’Ente ha pagato 12.000 euro l’anno al Presidente, 9.000 euro l’anno al Consigliere delegato (peraltro funzione senza riscontro statutario), 8.000 euro ciascuno agli altri componenti (compreso il rappresentante del Ministero del Tesoro) e 4.000 euro al segretario. Di fronte ad una situazione del genere, peraltro consequenziale alla soppressione dell’Ente Orfani degli Agenti di Custodia e all’assorbimento di tutti i suoi beni mobili ed immobili da parte di un nuovo Organismo, ci fu la contestazione delle organizzazioni sindacali – e del Sappe in particolare – che rivendicarono il diritto alla gestione dell’Ente da parte dei suoi stessi contribuenti. Paradossalmente, infatti, chi gestiva materialmente ed economicamente l’Ente non era nemmeno iscritto e non versava una lira nelle sue casse (pur incassando i gettoni di presenza in consiglio di amministrazione). Anche in relazione a questo, le rivendicazioni del Sappe miravano a far entrare rappresentanti del personale nel Consiglio di Amministrazione e a far modificare i criteri di composizione del Comitato di Indirizzo Generale. Purtroppo la cura fu peggiore della malattia.
La risposta del dipartimento fu, come al solito, arrogante e prepotente.
Con DPCM del 21 febbraio 2008 – ancora una volta unilateralmente – fu emanato un nuovo Statuto.
Onde permettere, bontà loro, l’ingresso in Consiglio di Amministrazione di rappresentanti del personale dell’amministrazione penitenziaria fu elevato il numero di componenti (da cinque a sette), così da salvaguardare comunque la presenza degli stessi dirigenti di prima e “aggiungere” due componenti (sempre “scelti” dal Capo del Dap) che rappresentassero, appunto, il personale. Per il Comitato di Indirizzo Generale fu adottata, invece, una soluzione ancor più iniqua con la previsione di un rappresentante per ogni organizzazione sindacale dell’amministrazione, senza alcuna distinzione di categoria e/o di percentuale di rappresentatività.
Il risultato fu la trasformazione del Comitato in “assemblea” con la presenza ad ogni riunione di 32 (trentadue) componenti, dove chi rappresenta 200 (duecento) iscritti ha la stessa rilevanza di chi ne rappresenta 11.000 (undicimila). A queste condizioni, aspramente contestate, il Sappe non ha più partecipato al Comitato di Indirizzo che, peraltro, ha soltanto funzioni consultive.
Nel frattempo, sulla vicenda, sono state avviati numerosi contenziosi giuridici, giurisdizionali e amministrativo-contabili dai quali, prima o poi, siamo convinti che otterremo giustizia.
Tuttavia, purtroppo, ancora oggi i nostri soldi ed i nostri beni, mobili ed immobili, continuano ad essere gestiti dalla dirigenza del Dap che prosegue a fare quel che vuole dell’Ente di Assistenza (è emblematica in tal senso la vicenda dei sussidi funeratizi), senza aver mai versato nemmeno un centesimo nelle sue casse.
E qui, in conclusione, è davvero calzante la citazione di una delle battute più famose del grande Totò:
“E io pago ... !”

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
(Leggi tutti gli articoli di Giovanni Battista De Blasis)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Condannato per aver aggredito Poliziotti penitenziari nel carcere di Sanremo. Arrestato e riportato in carcere
Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata
Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma
Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni
Indagini nel carcere di Padova per capire chi ne ha disposto il declassamento da detenuti alta sicurezza a detenuti comuni
La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie
In arrivo un bando di gara per la fornitura di circa diecimila braccialetti elettronici
Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Agrippa spiegò l'ordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo (come in Esopo) ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, se collaborano insieme sopravvivono, se discordano insieme periscono. E che, effettivamente, se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo. Ma ribatté che, dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento. La situazione fu ricomposta ed i plebei fecero ritorno alle loro occupazioni, dimenticando che nel corpo umano la distribuzione del nutrimento dallo stomaco alle membra è inevitabile, mentre nella società ciò non sempre accade.

...Il tempo passa... INVANO!

Di  Anonimo  (inviato il 28/03/2014 @ 09:07:47)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

23.23.54.109


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Le tristi notti del poliziotto penitenziario cinquantenne

2 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

3 In ricordo di Roberto Pelati, ex atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre colpito da una grave malattia e scomparso prematuramente

4 Un lutto improvviso: ci lascia Andrea Accettone, collega, segretario, come un fratello

5 I veri nemici della Polizia Penitenziaria

6 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

7 Poliziotti penitenziari che lavorano negli uffici: pochi, troppi o adeguati?

8 Bologna: poliziotto penitenziario di 44 anni lotta tra la vita e la morte dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa

9 La protesta dei poliziotti di Rebibbia e gli starnuti del RE

10 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario





Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Assunzioni in Polizia Penitenziaria e scorrimento graduatorie: Governo rifiuta gli emendamenti Ferraresi (M5S)

3 Quindici colpi di pistola contro il Poliziotto penitenziario: le prime indagini dei Carabinieri

4 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

5 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

6 Polizia Penitenziaria e Carabinieri arrestano due persone pronti a sparare e con targhe contraffatte

7 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

8 Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata

9 Detenuto in permesso premio sequestra, rapina e violenta una ragazza in un ufficio pubblico

10 Sparatoria tra Poliziotto penitenziario e macedone: lite scoppiata per motivi sentimentali


  Cerca per Regione